{"id":16113,"date":"2016-07-18T00:50:33","date_gmt":"2016-07-17T22:50:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=16113"},"modified":"2016-07-18T00:50:33","modified_gmt":"2016-07-17T22:50:33","slug":"sergey-lavrov-la-russia-e-stata-demonizzata-1a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=16113","title":{"rendered":"Sergey Lavrov: La Russia \u00e8 stata demonizzata dall&#039;Occidente (1a parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Intervista al ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov pubblicata sul <a href=\"http:\/\/www.mid.ru\/en\/press_service\/minister_speeches\/-\/asset_publisher\/7OvQR5KJWVmR\/content\/id\/2298019\">Sito ufficiale del Ministero<\/a> il 31 maggio 2016 (traduzione dalla versione in inglese di Marco Bordoni per <a href=\"http:\/\/sakeritalia.it\/\">Saker Italia<\/a>).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domanda:<\/strong> Hanno provato a spezzarci con le sanzioni, la NATO si avvicina ai nostri confini, stanno dispiegando un sistema di difesa missilistica. Il nostro paese \u00e8 sottoposto ad una demonizzazione senza precedenti da parte dei media internazionali. Si rifiutano di ascoltarci. Gli Stati Uniti sono alla guida di questo processo. Il presidente USA Barack Obama ha detto che la nazione americana \u00e8 \u201ceccezionale\u201d e gli altri paesi devono stare alle regole stabilite dagli Stati Uniti. Il ruolo di vassallo ci va chiaramente stretto. Siamo quindi condannati ad una eterna rivalit\u00e0 e ad una conflitto senza fine contro l\u2019Occidente, raccolto intorno agli Stati Uniti, una rivalit\u00e0 che in ogni momento pu\u00f2 degenerare in confronto, per tacere gli scenari pi\u00f9 neri? La gente dice sempre pi\u00f9 frequentemente che ci sar\u00e0 una guerra. Quanto sono fondate queste preoccupazioni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sergey Lavrov<\/strong>: Non ci sar\u00e0 nessuna \u201cguerra mondiale\u201d: lo ha detto lo stesso\u00a0<a href=\"http:\/\/www.kremlin.ru\/\">Presidente Putin<\/a> nel film\u00a0<em><a href=\"http:\/\/sakeritalia.it\/video\/lordine-mondiale-serie-completa\/\">Ordine Mondiale<\/a> <\/em>di\u00a0Vladimir Solovyov. Sono convinto che i politici ragionevoli, che ci sono in Occidente, non lasceranno che questo accada, perch\u00e9 ricordano ancora bene gli orrori della Prima e della Seconda Guerra Mondiale. La Russia ha sofferto le perdite pi\u00f9 dolorose durante la guerra in Europa, la Cina ha sofferto le perdite pi\u00f9 dolorose nel Pacifico, combattendo il militarismo giapponese. Di nuovo: i politici non possono permettere che succeda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente noi possiamo contare sugli altri ma, soprattutto, dobbiamo pensare noi per primi a prepararci, al fine di impedire\u00a0un\u2019altra guerra. Questi sforzi vengono compiuti a proposito dell\u2019attitudine ad allestire capacit\u00e0 militari eccessive e in violazione ai trattati internazionali. Lei ha menzionato il sistema di difesa aereo. Nel 2001 gli Stati Uniti si sono ritirati dal Trattato Anti Missili Balistici. Al tempo il Presidente Americano George W. Bush disse, in risposta alle preoccupazioni espresse dal Presidente Vladimir Putin, che Mosca non doveva avere paura, dal momento che il progetto non era inteso contro la Russia, e che gli Stati Uniti si rendevano conto del fatto che la Russia sarebbe stata costretta a rispondere. Disse anche che Mosca poteva adottare qualsiasi iniziativa e sentirsi libera di muoversi come avesse ritenuto opportuno. I nostri pacifici vicini dell\u2019Europa dell\u2019est dovrebbero tenerlo bene a mente. Noi stiamo inviando calmi messaggi di avvertimento che adotteremo delle contromisure di ritorsione se l\u2019infrastruttura militare della NATO dovesse avvicinarsi troppo ai nostri confini. Ma loro