{"id":16198,"date":"2016-10-01T00:15:39","date_gmt":"2016-09-30T22:15:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=16198"},"modified":"2016-10-01T00:15:39","modified_gmt":"2016-09-30T22:15:39","slug":"__trashed-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=16198","title":{"rendered":"La lezione di Giovanni Gronchi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LUIGI LONGO<\/strong> (www.conflittiestrategie.it)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul \u201cCorriere della Sera\u201d del 5 luglio 2011 Sergio Romano, nel rispondere alla lettera di uno studente universitario, che si chiedeva perch\u00e9, nel 1957, l\u2019allora ministro degli Esteri Gaetano Martino, d\u2019intesa con il presidente del Consiglio Antonio Segni, avesse bloccato la lettera del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, indirizzata al presidente Dwight D. Eisenhower in cui proponeva &#8220;consultazioni speciali tra i due Paesi nel Mediterraneo e nel Medio Oriente&#8221; in seguito alla crisi di Suez ( la fallita spedizione anglo-francese contro l\u2019Egitto per la riconquista del canale nazionalizzato da Nasser), cos\u00ec afferma: &#8220;Per Gronchi e altri uomini politici italiani lo scacco anglo-francese a Suez fu una buona notizia. Segnava il declino delle vecchie potenze coloniali nel Mediterraneo e dimostrava che gli Stati Uniti non erano disposti a tollerare nuove avventure imperiali. Irrequieto, ambizioso e desideroso di maggiore spazio per s\u00e9 e per il suo Paese, Gronchi vide nell\u2019umiliazione di Londra e Parigi un\u2019occasione per l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sognava nuove colonie (quei tempi erano ormai finiti), ma pensava che l\u2019Italia avesse le carte in regola per diventare un buon partner economico e una specie di fratello maggiore del mondo arabo sulla via dello sviluppo e della modernizzazione. In questo spirito e con queste intenzioni, Gronchi approfitt\u00f2 di una lettera del presidente Eisenhower che gli era stata recapitata dal vicepresidente Richard Nixon durante una breve visita a Roma nel marzo 1957. Anzich\u00e9 limitarsi a qualche espressione di cortesia, come usa nei messaggi protocollari fra capi di Stato, Gronchi rispose al presidente americano che l\u2019Italia era stata colta di sorpresa dalla spedizione di Suez. Deplor\u00f2 il ricorso alla forza, accenn\u00f2 agli interessi italiani nel Mediterraneo, propose che Italia e Stati Uniti avviassero una sorta di consultazione bilaterale privilegiata sui problemi della regione e sul modo in cui affrontarli. La lettera fu mandata al ministero degli Esteri che avrebbe dovuto inoltrarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma a Palazzo Chigi, allora sede del ministero, la lettera venne bloccata. Anzich\u00e9 inviarla a Washington, il segretario generale Alberto Rossi Longhi la fece leggere a Gaetano Martino e questi la dette ad Antonio Segni, presidente del Consiglio. Per Martino e Segni la lettera era doppiamente pericolosa. In primo luogo era uno schiaffo alla Francia (con cui avevamo appena firmato i trattati di Roma per la creazione del Mercato comune) e uno sgarbo all\u2019Inghilterra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo affermava implicitamente il principio che il presidente della Repubblica aveva il diritto di fare la politica estera nazionale. L\u2019avvio di un concreto dialogo politico fra l\u2019uomo del Quirinale e quello della Casa Bianca avrebbe dimostrato che il primo aveva, in materia di politica internazionale, gli stessi poteri del secondo. Quando decisero d\u2019impedire l\u2019invio della lettera, Segni e Martino sapevano di potere contare sull\u2019approvazione di una classe politica, fra cui buona parte della Democrazia cristiana, che non intendeva lasciarsi espropriare delle proprie competenze e permettere che l\u2019Italia diventasse surrettiziamente una repubblica presidenziale&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta di Sergio Romano \u00e8 da condividere parzialmente. E\u2019 condivisibile ci\u00f2 che dice sul ruolo avuto da Giovanni Gronchi nel rivendicare l\u2019autonomia e l\u2019autodeterminazione dell\u2019Italia, di una nazione forte &#8220;per evitare ogni subordinazione alle grandi potenze&#8221;. Non \u00e8 da condividere la lettura di