{"id":16425,"date":"2016-08-30T00:05:14","date_gmt":"2016-08-29T22:05:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=16425"},"modified":"2016-08-30T00:05:14","modified_gmt":"2016-08-29T22:05:14","slug":"unapologia-degli-studi-classici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=16425","title":{"rendered":"Un&#039;apologia degli studi classici"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Traduzione e note di <strong>Paolo Di Remigio<\/strong> (FSI Teramo)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nel 1808 Hegel assunse l&#8217;incarico di rettore del Ginnasio di Norimberga. Nel settembre del 1809, a conclusione del primo anno scolastico, tenne il seguente discorso sul significato degli studi classici. Colpiti dall&#8217;attualit\u00e0 e dalla chiarezza della sua visione, ne proponiamo la traduzione, dedicandola agli insegnanti italiani che si avviano verso il nuovo anno scolastico in una situazione sempre pi\u00f9 confusa.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione del conferimento solenne dei premi che l&#8217;<em>Autorit\u00e0 Suprema<\/em> conferisce agli alunni distintisi per i loro progressi al fine di gratificarli e ancor pi\u00f9 di spronarli, sono incaricato da Graziosissimo Ordine di illustrare in un pubblico discorso la storia del Ginnasio nell&#8217;anno passato, e di toccare quegli argomenti di cui pu\u00f2 essere utile parlare per la loro relazione al pubblico. L&#8217;invito alla deferenza con cui ho da compiere questo incarico \u00e8 proprio della natura dell&#8217;oggetto e del contenuto, che consiste in una serie di liberalit\u00e0 <em>del Re<\/em> o di loro conseguenze, e la cui illustrazione implica la necessit\u00e0 di esprimere la pi\u00f9 profonda gratitudine per esse \u2013una gratitudine che, insieme al pubblico, mostriamo alla cura sublime che l&#8217;Autorit\u00e0 dedica agli Istituti pubblici di istruzione<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. \u2013 Ci sono due rami dell&#8217;amministrazione pubblica per il cui buon ordinamento i popoli usano essere pi\u00f9 di ogni altra cosa riconoscenti: buona amministrazione della giustizia e buoni istituti di istruzione; infatti soprattutto di questi due rami, dei quali uno tocca la sua propriet\u00e0 privata in generale, l&#8217;altro la sua propriet\u00e0 pi\u00f9 cara, i suoi figli, il privato comprende e sente i vantaggi e gli effetti immediati, vicini e individualizzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa citt\u00e0 ha riconosciuto il bene di un <em>nuovo ordinamento scolastico<\/em> con tanta pi\u00f9 vivacit\u00e0 quanto maggiore e pi\u00f9 universalmente sentito era il bisogno di un cambiamento<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>nuovo<\/em> Istituto ha poi avuto il vantaggio di seguire Istituti non <em>nuovi<\/em>, ma<em> antichi<\/em>, durati pi\u00f9 secoli; cos\u00ec gli \u00e8 si potuta connettere la pronta rappresentazione di una lunga durata, di una permanenza, e la fiducia corrispondente non \u00e8 stata disturbata dal pensiero opposto che il nuovo ordinamento sia qualcosa di soltanto fuggevole, di sperimentale, \u2013 un pensiero che spesso, in particolare quando si fissa negli animi di coloro ai quali \u00e8 affidata l&#8217;esecuzione immediata, finisce con lo svilire di fatto un ordinamento a un mero esperimento<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un motivo interno di fiducia \u00e8 per\u00f2 che, nel migliorare ed estendere essenzialmente il tutto, il nuovo Istituto ha <em>conservato il principio dell&#8217;antico<\/em> e ne \u00e8 soltanto una prosecuzione. Ed \u00e8 notevole che questa circostanza costituisca il caratteristico e l&#8217;eccellenza del nuovo ordinamento<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 l&#8217;anno scolastico che si conclude \u00e8 il primo e la storia del nostro Istituto in questo anno \u00e8 la storia del suo sorgere<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, \u00e8 troppo vicino il pensiero di tutto il suo piano e del suo fine, perch\u00e9 possiamo distoglierne la nostra attenzione e dirigerla gi\u00e0 a suoi casi singoli. Poich\u00e9 la cosa stessa \u00e8 appena nata, la sua sostanza tiene ancora occupate la curiosit\u00e0 e la riflessione pensante. Quanto c&#8217;\u00e8 di singolo, poi, in parte \u00e8 noto dagli annunci pubblici; in parte \u00e8 contenuto insieme all&#8217;ulteriore dettaglio (che cosa e come e a quanti alunni sia stato insegnato quest&#8217;anno), nel catalogo scolastico stampato che sar\u00e0 distribuito al pubblico. Mi sia dunque consentito, all&#8217;alta presenza di <em>Sua Eccellenza<\/em> e di questa eminente assemblea, di attenermi al principio del nostro Istituto e di esporre alcuni pensieri generali sulla sua condizione, sulla sua struttura e sul loro senso, per quello che l&#8217;attivit\u00e0 dispersiva che in questo momento il mio ufficio porta con s\u00e9 mi permette di mettere insieme<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spirito e il fine del nostro Istituto \u00e8 la <em>preparazione allo studio teorico<\/em>, una preparazione che \u00e8 <em>costruita sulla base dei Greci e dei Romani<\/em>. Da qualche millennio \u00e8 questo il terreno su cui \u00e8 impiantata, da cui \u00e8 germogliata e con cui \u00e8 stata in costante rapporto ogni cultura. Come gli organismi naturali, piante e animali, si svincolano dalla gravit\u00e0, ma non possono abbandonare questo elemento della loro essenza, cos\u00ec ogni arte e scienza \u00e8 cresciuta su quel terreno; e sebbene sia diventata autonoma, non si \u00e8 liberata dal ricordo di quell&#8217;antica formazione. Come Anteo