{"id":16115,"date":"2016-07-06T00:34:40","date_gmt":"2016-07-05T22:34:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=16115"},"modified":"2016-07-06T00:34:40","modified_gmt":"2016-07-05T22:34:40","slug":"il-gioco-dazzardo-eroina-del-nuovo-millennio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=16115","title":{"rendered":"Il gioco d&#039;azzardo, eroina del nuovo millennio"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>ANDREA MALAGUTI<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl gioco d\u2019azzardo \u00e8 l\u2019eroina del nuovo millennio. O forse \u00e8 anche peggio. Perch\u00e9 negli Anni 70 l\u2019eroina rovinava i ragazzi, mentre l\u2019azzardo avvelena anche gli anziani\u00bb. La Casa del Giovane, a Pavia, \u00e8 un\u2019oasi di civilt\u00e0 a due passi dalla stazione, dove chi ha perduto il senso di s\u00e9 si rivolge allo psicologo Simone Feder e ai suoi collaboratori per tornare ad avere una vita decente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E spesso, Feder, una vita decente gliela restituisce. \u00abCi vogliono anni di lavoro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Casa \u00e8 l\u00ec dal 1963 e aiuta persone con ogni genere di dipendenza, ma nell\u2019ultimo decennio si \u00e8 occupata soprattutto di un\u2019emergenza che non esisteva e che lo Stato ha coltivato, protetto e accudito con rara costanza: gli zombie delle macchinette, dei gratta e vinci, delle lotterie istantanee. Un esercito in crescita di \u00abazzardopatici\u00bb bisognosi di cura e capaci di distruggere interi nuclei familiari. \u00abAbbiamo calcolato che per ogni persona schiava del gioco ce ne sono altre sette &#8211; tra genitori, fratelli, figli, o amici &#8211; costrette a soffrire con lui o con lei\u00bb, dice Feder. Un\u2019epidemia funzionale al sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"ls-box-immagine-credits\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"ls-box-immagine-credits_img\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lastampa.it\/r\/Pub\/p4\/2016\/06\/26\/Italia\/Foto\/RitagliWeb\/numeri_slot-k0LB-U1080962802071PKB-680x740@LaStampa.it.JPG\" alt=\"\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"crediti-vuoti ls-box-immagine_crediti\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019azzardo legale produce un giro d\u2019affari da ottantotto miliardi di euro e lo scorso anno ha portato nelle casse del Tesoro 8,8 miliardi. Un\u2019entrata garantita dai gesti compulsivi di milioni di italiani (900mila dei quali clinicamente malati), che nel 2015 hanno versato 25 miliardi in slot machine, 22 miliardi in videolottery, 1 miliardo in scommesse virtuali, 1,5 miliardi nelle sale Bingo, 12,5 miliardi in \u00abgiochi di carte non a torneo\u00bb (in gran parte poker on line) e 7 miliardi al Lotto.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ventaglio delle offerte \u00e8 illimitato, la speranza della vincita facile la pi\u00f9 antica delle esche, resa paradossalmente ancora pi\u00f9 irresistibile dalla straniante certezza &#8211; fissata dalla legge &#8211; che su cento euro investiti, una slot machine te ne restituir\u00e0 settanta e una videolottery ottanta. Non uno di pi\u00f9. Una scommessa a perdere in cui ogni giocatore ha la certezza di vedere sparire dal 20 al 30% del proprio capitale, ma in definitiva molto di pi\u00f9, presumibilmente tutto, perch\u00e9 quando la slot restituisce un po\u2019 di monete, nessuno si alza, ringrazia e se ne va. Quegli euro ritrovati vengono immediatamente fatti ingoiare a delle macchinette in cui il brivido di una giocata dura dai due ai quattro secondi. Il nulla. \u00abUn giocatore non vuole vincere, ha solo bisogno di restare nel flusso del gioco\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono processi dissociativi che le concessionarie pubbliche dei giochi conoscono bene e sanno come alimentare. Per esempio la maggior