{"id":1688,"date":"2010-06-02T22:46:24","date_gmt":"2010-06-02T21:46:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1688"},"modified":"2010-06-02T22:46:24","modified_gmt":"2010-06-02T21:46:24","slug":"la-fantasy-la-politica-la-mistificazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1688","title":{"rendered":"La fantasy, la politica, la mistificazione"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Franco Cardini scaglia un&#39;accusa gravissima contro la sinistra. <\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">di <strong>Franco Cardini <\/strong><\/font><\/font><\/span><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">fonte <a href=\"http:\/\/www.francocardini.net\">francocardini<\/a><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Se in questi tempi cos&igrave; tristi (il massacro dei pacifisti al largo di Gaza, i tagli governativi alla cultura&hellip;) avessi voglia di ridere, la polemica scatenata da un articolo di Loredana Lipperini su &ldquo;Repubblica&rdquo; a proposito dell&rsquo;opera letteraria di Tolkien avrebbe sul mio umore un benefico effetto. A Modena si tiene un convegno su &ldquo;Tolkien e la filosofia&rdquo;: e la giornalista coglie l&rsquo;occasione per lamentare il fatto che per troppo tempo la &ldquo;sinistra&rdquo; abbia lasciato alla &ldquo;destra&rdquo; un equivoco monopolio sul grande autore di <i>heroic fantasy<\/i>, per ribadire il giudizio sull&rsquo;inconsistenza della &ldquo;cultura di destra&rdquo; e per chiedere che finalmente si faccia giustizia e si restituisca il filologo e romanziere cattolico inglese all&rsquo;&agrave;mbito culturale cui egli naturalmente e di diritto appartiene. Ch&rsquo;&egrave;, ovviamente, quello della &ldquo;sinistra&rdquo;. <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Verrebbe voglia di farci sopra due risate, dicevo. Ma in realt&agrave; par di sognare. E&rsquo; davvero mai possibile che, dopo tutto quel ch&rsquo;&egrave; successo nel circa quarantennio trascorso tra l&rsquo;approdo in Italia del capolavoro di Tolkien, <i>Il signore degli anelli<\/i>, si torni adesso a parlare di certi temi alla luce d&rsquo;uno schema non solo manicheo, ma francamente frusto e irriproponibile come quello della contrapposizione &ldquo;destra&rdquo;-&ldquo;sinistra&rdquo;? Gi&agrave; allora, negli Anni Settanta, l&rsquo;opposizione a quel groviglio di luoghi comuni era forte e diffusa: oggi, si rischia perfino &ndash; leggendo certi articoli &ndash; di non riuscir pi&ugrave; a capire di che cosa si stia parlando. L&rsquo;articolista di &ldquo;Repubblica&rdquo; sembra uscita da un lungo periodo d&rsquo;ibernazione: e ci ripropone cos&igrave;, papale e papale, la vecchia massima vittoriniana e togliattiana, &ldquo;La destra non ha cultura&rdquo;, dalla quale discende l&rsquo;assioma &ldquo;ergo, se qualcosa ha a che fare con la cultura, non pu&ograve; essere di destra&rdquo;. <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Non siamo pi&ugrave; nemmeno al ridicolo. Siamo all&rsquo;inqualificabile. A parte il fatto che, dalla met&agrave; almeno dell&rsquo;Ottocento ad oggi, ci sono stati molti tipi di &ldquo;destra&rdquo; e di &ldquo;sinistra&rdquo; e molti modi di aderire all&rsquo;uno o all&rsquo;altro dei tutt&rsquo;altro che monolitici schieramenti, sappiamo bene ad esempio che dalla fine del XIX secolo il sorgere impetuoso della questione sociale e le fratture che tutto ci&ograve; ha prodotto in quella ch&rsquo;era stata la &ldquo;grande cultura&rdquo; borghese e liberale dell&rsquo;Ottocento ha avuto come effetto un mischiarsi e un modificarsi di valori che, fino ad allora, potevano