{"id":16238,"date":"2016-07-23T09:11:05","date_gmt":"2016-07-23T07:11:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=16238"},"modified":"2016-07-23T09:11:05","modified_gmt":"2016-07-23T07:11:05","slug":"sapir-la-crisi-italiana-sara-la-crisi-delleurozona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=16238","title":{"rendered":"Sapir:  la crisi italiana sar\u00e0 la crisi dell\u2019Eurozona"},"content":{"rendered":"<p>di Jacques Sapir\u00a0<a href=\"http:\/\/russeurope.hypotheses.org\/5084\">Russeurope<\/a><\/p>\n<p>La situazione delle banche italiane \u00e8 ormai critica. La pratica della loro ricapitalizzazione occuper\u00e0 gran parte dell\u2019estate. Essa mette in discussone direttamente le regole della Unione bancaria, che \u00e8 entrata in vigore il 1\u00b0 gennaio 2016. L\u2019incapacit\u00e0 del governo italiano di rispettare le regole dell\u2019Unione bancaria mette in evidenza il cattivo funzionamento, in via di peggioramento, dell\u2019 Eurozona.<\/p>\n<p>La quota dei prestiti denominati <em>\u00ab non performing \u00bb<\/em> nel bilancio delle banche ha ormai raggiunto quasi il 18%, secondo uno studio FMI [1]. A parte il caso della Grecia, dove il tasso arriva oltre il 34%, questo \u00e8 il tasso pi\u00f9 alto dell\u2019Eurozona. Il Portogallo segue peraltro questa tendenza, ma a un livello ben inferiore, poich\u00e9 la percentuale di debito cattivo \u00e8 <em>\u00ab solo \u00bb <\/em>del 12%. In sintesi, si stima il volume totale a 360-400 miliardi di Euro, dei quali dai 70 ai 100 da coprire, o da parte dello Stato o da altri meccanismi.<\/p>\n<p><strong>Tabella 1<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quota dei prestiti <\/strong><em>\u00ab <strong>non performing<\/strong> \u00bb<\/em><strong> nei bilanci delle banche<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-Bad-loans-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5080\" src=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-Bad-loans-1-500x315.jpg\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-Bad-loans-1-500x315.jpg 500w, https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-Bad-loans-1-300x189.jpg 300w, https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-Bad-loans-1.jpg 539w\" alt=\"A - 01 -Bad loans\" width=\"500\" height=\"315\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Va notato qui che il movimento della quota di <em>\u00ab cattivi debiti \u00bb<\/em> pu\u00f2 essere correlato a molte cause diverse. In Irlanda e in Spagna, \u00e8 stata una speculazione immobiliare a causare il movimento. Niente del genere nel caso dell\u2019Italia, cosa che rende la progressione dei debiti negativi ben pi\u00f9 inquietante. Questi ultimi vengono da prestiti che sono stati concessi dalle banche regionali italiane alle piccole e medie imprese della penisola. In realt\u00e0, \u00e8 il ristagno economico degli ultimi anni la causa di questa crisi bancaria che avviene oggi in Italia.<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione dei dati macroeconomici dell\u2019economia italiana mostra l\u2019estensione di questa crisi, e soprattutto dimostra che la sua causa \u00e8 chiaramente l\u2019introduzione dell\u2019Euro. Se calcoliamo l\u2019evoluzione dell\u2019economia italiana a partire dal 1990, ossia tenendo conto del decennio che ha preceduto l\u2019introduzione dell\u2019Euro, i cambiamenti sono molto marcati e molto importanti.<\/p>\n<p><strong>Tabella 2<\/strong><\/p>\n<p><strong>Evoluzione del PIL, degli investimenti e del risparmio in Italia dal 1990<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-Italie.