{"id":17658,"date":"2016-09-15T11:35:33","date_gmt":"2016-09-15T09:35:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=17658"},"modified":"2016-09-15T11:35:33","modified_gmt":"2016-09-15T09:35:33","slug":"telegraph-draghi-ha-finito-i-trucchi-arriva-la-deflazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=17658","title":{"rendered":"Telegraph: Draghi ha finito i trucchi, arriva la deflazione"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (Ambrose Evans Pritchard)<\/strong><\/p>\n<p><em>Ambrose Evans-Pritchard <\/em><a href=\"http:\/\/www.telegraph.co.uk\/business\/2016\/09\/08\/ecbs-mario-draghi-has-run-out-of-magic-as-deflation-closes-in\/\"><em>analizza la delicatissima posizione del presidente della BCE, Mario Draghi<\/em><\/a><em>. Come<\/em><a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.com\/2012\/07\/la-svolta-di-draghi-e-comunque-inutile.html\"><em>ci attendevamo<\/em><\/a><em>, la sua \u201csvolta\u201d in materia di politica monetaria \u00e8 servita solo a comprare tempo all\u2019eurozona, senza poter risolvere i problemi sottostanti. Nonostante l\u2019utilizzo delle armi a disposizione (tassi negativi, QE) e in un corrispondenza di una situazione mondiale favorevole (crollo del prezzo dell\u2019energia), l\u2019eurozona non \u00e8 riuscita ad uscire dalla trappola deflattiva, n\u00e9 a creare crescita. Quello che manca \u00e8 una politica <\/em>fiscale<em>espansiva, ma i paesi periferici debitori non se la possono permettere, mentre i paesi creditori come la Germania non hanno alcuna intenzione di farla. Bloccata in questo groviglio inestricabile, l\u2019eurozona non pu\u00f2 che rimanere passiva in attesa che la prossima crisi globale le assesti un dolorosissimo colpo di grazia.<\/em><\/p>\n<p>Gran parte dell\u2019eurozona sta scivolando sempre pi\u00f9 in una trappola deflazionistica nonostante <a href=\"http:\/\/www.telegraph.co.uk\/business\/2016\/08\/28\/negative-interest-rates-could-become-the-norm-in-downturns-warns\/\">i tassi di interesse negativi<\/a> e i 1000 miliardi di euro di Quantitative Easing dalla Banca Centrale Europea, lasciando l\u2019area valutaria priva di strumenti di emergenza nei confronti della prossima recessione globale.<\/p>\n<p>La BCE sta per esaurire le sue munizioni e appare sempre pi\u00f9 impossibilitata a fare di pi\u00f9 sotto i vincoli giuridici del suo mandato. La BCE ha rivisto le previsioni di crescita per i prossimi due anni al ribasso \u2013 adducendo le incertezze relative alla Brexit \u2013 e ha ammesso che ci sono poche possibilit\u00e0 di raggiungere l\u2019obiettivo di inflazione del 2% entro questo decennio \u2013 insistendo sul fatto che ora spetta ai governi spezzare l\u2019attuale circolo vizioso.<\/p>\n<p>Mario Draghi, presidente della BCE, ha detto che ci sono limiti agli effetti delle politica monetaria e ha richiesto al resto dell\u2019eurozona di \u201cagire pi\u00f9 incisivamente\u201d per far salire la crescita, in particolare con spesa in infrastrutture. Lo stratega esperto di bond sovrani Nicholas Spiro ha detto che \u201c\u00e8 ormai abbondantemente chiaro che Draghi \u00e8 fuori gioco e siamo nella <a href=\"http:\/\/www.telegraph.co.uk\/business\/2016\/08\/31\/eurozone-set-for-more-money-printing-as-inflation-stays-flat\/\">fase terminale del QE<\/a>. L\u2019eurozona ha bisogno di un cambiamento drammatico nella natura delle sue politiche che deve venire dalla politica fiscale\u201d.<\/p>\n<p>Il Signor Draghi ha distrutto le speranze di un\u2019espansione del programma di acquisto di Bond della BCE da 80 miliardi mensili, e non ha dato nessuna indicazione su una possibile estensione oltre la data di termine programmata per marzo 2017. Il punto non \u00e8 stato nemmeno discusso.<\/p>\n<p>\u201cGli ostacoli a un aumento dell\u2019azione della BCE sono pi\u00f9 grandi di quanto si pensi\u201d ha detto Ben May di Oxford Economics.<\/p>\n<p>La scadenza di marzo rischia di diventare una questione nevralgica per i mercati, data l\u2019esperienza vissuta con la FED statunitense dove un brusco stop del programma di QE \u00e8 equivalso ad una stretta monetaria potenzialmente molto distruttiva.<\/p>\n<p>La BCE ha usato tutti gli strumenti per reflazionare l\u2019economia, ma l\u2019inflazione \u201ccore\u201d \u00e8 rimasta al di sotto dell\u20191% ormai da 3 anni. I funzionari BCE sono ancor pi\u00f9 preoccupati dal trend sottostante. I dati raccolti da Marchel Alexandrovich di Jefferies mostrano che, nel paniere considerato, la percentuale di beni e servizi che registrano un\u2019inflazione inferiore all\u20191% ha ormai raggiunto il 58%.<\/p>\n<p>Questa situazione tipicamente precede la deflazione e suggerisce che l\u2019eurozona \u00e8 estremamente vulnerabile a qualsiasi shock esterno. La percentuale di cui sopra \u00e8 del 67% in Italia, ed \u00e8 decisamente superiore rispetto a quando la BCE lanci\u00f2 il programma di QE lo scorso anno.