superficie che d\u00e0 dello scontro istituzionale tra la difesa di una repubblica parlamentare e la trasformazione in repubblica presidenziale. Il vero scontro di fondo \u00e8 quello tra gli agenti strategici per l\u2019autonomia nazionale e gli agenti strategici per la subordinazione alla potenza mondiale USA che puntava al ruolo strategico dell\u2019Italia nella lotta al blocco del cosiddetto comunismo dell\u2019altra potenza mondiale, l\u2019URSS (anche se va ricordato che gli USA nella liberazione dell\u2019Italia avevano gi\u00e0 occupato il territorio, mettendo in atto tutte le strategie di penetrazione con servizi segreti, alleanze con mafia, banditismo e pezzi del regime fascista; queste strategie, sempre pi\u00f9 raffinate ed evolute tecnologicamente, sono usate nelle odierne guerre nei territori ritenuti strategici per difendere e ritardare la loro egemonia mondiale (1)).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovanni Gronchi, presidente della Repubblica dal 1955 al 1962, insieme a Enrico Mattei e Amintore Fanfani, nel periodo che va dalla ricostruzione fino alla fine del cosiddetto miracolo economico che coincide con l\u2019assassinio di Enrico Mattei (1950-1962), \u00e8 stato protagonista del gruppo dei \u201cneo-atlantisti\u201d che lottarono per lo sviluppo di uno stato nazionale autodeterminato proiettato soprattutto nel Mediterraneo e nel Medio Oriente attraverso lo sviluppo del settore energetico (petrolio e gas naturale) affidato ad uno stratega di grande levatura, &#8220;un moderno condottiere&#8221;, come Enrico Mattei, prima alla guida dell\u2019Agip (creata nel 1926) e poi a quella dell\u2019ENI (istituita nel 1953). &#8220;L\u2019asse Gronchi-Mattei \u00e8 diventato ora uno dei fattori pi\u00f9 importanti nello sviluppo della politica italiana in Medioriente&#8221; (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovanni Gronchi \u00e8 stato l\u2019uomo della sinistra DC che aveva cercato autonomia dagli USA; aveva lottato contro l\u2019appoggio della DC all\u2019alleanza atlantica; nel 1954 ad Anzio aveva pronunciato un discorso contro la NATO. Riporto dal documento del Dipartimento di Stato di Washington del 10 gennaio 1958 il paragrafo con il titolo <em>Il \u201cneo-atlantismo\u201d come elemento della politica estera italiana<\/em>: &#8220;Il presidente Giovanni Gronchi, i cui sostenitori appartengono all\u2019ala di estrema sinistra del partito, dal febbraio 1957 ha assunto l\u2019orientamento che l\u2019Italia potrebbe trarre profitto dal declino dell\u2019influenza francese e inglese nel Vicino e Medioriente e cercare di collaborare con gli Stati Uniti in quella regione. Viene riferito che Gronchi, in privato, ha affermato che gli Stati Uniti non potrebbero &#8216;andare avanti da soli&#8217; nel Medioriente, a causa del loro approccio &#8216;con mano pesante&#8217;, che si manifesta specialmente da parte delle grandi societ\u00e0 petrolifere americane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene riferito che egli avrebbe affermato che l\u2019Europa potrebbe cooperare con gli Stati Uniti nel consolidamento dell\u2019area mediorientale, ma che l\u2019inclusione della Francia e dell\u2019Inghilterra in questo disegno farebbe insorgere l\u2019ostilit\u00e0 araba. Il suggerimento di Gronchi appare in tal modo implicare pi\u00f9 un\u2019iniziativa italo-tedesca che un\u2019iniziativa europea. Gronchi avrebbe suggerito inoltre la costituzione di un consorzio Stati Uniti-Unione Sovietica-Europa, allo scopo di dare sviluppo al Medioriente. Gronchi ha suggerito che la partecipazione europea potrebbe essere controllata dagli Stati Uniti e dai partner europei. Egli ha aggiunto che, a meno che gli Stati Uniti non volessero dare all\u2019Italia adeguati compiti e un riconoscimento in questo piano mediorientale, l\u2019Italia dovrebbe sviluppare sue proprie relazioni commerciali con il Medioriente&#8221; (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qual \u00e8 la lezione che Giovanni Gronchi d\u00e0 all\u2019attuale presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano? Giovanni Gronchi, uomo della DC che difendeva la societ\u00e0 capitalistica, ha lottato da presidente della Repubblica per lo sviluppo e l\u2019autonomia dell\u2019Italia soprattutto guardando al Mediterraneo e al Medioriente