{"id":16323,"date":"2016-08-10T00:23:12","date_gmt":"2016-08-09T22:23:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=16323"},"modified":"2016-08-10T00:23:12","modified_gmt":"2016-08-09T22:23:12","slug":"massimo-campanini-cose-il-fondamentalismo-islamico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=16323","title":{"rendered":"Massimo Campanini: Cos&#039;\u00e8 il fondamentalismo islamico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Intervista a Massimo Campanini, uno dei pi\u00f9 noti arabisti italiani, docente di Pensiero islamico e Storia dei paesi islamici all&#8217;Universit\u00e0 di Trento. Fonte: <a href=\"http:\/\/www.tpi.it\">The Post Internazionale<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cominciamo dalle origini. Quando e come nasce il fondamentalismo islamico?<\/em><\/p>\n<div class=\"ebzNative\" style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista storico il fondamentalismo-radicalismo nasce come un&#8217;estremizzazione delle tendenze riformiste della <em>nahda<\/em>\u00a0(in arabo rinascita) e dell&#8217;<em>islah<\/em>\u00a0(riforma),\u00a0cio\u00e8 il rinascimento politico e intellettuale del mondo arabo-islamico tra Ottocento e Novecento. Le prime forme di fondamentalismo nacquero\u00a0tra la met\u00e0 degli anni Sessanta e gli anni Ottanta,\u00a0dopo il crollo degli ideali laici e nazionalisti dell&#8217;epoca di Gamal Abdel Nasser,\u00a0presidente dell\u2019Egitto tra il 1956 e il 1970, eroe del socialismo e del nazionalismo arabo. Il riformismo <em>nahda-islah<\/em> aveva fatto fare molti passi in avanti al mondo musulmano e negli anni della decolonizzazione presidenti come Nasser si erano ispirati alle ideologie laiche europee.\u00a0Ma quando l&#8217;applicazione di queste ultime nel mondo arabo \u00e8 fallita, l&#8217;Islam ha rioccupato gli spazi ideologici e identitari.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quand\u2019\u00e8 che il radicalismo conosce un salto di qualit\u00e0?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dagli anni Novanta, quando l&#8217;estremismo ispirato a Sayyed Qutb si trasforma in vari casi (ad esempio al-Qaeda) in terrorismo. Qutb \u00e8 considerato il padre del moderno fondamentalismo islamico. Tra \u00a0gli anni Cinquanta e Sessanta fu\u00a0l\u2019ideologo dei Fratelli Musulmani, organizzazione islamista diffusa soprattutto in Egitto e Palestina. Qutb\u00a0aveva teorizzato la necessit\u00e0 di combattere i regimi oppressori e miscredenti. Fu\u00a0impiccato nel\u00a01966, accusato di voler compiere un colpo di stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I perch\u00e9 di questa ulteriore radicalizzazione non sono tutti facilmente spiegabili: l&#8217;Occidente ha le sue colpe col neocolonialismo e le disgraziate guerre dei Bush, l&#8217;Arabia Saudita le sue nel finanziare i movimenti pi\u00f9 reazionari, la crisi economica e la povert\u00e0 esasperano le reazioni. Motivazioni comunque pi\u00f9 politiche che religiose. E con gli attentati degli ultimi mesi il rischio di incorrere in una islamofobia diffusa \u00e8 grande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ci aiuti a comprendere meglio cosa sta accadendo. Cosa spinge gli estremisti islamici a compiere azioni di questo tipo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il radicalismo \u00e8 un&#8217;estremizzazione teorica e pratica che strumentalizza concetti religiosi per fini politici, e da verificare \u00e8 se questa strumentalizzazione sia cosciente oppure spontanea, per cos\u00ec dire &#8220;onesta&#8221;. Gli obiettivi di organizzazioni come al-Qaeda e Isis sono anti-islamici, in primo luogo perch\u00e9 scatenano una guerra intestina\u00a0tra i musulmani, una <em>fitna<\/em>, che \u00e8 esplicitamente condannata dal Corano; in secondo luogo perch\u00e9 fanno del messaggio liberatorio e rivoluzionario del Corano il pretesto per una violenza cieca. L&#8217;opposizione tra amici e nemici \u00e8 uno sviluppo salafita &#8211; ovvero di un movimento ultra-conservatore e favorevole alla guerra santa &#8211; all&#8217;interno dell&#8217;Islam sunnita, che il Corano non contempla. La stessa rivendicazione di al-Baghdadi di essere califfo non ha alcun fondamento nella tradizione del pensiero politico islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa risponde, quindi, a quelli che accusano l\u2019Islam di possedere un Dna violento?