parte delle 418.210 slot machine e delle 52.349 videolottery \u00e8 sistemata in angoli bui, in sale senza finestre, dove il senso del tempo non esiste. E se non esiste il tempo non esiste neppure la vita reale. Lucine, campanelli, fumetti fosforescenti, sfingi, odalische, tintinnare di monete, oscurit\u00e0, solitudine. \u00abUn sacco di gente ha voglia di scappare dalla vita reale e se non ci fosse uno spazio interno disponibile, la dipendenza non si creerebbe, ma quello che lo Stato consente di fare con il gioco d\u2019azzardo, contando sulla fragilit\u00e0 di centinaia di migliaia di persone, \u00e8 orribile\u00bb, dice lo psichiatra Federico Tonioni, esperto di dipendenze del Policlinico Gemelli di Roma.<\/p>\n<div class=\"ls-box-immagine-credits\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"ls-box-immagine-credits_img\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lastampa.it\/r\/Pub\/p4\/2016\/06\/26\/Italia\/Foto\/RitagliWeb\/slot2-k0LB-U1080962802071CLD-680x771@LaStampa.it.JPG\" alt=\"\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"crediti-vuoti ls-box-immagine_crediti\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0Una ricerca del Cnr presentata a Bergamo ha mappato l\u2019algoritmo della dopamina (il neurotrasmettitore che produce il desiderio), ritrovando una sequenza identica a quella \u00abattivata dall\u2019attuale gioco d\u2019azzardo basato sulla gratificazione ad altissima frequenza alternata alla frustrazione\u00bb, dice Maurizio Fiasco, sociologo che da oltre vent\u2019anni si occupa di gioco d\u2019azzardo legale e illegale. \u00abFino a pochi anni fa la popolazione dei giocatori patologici cercava la grande vincita, quella che ti cambia l\u2019esistenza e si differenziava in maniera netta dalla popolazione dei giocatori non patologici. Oggi chiunque partecipi al gioco conosce un\u2019esperienza di piccola vincita e quella gratificazione minore ha la meglio sui momenti, molto pi\u00f9 numerosi, di frustrazione e incertezza che scatenano l\u2019impulso di riprovare. Il sistema \u00e8 costruito con una pressione sull\u2019apparato neurologico tale da indurre dipendenza. \u00c8 un disastro nazionale rispetto al quale la sensibilit\u00e0 politica \u00e8 prossima allo zero\u00bb.<\/div>\n<div class=\"crediti-vuoti ls-box-immagine_crediti\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"crediti-vuoti ls-box-immagine_crediti\" style=\"text-align: justify;\">Il gioco pu\u00f2 essere un semplice e pi\u00f9 che legittimo svago, ma anche diventare un\u2019idea fissa, distruttiva. \u00c8 la differenza tra chi beve un bicchiere di vino e chi si scola una bottiglia. \u00abUn mio paziente ogni sabato entrava in tabaccheria e comprava mille gratta e vinci e tre stecche di sigarette. Poi si chiudeva in cantina e per due giorni non usciva. Grattava e fumava, fumava e grattava. Il giocatore patologico viene invaso da una sorta di pensiero magico che lo spinge ossessivamente a pensare ai numeri, da quelli delle targhe a quelli scritti su un men\u00f9. Vive di rituali e di coincidenze, cancellando il resto\u00bb, dice Tonioni. E Feder racconta di avere scoperto la devastazione del gioco d\u2019azzardo grazie a un ragazzino che ha accompagnato il nonno da lui. \u00abPensavo fosse l\u2019anziano a portare il bambino. Era il contrario. Sono centinaia gli anziani che bruciano le pensioni\u00bb.<\/div>\n<div class=\"crediti-vuoti ls-box-immagine_crediti\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"crediti-vuoti ls-box-immagine_crediti\" style=\"text-align: justify;\">Il gioco d\u2019azzardo \u00e8 vietato ai minori &#8211; e ci mancherebbe &#8211; ma davvero un essere umano adulto ha il diritto di mettere a rischio la propria esistenza e quella della propria famiglia?