in piena fase di ascesa della potenza mondiale americana in contrapposizione all\u2019altra potenza mondiale rappresentata dall\u2019Unione Sovietica. La strategia di sviluppo del Paese, in piena autonomia, del Presidente Giovanni Gronchi e del presidente dell\u2019ENI, Enrico Mattei, basata sul ruolo fondamentale dello Stato soprattutto nella sfera economica, \u00e8 stata decisiva per trasformare l\u2019Italia in una potenza economica mondiale (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Le iniziative di Mattei e le attivit\u00e0 economiche esercitate dallo Stato in diversi settori estesero il controllo pubblico dell\u2019economia ai livelli pi\u00f9 elevati di tutto il mondo occidentale: nel complesso, esso superava largamente la met\u00e0 degli investimenti. Il Partito comunista, perseguendo un programma formalmente massimalista e preoccupato di contrastare il monopolio democristiano delle cariche sociali nelle aziende a partecipazione statale, non seppe apprezzare il valore politico ed economico di quelle iniziative, rispetto alle quali si tenne all\u2019opposizione&#8221; (5). E\u2019 Giorgio Napolitano ad ammettere che &#8220;ci fu- in particolare- una sottovalutazione [da parte del PCI, mia precisazione] delle riserve di cui disponeva il capitalismo italiano, delle condizioni, internazionali ed interne, che potevano dar luogo a un periodo di intenso, tumultuoso sviluppo economico in Italia. Ci sfugg\u00ec, cos\u00ec- parlo della prima met\u00e0 degli anni Cinquanta- la fase di incubazione del &#8216;miracolo economico'&#8221; (6).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. Giuseppe Casarrubea, Mario J. Cereghino, <em>Lupara nera. La guerra segreta alla democrazia in Italia 1943-1947<\/em>, Bompiani, Milano, 2009.<br \/>\n2. Nico Perrone, <em>Obiettivo Mattei. Petrolio, Stati Uniti e politica dell\u2019Eni<\/em>, Gamberetti editrice, Roma, 1995, pag. 134.<br \/>\n3. Nico Perrone, <em>op. cit.<\/em>, pag.133.<br \/>\n4. Nico Perrone sostiene che &#8220;l\u2019ammissione dell\u2019Italia al G7, che dal 1974 riun\u00ec le massime potenze economiche mondiali, arriv\u00f2 nel 1975. Nelle classifiche della Banca mondiale sulle principali economie del pianeta, l\u2019Italia tenne allora una posizione oscillante fra la quinta e la sesta, preceduta da Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia e, talvolta, dal Regno Unito. L\u2019economia pubblica aveva avuto, in questo risultato, un peso determinante&#8221; (Nico Perrone, <em>Se l\u2019America ci insegna le partecipazioni statali<\/em>, \u201cLimes\u201d, 6\/2011, pag. 102.<br \/>\n5. Nico Perrone, ibidem.<br \/>\n6. Eric J. Hobsbawm (a cura di), <em>Napolitano. Intervista sul PCI<\/em>, Laterza, Roma-Bari, 1976, pag. 31.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>fonte<\/strong>:\u00a0http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/da-giovanni-gronchi-una-lezione-a-giorgio-napolitano-di-luigi-longo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUIGI LONGO (www.conflittiestrategie.it) Sul \u201cCorriere della Sera\u201d del 5 luglio 2011 Sergio Romano, nel rispondere alla lettera di uno studente universitario, che si chiedeva perch\u00e9, nel 1957, l\u2019allora ministro degli Esteri Gaetano Martino, d\u2019intesa con il presidente del Consiglio Antonio Segni, avesse bloccato la lettera del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, indirizzata al presidente Dwight D. Eisenhower in cui proponeva &#8220;consultazioni speciali tra i due Paesi nel Mediterraneo e nel Medio Oriente&#8221; in seguito&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":17536,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[14,6],"tags":[5163,5164,5165,5166],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/appello-al-popolo-1.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-4dg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16198"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=16198"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/16198\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17536"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=16198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=16198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=16198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}