tendono a dimenticarsene e ad attribuire l\u2019intera colpa alla Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi, come se fosse una cosa naturale, veniamo incolpati per la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.mid.ru\/en\/themes\/-\/asset_publisher\/p12AYJypFaxg\/content\/id\/706117\">crisi Ucraina<\/a>\u00a0e la <a href=\"http:\/\/www.mid.ru\/en\/themes\/-\/asset_publisher\/p12AYJypFaxg\/content\/id\/649001\">crisi siriana<\/a>. Continuano a dirci cosa dovremmo fare, cosa dobbiamo fare. Ora ci chiedono di prestare assistenza riguardo alla\u00a0<a href=\"http:\/\/www.mid.ru\/en\/maps\/ly\/?currentpage=main-country\">crisi libica<\/a>. Presto o tardi saremo accusati di quello che succede\u2026 in <a href=\"http:\/\/www.mid.ru\/en\/maps\/ye\/?currentpage=main-country\">Yemen<\/a>. E\u2019 una politica premeditata, non ho dubbi su questo. Francamente, \u00e8 dall\u2019inizio del ventesimo secolo, e anche da prima, dal tempo di Ivan il Terribile, che nessuno ha desiderato una Russia forte e fiduciosa nei proprio mezzi. Durante il secolo scorso Britannici e Americani hanno fatto del loro meglio per evitare che l\u2019Eurasia mantenesse al sua compattezza, e mi riferisco all\u2019Impero Russo, all\u2019Unione Sovietica e a ci\u00f2 a cui stiamo assistendo ora in termini di sforzi per promuovere un processo di integrazione nello spazio post sovietico. Rientra tutto nel concetto che lo scienziato politico americano Zbigniew Brzezinski ha espresso nel suo libro <em>La Grande Scacchiera,\u00a0<\/em>dove ha affermato chiaramente il compito di evitare che i barbari possano unirsi. Si \u00e8 espresso proprio in questi termini. Chiaramente si tratta di un linguaggio figurato, ma mostra abbastanza chiaramente la linea di pensiero sottostante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, riguardo a ci\u00f2 che bisogna fare. E\u2019 chiaro che la Russia \u00e8 stata demonizzata. Va bene, ormai dobbiamo esserci abituati: con rare eccezioni i nostri interlocutori non hanno mai mostrato apertura nei nostri confronti nel corso dell\u2019intera storia. Ricordate il discorso di Fulton, tenuto pochi mesi dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo la grande vittoria degli Alleati? Durante la guerra Winston Churchill espresse ripetutamente ammirazione per Stalin, dicendo che l\u2019Unione Sovietica era un alleato ed un\u00a0interlocutore affidabile, e poi fece il discorso che diede il via alla Guerra Fredda. Non parler\u00f2 neanche di informazioni che abbiamo per le quali potrei essere accusato di paranoia. A margine degli incontri del G7 ad Hiroshima, a commento della visita in Giappone del Presidente Obama, i nostri media e il nostro pubblico si sono impegnati in una vasta discussione a proposito delle ragioni per cui sono state sganciate le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. E\u2019 noto che il Presidente Truman consider\u00f2 seriamente la possibilit\u00e0 di consegnare circa 20 citt\u00e0 Sovietiche allo stesso destino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciatemi ribadire che \u00e8 necessario essere amici ed intrattenere buone relazioni con tutti. E\u2019 questo il nostro principio. La politica estera russa \u00e8 multi vettoriale, e siamo aperti a stabilire collaborazione e cooperazione con tutti quelli che sono a loro volta pronti a lavorare assieme su di un piano\u00a0di parit\u00e0, di mutuo vantaggio e di considerazione dei reciproci interessi. Ma\u00a0nel promuovere questa politica dovremmo ricordarci che i nostri principali alleati sono sempre l\u2019Esercito, la Marina\u00a0ed ora le Forze Aerospaziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua domanda era molto impegnativa: toccava diversi argomenti. Per quanto riguarda le sanzioni, nel contesto di quanto ho gi\u00e0 detto appare evidente che