{"id":17686,"date":"2016-09-16T09:16:05","date_gmt":"2016-09-16T07:16:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=17686"},"modified":"2016-09-16T09:16:05","modified_gmt":"2016-09-16T07:16:05","slug":"il-leader-comunista-ucraino-simonenko-la-fascistizzazione-e-la-decomunistizzazione-dellucraina-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=17686","title":{"rendered":"Il leader comunista ucraino Simonenko: la &#039;fascistizzazione&#039; e la &#039;decomunistizzazione&#039; dell\u2019Ucraina continua&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><strong>da L&#8217;ANTIDIPLOMATICO<\/strong> <strong>(Raffaele\u00a0Morganatini\u00a0e Massimo Marcori)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Novembre 2013: in seguito alla decisione del governo ucraino di non siglare l\u2019accordo di associazione con l\u2019Unione europea, un colpo di stato succeduto ad un\u2019escalation di violenze, appoggiato e incitato da partiti e \u201cONG\u201d in rapporto diretto con le potenze occidentali, scoppia nel paese. I movimenti neo-fascisti sembrano aver giocato un ruolo di primo piano nell\u2019evento, consentendo loro di occupare la ribalta degli eventi, ristabilire la propria legittimazione nel nuovo ordine statale, occupando funzioni chiave nell\u2019apparato di governo, influenzando anche la ristrutturazione dei rapporti di forza interni. Parallelamente al riallineamento dell\u2019Ucraina con gli interessi strategici dell\u2019imperialismo (apertura economica, associazione con l\u2019UE, associazione de facto con la NATO, opposizione alla Russia), si assiste all\u2019avvio di un processo di fascistizzazione ideologica. Al fine di comprendere tale processo e di evidenziare la realt\u00e0 politica attuale, Investig\u2019Action si \u00e8 intrattenuta con il segretario generale del Partito Comunista d\u2019Ucraina, Piotr Simonenko.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Raffaele Morgantini: La crisi politica in Ucraina \u00e8 stata sulle prime pagine dei giornali nel 2014 e nel 2015, ma oggi, almeno in Europa occidentale, non se ne sente pi\u00f9 parlare. Qual \u00e8 attualmente la situazione in Ucraina?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Piotr Simonenko<\/strong>: Dal mio punto di vista, non bisogna considerare gli eventi che si sono prodotti nel cuore del potere nel 2014-2015 come una crisi politica. Quelle persone non si sono battute per cambiare la politica, n\u00e9 per fare delle riforme, n\u00e9 per sostituire i responsabili politici con dei nuovi che avrebbero potuto condurre tali riforme. In verit\u00e0, coloro che sono giunti al potere al Maidan dopo il colpo di stato del 2014 avevano gi\u00e0 organizzato la lotta dall\u2019interno. Si tratta degli stessi oligarchi, ma stavolta si battevano per la redistribuzione delle risorse in seno stesso del loro piccolo gruppo giunto al potere.<\/p>\n<p>Non era dunque questione di lottare per cambiare le cose e realizzare ci\u00f2 che era stato promesso a Maidan al fine di migliorare la situazione nell\u2019interesse dei cittadini ucraini, ma di spartirsi le risorse finanziarie ed i beni. Certo, essi pensavano gi\u00e0 alle prossime elezioni e tutto ci\u00f2 \u00e8 stato qualificato come crisi politica. Nello stesso tempo, essi non erano in grado di fare quello che avrebbero dovuto fare, poich\u00e9 il nuovo governo \u00e8 stato formato su istruzioni degli Stati Uniti e costituito in gran parte da cittadini originari di altri stati. Questo governo non ha condotto una politica nazionale ma quella che esigeva il FMI. Esso non ha organizzato l\u2019economia in modo funzionale agli interessi dell\u2019Ucraina: non si \u00e8 occupato che di trovare i mezzi per finanziare la guerra civile e ha preso a pretesto questa guerra civile per giustificare tutti i crimini che erano commessi. La corruzione \u00e8 stata moltiplicata per due o per tre e, nel contesto del regime che sto evocando, \u00e8 divenuta, in effetti, una corruzione totale. La politica dei prezzi \u00e8 stata stabilita nell\u2019interesse del grande capitale e degli oligarchi, cos\u00ec come la politica sociale. E\u2019 il motivo per cui vorrei ancora una volta sottolineare che questa pretesa crisi politica testimonia l\u2019assenza di professionalit\u00e0 di coloro che sono giunti al potere dopo il Maidan, della loro assenza di ogni programma preciso circa le cose da fare e di come farle e, naturalmente, non parliamo di una qualunque responsabilit\u00e0 nei confronti delle promesse fatte al popolo ucraino. Il solo risultato di questa politica \u00e8 l\u2019usurpazione del potere da parte di Poroshenko, che utilizza delle pretese riforme costituzionali e giudiziarie per fare in modo che tale usurpazione divenga completa e definitiva.