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5081\" src=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-Italie-500x306.jpg\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-Italie-500x306.jpg 500w, https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-Italie-300x183.jpg 300w, https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-Italie-768x470.jpg 768w, https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-Italie.jpg 1431w\" alt=\"A - 01 - Italie\" width=\"500\" height=\"306\" \/><\/a><\/p>\n<p>Fonte : dati del FMI, <em>Word Economic Report Database<\/em>, aprile 2016<\/p>\n<p>La crescita del Prodotto Interno Lordo, che era relativamente forte nel decennio 1990-2000 \u00e8 disastrosa negli anni successivi all\u2019introduzione dell\u2019Euro. L\u2019Italia, del resto, non \u00e8 ancora tornata al livello del PIL prima della crisi del 2007. In effetti, il il PIL del 2015 si situa ad un indice del 116% rispetto al 1990 quando aveva raggiunto l\u2019indice 127% nel 2007. Se l\u2019Italia fosse stata in grado di continuare a crescere al ritmo degli anni 1993-1999, sarebbe, nel 2015, a un indice 2015. Detto altrimenti, l\u2019Euro \u00e8 costato 34% a livello del PIL nel 2015 . In PIL pro capite, che \u00e8 una dimensione pi\u00f9 in linea con l\u2019evoluzione della ricchezza della popolazione, e supponendo che la distribuzione interna di questa ricchezza rimanga invariata, l\u2019indice \u00e8 solo del 108% rispetto al 1990. In altre parole, in 25 anni, la crescita pro capite \u00e8 stata solo dell\u20198%.<\/p>\n<p>Ma l\u2019evoluzione degli investimenti <em>[sia pubblici che privati] <\/em>\u00e8 ancora pi\u00f9 preoccupante. Il forte calo degli investimenti nei primi anni \u201990, crollo che era necessario per ridurre il deficit di bilancio, \u00e8 stato successivamente corretto, e l\u2019 investimento \u00e8 salito a un indice 125 nel 2007. Ma da allora continua a calare ed \u00e8 a un indice di 87. In altre parole, l\u2019Italia investe 13% in meno nel 2015 di quanto investiva nel 1990. Non c\u2019\u00e8 quindi da stupirsi se la produttivit\u00e0 del lavoro \u00e8 in declino in questo Paese e se la qualit\u00e0 delle infrastrutture pubbliche, nazionali o comunali, si deteriora molto rapidamente al momento.<\/p>\n<p>Questa situazione di crisi economica generale si traduce dunque, nei bilanci delle banche, nella crescita dei <em>\u00ab cattivi debiti \u00bb<\/em>. Qui pero\u2019 si pone il problema delle regole imposte dall\u2019unione bancaria. Quest\u2019ultima impone che le banche siano ricapitalizzate dai loro azionisti e risparmiatori. Ma vengono considerati come azionisti i nuclei familiari che hanno acquistato i titoli di debito di queste banche. Ora, queste famiglie hanno acquistato tali titoli in una situazione in cui il rischio di fallimento delle banche era ampiamente compensato dalla possibilit\u00e0 di un <em>\u00ab bail-out \u00bb<\/em> da parte dello Stato italiano. Queste famiglie sono in gran parte pensionati e persone modeste. Ora si trovano intrappolati dalle nuove regole di unione bancaria che impongono un <em>\u00ab bail-in \u00bb<\/em>, cio\u00e8 addossano la maggior parte del rischio bancario sugli azionisti e i clienti. Una prima ricapitalizzazione delle banche, che ha avuto luogo nel novembre 2015, ha provocato la spoliazione di una parte di questi investitori.<\/p>\n<p>Il governo italiano, indebolito dai risultati delle ultime elezioni comunali del giugno 2016 \u2013 elezioni che hanno visto il successo del M5S a Roma e Torino \u2013 non ha per nulla voglia di provocare una gravissima crisi sociale nel prossimo anno. E\u2019 per questa ragione che vuole imporre alle autorit\u00e0 europee un <em>\u00ab salvataggio \u00bb<\/em>, vale a dire una socializzazione delle perdite. Ma su questo punto si trova di fronte al rifiuto dalla Germania. Questo rifiuto non \u00e8 dettato solo da considerazioni di natura finanziaria, ma soprattutto perch\u00e9 significherebbe il fallimento dell\u2019unione bancaria, e questo meno di un anno dopo la sua entrata in vigore. Nella prova di forza che contrappone il governo italiano e il governo tedesco, ci saranno solo perdenti.