l\u2019Ucraina \u00e8 stato solo un pretesto per ingranare le sanzioni. La politica di contenimento verso la Russia inizi\u00f2 molto prima. Appena hanno capito che il Presidente Vladimir Putin, salendo al potere nel 2000 desiderava affermare l\u2019indipendenza del paese negli affari interni, esteri e nella politica economica, hanno iniziato ad elaborare strumenti per contenerci. Dopo tutto il Magnitskij Act \u00e8 stato adottato molto prima degli eventi in\u00a0Ucraina. Un sacco di fatti sono stati rivelati, alcuni dei quali mostrati in documentari che per qualche ragione in Europa sono banditi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 tardi il Presidente Obama ha cancellato la sua visita a Mosca in occasione del summit G20 di San Pietroburgo nel settembre del 2013, perch\u00e9 si era offeso a proposito dell\u2019affare riguardante Edward Snowden, che \u00e8 fuggito dalla Agenzia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti ed ha chiesto asilo in Russia. Abbiamo dovuto concederglielo per ragioni umanitarie (una di queste ragioni era che semplicemente non aveva un passaporto) non aveva documenti che gli permettessero di lasciare la Russia. Comunque si sono offesi, hanno preso ha fare i gradassi e a minacciarci, sebbene non in maniera risoluta come nel caso Ucraino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi accogliamo le presenti restrizioni, che ci sono imposte, come una finestra di opportunit\u00e0 che dovremmo fare il possibile per sfruttare, al fine di rafforzare la nostra sicurezza alimentare e tecnologica, continuare a diversificare l\u2019economia e i legami economici esteri, e infine creare meccanismi finanziari alternativi efficaci e sistemi di pagamento. Vorrei aggiungere che per noi non \u00e8 tanto importante il quando le sanzioni anti russe saranno rimosse: non le abbiamo imposte noi, e non discuteremo criteri e condizioni per la loro rimozione, ma\u00a0solo le modalit\u00e0 con cui potremo trarre il massimo vantaggio dalla situazione corrente per il nostro sviluppo economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domanda: <\/strong>Il processo di Minsk fu lanciato pi\u00f9 di anno fa. Molti credono che stia fallendo e che non produrr\u00e0 risultati positivi. Ci sono speranze che il Pacchetto di Minsk possa essere attuato?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sergey Lavrov: \u00a0<\/strong>Naturalmente c\u2019\u00e8 ancora speranza. Dobbiamo continuare a chiedere la sua attuazione, come abbiamo fatto fin ora. Gli accordi di Minsk sono stati coordinati nel corso di difficilissimi colloqui di alto livello e poi firmati da Kiev, Donetsk, Lugansk, dalla Russia, dalla Francia e dalla Germania. Sono l\u2019unico documento che elenca gli obblighi contratti dalle parti in conflitto e le garanzie offerte dagli Europei e dalla Russia. Non dobbiamo consentire che questi accordi facciano la fine degli accordi siglati da Viktor Yanukovych, Arseny Yatsenyuk, Vitaly Klitschko e Oleg Tyagnibok nella notte del 21 febbraio 2014, in presenza e con la testimonianza dei rappresentanti di Francia, <a href=\"http:\/\/www.mid.ru\/en\/maps\/de\/?currentpage=main-country\">Germania<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/www.mid.ru\/en\/maps\/pl\/?currentpage=main-country\">Polonia<\/a>, \u00a0solo per essere violati la mattina del giorno successivo. E i nostri colleghi di Francia, Germania e Polonia rimasero in vergognoso silenzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente dell\u2019Ucraina Petro Poroshenko e il Ministro degli Esteri Klimkin hanno rilasciato dichiarazioni contrastanti riguardo al loro impegno per la realizzazione degli accordi di Minsk, dicendo una cosa al loro popolo e provando di agire in maniera pi\u00f9 costruttiva agli incontri con i loro interlocutori stranieri. Speriamo che