{"id":16119,"date":"2016-07-07T09:57:53","date_gmt":"2016-07-07T07:57:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=16119"},"modified":"2016-07-07T09:57:53","modified_gmt":"2016-07-07T07:57:53","slug":"considerazioni-a-partire-da-brexit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=16119","title":{"rendered":"Considerazioni a partire da Brexit"},"content":{"rendered":"<p><em>di <strong>MARINO BADIALE<\/strong> (FSI Liguria)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>1.Breve riassunto<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il referendum inglese sull&#8217;UE rappresenta un punto di svolta, che non poteva non generare un dibattito sostenuto. Abbiamo cercato di documentarlo in questi giorni sul blog. \u00c8 probabile che il prossimo futuro ci riservi altri mutamenti politici significativi (la decisione di ripetere il ballottaggio per le elezioni presidenziali austriache va in questa direzione). In un momento simile si pu\u00f2 forse provare a fare il punto di quanto fin qui elaborato, per capire se le ipotesi che ci hanno mosso finora hanno retto al confronto con la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quando Fabrizio Tringali ed io abbiamo cominciato ad occuparci di questi temi, cinque anni fa (<em>Liberiamoci dall&#8217;euro<\/em> usc\u00ec appunto nel luglio 2011) abbiamo elaborato alcune convinzioni, disseminate in vari scritti, che si possono sintetizzare come segue:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) Euro e UE sono la forma particolare assunta sul nostro continente dalle politiche neoliberiste. Sono il modo in cui i ceti dirigenti europei hanno cercato, finora riuscendoci, di realizzare le politiche neoliberiste di attacco ai ceti subalterni. Tali politiche sono connaturate al modo come euro e UE sono state costruite, e non possono essere contrastate se non con lo smantellamento di euro e UE. L&#8217;Unione Europea si abbatte e non si cambia.<br \/>\n2) Le politiche neoliberiste targate UE portano alla distruzione di tutte le conquiste ottenute dai ceti subalterni europei nel trentennio seguito alla fine della seconda guerra mondiale.<br \/>\n3) Questa distruzione, questo feroce attacco ai redditi, ai diritti, alla vita dei ceti subalterni non pu\u00f2 che suscitare reazioni di contrasto e di rifiuto.<br \/>\n4) Per contenere queste reazioni i ceti dirigenti devono ridurre gli spazi della democrazia.<br \/>\n5) Queste dinamiche aprono un grande spazio di azione politica ad una forza anticapitalistica che cerchi di difendere diritti e redditi dei ceti subalterni, e assieme ad essi la democrazia, introducendo elementi di rottura con l&#8217;attuale organizzazione sociale. Una tale forza politica dovr\u00e0 avere il rifiuto di euro e UE come elemento caratterizzante.<br \/>\n6) In mancanza di forze politiche antisistemiche che si pongano su questo piano, la reazione anti-euro e anti-UE verr\u00e0 egemonizzata da forze reazionarie che non si pongono realmente su un piano antisistemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi punti fondamentali ci sembrano confermati da tutte le vicende recenti, dalla Grecia all&#8217;Austria all&#8217;Inghilterra. Purtroppo, la possibilit\u00e0 che abbiamo indicato al punto 5) \u00e8 rimasta tale: non \u00e8 sorta una autentica forza politica antisistemica. In questo modo si \u00e8 realizzata la previsione di cui al punto 6): ormai lo spazio politico della lotta contro euro\/UE \u00e8 stato occupato da forze politiche di destra che non esprimono convincenti posizioni antisistemiche, e anzi spesso esprimono posizioni liberiste (e magari razziste). Le forze anticapitalistiche hanno perso un&#8217;occasione storica, dimostrando la propria essenziale inutilit\u00e0. Naturalmente, sappiamo bene che non tutti sono uguali, e che nell&#8217;ambito dell&#8217;estrema sinistra alcuni hanno espresso posizioni molto sensate, come abbiamo documentato nel nostro blog: ci basti qui citare il gruppo di \u201cSollevazione\u201d; quello di \u201cContropiano\u201d, singole personalit\u00e0 come Giorgio Cremaschi, Ugo Boghetta, Mimmo Porcaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto che, nonostante tutti gli sforzi e tutta l&#8217;intelligenza profusa dalle persone e organizzazioni appena nominate, i risultati pratici siano pressoch\u00e9 nulli, \u00e8 indice di come simili posizioni siano in sostanza irricevibili, nell&#8217;ambiente della sinistra pi\u00f9 o meno radicale. Non si tratta a mio avviso di semplici errori di analisi, ma della natura pi\u00f9 profonda di un intero ambiente politico e culturale, che si ammanta di