rinnovava le sue forze al contatto con la Madre Terra, cos\u00ec ogni nuovo slancio e vigore della scienza e della cultura \u00e8 sorto dal ritorno all&#8217;antichit\u00e0<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come per\u00f2 \u00e8 importante la conservazione di questo terreno, cos\u00ec \u00e8 essenziale il cambiamento della sua situazione di un tempo. Quando ci si accorge di ci\u00f2 che di insufficiente e di nocivo hanno i principi e gli ordinamenti antichi, e i mezzi e gli fini educativi ad essi legati, il primo pensiero che emerge \u00e8 la loro completa eliminazione. Invece la saggezza delle Autorit\u00e0, superiore a questo rimedio di facile apparenza, soddisfa nel modo pi\u00f9 vero l&#8217;esigenza del nostro tempo, perch\u00e9 <em>pone l&#8217;antico in un rapporto nuovo col tutto e cos\u00ec non solo ne conserva l&#8217;essenziale, ma lo muta e lo rinnova<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><strong>[8]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi occorrono solo poche parole per ricordare il posto che l&#8217;apprendimento del latino aveva un tempo: esso non era un momento dello studio teorico, ma ne costituiva la parte pi\u00f9 essenziale ed era l&#8217;unico mezzo formativo superiore offerto a chi non volesse arrestarsi a un&#8217;istruzione generica, del tutto elementare; per acquisire altre conoscenze utili alla vita civile o valide in s\u00e9 e per s\u00e9, non erano disponibili Istituti specifici, ma che si afferrassero un quale e un quanto anche di altre conoscenze era rimesso all&#8217;occasione dell&#8217;apprendimento di quella lingua; \u2013 quelle conoscenze erano considerate un&#8217;arte particolare, non un mezzo di formazione, ed erano per lo pi\u00f9 nascoste in quel contenitore<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti levarono la voce contro quell&#8217;apprendimento del latino divenuto tormentoso; soprattutto si lev\u00f2 il sentimento che non si pu\u00f2 considerare acculturato un popolo che non sappia esprimere nella sua lingua tutti i tesori della scienza, e non vi si possa muovere liberamente con ogni contenuto. Questa intimit\u00e0 con cui ci appartiene la lingua materna manca alle conoscenze che possediamo solo in una lingua straniera; le separa da noi una parete divisoria che non consente loro di essere veramente innate nello spirito<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo punto di vista, i metodi errati che spesso scadevano in puro meccanismo, il ritardo nell&#8217;acquisizione di molte conoscenze specifiche importanti e di molte abilit\u00e0 mentali, hanno poco a poco tolto alla conoscenza del latino la pretesa di valere come scienza principale e la sua antica dignit\u00e0 di essere lo strumento educativo universale e quasi esclusivo. Essa ha cessato di essere considerata il fine, e questa attivit\u00e0 spirituale ha dovuto vedersi sormontata dalle cosiddette cose concrete, anche da quelle quotidiane, sensibili, incapaci di offrire materia educativa<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. Senza addentrarci in questi contrasti e nelle loro determinazioni ulteriori, nelle forzature o nelle collisioni esterne, basti qui rallegrarsi della sapiente situazione statuita dalla nostra <em>Autorit\u00e0 Suprema<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, essa ha esteso la cultura civile generale<em> perfezionando le scuole popolari tedesche<\/em>; cos\u00ec a ognuno si procurano i mezzi per imparare ci\u00f2 che gli \u00e8 essenziale come uomo ed \u00e8 utile al suo ceto; \u00e8 cos\u00ec garantito il meglio a chi finora ne era privo; a chi, per ottenere qualcosa di meglio dell&#8217;insufficiente istruzione generale, poteva ricorrere soltanto al mezzo educativo menzionato, lo si rende meno inevitabile e lo si sostituisce con conoscenze e competenze pi\u00f9 funzionali. \u2013 Anche questa citt\u00e0 guarda colma di attese all&#8217;organizzazione completa di quest&#8217;opera meritoria gi\u00e0 realizzata nella maggior parte del resto del Regno \u2013 un&#8217;opera meritoria di cui le conseguenze rilevanti per il tutto sono incommensurabili<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, lo studio delle scienze e l&#8217;acquisizione di utili competenze spirituali superiori, nella loro <em>indipendenza dalla letteratura antica<\/em>, ricevono il loro strumento efficace in una propria <em>Istituzione affine<\/em><a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In terzo luogo, infine, \u00e8<em> conservato<\/em> lo <em>studio delle lingue antiche<\/em>. In parte, prima come dopo, \u00e8 aperto a ognuno come mezzo educativo superiore, in parte \u00e8 stabilito come solida base dello studio teorico. Poich\u00e9 ora si colloca <em>accanto<\/em> a quello strumento educativo e a quelle forme scientifiche, esso ha perduto la sua esclusivit\u00e0 e pu\u00f2 aver estinto l&#8217;odio contro le sue vecchie pretese. Messosi cos\u00ec da parte, ha tanto pi\u00f9 diritto di esigere che nella sua separazione possa regolarsi liberamente e gli siano evitate intrusioni estranee e importune<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Separandosi e limitandosi ha acquisito la sua vera collocazione e la possibilit\u00e0 di configurarsi nel modo pi\u00f9 libero e compiuto. L&#8217;indice vero della libert\u00e0 e della forza di un&#8217;organizzazione consiste sia nel fatto che i momenti differenti che contiene si approfondiscono in se stessi e si rendono sistemi completi, compiono la loro funzione l&#8217;uno accanto all&#8217;altro e la vedono compiere senza invidia e timore, sia nel fatto che tutti sono di nuovo parti di uno stesso grande