<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un Paese come il nostro che stampa un quinto dei gratta e vinci del pianeta il dibattito \u00e8 aperto, ma bisognerebbe arricchirlo tenendo presente che negli Stati Uniti, terra di casin\u00f2 e di liberismo senza freni, i meccanismi di controllo sono molto pi\u00f9 penetranti e il sistema sanitario per evitare il collasso ritiene necessario insistere su quattro punti chiave: ridurre gli spazi in cui si gioca, vietare la pubblicit\u00e0, tenere i biglietti della lotteria in luoghi non visibili e predisporre kit di gioco che chiariscano senza ambiguit\u00e0 quali sono i rischi di dipendenza. Perfetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo tre lustri in cui i governi di sinistra e di destra hanno moltiplicato giochi e concessioni, l\u2019esecutivo Renzi ha cercato di mettere un piccolo argine al disastro, trasferendo al ministero della Sanit\u00e0 l\u2019osservatorio sul gioco d\u2019azzardo, versando per la prima volta 50 milioni di euro da destinare alla prevenzione, prevedendo entro il 2019 una riduzione del 30% delle slot e introducendo il divieto di pubblicit\u00e0 del gioco sulle reti generaliste (i primi nove canali del telecomando) dalle 7 alle 22. \u00abInterventi significativi ma non sufficienti\u00bb, secondo Matteo Iori, presidente del Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d\u2019Azzardo che, assieme a Lorenzo Basso, deputato del Pd, sostiene la necessit\u00e0 di inserire subito l\u2019azzardo all\u2019interno dei Livelli Essenziali di Assistenza e di imporre il divieto totale della pubblicit\u00e0. Non solo in tv, ma anche su Internet, inesauribile vivaio per giocatori di nuova generazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl gioco non va impedito, ma neanche agevolato, e soprattutto va circoscritto a luoghi limitati\u00bb. Basso ha portato la battaglia contro il gioco d\u2019azzardo dalla sua Liguria al Parlamento trovando il consenso del M5S e l\u2019opposizione di alcuni colleghi di partito e della maggioranza di Ncd e di Forza Italia. \u00abLa pubblicit\u00e0 \u00e8 la prima colonna del sistema che vogliamo abbattere, sul modello di quanto \u00e8 avvenuto col tabacco\u00bb, dice, non riuscendo a nascondere i dubbi anche sui Monopoli, incaricati di gestire gli aspetti tecnici dei giochi e accusati di non limitarsi alla supervisione del sistema, ma di essere uno strumento promozionale dello stesso, come testimonia un intervento davanti al Parlamento del 2014 in cui i Monopoli invitano i legislatori a non impedire il fumo e l\u2019alcol nelle sale perch\u00e9 \u00ab\u00e8 di facile intuizione che la pratica di alcune attivit\u00e0 \u00e8 suscettibile di essere fortemente disturbata da condizionamenti della condotta propria del soggetto\u00bb. Dunque il governo vuole davvero limitare l\u2019azzardo, oppure no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pier Paolo Baretta, sottosegretario all\u2019Economia con delega ai Giochi considerato non ostile alle 13 concessionarie nazionali, garantisce che il governo la sua scelta l\u2019ha fatta. \u00abLo Stato aveva esagerato nella legalizzazione dell\u2019offerta e adesso sta intervenendo, ma non dobbiamo sottovalutare il fatto che se non ci fosse l\u2019azzardo legale prospererebbe quello criminale\u00bb. E il ruolo dei Monopoli che si stanno occupando della riorganizzazione tecnica dei giochi? \u00abI Monopoli fanno quello che decide il governo. La responsabilit\u00e0 \u00e8 nostra\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 certo che la presenza del gioco legale riduca quello illegale? I numeri sembrerebbero dire il contrario. E anche la relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia. Testualmente: \u00abLa Procura sottolinea il rinnovato interesse di Cosa Nostra per la gestione dei giochi, sia di natura legale che di natura illegale per garantire la continuit\u00e0 della vita dell\u2019organizzazione\u00bb. E a proposito della Camorra si legge: \u00abL\u2019attivit\u00e0 preminente del clan dei casalesi \u00e8 il controllo