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominciamo col dire che tutte le religioni, comprese quelle pi\u00f9 ireniche come il buddhismo, hanno un nocciolo violento: per natura la religione professa di possedere la verit\u00e0 mentre gli altri sono in errore, \u00e8 un\u2019idea condivisa anche da buddhismo e induismo. Inoltre, i testi sacri dell&#8217;ebraismo non sono meno violenti del Corano, anzi lo sono forse ancor di pi\u00f9, ma le circostanze dell&#8217;applicazione storica dei princ\u00ecpi sono state diverse. Il Corano ammette certo la liceit\u00e0 del combattimento, ma anche il Deuteronomio &#8211; quinto libro della Torah ebraica e della Bibbia cristiana &#8211; dice che, dopo aver conquistato una citt\u00e0, bisogna passarne a fil di spada gli abitanti: forse allora \u00e8 proprio il monoteismo semitico tout court che \u00e8 pi\u00f9 violento degli altri credi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, se il Corano \u00e8 responsabile dell&#8217;Isis, allora anche il Vangelo lo \u00e8 dei roghi di Giordano Bruno e Francesco Pucci o dello sterminio degli indiani d&#8217;America considerati come animali, cos\u00ec come <em>Also sprach Zarathustra<\/em> lo \u00e8 del nazismo. Ma il Corano \u00e8 anche potente testo di liberazione, cosa che la Bibbia ebraica non \u00e8. Il Vangelo lo\u00a0\u00e8\u00a0in parte, ma con molte ambiguit\u00e0. Il problema di tutti i testi sacri \u00e8 la loro interpretazione, e l&#8217;interpretazione \u00e8 un fatto umano, troppo umano anche ammettendo l&#8217;origine divina della rivelazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Secondo lei, cos\u2019\u00e8 che non sta funzionando nelle politiche adottate per la lotta al terrorismo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo fondamentalmente che l\u2019atteggiamento dell\u2019Occidente nei confronti dell\u2019Isis sia troppo attendista e in certo senso passivo. Delegare, per esempio, ai curdi la resistenza in Siria e Iraq \u00e8 strategia perdente: i curdi da soli non saranno mai in grado di sconfiggere l\u2019Isis. L\u2019Occidente, Stati Uniti in testa ma anche Francia e Gran Bretagna, \u00e8 sempre stato pronto, anzi rapido a scatenare guerre e invasioni quando i suoi interessi erano minacciati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Perch\u00e9 questa volta non lo fa? Soprattutto se \u00e8 vero che l\u2019Isis rappresenta un pericolo mortale?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I casi sono due: o l\u2019Isis \u00e8 meno pericoloso di quello che sembra e dunque non c\u2019\u00e8 fretta di combatterlo, o l\u2019Isis, per cos\u00ec dire, \u201cserve\u201d, \u201cci fa comodo\u201d. Dato che la prima ipotesi \u00e8 da scartare, resta da chiedersi:\u00a0cui prodest? A chi giova? Non amo le dietrologie, per cui dico: non lo so. Ma certo l\u2019Isis \u00e8 utile ad alimentare l\u2019islamofobia, a consolidare l\u2019immagine dell\u2019altro-nemico, quell\u2019Islam dipinto come violento e aggressivo per natura che nell\u2019immaginario occidentale ha sostituito lo spettro del comunismo. Naturalmente, non \u00e8 scelta facile organizzare una spedizione militare in Libia o in Siria, ma nel 2003 gli USA di George W. Bush ci hanno messo poche settimane a decidere di invadere e annientare l\u2019Iraq di Saddam che, a quell\u2019epoca, non costituiva pi\u00f9 alcun pericolo e che dunque \u00e8 stato combattuto senza motivo apparente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tra gli obiettivi principali del Califfato c\u2019\u00e8 sicuramente la Tunisia, unico tra i paesi arabi ad aver visto trionfare le istanze della primavera araba. Quali sono le sfide che si trova a dover affrontare oggi la giovane democrazia del Maghreb?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La destabilizzazione della Tunisia avrebbe un alto valore strategico e simbolico. Strategico perch\u00e9 consentirebbe di approfondire il buco nero libico, col pericolo di attrarvi e risucchiarvi l\u2019Algeria e soprattutto l\u2019Egitto, che a sua volta sta attraversando un periodo di grave instabilit\u00e0. Simbolico perch\u00e9 l\u2019Isis dimostrerebbe ai suoi simpatizzanti di essere davvero in grado di vincere. La Tunisia sta attraversando una transizione difficile di consolidamento democratico in cerca di equilibrio tra islamisti e laici. Una spallata come quella dell\u2019Isis, che tra le altre cose annuller\u00e0 per molto tempo il turismo, rischia di interrompere questa complicata transizione con ricadute al momento imprevedibili. Quanto successo lo scorso 27 giugno nella moschea di al-Imam al-Sadiq in Kuwait [moschea sciita attaccata da un kamikaze che ha provocato 28 morti e 200 feriti, <em>ndr<\/em>]<em>,<\/em> invece, ci pone di fronte all\u2019annosa questione che lega sciiti e sunniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Da dove ha origine il loro conflitto?