intero. Solo ci\u00f2 che si rende compiuto separandosi nel suo principio diventa un tutto conseguente, cio\u00e8 diventa <em>qualcosa<\/em>; acquisisce spessore e il forte potere di rendersi multilaterale. La preoccupazione e il timore dell&#8217;unilateralit\u00e0 appartengono troppo spesso alla debolezza che \u00e8 capace soltanto della superficialit\u00e0 multilaterale inconseguente<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che lo studio delle lingue antiche, pur cos\u00ec limitato, resti oggi come una volta la base della formazione teorica, \u00e8 stato messo vivacemente in discussione. Sembra un&#8217;esigenza legittima che la cultura, l&#8217;arte e la scienza di un popolo arrivino a stare sulle proprie gambe. Non dobbiamo credere che la cultura del mondo moderno, il nostro illuminismo, i progressi delle arti e delle scienze siano usciti dall&#8217;infanzia greca e romana, che, sciolti dalle vecchie dande, possano camminare sul loro terreno? Alle opere degli antichi resti pure il loro valore pi\u00f9 o meno consacrato \u2013 esse dovrebbero comunque retrocedere nella galleria delle memorie, delle oziose curiosit\u00e0 erudite, nel puramente storiografico, che si pu\u00f2 coltivare o no, ma che non dovrebbe costituire la base e l&#8217;inizio per la nostra educazione spirituale superiore<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se tuttavia facciamo valere il principio che si deve sempre partire dall&#8217;eccellente, allora innanzitutto la letteratura dei Greci, poi quella dei Romani, devono essere e restare la base dello studio superiore. La perfezione e lo splendore di questi capolavori devono essere l&#8217;immersione spirituale, il battesimo profano, che danno all&#8217;anima il primo tono e colore per il gusto e la scienza. E per questa consacrazione non \u00e8 sufficiente una familiarit\u00e0 esteriore con gli antichi, ma dobbiamo prendere cibo e alloggio da loro, per assorbirne l&#8217;atmosfera, le rappresentazioni, i costumi, perfino, se si vuole, gli errori e i pregiudizi, e diventare abitanti di questo mondo, il pi\u00f9 bello che ci sia mai stato. Se il primo paradiso era il paradiso della <em>natura umana<\/em>, questo \u00e8 il secondo, superiore, il paradiso dello <em>spirito umano<\/em> che avanza nella sua pi\u00f9 bella naturalezza, libert\u00e0, profondit\u00e0 e serenit\u00e0, come la sposa dalla sua camera. Il primo splendore selvaggio del suo sorgere in Oriente \u00e8 arginato dallo splendore della forma e addolcito nella bellezza; lo spirito umano ha la sua profondit\u00e0 non pi\u00f9 nella confusione, nell&#8217;opacit\u00e0 o nell&#8217;enfasi, ma si manifesta in disinvolta chiarezza; la\u00a0 sua serenit\u00e0 non \u00e8 un gioco infantile, \u00e8 diffusa sulla malinconia che conosce la durezza del destino, ma che la durezza non scaccia dalla libert\u00e0 oltre il destino e dalla misura. Non credo di affermare troppo se dico che ha vissuto senza conoscere la bellezza chi non ha conosciuto le opere degli antichi<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale elemento, in quanto vi prendiamo dimora, accade non solo che tutte le forze dell&#8217;anima siano stimolate, sviluppate ed esercitate, ma l&#8217;elemento stesso \u00e8 una <em>materia peculiare<\/em> con cui ci arricchiamo e prepariamo la nostra sostanza migliore. Si \u00e8 sostenuto che l&#8217;<em>attivit\u00e0 mentale<\/em> si possa esercitare in <em>ogni materia<\/em>, e come materia pi\u00f9 adatta apparivano in parte gli oggetti esternamente utili in parte quelli sensibili, che sarebbero adattissimi all&#8217;et\u00e0 infantile o fanciulla, perch\u00e9 propri dell&#8217;ambito e del modo di rappresentare che queste et\u00e0 avrebbero gi\u00e0 in s\u00e9 e per s\u00e9. Se anche il formale fosse cos\u00ec separabile dalla materia e l&#8217;esercizio fosse cos\u00ec indifferente all&#8217;ambito oggettivo in cui deve svolgersi, tuttavia non \u00e8 importante soltanto l&#8217;esercizio. Come la pianta non soltanto esercita le forze della sua riproduzione all&#8217;aria e alla luce, ma in questi processi succhia anche il suo nutrimento, cos\u00ec la materia in cui si sviluppano e si esercitano l&#8217;intelletto e la facolt\u00e0 dell&#8217;anima deve essere anche un nutrimento. Non quella cosiddetta materia utile, quel <em>materiatur<\/em> sensibile, quale si trova immediatamente nella facolt\u00e0 rappresentativa del bambino, ma soltanto il contenuto spirituale, che ha valore e interesse in s\u00e9 e per s\u00e9 stesso, fortifica l&#8217;anima e procura quel carattere indipendente, quell&#8217;interiorit\u00e0 sostanziale che \u00e8 madre del contegno, della saggezza e della presenza di spirito; dell&#8217;anima che vi matura quel contenuto spirituale fa un nucleo di valori indipendenti, di fini assoluti, che \u00e8 la base necessaria dell&#8217;abilit\u00e0 in ogni cosa e che \u00e8 importante impiantare in ogni ceto. Non abbiamo visto nei tempi moderni perfino degli Stati, che avevano disprezzato e trascurato di costruire e conservare tale retroterra interiore nell&#8217;anima dei loro cittadini, orientandola alla semplice utilit\u00e0 e allo spirituale scaduto a strumento, esporsi ai pericoli e crollare fra i loro tanti mezzi utili?