{"id":17418,"date":"2016-09-12T14:27:53","date_gmt":"2016-09-12T12:27:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=17418"},"modified":"2016-09-12T14:27:53","modified_gmt":"2016-09-12T12:27:53","slug":"alberto-bagnai-leurozona-sta-andando-a-picco-la-catastrofe-e-leuro-non-la-brexit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=17418","title":{"rendered":"Alberto Bagnai: &quot;L&#039;Eurozona sta andando a picco. La catastrofe \u00e8 l&#039;euro, non la Brexit&quot;"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALBERTO BAGNAI<\/strong> (intervista su Il Populista)<\/p>\n<p><strong><em>Alberto Bagnai, professore di Politica economica, avanguardia italiana del fronte internazionale di economisti contrari alla moneta unica, gi\u00e0 autore in tempi non sospetti del libro \u201cIl tramonto dell\u2019euro\u201d: in Gran Bretagna aumentano i consumi interni e gli investimenti esteri. Non c\u2019\u00e8 male come inizio dell\u2019apocalisse\u2026<\/em><br \/>\n<\/strong>Di questa vicenda mi colpisce il fatto che gli economisti, sia accademici sia appartenenti a istituzioni come il Fondo monetario internazionale, sistematicamente tengano un doppio discorso. Stiamo vedendo che nel breve periodo la Gran Bretagna \u00e8 ripartita. Non \u00e8 una sorpresa: il Fondo monetario internazionale aveva detto chiaramente che la sterlina era sopravvalutata. Con la Brexit il Regno Unito \u00e8 riuscito a far aggiustare il suo cambio senza particolari sforzi aggiuntivi di politica monetaria, ma semplicemente con un effetto psicologico: una mossa da maestro. \u00c8 schizofrenico il fatto che gli economisti dicano che una moneta \u00e8 sopravvalutata, cio\u00e8 che costa troppo, e nel contempo preconizzare catastrofi se quella moneta scende. Ci fosse un po\u2019 pi\u00f9 di etica professionale tra gli economisti, molti dei quali agiscono\u00a0in conflitto di interessi, ci sarebbero meno titoli ad effetto e meno turbolenze di breve periodo su mercati.<\/p>\n<p><strong><em>Con dati di segno opposto possiamo solo immaginare cosa si sarebbe scatenato sulla stampa italiana e internazionale. Inoltre l\u2019andamento positivo della Gran Bretagna coincide con l\u2019ennesima fase di crisi dell\u2019eurozona.<\/em><br \/>\n<\/strong>Siamo ancora nel breve periodo, ma chiedersi se nel lungo periodo la Brexit sar\u00e0 stata una scelta giusta in termini economici per il Regno Unito non ha molto senso. Perch\u00e9 nel lungo periodo potrebbe succedere di tutto, chess\u00f2, potrebbe triplicare il prezzo del petrolio o scoppiare una bolla immobiliare in Cina innescando una recessione mondiale. Fra 3 anni immaginare come sarebbe stata la Gran Bretagna se 3 mesi fa non avesse optato per la Brexit sar\u00e0 un esercizio speculativo.<\/p>\n<p><em><strong>Che certezze abbiamo?<\/strong><\/em><br \/>\nL\u2019unica certezza \u00e8 che l\u2019eurozona sta andando a picco. In termini economici non ha molto senso interrogarsi sulla decisione del Regno Unito. Ha fatto semplicemente una cosa giusta: sganciarsi da una realt\u00e0 economica fallimentare. Se sei su una nave che affonda cerchi una scialuppa. Poi c\u2019\u00e8 un tema politico: una delle componenti che ha inciso nella scelta del popolo britannico \u00e8 stata quella di rivendicare una propria autonomia, una capacit\u00e0 e una possibilit\u00e0 di darsi leggi proprie. Tutto questo non viene raccontato dai nostri media.