{"id":17254,"date":"2016-09-14T00:51:58","date_gmt":"2016-09-13T22:51:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=17254"},"modified":"2017-08-24T14:52:13","modified_gmt":"2017-08-24T12:52:13","slug":"dallassociazione-al-governo-sociale-la-via-mazziniana-alla-risorgenza-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=17254","title":{"rendered":"Dall\u2019Associazione al Governo sociale: la via mazziniana alla risorgenza nazionale"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>BRUNO FARINELLI<\/strong> (FSI Torino)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLe grandi rivoluzioni si compiono pi\u00f9 coi principii, che colle baionette: dapprima nell\u2019ordine morale, poi nel materiale. Le baionette non valgono, se non quando rivendicano, o tutelano un diritto: e diritti e doveri nella societ\u00e0 emergono tutti da una coscienza profonda, radicata ne\u2019 pi\u00f9\u00bb. Era il 1831 e a Marsiglia Mazzini vergava il <em>Manifesto<\/em> che diede vita a una delle pi\u00f9 celebri organizzazioni patriottiche italiane. Tutta la lungimiranza politica e militare del nostro Padre risorgimentale emerge dalle righe sopra citate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mazzini era certo che solo la diffusione degli ideali patriottici, unitari e repubblicani avrebbe potuto garantire il compiersi della Rivoluzione italiana. Ecco perch\u00e9 dai suoi scritti, pubblicati dai pi\u00f9 disparati luoghi d\u2019Europa, emerge una chiara strategia volta alla creazione di un\u2019estesa rete di comunicazione su tutto il territorio nazionale che doveva muovere alla Causa tutto il popolo italiano. Come aveva ben compreso il patriota genovese, era necessario diffondere un sentimento comune che fosse anche e soprattutto un sentire comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra lotta oggi non pu\u00f2 che prendere spunto da questa intuizione. Per quanto molti detrattori abbiano spesso tacciato il mazzinianesimo d\u2019inconsistenza, di nebulosit\u00e0 e di poca attenzione alla dottrina economica, \u00e8 innegabile la sua forza mobilitante. La dottrina mazziniana \u00e8 prima di tutto morale e ha come fine ultimo l\u2019azione politica dominata dall\u2019ethos repubblicano e democratico. Nel quadro politico odierno, dove gli elementi repubblicani, incarnati dal Parlamento e dalla possibilit\u00e0 di scelte politiche ed economiche pubbliche e sovrane, sono stati gradatamente svuotati e scardinati e la democrazia \u00e8 ufficialmente sospesa da ben cinque anni, vi \u00e8 un\u2019urgenza di recuperare questo slancio e di diffonderlo nuovamente nei pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A costituire i centri nevralgici di questa rete politica di diffusione sono le Associazioni. L\u2019Associazione \u00e8 per Mazzini la base stessa della Nazione repubblicana sia dal punto di vista conservativo sia evolutivo: essa \u00e8 custode dei valori repubblicani e non potrebbe esistere un\u2019associazione che \u00abs\u2019impiantasse per agevolare il furto dell\u2019altrui propriet\u00e0, che facesse obbligo a\u2019 suoi membri della poligamia, che dichiarasse doversi sciogliere la Nazione o predicasse lo stabilimento del Dispotismo\u00bb; i fautori di una tale associazione dovrebbero essere cacciati dal suo patrio. Essa \u00e8 altres\u00ec evolutiva poich\u00e9 \u00e8 \u00abmallevadoria del Progresso\u00bb: incarna la parte pi\u00f9 dinamica della societ\u00e0, pronta ad acquisire e importare le nuove conoscenze per il bene della comunit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto oggi noi ci troviamo in una situazione di dissoluzione della Nazione e di asservimento a comitati d\u2019affari il cui unico intento \u00e8 svendere le ricchezze italiane \u00e8 chiaro a tutti, tanto da rendere forse preferibile un governo che imponesse di prendere pi\u00f9 di una moglie o un marito. Mazzini evidenzia tre caratteristiche precipue delle associazioni: devono essere progressive, pacifiche e pubbliche. Progressive ossia non contrarie \u00aballe verit\u00e0 conquistate dal consenso dell\u2019Umanit\u00e0 e della Nazione\u00bb; pacifiche perch\u00e9 devono \u00abproporsi di persuadere non di costringere\u00bb; pubbliche poich\u00e9 \u00abse deve schiudere la via al Progresso, essa dev\u2019essere soggetta al giudizio di tutti\u00bb e perch\u00e9 le associazioni segrete sono \u00abarme di guerra legittima dove non \u00e8 Patria n\u00e9 Libert\u00e0\u00bb ma \u00absono illegali e possono essere sciolte dalla Nazione quando la Libert\u00e0 \u00e8 diritto riconosciuto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 si possano per\u00f2 formare associazioni, tali da potersi cos\u00ec definire, sono necessari due presupposti: la libert\u00e0 e l\u2019educazione. \u00abLa libert\u00e0 vi d\u00e0 facolt\u00e0 di scegliere fra il bene ed il male, cio\u00e8 fra il dovere e l\u2019egoismo. L\u2019educazione deve insegnarvi la scelta\u00bb. La libert\u00e0 di scelta tra il dovere comune e l\u2019egoismo individuale oggi \u00e8 stata cancellata e sostituita da una libert\u00e0 fondata su un\u2019ideologia dei diritti. Il cittadino non \u00e8 posto di fronte a una scelta etica, ma di fronte a una scelta edonistica che si traduce o nella possibilit\u00e0 di un consumo diffuso o nell\u2019acquisizione di diritti che investono essenzialmente la sfera individuale, ma che dal punto di vista della pi\u00f9 vasta comunit\u00e0 nazionale e del suo progresso non hanno alcun valore. Non vi \u00e8 pi\u00f9 nessuna scelta da fare dal punto di vista educativo perch\u00e9 la dimensione del Dovere \u00e8 stata cancellata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 necessario rilevare come il progetto sovranista sia l\u2019unico a livello nazionale ad aver riportato la strategia mazziniana al centro della sua azione politica. Noi militanti siamo chiamati a un nuovo apostolato della parola che dia vita, come del resto gi\u00e0 \u00e8 stato fatto in questi cinque anni, a gruppi di associati al cui interno si condensino nuovamente i valori che hanno mosso all\u2019azione i Padri risorgimentali e costituenti. Essendo venuta meno l\u2019azione educativa dello Stato occorre l\u2019impegno di ogni singolo associato per il recupero di una cultura della Patria che parta proprio dalla conoscenza del pensiero di chi per essa ha combattuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per promuovere la nostra azione politica serviranno armi culturali molto affilate: ogni militante dovr\u00e0 esserne depositario. Ma queste dovranno essere il frutto di uno slancio personale poich\u00e9 l\u2019educazione nazionale, su cui Mazzini torna molte volte nei suoi scritti, \u00e8 stata sistematicamente smantellata dalla fine degli anni \u201980. A un progressivo abbandono finanziario della scuola pubblica si \u00e8 affiancato un abbandono dal punto di vista contenutistico che ha avuto fra le molte conseguenze quella di esautorare dai curricula scolastici la Storia patria. Si \u00e8 venuta cos\u00ec a formare pi\u00f9 di una generazione di cittadini totalmente sradicata e incosciente di quale sia stata l\u2019evoluzione storico-politica della propria Nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma chiariti mezzi da utilizzare, \u00e8 necessario fissare un fine ideale. Oggi come allora le associazioni patriottiche e repubblicane italiane devono porsi uno scopo preciso per non essere solo velleitarie forme di protesta e di moralizzazione. Quale fosse il fine che dovevano darsi \u00e8 lo stesso autore a rivelarlo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;La parola <em>democrazia,<\/em> bench\u00e9, dotata di precisione storica, esprima energicamente il segreto della vita di un mondo, del mondo antico, \u00e8, come tutte le locuzione politiche dell\u2019antichit\u00e0, inferiore all\u2019intelletto dell\u2019Epoca futura, che noi, repubblicani, dobbiamo iniziare. L\u2019espressione governo sociale sarebbe da preferirsi, come indicatrice del pensiero d\u2019associazione che \u00e8 la vita dell\u2019epoca. La parola democrazia fu ispirata da un pensiero di ribellione, santa ma pur ribellione. Ora, ogni pensiero siffatto \u00e8 evidentemente imperfetto e inferiore all\u2019idea d\u2019Unit\u00e0 che sar\u00e0 dogma al futuro. Democrazia suona lotta: \u00e8 il grido di Spartaco, l\u2019espressione di un popolo sul primo levarsi: governo, istituzione sociale rappresenta un popolo che si costituisce e trionfa&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il governo sociale, il fine da raggiungere: una forma politica che conduca verso il progresso un popolo che gi\u00e0 si \u00e8 impossessato della sovranit\u00e0 attraverso la battaglia democratica. Cancellate dalla comunit\u00e0 nazionale le