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le conseguenze di questa situazione per voi stesso e per il vostro partito, il partito comunista d\u2019Ucraina?<\/strong><\/p>\n<p>Nella misura in cui l\u2019Ucraina sta realizzando un regime nazional-oligarchico, e per dirla tutta, essenzialmente fascista, \u00e8 evidente che una delle priorit\u00e0 di questo regime \u00e8 stata, fin dall\u2019inizio, quella di annientare il Partito Comunista d\u2019Ucraina. A tal fine non hanno esitato davanti ad alcun metodo, al punto che l\u2019attuale regime si comporta nei confronti del nostro partito come i fascisti durante l\u2019occupazione. Il rappresentante di questo regime, in questo caso Turcynov, che ricopriva allora le funzioni di presidente, ha preteso pubblicamente dal ministero della giustizia, dalla tribuna del parlamento, che vietasse le attivit\u00e0 del partito comunista, violando grossolanamente con questo anche la costituzione e le leggi ucraine. Oltre 400 reclami sono stati depositati contro il partito e a titolo individuale contro alcuni nostri compagni. Una delegazione ufficiale del ministero della giustizia e dei servizi di sicurezza \u00e8 stata inviata nei tribunali per accusare il nostro partito di attivit\u00e0 illegali, di collaborazione con i separatisti e di sostegno ai terroristi. Tutto ci\u00f2 si \u00e8 sgonfiato come un pallone. Nessun reclamo ha avuto esito positivo e il partito non \u00e8 stato riconosciuto colpevole di nulla.<\/p>\n<p>In seguito, essi hanno cambiato tattica e adottato una legge detta \u201cdi decomunistizzazione\u201d, che prevede in particolare il divieto delle attivit\u00e0 del nostro partito poich\u00e9 ci chiamiamo \u201ccomunisti\u201d ed i nostri simboli sono la stella, il martello, la falce e la bandiera rossa. Ecco cosa \u00e8 servito di pretesto al divieto. Ci\u00f2 dimostra inoltre che il potere attuale di Kiev rifiuta categoricamente di piegarsi alle conclusioni della Commissione di Venezia che ha valutato che la legge di decomunistizzazione non era democratica e che doveva essere abolita. Questa legge non rispetta neppure le risoluzioni che sono state adottate dalle Nazioni Unite in merito alla propaganda a favore del nazismo e del fascismo, poich\u00e9 questa legge non fa soltanto l\u2019apologia del fascismo e del nazismo, ma eleva pure al rango di eroi nazionali coloro che hanno combattuto al fianco di Hitler e commesso crimini 70 anni fa. E\u2019 cos\u00ec che un\u2019ignobile campagna \u00e8 stata lanciata contro il partito comunista al fine di interdirlo. Il tribunale in prima istanza ha preso la decisione di interdire il partito. Perch\u00e9? Il giudice che ha preso questa decisione era lui stesso sotto il rischio di procedimenti ai quali \u00e8 sfuggito prendendo opportunatamente questa decisione che gli imponeva il regime in cambio dell\u2019impunit\u00e0. La societ\u00e0 \u00e8 impaurita e spaventata, ma noi comunisti proseguiamo la lotta. Lo facciamo oggi nei tribunali, nelle istanze di appello e andremo sicuramente fino alla Corte europea dei diritti dell\u2019uomo, che ha gi\u00e0 esaminato situazioni simili ed \u00e8 stata indotta a prendere delle decisioni. Il partito comunista \u00e8 deciso a battersi, perch\u00e9 oggi noi conduciamo la lotta contro la fascistizzazione dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><strong>Ritengo che un procedimento penale sia stato intrapreso anche contro di voi. E\u2019 esatto? Di cosa vi si accusa?