<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pi\u00f9 nobile nutrimento nella forma pi\u00f9 nobile, le mele d&#8217;oro nei contenitori d&#8217;argento, sono nelle opere degli antichi incomparabilmente pi\u00f9 che in ogni altra opera di qualunque epoca e nazione. Per giustificare l&#8217;affermazione che nell&#8217;ambito di nessuna cultura furono unite tanta eccellenza, originalit\u00e0, poliedricit\u00e0 e ricchezza teorica, mi occorre soltanto ricordare la grandezza dei loro intenti, la loro virt\u00f9 e il loro patriottismo, liberi da ambiguit\u00e0 moralistiche, lo stile grandioso delle loro azioni e dei loro caratteri, la variet\u00e0 dei loro destini, dei loro costumi e delle costituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa ricchezza \u00e8 per\u00f2 legata al <em>linguaggio<\/em>, e solo in questo la raggiungiamo in tutta la sua specificit\u00e0. Le traduzioni ci danno il contenuto, non la forma, non la sua anima eterea; somigliano alle imitazioni delle rose, che possono essere simili a quelle naturali per forma, colore, anche per odore; ma non raggiungono l&#8217;amabilit\u00e0, la grazia e la delicatezza della vita. In altri termini, l&#8217;esornativo e la raffinatezza appartengono solo della copia, in cui si fa sentire un contrasto tra il contenuto e la forma che non le \u00e8 connaturata. La lingua \u00e8 l&#8217;elemento musicale, l&#8217;elemento dell&#8217;intimit\u00e0 che nella traduzione svanisce, \u2013 il profumo leggero col quale la simpatia dell&#8217;anima si abbandona al godimento, senza il quale un&#8217;opera degli antichi ha soltanto il gusto del vino del Reno svaporato<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa circostanza ci impone la necessit\u00e0, in apparenza<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a> dura, di studiare a fondo le lingue degli antichi, di rendercele familiari, per poter godere delle loro opere in tutta l&#8217;estensione possibile di ogni loro aspetto ed eccellenza. Se volessimo lamentarci della fatica che oggi dobbiamo dedicarvi e potessimo temere o dolerci di dover procrastinare l&#8217;acquisizione di altre conoscenze e abilit\u00e0, dovremmo accusare il destino che non ci ha fatto avere nella nostra lingua questo cerchio di opere classiche che ci avrebbero evitato il viaggio faticoso verso l&#8217;antichit\u00e0 e procurato il loro sostituto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo che ho parlato della <em>materia<\/em> dell&#8217;istruzione, questo augurio invita a dire ancora qualche parola sul <em>formale<\/em> proprio della sua natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progredire della cultura non va visto come la continuazione quieta di una catena, i cui membri seguenti sarebbero congiunti a quelli precedenti, con riguardo ad essi, certo, ma a partire da una materia propria, e senza che questo lavoro ulteriore sia diretto contro i primi. La cultura deve invece avere una materia e un oggetto precedenti su cui lavora, che altera e forma di nuovo<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>. \u00c8 necessario che acquisiamo il mondo dell&#8217;antichit\u00e0 non solo per possederlo, ancor pi\u00f9 per avere qualcosa da elaborare<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a>. \u2013 Ma per diventare <em>oggetto<\/em>, la sostanza della natura e dello spirito ci si deve contrapporre, deve aver acquisito la figura di qualcosa di estraneo. \u2013 Infelice colui al quale si \u00e8 estraniato il suo mondo sentimentale immediato! Infatti questo significa che gli sono strappati i legami individuali che tenevano l&#8217;animo e il pensiero in santa amicizia con la vita, la fede, l&#8217;amore e la fiducia. \u2013 L&#8217;estraniamento che condiziona la cultura teoretica non esige questa dolore etico, non la sofferenza del cuore, ma il dolore e lo sforzo pi\u00f9 tenui della rappresentazione che deve occuparsi di un non-immediato, di un estraneo, di qualcosa appartenente al ricordo, alla memoria e al pensiero<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a>. \u2013 Questa esigenza di separazione \u00e8 per\u00f2 cos\u00ec necessaria che in noi si mostra come un impulso universale ben noto. L&#8217;eterogeneo, il lontano portano con s\u00e9 l&#8217;interesse seducente che ci attrae all&#8217;attivit\u00e0 e allo sforzo, e il desiderabile \u00e8 in rapporto inverso con la vicinanza in cui \u00e8 e ci \u00e8 comune. La giovent\u00f9 si immagina come una fortuna partire dalla patria e abitare con Robinson un&#8217;isola lontana. Dover cercare la profondit\u00e0 dapprima in forma di lontananza \u00e8 un inganno necessario; ma la profondit\u00e0 e la forza che conseguiamo possono essere misurate soltanto dall&#8217;ampiezza con la quale voliamo lontano dal centro in cui prima ci trovavamo immersi e a cui aspiriamo di nuovo<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[24]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo impulso centrifugo dell&#8217;anima si fonda in generale la necessit\u00e0 di offrirle quella separazione dal suo essere e dal suo stato naturali che essa cerca e di porre nel giovane spirito un mondo lontano ed estraneo. La parete divisoria con cui si crea questa separazione necessaria all&#8217;educazione di cui parliamo \u00e8 il mondo e la lingua degli antichi; ma essa, che ci separa da loro, contiene anche tutti i punti di inizio e i fili del ritorno a se stessi, dell&#8217;amicizia con essa e del ritrovare se stessi, se stessi, per\u00f2, secondo il vero essere universale dello spirito<a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">[25]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se applichiamo all&#8217;apprendimento linguistico questa necessit\u00e0 universale, che abbraccia il mondo della rappresentazione e la lingua, diventa evidente che il suo lato meccanico \u00e8 pi\u00f9 di un puro male necessario. Infatti il meccanico \u00e8 l&#8217;estraneo allo spirito, che ha interesse ad assimilare il non assimilato posto al suo interno, a comprendere ci\u00f2 che dentro di lui \u00e8 