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sunniti e sciiti si sono guardati reciprocamente in cagnesco per secoli, accusandosi gli uni gli altri di essere eretici. Altrettanto, per\u00f2, per secoli sunniti e sciiti sono convissuti pacificamente all\u2019ombra degli imperi sovranazionali: dagli ottomani ai mughal nel subcontinente indiano. I conflitti aperti sono stati sporadici e in certo senso marginali, come quando i Wahhabiti sunniti nel diciottesimo secolo hanno saccheggiato i santuari sciiti in Iraq. Ma, ripeto, in genere per secoli la convivenza \u00e8 stata pacifica. L\u2019attuale esplodere di genocidi reciproci \u00e8 il frutto ulteriore di una strumentalizzazione politica della religione. Non si pu\u00f2 dire quando le cose cambieranno: probabilmente solo quando l\u2019assetto della regione si sar\u00e0 ristabilizzato e la religione non sar\u00e0 pi\u00f9 brandita come pretesto per giustificare la predominanza sciita in Iraq o la predominanza sunnita dell\u2019Isis in Siria. Con gli attentati compiuti dagli uomini del Califfato aumenta la distanza tra Isis e al-Qaeda, che invitava prima di tutto alla jihad contro gli americani e i governi locali loro alleati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cos\u2019\u00e8 cambiato rispetto al passato?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terrorismo dell\u2019Isis \u00e8 diverso da quello di al-Qaeda, in parte perch\u00e9 colpisce in modo pi\u00f9 indiscriminato e crudele, facendo delle uccisioni e delle decapitazioni uno strumento di comunicazione mediatica che al-Qaeda non utilizzava. Ma soprattutto perch\u00e9 sembra avere fini diversi. Da un lato, l\u2019Isis rivendica in modo pi\u00f9 esplicito e mirato l\u2019idea di califfato: anche al-Qaeda certo aspirava all&#8217;instaurazione dello stato islamico ma l\u2019Isis \u00e8 pi\u00f9 preciso nel dire che questo stato islamico \u00e8 proprio il califfato, cio\u00e8 il sistema politico perfetto dell\u2019epoca dei successori del Profeta. Tutto questo ha un alto valore simbolico e potenzialmente mobilitante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altro lato, mentre al-Qaeda preferiva colpire prima il nemico lontano, cio\u00e8 l\u2019Occidente, e solo poi il nemico vicino, cio\u00e8 i regimi falsamente musulmani (secondo il suo punto di vista) dei Paesi arabi, l\u2019Isis rovescia la prospettiva: si tratta prima di consolidarsi e radicarsi in Medio Oriente &#8211; in Siria, in Libia, in Yemen e potenzialmente in quei Paesi attaccabili dal virus jihadista, come la Tunisia &#8211; e poi da questo trampolino di lancio proiettarsi verso l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per concludere, quale ruolo, secondo lei, dovrebbero assumere gli altri musulmani nel mondo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I musulmani nella stragrande maggioranza non sono favorevoli al terrorismo, vogliono la pace esattamente come tutti. L\u2019importante \u00e8 credergli e smetterla &#8211; come fanno invece la stragrande parte dei mass-media &#8211; di indicarli come mentitori e parlanti con lingua biforcuta, convinti che l\u2019Islam sia per natura violento e assassino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>[Intervista a cura di Andrea De Pascale]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Massimo Campanini, uno dei pi\u00f9 noti arabisti italiani, docente di Pensiero islamico e Storia dei paesi islamici all&#8217;Universit\u00e0 di Trento. Fonte: The Post Internazionale Cominciamo dalle origini. Quando e come nasce il fondamentalismo islamico? Dal punto di vista storico il fondamentalismo-radicalismo nasce come un&#8217;estremizzazione delle tendenze riformiste della nahda\u00a0(in arabo rinascita) e dell&#8217;islah\u00a0(riforma),\u00a0cio\u00e8 il rinascimento politico e intellettuale del mondo arabo-islamico tra Ottocento e Novecento. 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