<\/p>\n<p><strong><em>Che meccanismo entra in gioco?<\/em><br \/>\n<\/strong>I nostri media sono abbastanza opachi da non favorire la nascita di una consapevolezza su certe tematiche, ma questo dipende anche dal comportamento dei miei colleghi. Esiste questa distorsione: non si parla pi\u00f9 di Brexit perch\u00e9 i dati sono positivi. Mostrare che chi esce sta meglio, che non esistono apocalissi di sorta, \u00e8 qualcosa che i nostri media non possono permettersi di raccontare.<\/p>\n<p><strong><em>Vacilla dunque la bizzarra idea della Brexit come detonatore di catastrofi mondiali. Persino da parte del Governo italiano c\u2019\u00e8 stato il tentativo di addebitare alla Brexit parte delle sventure economiche del nostro Paese.<\/em><br \/>\n<\/strong>Tentativo assurdo. La Gran Bretagna \u00e8 un\u2019economia relativamente florida rispetto alla nostra, ancor pi\u00f9 florida da quando ha manifestato l\u2019intenzione di voler uscire dall\u2019Ue: \u00e8 bastato questo per scatenare una ventata di ottimismo e di entusiasmo. Non si vede perch\u00e9 il fatto che un nostro vicino, con il quale commerciamo, stia meglio debba far star male noi. \u00c8 come dire che il panettiere va in dissesto perch\u00e9 i suoi clienti sono pi\u00f9 ricchi. Questa \u00e8 l\u2019applicazione di un sistema illogico, secondo cui il bene dell\u2019Europa si attua facendo il male delle sue componenti.<\/p>\n<p><strong><em>\u00c8 il ritornello classico\u2026<\/em><br \/>\n<\/strong>Ci dicono che l\u2019Italia o la Spagna o la Grecia devono fare sacrifici, ci dicono che le misure dolorose nel breve periodo ci renderanno virtuosi. Il bene del tutto non si attua facendo il male delle parti. Non c\u2019\u00e8 nessuna logica economica che stabilisca questo. E infatti chi porta avanti questo discorso fallisce tutte le previsioni. Come il Governo Renzi che toppa le previsioni una dietro l\u2019altra ed \u00e8 costretto a spiegare i propri fallimenti attraverso fattori esterni come la Brexit e i mercati.\u00a0Ma la radice del male \u00e8 da un\u2019altra parte.<\/p>\n<p><strong><em>La moneta unica, immagino\u2026<\/em><br \/>\n<\/strong>Che \u00e8 l\u2019euro sia la radice del male lo ha autorevolemente detto Stiglitz. Ha spiegato che l\u2019euro \u00e8 un\u2019istituzione monetaria che ci ha impoverito. Ma nel contempo ha indicato un possibile percorso di soluzione, lo stesso che\u00a0con altri colleghi come Claudio Borghi avevo\u00a0indicato da tempo: uno smantellamento controllato dell\u2019euro a partire dai Paesi del Nord. Chi \u00e8 ricco e stabile si tiene la sua moneta e se ne va accettando un minimo d svalutazione dei suoi crediti, e lasciando ai Paesi del Sud la possibilit\u00e0 di intraprendere un percorso di crescita equilibrato.<\/p>\n<p><strong><em>Ci sono degli indizi che portano a questi scenari? Dare la parola al popolo pu\u00f2 innescare meccanismi inaspettati. Solo un paio d\u2019anni fa nessuno avrebbe immaginato la Gran Bretagna fuori dall\u2019Unione europa.<\/em><br \/>\n<\/strong>Gli scenari politici sono interessanti e sono mossi da storture della costruzione europea attuale, riconducibili all\u2019euro. La teoria economica ci dice che la moneta unica crea disoccupazione nei Paesi pi\u00f9 deboli in caso di crisi: la crea perch\u00e9 questi Paesi diventano poco competiviti, cio\u00e8 le loro merci poco domandate sui mercati internazionali. E allora i Paesi deboli devono abbassare i salari, e per abbassare i salari bisogna ricorrere alla disoccupazione. E qui entra in gioco Schengen.