almeno parte delle loro dichiarazioni abbiano seguito. La situazione \u00e8 semplicissima. Stanno ancora discutendo se venga prima l\u2019uovo o la gallina, e quale sia il prossimo passo da farsi. La sicurezza \u00e8 diventata contro ogni previsione l\u2019argomento chiave per il Presidente Poroshenko. Ora parla non solo di cessate il fuoco, ma della introduzione di forze internazionali per assicurare la sicurezza nel territorio del Donbass. Il che non \u00e8 previsto negli accordi di Minsk. Il Donbass non sar\u00e0 mai d\u2019accordo, e secondo gli accordi di Minsk tutti i passi verso una sistemazione devono essere coordinati con il Donbass.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito della sicurezza sulla linea di contatto, siamo fermamente a favore di un rafforzamento del ruolo e della responsabilit\u00e0 della\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.osce.org\/ukraine-smm\">missione OSCE<\/a>, per l\u2019aumento del numero degli osservatori in modo che possano sovraintendere alla creazione di una distanza di sicurezza fra le parti in conflitto, come concordato, e possano anche controllare i magazzini di stoccaggio degli armamenti delle parti. In sostanza, \u00e8 possibile rimandare il processo all\u2019infinito parlando ogni volta di sicurezza insufficiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kiev insiste sul fatto che le loro riforme politiche inizieranno solo quando la sicurezza \u00e8 mantenuta al 100% per diverse settimane o addirittura per mesi. E\u2019 una posizione non realistica. Nulla del genere \u00e8 mai stato ottenuto in alcun altro conflitto, senza prima una regolazione degli aspetti politici. A tal proposito tutte le palle sono nella met\u00e0 campo ucraina. Mi riferisco, in primo luogo, allo statuto speciale del Donbass, che \u00e8 stato stabilito negli accordi di Minsk e che ora ha bisogno di essere formalizzato in una legge e protetto dalla costituzione. C\u2019\u00e8 poi la questione dell\u2019amnistia, visto che l\u2019amnistia \u00e8 parte dell\u2019accordo ora che la marea del conflitto sta rifluendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una legge di amnistia \u00e8 stata scritta e adottata dalla\u00a0Verkhovna Rada (il parlamento), ma il Presidente Poroshenko non l\u2019ha firmata. Non so il motivo. Ci dicono che l\u2019amnistia pu\u00f2 essere approvata solo sulla base di una legge del 1996, secondo la quale tutti i sospetti devono richiedere individualmente l\u2019amnistia e la sua applicazione sar\u00e0 valutata di caso in caso dalle corti Ucraine. Questo non \u00e8 quanto concordato, e certamente impedir\u00e0 l\u2019applicazione degli accordi di Minsk. Infine, dovranno essere tenute delle elezioni dopo che lo statuto speciale del Donbass sar\u00e0 formalizzato nella costituzione assieme alla legge sull\u2019amnistia. Tutti queste questioni (le elezioni, la legge sullo statuto speciale, e le modifiche della costituzione in osservanza al pacchetto di Minsk, che chiaramente le richiede) devono essere coordinate con le aree delle regioni di Donetsk e Lugansk interessate dal conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 stato fatto, nonostante gli sforzi compiuti all\u2019interno del Gruppo di Contatto, unico contesto in cui un dialogo diretto fra Kiev Donetsk e Lugansk \u00e8 possibile, e all\u2019interno del Formato Normandia, che non pu\u00f2 sostituire il Gruppo di Contatto e non importa quanto Kiev, o anche Berlino o Parigi, possano desiderarlo. Siamo consci del loro stato d\u2019animo e abbiamo sentito proposte secondo cui quattro parti (Francia, Germania, Russia e Ucraina) dovrebbero negoziare un accordo, dopo di che starebbe alla Russia convincere il Donbass ad aderirvi. Quando spieghiamo che un dialogo diretto fra il Donbass \u00e8 Kiev \u00e8 quanto occorre, un rappresentante