<\/strong><\/p>\n<p>Per quanto mi riguarda, essi hanno deciso di impaurirmi e di obbligarmi a rinunciare alle mie attivit\u00e0 politiche. Ci\u00f2 di cui mi si accusa poggia su quattro punti: avrei \u201ctradito la patria\u201d, \u201cfinanziato i terroristi\u201d, \u201cfinanziato i separatisti\u201d, e \u201cpreparato gruppuscoli organizzati che hanno combattuto nel Donbass\u201d. Mi hanno accusato di aver preso la parola nell\u2019aprile 2014 a Bruxelles, davanti a dei parlamentari europei, per testimoniare della situazione in Ucraina, cosa che mi \u00e8 valsa di essere accusato dai servizi di sicurezza, su internet, di condurre attivit\u00e0 antigovernative. Tutto ci\u00f2 \u00e8 stato palesemente inventato. Noi comunisti, siamo un partito internazionalista ma anche un partito di governo grazie alla situazione generata dalla territorialit\u00e0 dell\u2019Ucraina. Tutte queste accuse sono dunque senza fondamento, ma sono stato sottoposto dai servizi di sicurezza ad interrogatori durati una volta nove ore, un\u2019altra 11 ore, cosa che costituisce una violazione di ogni norma e dei miei diritti.<\/p>\n<p><strong>Potreste darci qualche esempio di questa strategia di decomunistizzazione e dirci ci\u00f2 che essa significhi, non soltanto per il partito comunista, ma anche per le altre forze progressiste in Ucraina?<\/strong><\/p>\n<p>Vorrei dire qui che condivido l\u2019inquietudine che queste leggi hanno suscitato in seno alla Commissione di Venezia. Come queste leggi minacciano l\u2019Europa e la comunit\u00e0 internazionale? In primo luogo, pretendono che il periodo storico che va dal 1917 al 1991 e gli eventi che si sono verificati sul territorio dell\u2019Ucraina come la politica che \u00e8 stata condotta siano state causate da un \u201cregime criminale\u201d. Questo significa che si deve considerare come criminale il congiungimento all\u2019Ucraina della regione dell\u2019Ucraina occidentale, in seguito al patto Molotov \u2013 Ribbentrop, criminale pure l\u2019adesione dell\u2019Ucraina all\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite, criminale ugualmente la proclamazione dell\u2019indipendenza dell\u2019Ucraina, durante il comunismo, nel<br \/>\n1991\u2026.E tutto ci\u00f2, beninteso, minaccia seriamente l\u2019Europa. E\u2019 cos\u00ec che sollecitazioni sono state lanciate in Polonia in vista della restituzione delle propriet\u00e0 e dei territori che appartenevano gi\u00e0 a questo paese, ma anche all\u2019impero austro-ungarico e alla Romania. Ed oggi alcuni si adoperano molto attivamente per preparare documenti concernenti terre che, nella regione di Leopoli e in altre regioni, appartenevano a cittadini polacchi, che rischiano cos\u00ec di recuperarle.<\/p>\n<p>Ma ugualmente c\u2019\u00e8 il problema dell\u2019Ungheria che rilascia passaporti di doppia nazionalit\u00e0 ad abitanti della regione della Transcarpazia (anticamente ungherese) e dei romeni che fanno lo stesso per quanto li riguarda. La Romania d\u2019altra parte, sta tentando di affermare le proprie pretese su una parte della regione di Odessa: si tratta dei territori che la Romania e la Moldavia chiamano Bessarabia. Non solo \u00e8 l\u2019integrit\u00e0 territoriale ucraina a trovarsi minacciata, ma c\u2019\u00e8 anche un rischio di conflitti regionali suscettibili di condurre fino alla guerra. Per quanto riguarda l\u2019Ucraina stessa, tali leggi prevedono la legalizzazione e la sacralizzazione di coloro che hanno combattuto al fianco di Hitler. Le decorazioni concesse da Hitler sono riconosciute come decorazioni nazionali e i titoli militari ottenuti sotto la Germania nazista sono anch\u2019essi riconosciuti come titoli militari di un movimento nazionale di liberazione. Con l\u2019adozione di tali leggi in contrasto con le risoluzioni delle Nazioni Unite in merito alla propaganda in favore del nazismo e del fascismo, il potere di Kiev rifiuta di riconoscere quella che \u00e8 una norma sia europea sia internazionale. Cos\u00ec come esso rifiuta di riconoscere le decisioni del tribunale di Norimberga a proposito dei crimini contro l\u2019umanit\u00e0 compiuti dai fascisti e dai nazisti.<\/p>\n<p><strong>Come reagiscono i movimenti progressisti e rivoluzionari a questo processo di fascistizzazione e quali sono i principali ostacoli ad un\u2019efficace resistenza contro questo fenomeno?