<\/p>\n<p>Se la Germania impone la sua visione, l\u2019impatto sociale della crisi bancaria metter\u00e0 l\u2019Italia a ferro e a fuoco e causarer\u00e0 un crollo dei partiti tradizionali <em>[PD di centro-sinistra e Forza Italia di centro-destra]<\/em>, che sono sempre pi\u00f9 coinvolti in molti casi di collusione e corruzione con i direttori delle banche. Se il governo italiano ignora l\u2019opposizione tedesca e decide di optare per un <em>\u00ab bail-out \u00bb<\/em>, la somma di assumere <em>[almeno 70 miliardi di Euro, pari al 4,4% del PIL]<\/em> si tradurr\u00e0 in un forte aumento del deficit di bilancio e ridurr\u00e0 a zero la credibilit\u00e0 delle istituzioni dell\u2019 Eurozona.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-pPub-Italie.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-5082\" src=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-pPub-Italie-500x302.jpg\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" srcset=\"https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-pPub-Italie-500x302.jpg 500w, https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-pPub-Italie-300x181.jpg 300w, https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-pPub-Italie-768x464.jpg 768w, https:\/\/f.hypotheses.org\/wp-content\/blogs.dir\/981\/files\/2016\/07\/A-01-pPub-Italie.jpg 1429w\" alt=\"A - 01 - pPub Italie\" width=\"500\" height=\"302\" \/><\/a><\/p>\n<p>La crisi bancaria italiana occuper\u00e0 sicuramente gran parte dell\u2019estate e dell\u2019autunno. Ora, dobbiamo essere consapevoli del fatto che questa crisi avr\u00e0 luogo mentre la situazione della Deutsche Bank in Germania \u00e8 molto preoccupante, e che le entrate di bilancio in Grecia sono in fase di crollo, in particolare con una caduta media del 20% delle entrate IVA, a causa dello <em>\u00ab sciopero fiscale \u00bb<\/em> che si sta ormai sviluppando in questo Paese.<\/p>\n<p>Tutto si paga, un giorno o l\u2019altro. Avendo rifiutato il principio di solidariet\u00e0 all\u2019interno dell\u2019Eurozona, la Germania ha imposto la sua visione delle regole ; ma oggi si rende conto che questo punto di vista \u00e8 insostenibile per i Paesi dell\u2019Europa meridionale. Essa \u00e8 dunque presa tra due fuochi tra il perseguimento di una politica suicida che non funziona e il riconoscimento degli errori passati. Cio\u2019 che rende il problema ancora pi\u00f9 grave problema \u00e8 che il peso dell\u2019 Italia \u00e8 molto maggiore di quello della Grecia. Tutti capiscono che l\u2019uscita dell\u2019 Italia dall\u2019 Euro significher\u00e0 la morte della moneta unica. La crisi greca dell\u2019estate 2015 \u00e8 stato l\u2019antipasto; la crisi italiana sar\u00e0 LA crisi dell\u2019Eurozona.<\/p>\n<p>[1] FMI finanziari indicatori di solidit\u00e0 Database<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Testo gentilmente\u00a0tradotto da Etienne Ruzic<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Jacques Sapir\u00a0Russeurope La situazione delle banche italiane \u00e8 ormai critica. La pratica della loro ricapitalizzazione occuper\u00e0 gran parte dell\u2019estate. Essa mette in discussone direttamente le regole della Unione bancaria, che \u00e8 entrata in vigore il 1\u00b0 gennaio 2016. L\u2019incapacit\u00e0 del governo italiano di rispettare le regole dell\u2019Unione bancaria mette in evidenza il cattivo funzionamento, in via di peggioramento, dell\u2019 Eurozona. 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