{"id":17665,"date":"2016-09-15T15:18:02","date_gmt":"2016-09-15T13:18:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=17665"},"modified":"2016-09-15T15:18:02","modified_gmt":"2016-09-15T13:18:02","slug":"unaltra-europa-e-impossibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=17665","title":{"rendered":"Un\u2019altra Europa \u00e8 impossibile"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">di <strong>Sergio Cesaratto<\/strong><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La maggioranza della \u201csinistra\u201d si crogiola nell\u2019illusione che l\u2019Europa possa mutare pelle sotto la spinta della solidariet\u00e0 fra i popoli europei. Da dove scaturisca tale speranza non \u00e8 dato capire.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il problema europeo \u00e8 legato alla crisi della democrazia, all\u2019anti-politica, alla diffusa disaffezione, se non aperta ostilit\u00e0 di gran parte della popolazione ai meccanismi della rappresentanza e della mediazione politica. In termini pi\u00f9 accademici questa \u00e8 definita la crisi della democrazia. Questa disaffezione si traduce nell\u2019idea che la politica sia tutta uguale, destra e sinistra, e che i politici siano tutti disonesti. Alla base di questa disaffezione, e in fondo anche alla base della pochezza progettuale ed etica dei politici, v\u2019\u00e8 la sostanziale impotenza della politica nazionale ad affrontare piccoli e grandi problemi, una volta privata delle leve della politica economica, e in particolare della sovranit\u00e0 monetaria, improvvidamente cedute a istanze sovranazionali dominate dalle potenze europee pi\u00f9 forti. Questo spiega dunque molte cose.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Spiega la disaffezione quale dovuta all\u2019incapacit\u00e0 dei politici di risolvere i problemi, la disoccupazione in primis, mentre tutti si riempiono la bocca del medesimo <span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/il-mantra-del-riformismo-competitivo\/\">mantra delle riforme<\/a><\/span> (operando delle feroci contro-riforme). Spiega la sostanziale somiglianza fra destra e sinistra che agli occhi del comune cittadino \u00e8 giustamente scomparsa. Qual\u2019\u00e8 la differenza fra Berlusconi e Prodi? Fra Monti e Bersani? Fra Renzi e Tsipras? La politica \u00e8 (nei tratti di fondo) la medesima ed \u00e8 quella dettata da Bruxelles, Francoforte o Berlino. E spiega anche il drammatico scadimento della politica, screditata agli occhi delle persone capaci, per cui chi vale fa altro, e monopolio di personaggi che non hanno altro da occuparsi se non di conservare le poltrone per s\u00e9 e per le proprie consorterie.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Detto in termini un poco pi\u00f9 nobili, una volta esautorato e reso impotente lo Stato nazionale, che \u00e8 il terreno primario in cui si svolge il conflitto sulla distribuzione del reddito, viene a mancare il sale della democrazia. Ma in verit\u00e0 il \u201csogno europeo\u201d, \u00e8 precisamente questo: un disegno liberista volto a esautorare i popoli nazionali dal potere di incidere sulle scelte dei propri governi nazionali, resi impotenti se non come strumenti d\u2019ordine (vedi le riforme costituzionali in questa direzione). Stati nazionali filiali regionali dell\u2019ordine ordo-liberista che \u201ctrasforma le leggi del mercato in leggi dello Stato\u201d (Alessandro Somma), e ben individuato dai tedeschi nel Ministro unico dell\u2019economia. Questa espropriazione dello Stato nazionale perfeziona lo svuotamento del terreno del conflitto sociale, dunque della democrazia, gi\u00e0 mortificato dalla globalizzazione del capitale, lasciato libero di collocarsi dove pi\u00f9 gli aggrada. E non ci si dica, per favore, che piccoli stati sovrani avrebbero vita dura nell\u2019\u201deconomia globalizzata\u201d, come si sente spesso. Polonia e Corea del Sud se la passano meglio dell\u2019Italia, per fare qualche esempio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma perch\u00e9, mi si obietta, non lottare per un\u2019Europa diversa? L\u2019analisi economica \u2013 a cui invito a