<\/strong><\/p>\n<p>Gli eventi dell\u2019Ucraina richiedono un rafforzamento urgente dell\u2019unione di tutte le forze progressiste contro il fascismo ed i suoi rigurgiti. Per il modo in cui la comunit\u00e0 internazionale europea e le forze politiche ci sostengono e come questa solidariet\u00e0 si esprime, bisogna dire che abbiamo passato, io compreso, molto tempo a spiegare, non solo ai nostri colleghi dei movimenti di sinistra europei e internazionali ma anche ad altri responsabili politici, che gli eventi in Ucraina costituiscono un problema interno all\u2019Ucraina. Che si tratta di una guerra civile organizzata dal grande capitale nelle condizioni concrete determinate dagli interessi geopolitici degli Stati Uniti d\u2019America. Le persone di sinistra che abbiamo incontrato in Europa ci sostengono attivamente con dichiarazioni di solidariet\u00e0 e attraverso l\u2019analisi che essi fanno degli atti del regime di Kiev, facendo pressione sui loro parlamenti e governi nazionali. Perch\u00e9 oggi bisogna parlare molto seriamente di sanzioni, non di sanzioni economiche ma di sanzioni politiche contro il potere di Kiev, dal momento che non rispetta alcun impegno, n\u00e9 gli accordi del febbraio 2014, n\u00e9 quelli di aprile 2014 a Ginevra, n\u00e9 gli accordi di Minsk, cosa che non fa che inasprire il conflitto. Ho ricevuto gli stessi attestati di solidariet\u00e0 da parte del nostro popolo di sinistra che si esprimono, dopo la tribuna del parlamento e di quella del parlamento europeo, in merito a questi eventi. Bisogna rilevare che l\u2019opinione pubblica europea inizia anche a modificarsi in merito agli avvenimenti di Ucraina.<\/p>\n<p>Sono anche riconoscente ai miei colleghi europei dei movimenti di sinistra che hanno inviato i loro avvocati per difendere il partito comunista nei tribunali ucraini. E\u2019 evidente che i giudici ucraini ascoltino attentamente ci\u00f2 che dicono le persone venute dall\u2019Europa, soprattutto della Federazione dei giuristi democratici che sostengono la nostra lotta per i valori europei e per i principi della democrazia.<\/p>\n<p>E noi, comunisti, lavoriamo non solo con coloro che difendono idee vicine a quelle del nostro partito ma abbiamo allargato molto i nostri contatti nella prospettiva di unire tutte le forze di fronte alla minaccia reale e crescente del neofascismo che inizia gi\u00e0 a formalizzarsi nelle misure che il potere di Kiev sta prendendo contro il popolo ucraino. Sono nella stessa misura grato verso tutti i nostri compagni in Europa e nel mondo che si sforzano di far meglio comprendere ai loro concittadini cosa sta accadendo in Ucraina. I nostri sforzi comuni iniziano a produrre i loro frutti. Da sei mesi, ad esempio, i tribunali d\u2019appello sono incapaci di dar seguito alle velleit\u00e0 del potere di vietare le attivit\u00e0 del nostro partito. Ma qualunque sia la decisione, continueremo la lotta e siamo convinti che la Corte europea dei diritti dell\u2019Uomo, avuto riguardo circa il pericolo reale che minaccia l\u2019Europa e il mondo intero, esaminer\u00e0 in modo obiettivo la situazione in Ucraina e sosterr\u00e0 la nostra lotta in favore dei diritti democratici, compreso quello di esercizio dell\u2019attivit\u00e0 politica.<\/p>\n<p><strong>Molte persone, soprattutto in Europa non vogliono vedere il pericolo che rappresentano i fascisti in Ucraina. Essi fanno notare che il partito neo-nazista Svoboda non ha ottenuto che un debole risultato in voti alle ultime elezioni. Cosa rispondete loro e come vi spiegate che questo partito che ha raccolto cos\u00ec poco sostegno eserciti una tale influenza sul processo politico ucraino?<\/strong><\/p>\n<p>Vorrei chiedere a queste persone di non essere indifferenti e di informarsi prima su ci\u00f2 che avviene nella nostra societ\u00e0. Vorrei anche ricordare loro che la prima grande crisi mondiale si \u00e8 conclusa con la Prima Guerra mondiale nel preciso momento in cui i rappresentanti del grande capitale hanno tentato di uscire dalla crisi approfittando degli sconvolgimenti mondiali e della riduzione della popolazione, distogliendo cos\u00ec l\u2019attenzione dei semplici cittadini e degli operai dalla situazione che si stava creando in Europa \u2013 non per nulla si diceva all\u2019epoca che lo spettro del comunismo si aggirava per l\u2019Europa \u2013 