{"id":17232,"date":"2016-09-08T13:01:37","date_gmt":"2016-09-08T11:01:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=17232"},"modified":"2016-09-08T13:01:37","modified_gmt":"2016-09-08T11:01:37","slug":"qualche-osservazione-sullintervento-di-cesaratto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=17232","title":{"rendered":"Qualche osservazione sull&#039;intervento di Cesaratto"},"content":{"rendered":"<p>di\u00a0<strong>MARINO BADIALE &amp;\u00a0FABRIZIO TRINGALI<\/strong><\/p>\n<div><em>(Riceviamo e volentieri pubblichiamo uno scritto di <strong>Paolo Di Remigio<\/strong> a proposito dell&#8217;intervento di Cesaratto che abbiamo segnalato sul blog. M.B.)<\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div>L&#8217;intervento di Cesaratto, \u00abIl proletariato (non) ha nazione \u2026\u00bb<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=4954241161951799006#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>, largamente condivisibile, anzi illuminante in molti punti, nella sua prima parte non sembra spingere abbastanza in profondit\u00e0 la critica della sinistra e forse anche questo contribuisce a rendere oggi, come scrive lo stesso Cesaratto, \u00abmaledettamente difficile\u00bb la \u00abprospettiva politica di cambiamento\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Un primo eccesso di delicatezza appare rispetto alla citazione di Gallisot: \u00abProprio perch\u00e9 la classe operaia \u00e8 priva di propriet\u00e0, non \u00e8 pi\u00f9 lacerata dai limiti dell\u2019interesse privato, diventa per ci\u00f2 stesso suscettibile di solidariet\u00e0\u00bb. Questa proposizione contiene un doppio, grave errore: 1. Sembra credere che la propriet\u00e0 privata sia incompatibile con la solidariet\u00e0; ma nessun proprietario privato \u00e8 <i>soltanto\u00a0<\/i>proprietario privato; egli \u00e8 anche membro di una famiglia, a cui \u00e8 legato dalla pi\u00f9 forte delle solidariet\u00e0, cio\u00e8 dall&#8217;affetto; inoltre \u00e8 membro di uno Stato a cui paga (in qualche misura) le tasse e presta, se necessario, servizio militare, e queste sono forme concrete della solidariet\u00e0 con cui \u00e8 prodotta la <i>res publica<\/i>. 2. Sembra credere che l&#8217;essere priva di propriet\u00e0 renda particolarmente \u00absuscettibile di solidariet\u00e0\u00bb la classe operaia; invece \u00e8 evidente proprio il contrario, che la necessit\u00e0 di dover fronteggiare da una posizione debole la lotta per la vita nella societ\u00e0 civile pu\u00f2 solo facilitare l&#8217;assunzione di stili di vita egoistici. Gli interessi egoistici, infatti, non terminano con la propriet\u00e0 privata: l&#8217;interesse a trovare un lavoro decente mette in competizione i proletari in modo pi\u00f9 duro che i borghesi. La proposizione di Gallisot \u00e8 insomma <i>del tutto<\/i> immotivata, un <i>desiderio<\/i> scambiato per realt\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Vediamo ora cosa risponda Cesaratto. Egli ricorda giustamente che le classi operaie delle diverse nazioni sono in concorrenza a. in quanto partecipano indirettamente alla concorrenza tra i diversi capitalismi nazionali; b. in quanto sono esposte alla concorrenza dei lavoratori immigrati; ma dimentica che il salario, il prezzo della forza lavoro, si forma sulla base della concorrenza tra i lavoratori. Eppure nella stessa citazione di Marx riportata qualche riga sotto si trova una smentita indiretta del <i>mito<\/i> della solidariet\u00e0 operaia: \u00ab \u2026 per poter combattere \u2026 la classe operaia si deve organizzare nel proprio paese, in casa propria, <i>come classe<\/i>\u2026\u00bb. Ossia, <b>prima<\/b> la classe operaia \u00e8 una pluralit\u00e0 di operai in concorrenza che ha, certo, interessi <i>comuni<\/i>, ma che tuttavia <i>non<\/i> agisce secondo questi interessi comuni, che dunque restano <i>in s\u00e9<\/i>, <i>potenziali<\/i>, che <i>possono<\/i> unirla, ma non la uniscono ancora; <b>poi<\/b> questa pluralit\u00e0 in concorrenza rinuncia alla propria dispersione atomistica, <i>si organizza<\/i>, cio\u00e8 ogni atomo diventa <i>membro<\/i> di una unit\u00e0, e questa unit\u00e0 \u00e8 la classe <i>come classe<\/i>, come realt\u00e0 e non pi\u00f9 solo semplice possibilit\u00e0. Il superamento della dispersione, l&#8217;unit\u00e0, non pu\u00f2 dunque essere mai concepita come\u00a0<i>gi\u00e0 data<\/i> in natura: \u00e8 sempre una costruzione intelligente e questa costruzione \u00e8 stata storicamente il <i>partito<\/i>. La classe operaia si trova cio\u00e8 nella <i>medesima\u00a0<\/i>situazione di un popolo, che, certo, ha lingua, abitudini comuni, ma nel contempo ha interessi differenti che creano concorrenza, conflitto. Presupporre una <i>solidariet\u00e0\u00a0<\/i>operaia e una <i>conflittualit\u00e0<\/i> statale, attendersi da quella il superamento di questa, \u00e8 uno dei pregiudizi inspiegabili in termini razionali, che paralizzano tutta l&#8217;attuale sinistra e rendono maledettamente difficili le prospettive politiche di cambiamento.