prestar fede non in nome della fiducia in una scienza discutibile, ma in nome del realismo politico a cui ci invitava un grande intellettuale, Danilo Zolo \u2013 ha da tempo indicato che un\u2019unione monetaria fra Paesi a diverso grado di sviluppo pu\u00f2 solo tenere con un cospicuo bilancio federale a scopo perequativo, precisamente la \u201ctax-transfer union\u201d tanto temuta dai tedeschi. Di che parliamo allora? Di utopie da cui Danilo Zolo ci suggeriva di sfuggire come la peste? Hayek lo disse chiaramente in un saggio del 1939: uno stato federale fra paesi culturalmente ed economicamente diversi e dotato di un cospicuo bilancio perequativo non sarebbe destinato a durare, e si lacererebbe presto sulla destinazione delle risorse (Jugoslavia docet). L\u2019unico stato federale possibile \u00e8 quello con uno Stato minimo, uno Stato ordo-liberista che detti le sole regole di mercato. Ma questo \u00e8 lo Stato europeo che gi\u00e0 abbiamo, e che la potenza dominante di cui parliamo oggi intende rafforzare. Quella che abbiamo \u00e8 la sola Europa possibile, anzi potrebbe andar peggio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La \u201csinistra\u201d \u00e8 responsabile di cotanto disastro continentale. In Inghilterra e negli Stati Uniti, la Thatcher e Reagan si sono resi responsabili di sconfiggere Keynesismo e Stato Sociale. In Europa l\u2019ha in gran parte fatto la sinistra, in nome dell\u2019Europa. Le responsabilit\u00e0 dell\u2019Ulivo devono essere ancora conteggiate \u2013 ma c\u2019\u00e8 chi ha cominciato a farlo, come\u00a0<span lang=\"zxx\"><a href=\"http:\/\/www.glistatigenerali.com\/partiti-politici\/cosi-ventanni-fa-lulivo-consegno-litalia-alla-dominazione-germanica\/\">Giulio Sapelli<\/a><\/span>. Ma forse non c\u2019\u00e8 n\u2019\u00e8 bisogno. La sinistra italiana sta finendo da sola nella spazzatura del 3%.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Abbiamo invece bisogno di una sinistra italiana che della battaglia per il ripristino dell\u2019autonomia della politica economica nazionale faccia il proprio vessillo. Siccome la sinistra \u00e8 pi\u00f9 sensibile all\u2019 orecchio della difesa della Costituzione, bene faremmo ad affiancare questa battaglia a quella della difesa dei valori costituzionali. Ma attenzione, se la sinistra ufficiale e intellettuale \u00e8 sensibile ai valori costituzionali, la gente normale vede questi temi come estranei, lontani. Guarda con favore, per esempio, alla semplificazione dei processi politici. Quindi anche la battaglia per la difesa della Costituzione se ne gioverebbe, se da astratta difesa di principi si mostrasse come strumento di avanzamento sociale su temi concreti come piena occupazione, difesa di salari e Stato Sociale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un\u2019ultima precisazione. Personalmente non credo che lo slogan \u201cfuori dall\u2019euro\u201d sia oggi popolare. Tuttavia un sentimento anti-Europeo sta montando. L\u2019euro croller\u00e0 se e quando diventer\u00e0 politicamente insostenibile, e quest\u2019esito va perseguito e preparato, progettando il dopo, una nuova Europa di Stati indipendenti e cooperativi. Purtroppo la sinistra italiana, nella sua maggioranza, va nella direzione opposta di coltivare il \u201csogno europeo\u201d, predisponendosi all\u2019oblio della storia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.socialismo2017.it\/2016\/09\/11\/unaltra-europa-e-impossibile\/#more-313\">http:\/\/www.socialismo2017.it\/2016\/09\/11\/unaltra-europa-e-impossibile\/#more-313<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sergio Cesaratto La maggioranza della \u201csinistra\u201d si crogiola nell\u2019illusione che l\u2019Europa possa mutare pelle sotto la spinta della solidariet\u00e0 fra i popoli europei. Da dove scaturisca tale speranza non \u00e8 dato capire. Il problema europeo \u00e8 legato alla crisi della democrazia, all\u2019anti-politica, alla diffusa disaffezione, se non aperta ostilit\u00e0 di gran parte della popolazione ai meccanismi della rappresentanza e della mediazione politica. 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