quando molti si chiedevano perch\u00e9 gli stati ed i popoli erano cos\u00ec poveri. La prima crisi mondiale si \u00e8 dunque conclusa con la prima guerra mondiale. Pi\u00f9 tardi, quando scoppi\u00f2 la seconda crisi mondiale, la sola soluzione che ha trovato il grande capitale per uscirne \u00e8 stata nuovamente di organizzare la Seconda Guerra mondiale. E abbiamo assistito al tradimento costituito dalla firma, da parte della Francia e dell\u2019Inghilterra, degli accordi di Monaco con la Germania che hanno permesso ad Hitler di sferrare la nuova aggressione e la nuova guerra che \u00e8 costata la vita a decine di milioni di persone, non solo in Europa ma anche in altri continenti. Viviamo oggi la terza crisi economica mondiale, di cui tutti gli economisti riconoscono l\u2019estrema gravit\u00e0 perch\u00e9 non \u00e8 solo legata alla sovrapproduzione di questo o quel prodotto ma anche alla comparsa di nuove piramidi finanziarie organizzate nell\u2019interesse del grande capitale al fine di consentire alle multinazionali di dominare popoli e nazioni intere riducendo a nulla il ruolo degli stati.<\/p>\n<p>Questa terza crisi mondiale deve dunque condurci a porre l\u2019interrogativo di sapere come uscirne. Guardate cosa avviene nel Nord Africa: decine, forse centinaia di migliaia di morti, identica cosa in Medio Oriente, con altre centinaia di migliaia di morti. Vediamo oggi che \u00e8 l\u2019Europa che ne sopporta le conseguenze, con l\u2019arrivo di milioni di migranti alla ricerca di protezione o di una vita migliore, fatto che genera nuove tensioni sociali. E nello stesso tempo gli accordi di pace di Helsinki sono praticamente scomparsi, cosa che si traduce soprattutto con la comparsa di nuove rivendicazioni territoriali da parte di alcuni stati.<\/p>\n<p>Siamo dunque una volta di pi\u00f9 testimoni delle intenzioni del grande capitale che non intende uscire dalla crisi dedicando le proprie risorse per risolvere i problemi sociali, ma gettando nel fuoco della guerra coloro che soffrono delle sue politiche, nella speranza di salvare le proprie ricchezze al prezzo delle loro vite. Una nuova divisione del mondo \u00e8 in corso. Ora, se durante la seconda crisi economica e la Seconda Guerra mondiale c\u2019erano due blocchi antagonisti, il mondo sovietico e il mondo capitalista, non ne rimane che uno oggi, il sistema capitalista. Si tratta di una situazione estremamente pericolosa, come testimonia una volta di pi\u00f9 la situazione in Ucraina. Il grande capitale trae vantaggio dall\u2019esistenza di una componente \u201cbruna\u201d, cio\u00e8 fascista e neo-fascista, che oggi certamente non rappresenta nei diversi paesi, che il 2% o 3%, ma che domani, in condizioni di pauperizzazione e miseria sociale, raggiunger\u00e0 percentuali a due cifre. E che sotto la coperta della democrazia elettorale apparente giungeranno al potere sostenitori della violenza e della supremazia razziale. E\u2019 la ragione per cui vorrei chiedere a quelli che ne dubitano di non mostrarsi indifferenti. L\u2019indifferenza \u00e8 precisamente ci\u00f2 che consente la presa del potere da parte dei criminali. E se ci dicono che quello che \u00e8 accaduto a Kiev nel 2014 \u00e8 una \u201crivoluzione della dignit\u00e0\u201d, chiedo a tutti i nostri oppositori di rispondere alla seguente domanda: perch\u00e9 questa pretesa rivoluzione della dignit\u00e0 ha portato dei bastardi al potere?<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_leader_comunista_ucraino_simonenko_la_fascistizzazione_e_la_decomunistizzazione_dellucraina_continua\/82_17045\/\">http:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-il_leader_comunista_ucraino_simonenko_la_fascistizzazione_e_la_decomunistizzazione_dellucraina_continua\/82_17045\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Raffaele\u00a0Morganatini\u00a0e Massimo Marcori) Novembre 2013: in seguito alla decisione del governo ucraino di non siglare l\u2019accordo di associazione con l\u2019Unione europea, un colpo di stato succeduto ad un\u2019escalation di violenze, appoggiato e incitato da partiti e \u201cONG\u201d in rapporto diretto con le potenze occidentali, scoppia nel paese. 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