essere ascritti con una certa chiarezza a questa o a quella parte politica. Dopo gli studi del Nolte, del Mosse, del de Felice e dello Sternhell, ad esempio, non possiamo pi&ugrave; qualificare semplicisticamente il fascismo come una realt&agrave; politica &ldquo;di destra&rdquo;; cos&igrave; come riesce impossibile definire all&rsquo;interno della polarizzazione destra-sinistra il fenomeno del totalitarismo e disperante collocare dall&rsquo;una o dall&rsquo;altra parte personaggi di vertice della nostra cultura come Nietzsche, Pound, C&eacute;line o Pasolini. E che cosa replicare a un esponente tra i pi&ugrave; qualificati e raffinati della cultura e della politica &ldquo;di sinistra&rdquo;, Massimo Cacciari, il quale con candida fermezza afferma che &ldquo;la grande cultura europea &egrave; sempre stata di destra&rdquo;? <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Per John Ronald Reuel Tolkien le cose sono chiarissime. Cattolico, membro del gruppo degli <i>Oxford Christians <\/i>esponente del quale era anche Clive Staples Lewis, filologo e medievista di fama internazionale, Tolkien non nascose mai la sua profonda adesione ai valori tradizionali della sua fede e della sua terra e la sua diffidenza, per non dir avversione, nei confronti degli aspetti pi&ugrave; ambigui e pi&ugrave; allarmanti della Modernit&agrave;: lo sfrenato individualismo, il culto indiscriminato del progresso, lo scientismo materialistico, il culto del danaro e del profitto, la volont&agrave; di eliminare qualunque forma di sacralit&agrave; dalla vita civile. <i>Il signore degli anelli<\/i>&egrave; appunto, tradotto nei termini geniali di un romanzo che riprende toni e moduli dalle saghe celtiche e scandinave e dal romanzo cavalleresco, il racconto di una civilt&agrave; in pericolo in quanto minacciata dalla Volont&agrave; di Potenza di un &ldquo;Oscuro Signore&rdquo; che con la violenza e la corruzione vuole soggiogare una composita realt&agrave; di esseri viventi e intelligenti (uomini, ma anche i &ldquo;mezzi-uomini&rdquo; hobbit, e ancora elfi, nani, mostruosi ibridi umano-ferini) promettendo loro la condivisione del suo potere e rendendoli schiavi. Qualcuno ha voluto scorgere nell&rsquo;allegoria tolkieniana una condanna del totalitarismo, in particolare del nazionalsocialismo e del comunismo, ma tale lettura &egrave; forse riduttiva e poco precisa. L&rsquo;obiettivo polemico dello scrittore &egrave; la debolezza umana, il fascino del potere inteso nemmeno pi&ugrave; come mezzo bens&igrave; come autentico e unico fine in se stesso: e per questo il piccolo hobbit che decide di caricar su di s&eacute; il peso dell&rsquo;Anello che imprigiona la volont&agrave; umana e distruggerlo &egrave; una figura cristica; e tutto il romanzo risulta essere quasi un rovesciamento della &ldquo;cerca del Graal&rdquo;, dove l&rsquo;obiettivo non &egrave; conquistare un oggetto di arcana sacralit&agrave; bens&igrave; disfarsi di un pericolo e di una tentazione. <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Al suo apparire in Inghilterra e negli Stati Uniti, a met&agrave; Anni Cinquanta, <i>Il signore degli anelli<\/i> strarip&ograve; sui giovani di allora conquistandoli, una generazione che stava cominciando a ribellarsi ai miti del progresso e del profitto, che non si accontentava pi&ugrave; delle prospettive di carriera personale e della rispettabilit&agrave; conformistica, che cominciava a gettare uno sguardo inquieto sulle ingiustizie del mondo, trov&ograve; in quel romanzo fantaeroico la sua Bibbia. Tolkien divenne il <i>guru<\/i> dei ragazzi del <i>Flower Power<\/i> e dell&rsquo;<i>Easy Rider<\/i>, di