ancora privo di vita e a farne sua propriet\u00e0<a href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref26\">[26]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo momento meccanico dell&#8217;apprendimento della lingua si collega lo <em>studio grammaticale<\/em>, il cui valore non pu\u00f2 essere sopravvalutato, perch\u00e9 costituisce l&#8217;inizio dell&#8217;educazione logica, \u2013 un aspetto che affronto alla fine perch\u00e9 sembra che sia stato quasi dimenticato. La grammatica infatti ha per contenuto le categorie, i prodotti e le determinazioni dell&#8217;intelletto; dunque vi si inizia a <em>imparare<\/em> l&#8217;intelletto. Queste essenze spirituali, che essa ci fa conoscere, possono essere apprese bene dalla giovent\u00f9, nulla di spirituale \u00e8 pi\u00f9 facile di esse; infatti la forza non ancora comprensiva di questa et\u00e0 non riesce ad assumere la ricchezza nella sua variet\u00e0<a href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref27\">[27]<\/a>; ma quelle astrazioni sono quanto di pi\u00f9 semplice. Sono, per cos\u00ec dire, le singole lettere, le vocali dello spirituale, con cui iniziamo per imparare a compitarlo e poi a leggerlo. \u2013 Inoltre la grammatica le presenta in una forma adatta a questa et\u00e0, perch\u00e9 insegna a distinguerle tramite indici esteriori che la lingua stessa per lo pi\u00f9 contiene; meglio di quanto chiunque sa distinguere rosso e blu senza saper dire le definizioni di questi colori nell&#8217;ipotesi newtoniana o in un&#8217;altra teoria, quella conoscenza \u00e8 dapprima sufficiente, ed \u00e8 importantissimo essere divenuti attenti a queste distinzioni. Infatti, se le determinazioni intellettive, poich\u00e9 siamo esseri intellettivi, <em>sono in noi<\/em> e le intendiamo immediatamente, la prima educazione consiste nell&#8217;<em>aver<\/em>le, cio\u00e8 nell&#8217;averle rese oggetto della coscienza e nel poterle distinguere tramite indici<a href=\"#_ftn28\" name=\"_ftnref28\">[28]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 con la terminologia grammaticale impariamo a muoverci nelle astrazioni e questo studio va visto come la filosofia elementare, esso \u00e8 considerato essenzialmente non solo come mezzo, ma come fine \u2013 tanto nella lingua latina che in quella tedesca \u2013<a href=\"#_ftn29\" name=\"_ftnref29\">[29]<\/a>. L&#8217;universale frivolezza banale, per scacciare la quale erano necessarie tutta la severit\u00e0 e la violenza delle scosse che abbiamo vissuto, aveva invertito qui come altrove il rapporto tra mezzo e fine, e aveva considerato la conoscenza materiale di una lingua pi\u00f9 importante del suo aspetto intellettivo<a href=\"#_ftn30\" name=\"_ftnref30\">[30]<\/a>. \u2013 L&#8217;apprendimento grammaticale di una lingua <em>antica<\/em> ha anche il vantaggio di dover essere un&#8217;attivit\u00e0 razionale durevole e ininterrotta; infatti qui, a differenza che nella lingua materna, l&#8217;abitudine irriflessa non evoca la giusta disposizione delle parole, ma \u00e8 necessario prendere in considerazione il valore delle parti del discorso determinato dall&#8217;intelletto e richiamare le regole del loro collegamento. Ma cos\u00ec si verificano un costante sussumere il particolare nel generale e la particolarizzazione del generale, e la forma dell&#8217;attivit\u00e0 razionale consiste proprio in questo. \u2013 Lo studio grammaticale severo risulta dunque uno dei mezzi formativi pi\u00f9 universali e pi\u00f9 nobili<a href=\"#_ftn31\" name=\"_ftnref31\">[31]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo insieme, lo studio degli antichi nella lingua loro propria e lo studio grammaticale, costituisce i <em>tratti fondamentali del principio<\/em> che <em>caratterizza il nostro Istituto<\/em>. Questo <em>bene importante<\/em>, per quanto gi\u00e0 ricco in se stesso, non comprende tutta l&#8217;estensione delle conoscenze a cui introduce il nostro Istituto preparatorio. Non solo la lettura degli antichi classici \u00e8 selezionata cos\u00ec da offrire un ricco contenuto didattico, l&#8217;Istituto comprende anche l&#8217;insegnamento di ulteriori conoscenze che hanno un valore in s\u00e9 e per s\u00e9, che sono di particolare utilit\u00e0 o anche di ornamento. Qui mi \u00e8 sufficiente nominare queste materie; nella nota stampata che sar\u00e0 distribuita si possono vedere la loro estensione, il modo di trattarle, la loro progressivit\u00e0 ordinata al loro interno e nei loro rapporti alle altre materie, gli esercizi che sono loro connessi. Queste materie in generale sono: insegnamento religioso; lingua tedesca insieme alla conoscenza dei suoi classici; aritmetica, in seguito algebra; geometria; geografia; storia; fisiografia, che comprende cosmografia, storia naturale e fisica; scienze filosofiche propedeutiche; inoltre francese, anche lingua ebraica per i futuri teologi, disegno e calligrafia. Che queste conoscenze non siano trascurate, risulta da questo semplice calcolo: se non contiamo le ultime quattro materie, il tempo di insegnamento in tutte le classi \u00e8 diviso esattamente <em>a met\u00e0<\/em> tra quelle menzionate prima e le lingue antiche; incluse anche quelle, lo studio delle lingue antiche occupa non la met\u00e0, ma solo due quinti dell&#8217;intero insegnamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo primo anno di studi trascorso \u00e8 stata posta in essere e avviata la cosa principale; nel secondo anno si potr\u00e0 pensare con pi\u00f9 dettaglio a una maggiore determinazione ed elaborazione di singoli rami, come per esempio i principi delle scienze fisiche, e la Suprema Grazia di <em>Sua Maest\u00e0 il Re<\/em>, come