<\/p>\n<p><strong><em>Per quale motivo?<\/em><br \/>\n<\/strong>Pu\u00f2 sembrare paradossale: noi parliamo di Schengen sempre in rapporto alla questione dei profughi. Ma in realt\u00e0 la libera circolazione delle persone dentro l\u2019Unione europea \u00e8 una conseguenza della moneta unica. Perch\u00e9 la rigidit\u00e0 del cambio impone la flessibilit\u00e0 del fattore lavoro: sia nel senso di flessibilit\u00e0 del salario sia nel senso di flessibilit\u00e0 sul territorio, ovvero andare a trovare lavoro dove c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p><strong><em>Cosa ci dice il voto in Maclemburgo con il tonfo della Merkel e l\u2019affermazione della AfD?<\/em><br \/>\n<\/strong>In Europa l\u2019opinione pubblica pu\u00f2 essere colpita dal flusso di migranti, com\u2019\u00e8 successo in Austria, oppure dalla disoccupazione. Lo si vede dai dati macroeconomici: in Maclemburgo sono \u201cdisoccupofobi\u201d. L\u00ec \u00e8 la \u201cdisoccupofobia\u201d il problema, essendo una delle regioni pi\u00f9 povere della Germinia. Abbiamo di fronte una serie di appuntamenti politici potenzialmente devastanti per l\u2019euro: le elezioni austriache, quelle francesi dove la Le Pen andr\u00e0 al secondo turno, poi le elezioni politiche tedesche.<\/p>\n<p><strong><em>In Germania l\u2019establishment come reagir\u00e0?<\/em><br \/>\n<\/strong>L\u2019elite politica tedesca si \u00e8 messa in trappola dando la colpa della situazione a noi. Per consolidare il consenso e prendere voti i politici tedeschi hanno solo una strada da percorrere, che \u00e8 quella sbagliata: avere un atteggiamento sempre pi\u00f9 intransigente nei nostri confronti. \u00c8 la storia della flessibilit\u00e0: non possono farlo, altrimenti sarebbero castigati dai loro elettori, che direbbero \u201cma come quelli sono i pigs, i porci, e voi ora li aiutate?\u201d I politici tedeschi agiranno in una direzione che aumenter\u00e0 le tensioni politiche legate all\u2019euro. E non \u00e8 un caso che arrivi proprio ora il libro di Stiglitz.<\/p>\n<p><strong><em>In che senso?<\/em><br \/>\n<\/strong>Il\u00a0libro di Stiglitz sull&#8217;euro \u00e8 un semaforo verde delle elites americane che segnala l\u2019esistenza di un problema e la necessit\u00e0 di gestirlo. La mia sensazione \u00e8 che negli Stati Uniti, che sono gli ideatori e i gestori del progetto europeo, stia iniziando una riflessione su quanto questo progetto costi e sia funzionale alle loro strategie.<\/p>\n<p><strong><em>C\u2019\u00e8 un interesse degli Stati Uniti circa il futuro dell\u2019euro?<\/em><br \/>\n<\/strong>Si \u00e8 gi\u00e0 visto per esempio nel corso della crisi greca, con Tsipras che manifest\u00f2 interesse a incontrare Putin: poi il quotidiano greco Kathimerini rivel\u00f2 che durante la crisi Tsipras era costantemente in contatto con gli Stati Uniti. Non solo: dopo il golpe in Turchia Obama immediatamente ha detto alla Germania che occorreva essere pi\u00f9 tolleranti con la Grecia. Perch\u00e9 l\u2019euro \u00e8 la \u201cNato economica\u201d in qualche modo, ovviamente non tutti i Paesi dell\u2019euro sono Paesi della Nato e viceversa, ma si tratta di uno strumento di coesione economico-politica che in qualche modo si sovrappone alla Nato.