{"id":17388,"date":"2016-09-11T12:54:33","date_gmt":"2016-09-11T10:54:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=17388"},"modified":"2016-09-11T12:54:33","modified_gmt":"2016-09-11T10:54:33","slug":"la-spesa-pubblica-che-salvo-la-germania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=17388","title":{"rendered":"La spesa pubblica che salv\u00f2 la Germania"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GUSTAVO PIGA<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1946, il reddito pro-capite tedesco era pari al 36% di quello britannico e al 60% di quello francese. Nel 1959, la Germania acciuffa la Francia e nel 1970 gli inglesi. Questo miracolo renano si ottenne con una crescita media del 7,5% negli anni 50.<\/p>\n<p>In un interessante lavoro storico-empirico, Gregori Galofr\u00e9-Vil\u00e0, Martin McKee, Christopher M. Meissner e David Stuckler, economisti presso la Oxford University, la University of California Davis e la London School of Hygiene &amp; Tropical Medicine sostengono che questa performance sia anche dovuta alla generosissima riduzione del debito estero tedesco accordato dagli alleati vincitori della seconda guerra mondiale, sancito nel 1953 dalla firma del London Debt Agreement. Una riduzione enorme del debito, del 22% del PIL tedesco, con in pi\u00f9 un tetto al pagamento degli interessi sul rimanente debito legato alla performance dell\u2019economia tedesca, non potendo superare questo il 3% delle esportazioni della Germania. <a href=\"http:\/\/www.nber.org\/papers\/w22557\">http:\/\/www.nber.org\/papers\/w22557<\/a><\/p>\n<p>In particolare gli autori attribuiscono un ruolo fondamentale alla disponibilit\u00e0, proveniente dalla cancellazione del debito, di maggiori risorse pubbliche da utilizzare per sostenere la ripresa dell\u2019economia.<\/p>\n<p>La loro analisi empirica mostra come il \u201cdividendo del debito\u201d venne utilizzato per accelerare \u2013 a partire dal 1953 \u2013 l\u2019aumento di tutte le categorie di spesa sociale: l\u2019aumento pi\u00f9 significativo avvenne nella spesa sanitaria, seguito da istruzione e da sviluppo economico (le infrastrutture e le costruzioni avevano gi\u00e0 beneficiato dei fondi precedenti del piano Marshall).<\/p>\n<p>Il grafico \u00e8 chiarissimo al riguardo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gustavopiga.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/germania.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-8493\" title=\"germania\" src=\"http:\/\/www.gustavopiga.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/germania-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"680\" height=\"382\" \/><\/a>I 4 economisti si lanciano poi in un (non troppo ardito) paragone con la realt\u00e0 odierna rispetto alle politiche del debito di alcuni paesi dell\u2019Unione europea pi\u00f9 colpiti dalla recente crisi. Ecco tradotte le loro perplesse ma decise conclusioni: \u201c\u00e8 chiaro che (negli anni 50) questa riduzione del debito fu enfaticamente disegnata per aiutare la Germania a crescere, sempre dando priorit\u00e0 alla salute dell\u2019economia tedesca rispetto al rimborso del debito. Ci\u00f2 comport\u00f2 sacrifici significativi dei creditori \u2026 ma anche l\u2019attuazione di meccanismi per evitare la stagnazione della Germania a causa del rimborso del debito. In tal senso colpisce il contrasto con le recenti e attuali politiche rispetto ai paesi del Sud dell\u2019eurozona. Possiamo accettare l\u2019idea che le motivazioni di politica estera della Germania e di altri paesi europei oggi sono molto diverse da quelle statunitensi con gli alleati negli anni 50, ma rimane il fatto che il programma disegnato per assestare le finanze dei paesi dell\u2019eurozona altamente indebitati hanno avuto un obiettivo decisamente diverso, uno che ha dato priorit\u00e0 al rimborso del debito e alle riforme economiche (tramite misure di austerit\u00e0) rispetto alla ripresa delle economie colpite dalla crisi. Rivisitando l\u2019accordo di Londra del 1953 ed i suoi effetti possiamo avere un\u2019immagine molto pi\u00f9 chiara delle politiche (compresi obiettivi e motivazioni) che sono state sviluppate per prevenire la crisi finanziaria dell\u2019eurozona\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 vero. Il paragone con allora rende pi\u00f9 chiara la dimensione del nostro baratro morale. Nell\u2019accordo di Londra si legge che la sua filosofia fu quella di \u201ccontribuire allo sviluppo di una prospera comunit\u00e0 di nazioni\u201d, tramite (mostrano i risultati) la possibilit\u00e0 di sfruttare il sacrificio dei creditori per la ripresa del benessere dei debitori, grazie all\u2019aumento di spesa sociale (e infrastrutturale).<\/p>\n<p>L\u2019Europa di oggi ha negato in tutti modi un ruolo alla spesa pubblica perch\u00e9 ha rifiutato di voler diventare una prospera Comunit\u00e0 (con la C maiuscola) di nazioni. Ecco l\u2019unico punto in comune con l\u2019esito degli accordi di Londra: anche oggi abbiamo raggiunto i nostri obiettivi. Peccato siano stati perversi e non solidali.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.gustavopiga.it\/2016\/la-spesa-pubblica-che-salvo-la-germania\/\">http:\/\/www.gustavopiga.it\/2016\/la-spesa-pubblica-che-salvo-la-germania\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GUSTAVO PIGA Nel 1946, il reddito pro-capite tedesco era pari al 36% di quello britannico e al 60% di quello francese. Nel 1959, la Germania acciuffa la Francia e nel 1970 gli inglesi. Questo miracolo renano si ottenne con una crescita media del 7,5% negli anni 50. In un interessante lavoro storico-empirico, Gregori Galofr\u00e9-Vil\u00e0, Martin McKee, Christopher M. Meissner e David Stuckler, economisti presso la Oxford University, la University of California Davis e la&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":17389,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/PIGA.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-4ws","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17388"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=17388"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/17388\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17389"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=17388"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=17388"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=17388"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}