{"id":17700,"date":"2016-09-18T00:58:23","date_gmt":"2016-09-17T22:58:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=17700"},"modified":"2016-09-18T00:58:23","modified_gmt":"2016-09-17T22:58:23","slug":"oss-cia-e-unita-europea-il-comitato-americano-per-leuropa-unita-1948-60-2a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=17700","title":{"rendered":"OSS, CIA e Unit\u00e0 Europea: il Comitato Americano per l\u2019Europa Unita, 1948-60 (2a parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di RICHARD J. ALDRICH\u00a0 <em>[traduzione di Domenico Cortese (Josh Mirante) \u2013 FSI Vibo Valentia]<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Stabilizzare il Movimento Europeo<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paradossalmente, bench\u00e9 l&#8217;intensit\u00e0 del sostegno dell\u2019ACUE alle attivit\u00e0 in Europa raggiungesse il suo zenit solo dopo il 1952, esso ebbe la sua pi\u00f9 forte influenza tre anni prima. Nel 1949 e nel 1950 salv\u00f2 il <em>Movimento europeo<\/em> dal crollo finanziario durante le prime riunioni dell\u2019<em>Assemblea consultiva del consiglio d\u2019Europa <\/em>a Strasburgo. Nonostante il sostanzioso aiuto finanziario prestato dall\u2019ACUE nel 1949, Braden ritorn\u00f2 dall\u2019Europa nei primi anni \u201950 per riferire che, ancora una volta, \u00abil <em>Movimento<\/em> \u00e8 a corto di fondi\u00bb. L\u2019ACUE aveva sostenuto le conferenze, tenute a Bruxelles nel febbraio del 1949 e a Westminster nell\u2019aprile del 1949, che avevano gettato le basi per il Consiglio d\u2019Europa, e stava pagando parte dei costi di segreteria e amministrazione del <em>Movimento europeo<\/em>. Ci\u00f2 mise sotto stress le risorse dell\u2019ACUE, in un periodo in cui esso si affidava in parte a donazioni private<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[40]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1950 L\u2019ACUE aiut\u00f2 anche a risolvere imbarazzanti problemi di direzione in Europa. A inizio estate, in seguito a colloqui con dirigenti del <em>Movimento europeo<\/em>, tra cui Spaak e il ministro degli esteri belga Paul van Zeeland, Braden e Donovan conclusero, abbastanza prematuramente, che l\u2019Europa fosse in procinto di diventare una federazione. Credevano che se quelli che stavano prendendo il comando avessero ricevuto immediatamente un aiuto sostanziale, l\u2019anno seguente si sarebbero fatti enormi progressi sarebbero. Nello stesso tempo percepivano un ostacolo apparentemente inamovibile, la crescente resistenza dei Britannici a un\u2019Europa federale. Il governo laburista britannico, bench\u00e9 non antieuropeista, preferiva una collaborazione intergovernativa tra stati indipendenti e resisteva fieramente ad ogni diminuzione di sovranit\u00e0. Il segretario agli affari esteri britannico, Ernest Bevin, aveva giocato un ruolo chiave nell&#8217;indebolire il Consiglio d\u2019Europa a Strasburgo<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[41]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La resistenza britannica aument\u00f2 tra fine 1949 e inizio 1950, in quanto il presidente del <em>Movimento europeo<\/em> stesso, Duncan Sandys, lavorando a stretto contatto con Churchill, percep\u00ec che il <em>Movimento<\/em> stava andando troppo veloce rispetto a quanto essi, del Partito conservatore britannico, desiderassero. Nonostante avesse in precedenza tenuto discorsi in toni federalisti accesi, invocando gli \u00abStati Uniti d\u2019Europa\u00bb fin dal novembre 1945 a Bruxelles, Sandys non aveva per\u00f2 pensato chiaramente alle implicazioni per la politica estera della Gran Bretagna. La direzione di Sandys era ora a disagio e menava il can per l&#8217;aia. Il disaccordo risultante ebbe effetti materiali sulle sorti del <em>Movimento europeo<\/em>, perch\u00e9 furono queste dispute sempre pi\u00f9 aperte a dissuadere gli Svizzeri dal fornire ulteriori finanziamenti gi\u00e0 dal 1948. All&#8217;inizio del 1950 il <em>Movimento europeo<\/em>, un ente da sempre piuttosto frammentato, era vicino alla disintegrazione, con l\u2019influente <em>Unione Europea dei Federalisti<\/em> con sede in Francia ritiratasi per protesta dall\u2019esecutivo internazionale del <em>Movimento europeo<\/em><a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[42]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giugno 1950, l\u2019ACUE rifiut\u00f2 all&#8217;improvviso di continuare a finanziare il discorde <em>Movimento europeo<\/em>, rimandando Donovan e Braden in Europa in missione per scoprire cosa stesse succedendo<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[43]<\/a>. Braden conferm\u00f2 che il <em>Movimento europeo<\/em> era lacerato tra la direzione britannica e quella continentale: l\u2019aumento di dichiarazioni anti-federaliste del governo britannico aveva forzato la mano a Spaak e ai federalisti continentali. Spaak confid\u00f2 che era stato riluttante a perseguire un rapido federalismo continentale in assenza di sostegno britannico, in considerazione dello stretto rapporto tra Londra e Washington. Se gli Usa lo avessero sostenuto, tuttavia, egli sarebbe andato avanti senza la Gran Bretagna, sapendo che \u00abla Gran Bretagna sar\u00e0 costretta prima o poi, volentieri o meno, a procedere\u00bb. Braden avvert\u00ec i dirigenti dell\u2019ACUE che, a meno che non avessero sostenuto i federalisti continentali, \u00abla direzione sul continente andr\u00e0 inevitabilmente ai