tedesco chiese cinicamente e abbastanza insolentemente perch\u00e9 insistiamo su un dialogo diretto se basterebbe un quarto d\u2019 ora alla Russia per allineare il Donbass al suo volere. Questo \u00e8 precisamente ci\u00f2 che ha detto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domanda:<\/strong>\u00a0Ho lavorato nel Donbass fin dall\u2019inizio e sono stato testimone del referendum dell\u201911 maggio. E\u2019 molto difficile spiegare alla gente perch\u00e9 il referendum della Crimea \u00e8 stato riconosciuto e quello di Donetsk e Lugansk, corretto e onesto tanto quanto quello della Crimea, svoltosi in presenza di noi giornalisti, no. Perch\u00e9 la Russia non prende posizione nel senso che qualora l\u2019Ucraina continui a sabotare il Processo di Minsk, la Russia riconoscer\u00e0 ufficialmente le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, e stabilir\u00e0 con loro trattati, cos\u00ec come ha fatto con l\u2019<a href=\"http:\/\/www.mid.ru\/en\/maps\/ab\/?currentpage=main-country\">Abkhazia<\/a>\u00a0e l\u2019<a href=\"http:\/\/www.mid.ru\/en\/maps\/os\/?currentpage=main-country\">Ossezia del Sud<\/a>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sergey Lavrov<\/strong><strong>: <\/strong>In primo luogo, non abbiamo abbandonato il sud-est dell\u2019Ucraina, e lo ricordiamo sempre. Siamo attivi nel sostenerlo, e non solo politicamente. Questi sforzi includono aiuti umanitari ed iniziative per risolvere i problemi economici e per assicurare condizioni di vita adeguate, inclusi specifici compiti che erano stati assunti da Francia e Germania. Questi paesi si erano offerti di rendere operativo il sistema bancario, ma non sono stati in grado di farlo, e lo hanno riconosciuto. Questo tanto per dire che \u00e8 bene\u00a0fidarsi delle persone con cui si ha a che fare, me \u00e8 meglio farlo sui propri mezzi. La Russia \u00e8 impegnata a risolvere questo ed altri problemi connessi con le condizioni di vita nel Donbass, e continueremo a farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le altre previsioni degli accordi di Minsk sullo statuto speciale per il Donbass c\u2019\u00e8 il diritto di gestire direttamente e senza restrizioni le relazioni economiche e non con la Federazione Russa. Questa \u00e8 una componente essenziale, che ha indotto sia la Russia che Donetsk a sostenere gli accordi Minsk. Per quanto riguarda i referendum, siete a conoscenza delle condizioni nelle quali il referendum fu tenuto in Crimea e di cosa successe nelle regioni di Donetsk e Lugansk. Dopo il referendum nel Donbass, i capi delle repubbliche autoproclamate non rifiutarono di tenere un dialogo con Kiev. E\u2019 stato questo dialogo che condusse al Pacchetto di Minsk.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Domanda<\/b>:\u00a0Parlavano di indipendenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sergey Lavrov<\/strong><strong>:\u00a0<\/strong>Mi consenta di ripetere che loro non hanno mai rifiutato il dialogo con Kiev. E\u2019 vero che proclamarono l\u2019indipendenza, ma nello stesso tempo affermarono che erano aperti a negoziati. La Russia, la Germania e la Francia hanno sostenuto questi colloqui, che hanno spianato la strada agli Accordi di Minsk. Si pu\u00f2 sbattere la porta e seguire l\u2019esempio di quelli che minacciano riconoscimenti, sanzioni e simili, incapaci come sono di far uso di strumenti diplomatici. Io sono fermamente convinto che un approccio simile sia fortemente controproducente. Darebbe un pretesto all\u2019Occidente per smettere di esercitare pressioni su Kiev, per dirla con grande moderazione. Kiev \u00e8 sotto pressione. Non smaniano di dirlo pubblicamente, ma quando parlano agli Ucraini a porte chiuse (noi lo sappiamo per certo) sono davvero fermi nel chiedere che tutti gli accordi stipulati a Minsk siano