<\/p>\n<p>L\u2019eurozona avrebbe dovuto ormai raggiungere la \u201cvelocit\u00e0 di fuga\u201d, dopo che un potente set di stimoli venne lanciato l\u2019anno scorso: energia a basso prezzo, euro svalutato, 80 miliardi mensili di QE, e la fine dell\u2019austerit\u00e0 fiscale.<\/p>\n<p>Nonostante tutto questo, tutto quello che l\u2019eurozona \u00e8 riuscita a produrre \u00e8 una crescita dello 0,3% a trimestre. La Francia e l\u2019Italia hanno addirittura rallentato fino a fermarsi.<\/p>\n<p>Il tasso di cambio ponderato dell\u2019euro \u00e8 salito del 7% da quando \u00e8 partito il programma QE, e ha continuato a salire perfino quando la BCE ha tagliato i tassi di interesse a -0,4%.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019euro \u00e8 decisamente pi\u00f9 forte di quanto desidererebbero, e pi\u00f9 forte di quanto l\u2019economia non si meriterebbe, ma non sanno come fare a indebolirlo. E\u2019 esattamente quanto accade ai Giapponesi\u201d ha detto Hans Redeker, capo delle valute di Morgan Stanley.<\/p>\n<p>Il signor Redeker ha detto che il surplus di partite correnti dell\u2019eurozona \u2013 attualmente a 350 miliardi di euro, ossia il 3,3% del PIL \u2013 sta alimentando la dinamica deflazionistica. Dal momento che le banche europee stanno facendo dimagrire il propri bilanci e rimpatriando soldi per ottemperare alle regole sul capitale proprio, non riescono a riciclare all\u2019estero il surplus dell\u2019eurozona. Questo sta creando una tendenza cronica al rafforzamento della valuta.<\/p>\n<p><em>(Detto in termini pi\u00f9 chiari, \u00e8 molto difficile tenere per lungo tempo una valuta a bassi livelli se si \u00e8 imposto come modello quello tedesco basato sull\u2019export, che comporta che la propria valuta sia molto domandata sui mercati internazionali ndVdE).<\/em><\/p>\n<p>Il lavoro del Fondo Monetario Internazionale mostra che la \u201cbassa inflazione\u201d \u2013 anche in assenza di deflazione \u2013 porta una serie di patologie debilitanti. Essa frena la crescita del PIL nominale e rende difficile gestire alti rapporti tra debito e PIL.<\/p>\n<p>In teoria, il signor Draghi potrebbe ricorrere a misure perfino pi\u00f9 drastiche, ma le portate sono limitate e sa di muoversi in un terreno minato. La fiducia pubblica nella BCE \u00e8 crollata in molti paesi e il clima in Germania \u00e8 molto peggiorato. La lobby dei banchieri e degli assicuratori tedeschi ha accusato la BCE di distruggere il loro modello di business con i tassi di interesse negativi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-8477\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/AEP-Draghi-figura-1.png\" alt=\"aep-draghi-figura-1\" width=\"297\" height=\"292\" \/><\/p>\n<p>Il capo economista di Deutsche Bank, David Folkerts-Landau, ha detto che la BCE ha travalicato il limite dei rendimenti decrescenti, e che essa stessa rappresenta ormai una minaccia per l\u2019eurozona. \u201cI banchieri centrali possono perdersi per strada. Quando questo succede, i loro errori possono rivelarsi catastrofici. Dopo 7 anni di politica monetaria sempre pi\u00f9 accomodante, ci sono ormai sempre pi\u00f9 evidenze che continuare a seguire i dogmi attuali mette a rischio la stabilit\u00e0 dell\u2019eurozona a lungo termine\u201d, ha dichiarato.<\/p>\n<p>L\u2019accusa a Draghi \u00e8 ingenerosa. I grandi errori macroeconomici sono stati commessi tra il 2010 e il 2012 quando venne imposta una drastica austerit\u00e0 e un prematuro innalzamento dei tassi di interesse, che spinse l\u2019eurozona in una seconda recessione.<\/p>\n<p>Tuttavia i funzionari della BCE ammettono che potrebbe essere stato raggiunto il \u201climite economico inferiore\u201d, dove ogni vantaggio ottenuto da ulteriori stimoli risulta inferiore agli effetti collaterali dannosi.<\/p>\n<p>La rete della BCE sta esaurendo gli asset da acquistare, dal momento che pu\u00f2 comprare solo in proporzione alla taglia di ciascuna economia, dovendo evitare l\u2019accusa di \u201csalvataggio\u201d degli stati insolventi.<\/p>\n<p>L\u2019eurozona sembra ormai priva di una politica attiva. Sta semplicemente guadagnando tempo, ormai in balia di forze esterne. Il pericolo \u00e8 che le prossime difficolt\u00e0 a livello globale possano colpire prima che l\u2019area valutaria sia riuscita ad uscire dall\u2019attuale affanno e prima che abbia potuto ricostituire qualche difesa contro uno shock deflazionistico. Il signor Draghi non sar\u00e0 pi\u00f9 in grado di salvarla di nuovo.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2016\/09\/09\/telegraph-draghi-ha-finito-i-trucchi-arriva-la-deflazione\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2016\/09\/09\/telegraph-draghi-ha-finito-i-trucchi-arriva-la-deflazione\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Ambrose Evans Pritchard) Ambrose Evans-Pritchard analizza la delicatissima posizione del presidente della BCE, Mario Draghi. Comeci attendevamo, la sua \u201csvolta\u201d in materia di politica monetaria \u00e8 servita solo a comprare tempo all\u2019eurozona, senza poter risolvere i problemi sottostanti. 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