{"id":16366,"date":"2016-08-13T11:14:54","date_gmt":"2016-08-13T09:14:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=16366"},"modified":"2016-08-13T11:14:54","modified_gmt":"2016-08-13T09:14:54","slug":"lincubo-del-capitale-la-liberta-dei-popolie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=16366","title":{"rendered":"L&#039;incubo del capitale: la libert\u00e0  dei popoli"},"content":{"rendered":"<p>di Stefano D&#8217;Andrea<\/p>\n<p>Articolo pubblicato su Appello al popolo il 19 settembre 2011 e nel quale era gi\u00e0 \u00a0tutto previsto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dice Angela Merkel e con essa tutta la elite politico-finanziaria: se crolla l&#8217;euro crolla l&#8217;intero ordine giuridico europeo. Rispondiamo: lo sappiamo. E infatti non ci sono altre ragioni per uscire dall&#8217;euro se non quella di perseguire la disintegrazione dell\u2019ordine giuridico europeo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che faranno di tutto per salvare l&#8217;ordine giuridico europeo. E noi, che vorremmo distruggerlo, non abbiamo, apparentemente, alcun potere di incidere sul corso degli eventi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Soltanto apparentemente, non abbiamo alcun potere. In realt\u00e0, le elite politico-finanziarie lottano contro le immense forze immonde che esse hanno generato e che sono sfuggite di mano. Noi invece, quasi per paradosso, viaggiamo sospinti da quelle potenti forze che ci hanno soggiogato e sconfitto. Esse oggi non ci fanno paura. Quando erano regolari, modeste, moderate e controllate ci schiavizzavano, cambiavano la vita sociale attorno a noi ed estinguevano una civilt\u00e0, costringendoci a cercare angoli in cui rifugiarci. Ora che sono irresistibili ci stanno per liberare. Saranno esse stesse a condurci al crollo o alla esasperazione che spinger\u00e0 i cittadini a riconquistare la completa sovranit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cercano di terrorizzarci sui rischi che correremo una volta raggiunta la libert\u00e0. Sono i tipici discorsi tenuti dal datore di lavoro o dall&#8217;artigiano, quando il lavoratore o l&#8217;apprendista comunicano che hanno intenzione di cambiare lavoro o mettersi in proprio. Sono i discorsi che il padre borghese rivolge al figlio che ha deciso di non continuare l&#8217;esercizio dell&#8217;attivit\u00e0 d&#8217;impresa iniziata e svolta dal padre. E&#8217; il terrore del padre-padrone. La gioia di ogni libertario<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi che sappiamo che la libert\u00e0 costa, che \u00e8 fortuna e sfortuna, che \u00e8 tentativo e fallimento, vittoria e sconfitta, ridiamo con scherno di questi discorsi, con i quali le elite politico-finanziarie cercano di terrorizzare gli sciocchi ma soprattutto di rimuovere la realt\u00e0 per esorcizzare i loro incubi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E ci prepariamo al momento in cui, spinti dalle potenti forze della finanza globale, \u00a0i ribelli che hanno resistito alla devastazione culturale e hanno visto crollare dinanzi ai loro occhi intere civilt\u00e0, vedranno disintegrarsi tutte le forze distruttive: il cosiddetto ordinamento giuridico europeo e l&#8217;organizzazione mondiale del commercio, da un lato; la diffusione del commercio internazionale, dall\u2019altro \u2013 sono \u00a0i due volti, giuridico e fattuale, della globalizzazione. E con la globalizzazione anche l\u2019impero statunitense, che ne \u00e8 stato l\u2019artefice.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A quel punto, gli ordinamenti statali dichiareranno estinte le &#8220;libert\u00e0&#8221; di circolazione delle merci, dei servizi e del capitale (le libert\u00e0 sulle quali \u00e8 stato fondato l\u2019ordinamento giuridico europeo \u2013 ma vi rendete conto?); estinte le unioni doganali e le unioni monetarie; esaurito il bando dei monopoli pubblici. Gli ordinamenti statali sperimenteranno, ciascuno a suo modo, nuove discipline della &#8220;libert\u00e0 di informazione&#8221;, che oggi \u00e8 soltanto potere del capitale di formare l&#8217;opinione pubblica. Gli ordinamenti statali non conosceranno pi\u00f9 il terrore di una modesta inflazione, perch\u00e9 riscopriranno l\u2019istituto della scala mobile; e, pi\u00f9 in generale, pur non perseguitando la ricchezza, potranno essere costituiti da norme che, \u00a0a tutela di diversi interessi, anche non economici, limiteranno in vario modo la valorizzazione del capitale, e valorizzeranno il lavoro, autonomo e subordinato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pensate di cosa dovremmo avere paura!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Saremo costretti a fabbricare i nostri ombrelli, le nostre lavatrici, i nostri carrozzini, i nostri maglioni, i nostri pantaloni; e avremo l\u2019onere di costruirli durevoli e di prestarli di fratello in fratello e di cugino in cugino! Saremo costretti a mangiare le nostre arance. Le scuole e le universit\u00e0 potranno tornare a formare (in maniera severa) l\u2019uomo e non il lavoratore, senza dover seguire assurde strategie elaborate da menti straniere e criminali. Dovremo fissare i prezzi dei beni essenziali (equo canone, scala mobile). Potremo tornare a tutelare il commercio con le licenze e i professionisti con i \u00a0minimi tariffari, il divieto di pubblicit\u00e0 e il limite nel numero dei collaboratori. Potremmo decidere che la banca centrale non \u00e8 pi\u00f9 autonoma, almeno come non lo era fino al 1981. Potremo stabilire (oggi il diritto europeo ce lo impedisce!) che le societ\u00e0 a responsabilit\u00e0 limitata non possono essere unipersonali; o che in molti settori del commercio o addirittura in tutti \u00e8 vietato il franchising; e potremo porre molte altre norme, \u00a0che oggi non abbiamo il potere di emanare. Insomma, saremo costretti a tornare ad esercitare, nel bene o nel male, la nostra libert\u00e0 e a edificare la nostra civilt\u00e0. Pensate di cosa \u00a0dovremmo avere paura: di essere liberi!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alcuni popoli eserciteranno male la riconquistata libert\u00e0? Certamente. E\u2019 sempre accaduto e sempre accadr\u00e0. Ma questa consapevolezza non ci spaventa. Noi vogliamo tornare ad avere la possibilit\u00e0 di esercitarla bene. Noi amiamo la libert\u00e0 dei popoli: quella del nostro popolo e quella degli altri. Concedendo una finta e risibile libert\u00e0 agli individui, ormai concepiti come aziende, con debiti e crediti e con &#8220;libert\u00e0 di stabilimento&#8221;, avevano oppresso la libert\u00e0 dei popoli. I popoli europei, senza troppi meriti, a dire il vero, bens\u00ec per l\u2019assurdit\u00e0 del disegno criminoso che li voleva oppressi e schiavi, la stanno per riconquistare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano D&#8217;Andrea Articolo pubblicato su Appello al popolo il 19 settembre 2011 e nel quale era gi\u00e0 \u00a0tutto previsto. &nbsp; Dice Angela Merkel e con essa tutta la elite politico-finanziaria: se crolla l&#8217;euro crolla l&#8217;intero ordine giuridico europeo. Rispondiamo: lo sappiamo. 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