delle slot in tutti i locali ed \u00e8 la base attraverso cui vengono pagati gli stipendi ai numerosissimi affiliati detenuti ed effettuate attivit\u00e0 di reimpiego dei capitali\u00bb Analoghe le valutazioni sulla \u2019ndrangheta. La malavita il gioco d\u2019azzardo legale lo usa due volte: per fare soldi e per lavarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec perdono i giocatori, perde il servizio sanitario nazionale (chiamato a pagare costi stimati in oltre sei miliardi) e perde l\u2019economia reale perch\u00e9 se i soldi del gioco (tassato mediamente al 10%) finissero in beni e servizi classici (tassati al 22%) ne guadagnerebbero sia gli operatori economici che il Tesoro. Per\u00f2 vincono le 13 concessionarie nazionali dello Stato, i gestori delle Sale Bingo e parte dei 4 mila baristi e concessionari locali. A meno che non debbano fare i conti con le organizzazioni criminali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il caso di Gianni Alessio Bariletti, ex titolare di una societ\u00e0 &#8211; la Bp Holding &#8211; capace di fatturare con il gioco on line 8 milioni di euro al mese e pronto a sviluppare una piattaforma in grado di utilizzare moneta elettronica. Pulito, regolare, illusorio. \u00abPrima mi hanno pestato perch\u00e9 non pagavo il pizzo, poi inventandosi delle scuse mi hanno staccato dalla rete, quindi i Monopoli mi hanno revocato la concessione. Ho fatto ricorso, ho vinto e me l\u2019hanno ridata. Peccato che a quel punto dei signori ai quali era impossibile dire di no mi abbiano costretto a vendere la societ\u00e0 in cambio di niente. Mi \u00e8 venuta in mente una frase del Padrino: ero convinto che quando sali in alto la puzza sparisse. E invece diventa sempre pi\u00f9 forte\u00bb. Ora Bariletti ha cambiato mestiere e il suo avvocato, Gabriele Magno, sta facendo causa allo Stato per il danno prodotto dalla sospensione della concessione. \u00abAbbiamo chiesto 120 milioni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla Casa del Giovane di Pavia, l\u2019ultimo a guardare negli occhi Simone Feder \u00e8 stato Marco, 19 anni e una bellezza fresca incapace di offuscare la sua infelicit\u00e0. Gli ha detto: \u00abNon ce la faccio pi\u00f9\u00bb. Ha cominciato a giocare a 12 anni in un bar. Non ha mai smesso. \u00abPer procurarmi i soldi ho cominciato a spacciare. Ho capito di avere superato il limite pochi giorni fa. Avevo un debito di 450 euro con una persona pericolosa. Stavo andando a ridarglieli ma sono passato di fronte a una Sala Bingo e non ho resistito. Ho perso tutto. E non sapendo come fare ho rubato un motorino. L\u2019ho smontato e ho rivenduto i pezzi\u00bb. Si porta addosso una angoscia non controllata che gli esce dagli occhi. \u00abPerch\u00e9 lo faccio? Per vincere soldi facili. Solo che la macchinetta mi fa gli scherzi\u00bb. Simone lo accompagna alla porta dove una bambina, forse la sorella di Marco, gli dice: \u00abMa se il gioco fa male, perch\u00e9 \u00e8 legale?\u00bb. Feder le accarezza la testa, non lo capisce neanche lui perch\u00e9 lo Stato consenta di rendere centinaia di migliaia di persone emotivamente disabili . \u00abNon lo so piccola. Ma un modo per chiederlo al governo lo troviamo\u00bb.<\/p>\n<div class=\"ls-license\">\u00a0<em>fonte: <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\">La Stampa.it<\/a><\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANDREA MALAGUTI \u00abIl gioco d\u2019azzardo \u00e8 l\u2019eroina del nuovo millennio. O forse \u00e8 anche peggio. Perch\u00e9 negli Anni 70 l\u2019eroina rovinava i ragazzi, mentre l\u2019azzardo avvelena anche gli anziani\u00bb. La Casa del Giovane, a Pavia, \u00e8 un\u2019oasi di civilt\u00e0 a due passi dalla stazione, dove chi ha perduto il senso di s\u00e9 si rivolge allo psicologo Simone Feder e ai suoi collaboratori per tornare ad avere una vita decente. 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