speriamo con fiduciosa certezza, ci metter\u00e0 in grado di farlo. \u2013 Anche ci\u00f2 che ancora manca nell&#8217;arredamento e nel decoro esterni \u2013 in s\u00e9 le Muse hanno pochi bisogni e qui non sono male avvezze \u2013, ci\u00f2 che \u00e8\u00a0 ancora necessario per attivare la sorveglianza disciplinare esterna \u2013 e la natura del carattere locale e l&#8217;interesse dei genitori per la buona educazione dei loro figli facilita questa cura \u2013, e simili problemi secondari vedono gi\u00e0 avviati i loro rimedi<a href=\"#_ftn32\" name=\"_ftnref32\">[32]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso gli esami il pubblico ha avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di giudicare gli effetti generali dei benevoli Ordinamenti<em> Supremi<\/em>, della sorveglianza e dell&#8217;attivit\u00e0 graziosissime del <em>Commissario Generale<\/em> del Re e degli sforzi a ci\u00f2 conformi degli insegnanti in questo primo anno. \u2013 L&#8217;ultimo atto con cui lo concludiamo \u00e8 questa solennit\u00e0 pubblica con cui la <em>Graziosissima Autorit\u00e0<\/em> vuole dare ai suoi Istituti il momento dell&#8217;onore della testimonianza pubblica di soddisfazione per i progressi degli alunni studiosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una parte di Voi, Signori, ha gi\u00e0 ottenuto un contrassegno del Graziosissimo Consenso nel permesso di potersi iscrivere all&#8217;Universit\u00e0; in ci\u00f2 avete visto che l&#8217;occhio dell&#8217;<em>Autorit\u00e0<\/em> \u00e8 aperto su di <em>Voi<\/em>; restate convinti che lo sar\u00e0 sempre, che dovete sempre render<em>le<\/em> conto dell&#8217;uso dei Vostri anni di studio e dell&#8217;accesso graziosamente voluto negli Istituti Regali, che nella nostra Patria ogni carriera \u00e8 aperta ai Vostri talenti e alla Vostra applicazione, ma \u00e8 accessibile solo al merito. Cos\u00ec all&#8217;Universit\u00e0 proseguite indefessamente l&#8217;opera che avete iniziato qui. La maggior parte di Voi lascia per la prima volta la casa paterna; come gi\u00e0 una volta vi siete separati dal cuore di Vostra Madre quando siete venuti alla luce, cos\u00ec ora vi sciogliete dalla vita delle Vostre Famiglie facendo il passo nello stato di indipendenza. La giovent\u00f9 guarda avanti: <em>mai<\/em> per\u00f2 dimenticate lo sguardo retrospettivo del ringraziamento, dell&#8217;amore e del dovere verso i Vostri genitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giudizi degli insegnanti su ognuno degli alunni sono letti loro alla presenza di tutti i docenti e dei compagni di classe; questa pagella \u00e8 comunicata in forma scritta anche ai genitori su loro richiesta. Il risultato sintetico di questo giudizio \u00e8 il posto progressivo che ciascuno ottiene dal parere degli insegnanti e dalla conferma del Rettorato, secondo i suoi progressi globali tra i compagni di classe. L&#8217;ordine di questi posti \u00e8 una testimonianza di ci\u00f2 che ognuno di Voi ha gi\u00e0 fatto; esso \u00e8 manifestato qui pubblicamente e poi a stampa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 solenne \u00e8 la lode di quelli che si sono particolarmente segnalati tra i loro compagni, della quale attendete compenso e premio dalle mani di <em>Sua Eccellenza<\/em> il <em>Signor Commissario Generale<\/em>. Ricevetelo come un segno di soddisfazione per ci\u00f2 che avete fatto finora, e ancor pi\u00f9 come un incoraggiamento per il Vostro contegno futuro, \u2013 come un onore che Vi \u00e8 concesso, ma ancor pi\u00f9 come una nuova richiesta del Vostro maggiore sforzo, come un diritto superiore che i Vostri genitori, i Vostri maestri, la Patria e l&#8217;<em>Autorit\u00e0 Suprema<\/em> hanno acquisito su di Voi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Non occorre attendere lo stato sociale keynesiano perch\u00e9 lo Stato moderno si preoccupi dell&#8217;istruzione. Lo hanno fatto i despoti illuminati, i rivoluzionari francesi, i riformatori europei che hanno operato su impulso di questi. La decadenza della scuola pubblica provoca infatti disgregazione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Hegel sta parlando alla fine del primo anno dall&#8217;entrata in vigore della riforma della scuola. La riforma \u00e8 stata opportuna innanzitutto perch\u00e9 c&#8217;era una forte attesa di cambiamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Se il cambiamento si verifica dopo una lunga stabilit\u00e0, il nuovo non pu\u00f2 che apparire esso stesso stabile; se si verifica dopo cambiamenti recenti, appare caduco come ci\u00f2 che lo ha preceduto, quindi come privo di credibilit\u00e0; ed \u00e8 gi\u00e0 fallito prima di iniziare. Nella scuola italiana le riforme si sono verificate ad ogni cambio di governo: questa rincorsa, a prescindere dal contenuto, \u00e8 stata gi\u00e0 da sola distruttiva dell&#8217;istituzione. Invero, il fallimento di ogni riforma <em>non <\/em>era sgradito, perch\u00e9 lo si poteva imputare alla scuola pubblica in quanto tale, per suscitare la genesi della domanda di istruzione privata. Il fallimento, programmato a freddo, di ogni riforma ha ricevuto il nome nobilitante di <em>esperimento.