rispettati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso sia molto importante assicurarsi che i documenti firmati e approvati dal Consiglio di Sicurezza siano attuati, e non serve altro, a tal fine, che l\u2019essere ligi alle loro prescrizioni. Siamo in una situazione unica. Al momento non esiste alcuna possibilit\u00e0 che questo documento possa essere sostituito con qualsiasi altra cosa, e non nessuno tenta nemmeno di opporvi qualche alternativa. Non pu\u00f2 essere contestato. Se ora diciamo che la nostra pazienza ha un limite e che prenderemo altre strade, loro diranno semplicemente: andate pure. In quel caso, l\u2019occidente smetter\u00e0 di esercitare pressioni sulle autorit\u00e0 ucraine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Donbass non \u00e8 l\u2019unica ragione per mantenere una pressione sull\u2019Ucraina. Il mandato della missione OSCE si estende a tutta l\u2019Ucraina. La Russia insiste continuamente sul fatto che i rapporti della missione non devono riguardare solo il Donbass e la linea di contatto, ma anche tutte le altre regioni dell\u2019Ucraina. Regioni in cui succedono cose orribili. Nonostante i nostri colleghi OSCE fanno risultare le cose migliori di quanto non stiano in realt\u00e0, tuttavia sono consapevoli della violazione dei diritti delle minoranze, inclusi gli Ungheresi, e della presenza di regioni infiltrate dalla mafia come la Transcarpazia. In molti cosi parlamentari della Verkhovna Rada stanno dietro al crimine organizzato, anche se i rapporti omettono di farne menzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 per questa regione che abbiamo bisogno di preservare questa cornice legale internazionale e di salvaguardarla in tutti i modi possibili dai tentativi di minarla dall\u2019interno o dall\u2019esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domanda: <\/strong>L\u2019 Ambasciata USA non ha risparmiato sulla propaganda contro di noi, e ha pagato siti che costano un migliaio di dollari l\u2019uno (noccioline per un paese grande come il nostro). Questi siti hanno infangato la nostra reputazione per un decennio. Gli americani non hanno nascosto di aver speso 5 miliardi in propaganda contro la Russia e a loro dire per la libert\u00e0 di parola. Le nostre ambasciate sono totalmente carenti di iniziativa. La voce di un Ambasciatore americano \u00e8 sempre ascoltata e la voce dei nostri \u00e8 sempre in sordina, con pochissime eccezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sergey Lavrov:\u00a0<\/strong>Non posso essere d\u2019accordo con questo perch\u00e9 gli Ambasciatori russi negli Stati Uniti, in Libano, in Iraq, in Siria e gli inviati speciali della Russia alle Nazioni Unite a New York e negli uffici delle Nazioni Unite a Ginevra sono noti per il fatto di non essere gente che appare regolarmente in TV e tuttavia sono persone che lavorano molto sodo. Dovrebbe capire una cosa: apparire nelle prime pagine dei giornali, nelle televisioni e alla radio \u00e8 ben lungi dall\u2019essere il compito che devono svolgere, e in molti casi non \u00e8 nemmeno la parte principale del compito. Ha parlato di pagare per dei siti internet. Per quanto riguarda l\u2019 Ambasciata degli Stati Uniti a Kiev, non ci sono solo queste bustarelle, ma un intero piano del palazzo che ospita i servizi di sicurezza era ed \u00e8 ancora occupato da impiegati della FBI o della CIA o di entrambe, oltre alla NSA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual era l\u2019alternativa? Dovevamo anche noi pagare degli esperti in scienze politiche per allestire dei siti internet? Quando i teppisti sono comparsi a Maidan abbiamo chiesto che si conformassero alla Costituzione Ucraina. Non hanno voluto farlo e come risultato hanno concluso un accordo con Viktor Yanukovich attraverso figure di opposizione. Questo accordo \u00e8 stato siglato