<\/p>\n<p><strong><em>C\u2019\u00e8 un disegno specifico?<\/em><br \/>\n<\/strong>L\u2019idea che si possa sgretolare l\u2019euro agli Stati Uniti fa paura, temono che qualche Paese possa essere attratto nell\u2019orbita russa o medio-orientale. Dall&#8217;altra parte per\u00f2 tenere in piedi questa baracca gli costa moltissimi soldi. Il Fondo monetario internazionale nella vicenda greca ha violato tutte le proprie leggi erogando una quantit\u00e0 di soldi spropositata rispetto al peso del Paese. Gli americani da una parte temono che la Grecia possa andarsene con la Turchia e con Putin, dall\u2019altra temono la reazione per esempio di brasiliani e indiani stanchi di vedere quella montagna di denaro, che \u00e8 anche il loro, buttato in quel modo. Credo che\u00a0gli Stati Uniti siano\u00a0arrivati all\u2019idea che bisogna trovare una soluzione concordata.<\/p>\n<p><strong><em>E l\u2019Italia in tutto questo?<\/em><br \/>\n<\/strong>L\u2019Italia \u00e8 in una situazione molto delicata. La\u00a0soluzione che descrivevo prima \u00e8 costosa. Credo in qualche modo che l\u2019Italia, il nostro patrimonio, le nostre case, le nostre banche siano il contentino che il grande capitalismo anglosassone e tedesco vuole spartirsi per sanare i costi di questa evoluzione traumatica verso una nuova flessibilit\u00e0. In altre parole. \u00c8 chiaro che le banche tedesche e americane sono molto interconnesse, \u00e8 chiaro che le banche tedesche vanno a perdere una serie di loro crediti. E in questo processo non \u00e8 eslcuso che la Troika venga da noi per prendersi tutto quello che pu\u00f2 prendere, e tappando queste potenziali perdite, dopo aver risolto una serie di situazioni, avverrebbe lo sganciamento, l\u2019uscita dall\u2019euro.<\/p>\n<p><strong><em>Lei \u00e8 ancora di sinistra?<\/em><br \/>\n<\/strong>Io non ho mai nascosto di avere un percorso culturale e un\u2019appartenenza di sinistra, con tutte le caratteristiche negative che questo comporta (ride <em>ndr<\/em>) come quello di sentirmi radicalmente dalla parte del giusto e culturalmente e intellettualemente superiore. Il mio blog \u00e8 nato perch\u00e9 un mio articolo ha ricevuto un\u2019accoglienza di un certo tipo sul Manifesto, che non mi ha censurato, ma da allora chiss\u00e0 perch\u00e9 non ho pi\u00f9 scritto un solo articolo. Poi un altro articolo \u00e8 stato rifiutato dalla Voce.info, organo di economisti molto preparati che assimilerei a grandi linee a un\u2019area progressista. A destra nessuno mi ha mai detto cosa dovessi dire o non dire. A sinistra s\u00ec. E questa per me \u00e8 stata una grossa sconfitta sul piano umano e culturale.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilpopulista.it\/news\/6-Settembre-2016\/4665\/alberto-bagnai-l-eurozona-sta-andando-a-picco-la-catastrofe-e-l-euro-non-la-brexit.html\">http:\/\/www.ilpopulista.it\/news\/6-Settembre-2016\/4665\/alberto-bagnai-l-eurozona-sta-andando-a-picco-la-catastrofe-e-l-euro-non-la-brexit.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALBERTO BAGNAI (intervista su Il Populista) Alberto Bagnai, professore di Politica economica, avanguardia italiana del fronte internazionale di economisti contrari alla moneta unica, gi\u00e0 autore in tempi non sospetti del libro \u201cIl tramonto dell\u2019euro\u201d: in Gran Bretagna aumentano i consumi interni e gli investimenti esteri. 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