<\/em> Oggi pi\u00f9 che mai l&#8217;esperimento, dunque il fallimento didattico, \u00e8 il merito principale per cui un docente pu\u00f2 essere incentivato. Nulla di pi\u00f9 folle: come l&#8217;esperimento biologico implica una cavia, ossia sacrifica un vita per la dimostrazione di un&#8217;ipotesi, cos\u00ec l&#8217;esperimento didattico sacrifica l&#8217;istruzione di chi ne \u00e8 oggetto, ma, a differenza di quello, questo non dimostra nulla, vanifica soltanto l&#8217;istituzione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Il senso di ogni riforma \u00e8 il miglioramento, ossia estendere un bene gi\u00e0 presente. Una riforma che cerca la sua legittimazione diffamando il bene gi\u00e0 presente non pu\u00f2 portare che a distruggerlo senza poterlo sostituire con altro, non pu\u00f2 che portare alla decadenza. In Italia c&#8217;\u00e8 un solo dubbio: in che misura i distruttori della scuola pubblica (ministri, amministratori, pedagogisti, sindacalisti) abbiano <em>voluto<\/em> ci\u00f2 che hanno <em>fatto<\/em>, se abbiano agito per presuntuosa ignoranza o per intenzione maligna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Ossia l&#8217;istituto ginnasiale \u00e8 al suo primo anno; raccontare la storia di questo suo primo anno \u00e8 come raccontare l&#8217;inizio dell&#8217;istituto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Hegel non vuole disperdersi in una relazione sulle minuzie, vuole parlare del <em>senso<\/em> dell&#8217;istituto ginnasiale e degli studi classici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Hegel non \u00e8 uno storicista. Se nell&#8217;ambito politico pensa che l&#8217;architettura dello Stato moderno, costruita sul concetto <em>cristiano<\/em> di libert\u00e0, sia una novit\u00e0 assoluta rispetto al mondo classico, che, per quanto pi\u00f9 lucido nella consapevolezza dei rapporti etici, resta limitato a un&#8217;eticit\u00e0 elementare, senza differenza tra pubblico e privato, nell&#8217;ambito dell&#8217;<em>estetica<\/em> non crede a un progresso dell&#8217;arte \u2013 come si vedr\u00e0 sotto, egli considera l&#8217;arte greca il modello estetico eterno \u2013, nell&#8217;ambito della <em>filosofia<\/em> crede al suo progresso solo nel senso della particolarizzazione, su impulso delle scienze empiriche, dei concetti gi\u00e0 elaborati dai pensatori greci \u2013 un progresso in cui le basi restano ferme e sono applicate a sempre nuovi campi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> L&#8217;eredit\u00e0 del passato contiene sempre elementi invecchiati; ma eliminarla significa scivolare nella situazione degli inizi barbarici. L&#8217;eredit\u00e0 del passato, la tradizione, deve essere mutata, ossia, come \u00e8 contenuto nel doppio significato dell&#8217;<em>Aufheben<\/em>, negata e conservata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Un tempo il latino era considerato la totalit\u00e0 del sapere; gli alunni potevano acquisire altre conoscenze solo se queste erano incorporate in quello; le altre conoscenze erano disprezzate come banausiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Non solo Hegel riconosce come giustificate le critiche precedenti, ne aggiunge una che sente molto importante: ogni popolo ha diritto a esprimere la scienza nella propria lingua, perch\u00e9 una lingua non \u00e8 uno strumento esterno per pensieri gi\u00e0 pronti, ma \u00e8 un insieme di forme in cui un pensiero oggettivo gi\u00e0 sedimentato fa da base\u00a0 e illumina il pensiero soggettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Oggi si chiamano \u2018compiti autentici\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> La riforma di cui parla Hegel arricchisce l&#8217;istruzione elementare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Si tratta del <em>Realinstitut<\/em>, in cui si rinuncia alle lingue classiche, ma non alle conoscenze teoriche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Ossia che si continui a polemizzare contro lo studio classico perch\u00e9 nel mondo moderno si devono studiare cose moderne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Separarsi significa acquisire individualit\u00e0; ma l&#8217;individualit\u00e0 non \u00e8 astratta, \u00e8 un&#8217;organizzazione che non solo articola l&#8217;organizzazione superiore, ma si articola, si differenzia. Poich\u00e9 ogni specializzazione si organizza in differenze, non occorre aver timore che la specializzazione nello studio classico porti a un impoverimento; anzi, voler restare nella variet\u00e0 significa condannarsi alla superficialit\u00e0. \u2013 Questo va contro la tendenza alla variet\u00e0 dell&#8217;<em>offerta<\/em> formativa su cui ogni riforma ha insistito e che in effetti ha portato alla pi\u00f9 squallida ignoranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> Come i Greci studiavano Omero, come nel Trecento si studiava Dante, cos\u00ec oggi occorre che la scuola faccia studiare le canzoni di De Andr\u00e9. Come i bambini medievali amavano le fiabe con i principi e le principesse, cos\u00ec i bambini moderni amano non le fiabe belle, ma quelle che parlano di auto e computer. Questo \u00e8 il principio di contemporaneit\u00e0 che deturpa la compilazione di gran parte degli odierni testi scolastici e l&#8217;organizzazione di molta didattica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> L&#8217;educazione non deve lasciare il discente com&#8217;\u00e8, deve procurarne non tanto la crescita in un senso astratto o quantitativo, ma il <em>miglioramento<\/em>, cio\u00e8 il germogliare del gusto e del pensiero oggettivo. \u00c8 dunque indispensabile che la didattica proponga uno sforzo sull&#8217;eccellente, anzich\u00e9 l&#8217;avvoltolarsi nel fango del volgare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> Il contenuto dell&#8217;esercitazione non deve entrare in contrasto con la forma. Le competenze superiori hanno bisogno di un contenuto superiore, affinch\u00e9 si educhi non alla supponenza e allo scetticismo ma alla consapevolezza dei principi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> Il raggiungimento dell&#8217;eccellente implica la