radicalit\u00e0 ma in sostanza trae la propria ragion d&#8217;essere non da una autentica spinta al mutamento sociale ma da meccanismi di riconoscimento identitario e tribale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque sia, ormai il danno \u00e8 fatto ed \u00e8 sostanzialmente irrimediabile. La battaglia politica pi\u00f9 importante dell&#8217;immediato futuro, in relazione a euro\/UE, \u00e8 rappresentata dalle elezioni presidenziali francesi, e la sfida, con ogni probabilit\u00e0, sar\u00e0 fra un esponente dell&#8217;establishment e Marine Le Pen. La sinistra antisistemica, come sempre, potr\u00e0 solo scegliere fra andare in aiuto all&#8217;establishment (in nome di antifascismo antirazzismo ecc.ecc.), oppure stare alla finestra a guardare Marine Le Pen combattere la battaglia che avrebbe dovuto essere la sua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>2. Rabbiosi difensori del nulla<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aggiungo due parole a proposito dello spettacolo dell&#8217;intellighentzia di sinistra che sputa rabbia sul popolo inglese che osa votare \u201cLeave\u201d. Non voglio insistere sul senso di disgusto generato dai tanti articoli razzisti e offensivi che mi \u00e8 capitato di leggere. Su questo molti hanno gi\u00e0 scritto. Vorrei fare un&#8217;altra considerazione. Non sono per principio contrario alle <em>\u00e9lite,<\/em> quindi non ho problemi a pensare che un intellettuale, ancorch\u00e9 di sinistra, si senta parte di una \u00e9lite distaccata dal popolo. Il vero problema \u00e8 quale idea di futuro hanno in mente le \u00e9lite, e come pensano ragionevolmente di arrivarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto altrimenti, il punto \u00e8 se le \u00e9lite hanno un progetto di societ\u00e0 che consenta a tutti di vivere una vita decente, di realizzarsi come esseri umani, o quantomeno un progetto di societ\u00e0 che preveda un movimento di allargamento delle possibilit\u00e0 di una buona vita. Qual \u00e8 allora l&#8217;idea di societ\u00e0 futura che hanno in mente gli intellettuali che hanno criticato il popolo inglese per aver osato votare \u201cLeave\u201d? In nome di cosa il popolo inglese avrebbe dovuto invece fare quello che dicevano loro le oligarchie europee? Hanno, queste oligarchie e gli intellettuali <em>mainstream,<\/em> un&#8217;idea di come uscire dalla crisi economica? Visti i risultati, sembra di no. Hanno un&#8217;idea di come provvedere all&#8217;incombente crisi ecologica, della quale il cambiamento climatico \u00e8 probabilmente solo il primo passo? Anche qui, visti i risultati, si direbbe di no. Hanno mai fatto qualcosa per combattere la crescita delle ineguaglianze, denunciata come un pericolo per la tenuta delle nostre societ\u00e0 da intellettuali non certo bolscevichi come il premio Nobel per l&#8217;economia J.Stiglitz? Anche qui, la risposta \u00e8 facile. Queste oligarchie, assieme alla loro corte di intellettuali di destra e di sinistra, non hanno in realt\u00e0 nessun progetto, nessuna idea di futuro. Non si rendono nemmeno conto della crisi incipiente della nostra civilt\u00e0, perch\u00e9 essi (oligarchi e intellettuali da salotto) sono al momento ben protetti, grazie al loro potere e al loro denaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La reazione degli intellettuali di regime (di destra e di sinistra, ma in questo caso soprattutto di sinistra) contro il popolo inglese \u00e8 in definitiva tanto pi\u00f9 disgustosa quanto pi\u00f9 evidente appare come essa si basi sulla sostanziale accettazione di una organizzazione sociale che non ha un futuro e che ci pu\u00f2 portare solo ad una crisi di civilt\u00e0, le cui avvisaglie sono gi\u00e0 piuttosto evidenti. Rabbiosi difensori del nulla, verranno ricordati solo come esempi di servilismo, superficialit\u00e0, corruzione intellettuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[Questo articolo viene pubblicato anche sul blog<\/em> <a href=\"http:\/\/www.badiale-tringali.it\/2016\/07\/considerazioni-partire-da-brexit.html\">Badiale&amp;Tringali]<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARINO BADIALE (FSI Liguria) &nbsp; 1.Breve riassunto Il referendum inglese sull&#8217;UE rappresenta un punto di svolta, che non poteva non generare un dibattito sostenuto. Abbiamo cercato di documentarlo in questi giorni sul blog. \u00c8 probabile che il prossimo futuro ci riservi altri mutamenti politici significativi (la decisione di ripetere il ballottaggio per le elezioni presidenziali austriache va in questa direzione). 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