il 21 febbraio e prevedeva che Yanukovich dismettesse i suoi poteri presidenziali di utilizzo della forza e il suo monopolio sull\u2019uso della forza, e accettasse elezioni anticipate. In altre parole, se questo accordo fosse stato attuato, sarebbe stato rimosso democraticamente molto tempo fa (inutile dire, lo sanno tutti, che non sarebbe stato rieletto) e gente come quella che \u00e8 al governo oggi sarebbe ora al potere ma senza tutte queste vittime e tutte queste distruzioni. Lei cosa suggerisce? Quando questi teppisti hanno incominciato a macchiarsi di eccessi sul Maidan, avremmo dovuto mandare truppe\u2026 o cosa? Per favore, me lo dica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domanda:<\/strong>\u00a0Avevamo in mano tutte le carte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sergey Lavrov:<\/strong>\u00a0Cosa intende?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domanda: <\/strong>Un Presidente regolarmente eletto \u00e8 fuggito in Russia. E\u2019 avvenuto un colpo di stato in un paese vicino, amico. Il Presidente ci ha chiesto aiuto. Avevamo tutto il diritto di aiutarlo a riportare la situazione sotto controllo. Un pugno di teppisti hanno preso il potere: \u00e8 un colpo di stato armato. Perch\u00e9 non lo abbiamo fatto? Glielo spiego io perch\u00e9: perch\u00e9 continuiamo a trastullarci con una teoria di sovranit\u00e0 statale che ci lega le mani. Gli Americani hanno sviluppato la teoria dell\u2019intervento umanitario, che implica una obbligazione ad intervenire. Nel frattempo noi stiamo a blaterare sulla sovranit\u00e0 e siamo rimasti intrappolati in questo concetto. Noi non produciamo ideologi. Anche noi abbiamo diritto di intervento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sergey Lavrov: <\/strong>Evitiamo di girarci attorno. Me lo dica apertamente: pensa che avremmo dovuto mandare le truppe?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domanda:<\/strong>\u00a0Si, avremmo dovuto farlo. Era nostro dovere intervenire, con un intervento umanitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sergey Lavrov: <\/strong>Non concordo. Voleva la guerra fra Russia e Ucraina?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Domanda<\/b>: Non ci sarebbe stata nessuna guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sergey Lavrov:\u00a0<\/strong>Sono stati quelli che il colpo di Stato ha portato al potere ad aver progettato\u00a0la guerra contro il loro stesso popolo. Penso che Russi ed Ucraini siano un popolo solo. Se pensa che avremmo dovuto fare la guerra al nostro stesso popolo, mi trova fermamente in disaccordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[continua]<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista al ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov pubblicata sul Sito ufficiale del Ministero il 31 maggio 2016 (traduzione dalla versione in inglese di Marco Bordoni per Saker Italia). Domanda: Hanno provato a spezzarci con le sanzioni, la NATO si avvicina ai nostri confini, stanno dispiegando un sistema di difesa missilistica. Il nostro paese \u00e8 sottoposto ad una demonizzazione senza precedenti da parte dei media internazionali. Si rifiutano di ascoltarci. Gli Stati Uniti sono alla&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[14,6],"tags":[1155,4549,4936,4937,738,585,4938,4939,4940,958,3358,4941,4702],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-4bT","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16113"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16113"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16113\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16113"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16113"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16113"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}