aristocrazie, esse porteranno alla dissoluzione anche la lotta democratica che, giunta alla vittoria, si riveler\u00e0 in un ordinamento politico associativo e sociale. Riottenute le prerogative nazionali attraverso la battaglia sovranista, il popolo italiano dovr\u00e0 assicurarsi di eliminare quelle nuove aristocrazie che minano la possibilit\u00e0 di instaurare un governo sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa riflessione ci deve far riflettere su quanto i discorsi portati avanti da alcuni movimenti nazionali oggi, in particolare quello pentastellato, siano fautori di una visione politica essenzialmente moralizzatrice che, pur muovendo dal giusto presupposto di ristabilire una prassi politica onesta e democratica, confonde il mezzo con il fine. Il sogno mazziniano, purtroppo mai realizzato, era di portare la forza delle associazioni al Governo. Cos\u00ec si esprimeva il Genovese per infiammare gli animi alla liberazione del Veneto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Le Associazioni assumano l\u2019iniziativa di quella espressione [la volont\u00e0 di liberare e unificare tutta l\u2019Italia senza bisogno dello straniero]. Quanti nuclei di patrioti esistono, indipendenti o affratellati, congiunti di fede o divisi su particolari, in Italia, facciano cosa loro le condizioni pi\u00f9 sopra accennate e lo dicano. Ogni localit\u00e0 abbia la propria adunanza che parli pacificamente, ma solenne e severo <em>lo stesso linguaggio<\/em>. Vada il programma del paese al Governo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo progetto, a mio parere, l\u2019edificazione di un Fronte Sovranista Italiano trova le sue radici e al tempo stesso supera la teorizzazione di Mazzini. Costruire da oggi questa rete associativa permetter\u00e0 non solo di avere nuclei di azione politica sparsi su tutto il territorio nazionale e legati tra loro, ma soprattutto di poter formare col tempo una forza che, parlando lo stesso linguaggio, sia pronta ad assumere il governo dell\u2019Italia nel momento pi\u00f9 propizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il titolo di questo breve e nient&#8217;affatto esaustivo articolo utilizza volutamente la parola <em>risorgenza.<\/em> Oltre ad avere un legame con il termine Risorgimento questa parola \u00e8 stata scelta per il suo significato pi\u00f9 materiale. Le risorgenze sono fenomeni geografici che vedono delle acque sorgive interrarsi per poi riaffiorare nuovamente in superficie. Credo che ci\u00f2 sia un\u2019ottima metafora della situazione da affrontare: la questione nazionale e i sentimenti patriottici sono stati sommersi per decenni dalla retorica anti-italiana, secessionista e legaiola, e dai dogmi europeisti e anti-patriottici. Le acque sorgive che scaturivano dalle lotte nazionali sono state sommerse da una coltre di fango. Esse, per\u00f2, si muovono sotterranee, negli animi di molti, che a causa del loro isolamento o del non avere una forza aggregativa rischiano di non poter affiorare mai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La forza politica del sovranismo dovr\u00e0 intaccare questo spesso strato di fango per permettere a queste forze di riemergere e, una volta riemerso questo torrente carsico, costruire l\u2019alveo politico per poterlo condurre nella giusta direzione. L\u2019Italia torner\u00e0 a essere quella lavoreria sognata da Mazzini. Da queste premesse si pu\u00f2 concludere che l\u2019obiettivo sovranista di rimettere al centro della politica nazionale la Costituzione del 1948 e di applicarla in ogni sua parte non potr\u00e0 che portare alla piena realizzazione degli ideali mazziniani: una Repubblica democratica fondata sul lavoro in cui la sovranit\u00e0 appartenga al popolo al fine di riconoscergli e garantirgli la giustizia sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BRUNO FARINELLI (FSI Torino) \u00abLe grandi rivoluzioni si compiono pi\u00f9 coi principii, che colle baionette: dapprima nell\u2019ordine morale, poi nel materiale. Le baionette non valgono, se non quando rivendicano, o tutelano un diritto: e diritti e doveri nella societ\u00e0 emergono tutti da una coscienza profonda, radicata ne\u2019 pi\u00f9\u00bb. Era il 1831 e a Marsiglia Mazzini vergava il Manifesto che diede vita a una delle pi\u00f9 celebri organizzazioni patriottiche italiane. 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