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Un secondo eccesso di delicatezza nell&#8217;intervento di Cesaratto appare nel riferimento a Gellner. Secondo costui: \u00ab \u2026 l\u2019emergere delle entit\u00e0 nazionali (\u00e8 stato) funzionale allo sviluppo capitalistico\u00bb. In effetti, per\u00f2, il capitalismo non ha creato gli Stati nazionali, li ha <i>trovati<\/i>, e solo con estrema lentezza li ha piegati alle sue esigenze, peraltro non univoche ma contrastanti. Lo Stato nazionale e lo Stato moderno in generale vengono alla luce nel <i>basso medioevo<\/i>, per opera delle\u00a0<i>monarchie<\/i> europee, cui la nobilt\u00e0 feudale, costrettavi dalle insubordinazioni contadine, consente di esercitare un potere che prende progressivamente carattere\u00a0<i>pubblico<\/i>. Questa storia autonoma dello Stato nazionale \u00e8 trascurata dalla filosofia della storia marxista nella misura in cui, come vede bene Cesaratto, essa lo concepisce come falsa coscienza, evidentemente sulla fragile base della presunta naturalezza della solidariet\u00e0 operaia. Occorre l&#8217;antistatalismo di von Hayek per riportare qualche marxista a una visione pi\u00f9 equilibrata dello Stato. Anche qui per\u00f2 non si verifica una discussione sui presupposti. La prospettiva statale \u00e8 fatta propria, controvoglia, dal marxista Davidson, in contrasto con la prospettiva delle entit\u00e0 sovranazionali che von Hayek auspica in odio alle politiche statali redistributive. Questa riappropriazione trascura per\u00f2 che le entit\u00e0 sovranazionali non sono nulla di nuovo sotto il sole, e hanno un nome preciso. Le entit\u00e0 politiche in generale sono di due specie: gli Stati, in cui <i>virtualmente<\/i> tutti godono gli stessi diritti, qualunque ne sia l&#8217;estensione; gli imperi, in cui una etnia gode di pi\u00f9 diritti a spese delle altre. La UE non \u00e8 un&#8217;entit\u00e0 sovranazionale hayekiana, \u00e8 il nome dell&#8217;imperialismo regionale della Germania, che opera entro l&#8217;imperialismo globale statunitense. Lo svuotamento dei poteri dello Stato all&#8217;interno dell&#8217;entit\u00e0 sovranazionale di cui parla Hayek, tale da privare gli Stati di capacit\u00e0 redistributive, vale dunque non in generale, ma <i>soltanto<\/i> per le etnie assoggettate: gli operai tedeschi nella UE non vivono i drammi della disoccupazione e della povert\u00e0 propri degli operai delle \u00abentit\u00e0\u00bb colonizzate \u2013 insieme alle merci la Germania ha esportato anche la disoccupazione. Proprio questo rende una stupida velleit\u00e0 ogni discorso sulla classe operaia europea, ogni speranza su una solidariet\u00e0 cosmopolita o internazionalista tra colonizzatori e colonizzati. Cos\u00ec la lotta contro l&#8217;entit\u00e0 sovranazionale hayekiana non \u00e8 che lotta contro l&#8217;imperialismo, e come tutte le lotte anti-imperialiste va condotta in nome dello Stato-nazione. Senza troppe riserve mentali.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<div><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=4954241161951799006#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>\u00a0<span lang=\"en-US\">Cfr. http:\/\/politicaeconomiablog.blogspot.it\/2016\/08\/il-proletariato-non-ha-nazione.html#more<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>fonte<\/strong>: http:\/\/www.badiale-tringali.it\/2016\/09\/qualche-osservazione-sullintervento-di.html<\/div>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0MARINO BADIALE &amp;\u00a0FABRIZIO TRINGALI (Riceviamo e volentieri pubblichiamo uno scritto di Paolo Di Remigio a proposito dell&#8217;intervento di Cesaratto che abbiamo segnalato sul blog. M.B.) L&#8217;intervento di Cesaratto, \u00abIl proletariato (non) ha nazione \u2026\u00bb1, largamente condivisibile, anzi illuminante in molti punti, nella sua prima parte non sembra spingere abbastanza in profondit\u00e0 la critica della sinistra e forse anche questo contribuisce a rendere oggi, come scrive lo stesso Cesaratto, \u00abmaledettamente difficile\u00bb la \u00abprospettiva politica di cambiamento\u00bb.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":17247,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/hqdefault.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-4tW","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17232"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17232"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17232\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17247"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}