{"id":17590,"date":"2016-09-14T09:16:08","date_gmt":"2016-09-14T07:16:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=17590"},"modified":"2016-09-14T09:16:08","modified_gmt":"2016-09-14T07:16:08","slug":"la-storiella-del-neonato-italiano-che-nasce-con-un-debito-di-35-000-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=17590","title":{"rendered":"La storiella del neonato italiano che nasce con un debito di 35.000 euro"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL SOLE 24ORE (Vito Lops)<\/strong><\/p>\n<p>Debito pubblico, debito pubblico, debito pubblico. Siamo a 2.100 miliardi che, rapportati a un Pil di 1.550, porta il rapporto debito\/Pil al 132%. Se il Pil (somma di consumi di famiglie, investimenti di imprese, spesa pubblica e bilancia commerciale) crescesse un po\u2019 di pi\u00f9 il rapporto ovviamente si ridurrebbe e saremmo tutti pi\u00f9 contenti. Ma il punto che vorrei sollevare in questo post non \u00e8 tanto il motivo per cui l\u2019Italia fa fatica a far crescere il Pil in questa fase (alla domanda manca la benzina, la moneta, il credito bancario ecc.) ma \u00e8 un (falso) mito sul debito pubblico.<\/p>\n<p>Spesso sentiamo dire che ogni italiano, appena nato, eredita un macigno sulle spalle che varia a seconda dei periodi storici e che in questo momento si attesta intorno a 35mila euro. Il calcolo che viene eseguito \u00e8 il seguente. Debito pubblico\/popolazione. Quindi se dividiamo 2.100.000.000 per 60.000.000 otteniamo 35mila euro. Secondo questo modo di ragionare ciascun italiano ha un debito pubblico di 35mila euro. Una sorta di onta, di peccato originale con cui convivere fino al giorno in cui la societ\u00e0 andr\u00e0 in paradiso e il debito pubblico non ci sar\u00e0 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Questo ragionamento \u2013 che va per la maggiore anche in molti dibattiti televisivi \u2013 non corrisponde alla realt\u00e0. Per due motivi, estremamente intuitivi e paradossalmente (proprio perch\u00e9 cos\u00ec semplici) non presi in considerazione.<\/p>\n<p>1) il debito di uno Stato non deve essere estinto ma deve essere semplicemente sostenibile e far s\u00ec che non produca una mole di interessi eccessiva. Lo dimostra il fatto che ad oggi non ci sono Paesi senza un debito pubblico;<\/p>\n<p>2) ogni debito di qualcuno \u00e8 il credito di qualcun altro. Non si scappa. Se io ho un mutuo, la banca ha un credito nei miei confronti. Se lo Stato ha un debito, chi detiene quei titoli di Stato non ha un debito ma un credito nei confronti dello Stato. Ebbene, in questo momento il Tesoro ci dice che sono in circolazione titoli di Stato per un controvalore di 1.815 miliardi a fronte di un debito pubblico di 2.089 miliardi (aggiornamento al 30 maggio). Questi 1.815 miliardi sono in mano per circa il 50-60% a banche e assicurazioni italiane, per il 10% a risparmiatori italiani e per la quota restante a investitori non residenti.<\/p>\n<p>Questo significa che banche, assicurazioni, risparmiatori italiani, investitori stranieri non sono in una posizione debitoria nei confronti dello Stato italiano ma hanno un credito e incassano cedole dallo Stato italiano. Quindi il fantomatico italiano che dovrebbe dare 35mila euro allo Stato non solo non deve dargli questi soldi ma, qualora rientri in quel 10% di risparmiatori che hanno investito acquistando titoli di Stato, otterr\u00e0 a scadenza l\u2019importo investito, maggiorato degli interessi (salvo che lo Stato non dichiari default). Quindi deve ricevere, e non dare, dallo Stato.<\/p>\n<p>E allora perch\u00e9 si parla tanto di debito pubblico? Perch\u00e9 questo genera degli interessi da pagare. Interessi che hanno fatto entrare l\u2019Italia in un circolo vizioso. Dagli anni \u201980 \u2013 quando c\u2019\u00e8 stato il divorzio tra Tesoro e Banca d\u2019Italia e la Banca d\u2019Italia non ha pi\u00f9 potuto controllare i tassi di interesse, n\u00e9 monetizzare il debito \u2013 la quota interessi da pagare \u00e8 balzata alle stelle (del mercato). Da allora sono stati pagati oltre 3mila miliardi di interessi alla schiera dei creditori del debito pubblico, ben superiori all\u2019attuale mole del debito pubblico. Questo \u00e8 uno dei principali motivi per cui il debito pubblico negli anni \u201980 \u00e8 decollato, come dimostra questo grafico. graficodebitopubblico.<\/p>\n<p>Quindi la storia del neonato italiano che nasce con un peccato originale che oscilla dai 30 ai 35 mila euro non \u00e8 vera. E\u2019 una storiella. Ci\u00f2 che \u00e8 vero \u00e8 che per pagare gli interessi sul debito pubblico agli investitori (tra 80 e 90 miliardi di euro l\u2019anno) lo Stato \u2013 avendo dei vincoli europei sul deficit e quindi sulla capacit\u00e0 massima di spesa \u2013 \u00e8 costretto a reperire le risorse monetarie all\u2019interno della societ\u00e0, prelevandole dai cittadini attraverso un aumento delle tasse o una riduzione della spesa pubblica. L\u2019attuale riduzione dei tassi, e degli interessi nominali da pagare sul nuovo debito, \u00e8 senz\u2019altro una buona notizia in prospettiva perch\u00e9 dovrebbe consentire allo Stato \u2013 qualora decida di rimanere con gli attuali vincoli di bilancio europei senza rinegoziarli \u2013 di avere qualche miliardo in pi\u00f9 l\u2019anno, o meglio qualche miliardo in meno l\u2019anno da prelevare ai cittadini.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/vitolops.blog.ilsole24ore.com\/2014\/07\/01\/la-storiella-del-neonato-italiano-che-nasce-con-un-debito-di-35mila-euro\/\" target=\"_blank\">http:\/\/vitolops.blog.ilsole24ore.com\/2014\/07\/01\/la-storiella-del-neonato-italiano-che-nasce-con-un-debito-di-35mila-euro\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL SOLE 24ORE (Vito Lops) Debito pubblico, debito pubblico, debito pubblico. Siamo a 2.100 miliardi che, rapportati a un Pil di 1.550, porta il rapporto debito\/Pil al 132%. 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