quelli che si opponevano alla guerra in Vietnam e che sognavano sul <i>magic bus<\/i> di Kabul. <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Con apparente paradosso, in Italia quelle voci di protesta e quelle istanze di rinnovamento degli orizzonti dei giovani non furono accolte dalla &ldquo;sinistra&rdquo; ufficiale, che tra Anni Sessanta e Settanta monopolizzava e regolava la vita culturale, bens&igrave; da &ldquo;opposte&rdquo; frange di sinistra e di destra. Ma, se la sinistra radicale aveva i suoi idoli nel Vietnam, in Cuba e nel &ldquo;Che&rdquo; Guevara, Tolkien divenne invece la bandiera di una esigua ma interessante pattuglia di destra, che ispirandosi soprattutto al pensiero antitotalitario e comunitarista della <i>Nouvelle Droite<\/i> di Alain de Benoist andava smarcandosi dallo sterile neofascismo del MSI ufficiale. <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Di quei ragazzi, che avevano trovato un leader in Marco Tarchi &ndash; oggi autorevole docente di politologia nell&rsquo;universit&agrave; di Firenze &ndash;, la sinistra di allora non cap&igrave; un bel niente: li ritenne soltanto un gruppetto di estremisti da liquidare semplicemente come &ldquo;neonazisti&rdquo;; mentre la destra ufficiale, al contrario, scoprendosi incapace di rinnovarsi dall&rsquo;interno li scaricava come pericolose e inquietanti presenze &ldquo;deviazioniste&rdquo;. Tolkien fu edito nella nostra lingua grazie a un editore di destra, Rusconi, a un fine <i>talent scout<\/i> editoriale, il Cattabiani, e a una intelligente traduttrice, la Alliata: tutti immediatamente isolati dal &ldquo;cordone sanitario&rdquo; cinto loro attorno dalla cultura ufficiale che imped&igrave; recensioni e interviste televisive. Tale il clima di quegli anni: non vengano a raccontarmi il contrario, fui io stesso testimone di quell&rsquo;ottusit&agrave; e di quell&rsquo;ostracismo. <o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-font-family: 'times new roman'; mso-fareast-language: it\"><font size=\"3\"><font face=\"Calibri\">Ecco perch&eacute; oggi sono ridicoli i rigurgiti e le pretese d&rsquo;una paleosinistra che per lunghi anni ha avuto a disposizione messi ed energie inimmaginabili e che non ha saputo costruire alcun serio linguaggio culturale. Essa non ha il diritto di rivendicare n&eacute; di recuperare un bel niente: Tolkien non le &eacute; stato scippato, per la semplice ragione che non le &eacute; mai appartenuto. La sinistra, a suo tempo, accomun&ograve; in una miope e incolta condanna il &ldquo;reazionario&rdquo; Tolkien e i suoi <i>fans<\/i> che con quattro soldi organizzavano i Campi Hobbit dove si cantava, si leggeva, si discuteva e si rideva in modo alternativo rispetto ai suoi superfinanziati <i>festivals<\/i>: e riusc&igrave; a mobilitare per tale nobile scopo perfino l&rsquo;ambiente attorno a Norberto Bobbio. Oggi che si &egrave; fatta battere perfino dai bauscia <i>berluskones<\/i> e dalle trote leghiste pu&ograve; solo piangere sul suo velleitarismo<o:p><\/o:p><\/font><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><o:p><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Franco Cardini scaglia un&#39;accusa gravissima contro la sinistra. di Franco Cardini fonte francocardini Se in questi tempi cos&igrave; tristi (il massacro dei pacifisti al largo di Gaza, i tagli governativi alla cultura&hellip;) avessi voglia di ridere, la polemica scatenata da un articolo di Loredana Lipperini su &ldquo;Repubblica&rdquo; a proposito dell&rsquo;opera letteraria di Tolkien avrebbe sul mio umore un benefico effetto. 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