fatica dell&#8217;apprendimento del linguaggio in cui \u00e8 espresso, perch\u00e9 una traduzione \u00e8 una forma autonoma rispetto all&#8217;originale, un&#8217;eco nella diversa lingua che non pu\u00f2 sostituirlo. La lingua classica rende evidente ci\u00f2 che altrimenti resterebbe solo implicito: non si pu\u00f2 godere Omero, se non si padroneggia il greco; ma \u00e8 altrettanto vero che non si pu\u00f2 godere Montale se non si padroneggia l&#8217;italiano, n\u00e9 si padroneggia l&#8217;italiano senza latino. La cultura \u00e8 difficile sia dove appare tale, sia dove appare semplice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a> \u2018In apparenza\u2019 perch\u00e9, come Hegel spiegher\u00e0 pi\u00f9 sotto, l&#8217;apprendimento della lingua \u00e8 il momento dell&#8217;estraniazione necessario alla realizzazione dello spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a> Entra qui in gioco il concetto hegeliano di progresso, che non ha un significato indeterminato, quantitativo, ma coincide con il cuore del metodo, con la <em>negazione determinata<\/em>. Il progresso \u00e8 il falsificarsi dell&#8217;immediato, che per\u00f2 non termina nel nulla, ma in qualcosa di determinato. Progredire significa dunque, non aggiungere un nuovo elemento all&#8217;elemento preesistente, ma porre il significato positivo della negazione di ci\u00f2 da cui si progredisce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a> La conoscenza consiste nell&#8217;estraniarsi nell&#8217;oggetto, cio\u00e8 nel negare s\u00e9, e nell&#8217;elaborarlo, cio\u00e8 nel negare la sua estraneit\u00e0 in modo da scoprire se stessi in esso; solo in questa elaborazione che presuppone una estraniazione si verifica un progresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a> Senza estraniazione, senza l&#8217;oggetto sentito nella sua totale indipendenza, non ci pu\u00f2 essere elaborazione, cio\u00e8 ritorno in s\u00e9, non ci pu\u00f2 essere maturit\u00e0 spirituale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a> La necessit\u00e0 di apprendere la lingua \u00e8 dura solo in apparenza, perch\u00e9 la natura ha provvisto l&#8217;uomo della passione per la lontananza, perch\u00e9 il suo spirito non \u00e8 altro che un recuperarsi dalla dispersione nella lontananza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a> La conoscenza, lo stesso imparare \u00e8 un superare il disagio dell&#8217;estraniazione, detto in altri termini \u00e8 il venire a capo di una situazione problematica. Senza l&#8217;esperienza della difficolt\u00e0 non c&#8217;\u00e8 apprendimento, non c&#8217;\u00e8 spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\">[26]<\/a> Lo spirito non \u00e8 una realt\u00e0 prima, originaria, \u00e8 il ritorno in s\u00e9 dall&#8217;essere altro; la meccanicit\u00e0 all&#8217;inizio dello studio non \u00e8 una necessit\u00e0 esterna, casuale, \u00e8 una necessit\u00e0 inscritta nella natura di mediazione assoluta dello spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref27\" name=\"_ftn27\">[27]<\/a> \u00c8 propria della giovent\u00f9 la tendenza verso il semplice, quindi l&#8217;incapacit\u00e0 di abbracciare la ricchezza della verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref28\" name=\"_ftn28\">[28]<\/a> La grammatica \u00e8 il primo passo verso la logica. Essa non solo contiene le categorie come tutto il resto, ma le formula nel loro isolamento, e tuttavia le rappresenta in modo meno astratto che nelle logica vera e propria, quindi pi\u00f9 vicino alla rappresentazione. Cos\u00ec, attraverso la grammatica, la mente diventa capace non solo di pensare logicamente, ma di riflettere sulle determinazioni di pensiero, cio\u00e8 di focalizzare gli universali da cui dipende il pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref29\" name=\"_ftn29\">[29]<\/a> La capacit\u00e0 di cogliere l&#8217;astratto in quanto tale e di muoversi all&#8217;interno delle astrazioni non \u00e8 soltanto uno strumento di conoscenza del concreto, \u00e8 un fine in s\u00e9 e per s\u00e9. Nei riferimenti astratti \u00e8 contenuta la trama logica che costituisce la prima forma di esposizione della verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\">[30]<\/a> \u00c8 l&#8217;allergia per l&#8217;astratto di cui \u00e8 sempre stata preda una parte consistente della pedagogia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref31\" name=\"_ftn31\">[31]<\/a> Mentre l&#8217;<em>intelletto<\/em> \u00e8 la trama degli universali, delle leggi, delle regole costanti delle cose, la <em>ragione<\/em> \u00e8 la corrispondenza tra universale e particolare, dunque\u00a0 a) il sussumere e b) il particolarizzare. L&#8217;attivit\u00e0 di traduzione, in quanto applicazione intelligente al contesto particolare delle regole generali \u00e8 tra le forme pi\u00f9 pedagogicamente feconde di attivit\u00e0 razionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref32\" name=\"_ftn32\">[32]<\/a> La complicit\u00e0 del sindacato con la distruzione della scuola pubblica italiana si \u00e8 tradita nel suo limitare le lamentele alla mancanza di risorse. La scuola ha bisogno delle Muse, che non hanno grandi bisogni; anzi l&#8217;abbondanza dei mezzi evoca il nemico mortale dell&#8217;apprendimento: la distrazione. Ovviamente, questo non giustifica in alcun modo il vergognoso abbandono del patrimonio pubblico all&#8217;incuria e all&#8217;elemento naturale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Traduzione e note di Paolo Di Remigio (FSI Teramo) Nel 1808 Hegel assunse l&#8217;incarico di rettore del Ginnasio di Norimberga. 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