laburisti britannici\u00bb, con conseguenze catastrofiche per l\u2019unificazione. Una volta che Braden promise a giugno pi\u00f9 sostegno da parte dell\u2019ACUE, Spaak fu disposto a rilevare la direzione del <em>Movimento europeo<\/em><a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[44]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo circostanza Sandys oppose poca resistenza. Durante la fine del 1949 e l\u2019inizio del 1950 egli aveva lottato con crescenti difficolt\u00e0 di trovare una formula di compromesso che abbracciasse sia la resistenza degli elementi britannici e scandinavi sia la posizione federalista assunta da gente come Henry Frenay, presidente dell\u2019<em>Unione europea dei federalisti<\/em>. I fatti avevano raggiunto un\u2019evidente <em>impasse<\/em> gi\u00e0 il 16 dicembre 1949 in un incontro ad hoc dei vertici del <em>Movimento europeo<\/em>, quando due dichiarazioni di compromesso erano state discusse a lungo e infine rigettate. Sin da marzo 1950 il segretario generale del <em>Movimento europeo<\/em>, Joseph Retinger, aveva suggerito le dimissioni di Sandys, ma nei mesi che seguirono la crescente pressione rese inevitabile questo sviluppo. In una lettera a Sandys, Retinger spieg\u00f2 in maniera franca le ragioni del suo allontanamento: \u00abI diversi movimenti che compongono il <em>Movimento europeo<\/em> guardano con crescente sospetto le Sue attivit\u00e0; i nostri amici americani non sono d\u2019accordo con le Sue tattiche\u00bb. Nel luglio 1950, poco dopo la missione di Braden e Donovan, Sandys lasci\u00f2 e ora l&#8217;elemento federalista di Spaak prese il controllo<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[45]<\/a>. Nonostante non apertamente toccata nella corrispondenza concernente le dimissioni di Sandys, la questione finanziaria aveva chiaramente costituito un&#8217;ulteriore area di confronto tra i massimi membri del <em>Movimento europeo<\/em>. Il notevole studio di Rebattet suggerisce che l\u2019intera struttura finanziaria sotto Sandys era \u00abmolto scorretta\u00bb. Nel corso del 1949, forti attacchi furono portati contro Sandys circa la natura di alcune delle spese effettuate ed \u00abun certo sperpero di finanziamenti\u00bb. Nel 1950 fu lasciata in eredit\u00e0 a Spaak \u00abuna pessima situazione finanziaria\u00bb e si svilupparono discussioni sulla distribuzione di nuove fette di finanziamenti che stavano cominciando ad arrivare dagli Stati Uniti<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[46]<\/a>. Ora l\u2019ACUE giocava un ruolo rilevante. Sotto Spaak, col sostegno dell\u2019<em>Unione europea dei federalisti <\/em>e dei fondi dall\u2019ACUE, il segretariato internazionale del <em>Movimento europeo<\/em> fu trasferito da Londra e Parigi a Bruxelles<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[47]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riorganizzazione del <em>Movimento europeo<\/em> si adattava al tentativo infruttuoso dell\u2019ottobre 1949, da parte del Dipartimento di Stato, di mettere Spaak al timone dell\u2019OEEC come direttore generale. Con le parole di John Gillingham, la \u00abscelta americana per \u2018Mr. Europa\u2019 fu \u2026 Paul-Henri Spaak\u00bb, ma il \u2018temporeggiare\u2019 e l&#8217;ostilit\u00e0 della Gran Bretagna ne impedirono la nomina<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[48]<\/a>. Ci si aspettava che la direzione di Spaak trasformasse la natura del <em>Movimento europeo<\/em>. Un \u00absegretariato efficiente e con un personale adeguato\u00bb fu instituito a Bruxelles, con rappresentanti nazionali esperti, compreso George Rebattet, l\u2019ex segretario della resistenza francese, e L\u00e9on Radfoux, ex <em>Chef de Cabinet<\/em> di Spaak. L\u2019obiettivo principale di questo nuovo segretariato era di generare un\u2019ondata di consenso popolare al federalismo \u00abattivando un&#8217;intensa campagna di propaganda in tutti i paesi\u00bb, inclusa una settimana dell\u2019Europa unita, punteggiata da discorsi di Bidault, Spaak e van Zeeland. Braden rifer\u00ec che gli obiettivi erano un\u2019area di libero commercio con una valuta unica e libera mobilit\u00e0 del lavoro, e l\u2019accordo secondo cui i parlamenti nazionali avrebbero dovuto dibattere le raccomandazioni adottate dall\u2019assemblea consultiva del Consiglio d\u2019Europa a Strasburgo<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[49]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>L\u2019ACUE e la Politica Estera Americana<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto fu vicino l\u2019ACUE alla tendenza dominante della politica americana nel periodo 1949-51? Sorgono subito due problemi: primo, mentre i registri dell\u2019ACUE sono aperti al pubblico, i verbali dei comitati che coordinavano gli aspetti aperti e coperti della politica americana restano chiusi<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[50]<\/a>. Secondo, nonostante concordasse sul fatto che un&#8217;Europa federale fosse suo obiettivo, l&#8217;amministrazione statunitense era divisa su quanta pressione esercitare. Alcune parti dell&#8217;amministrazione Truman erano pi\u00f9 legate all\u2019ACUE che altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ACUE segu\u00ec molto da vicino la politica americana nei suoi tentativi di legare l\u2019unit\u00e0 europea alla causa dei gruppi di esuli dell\u2019Europa orientale, e nella guerra politica finalizzata a creare instabilit\u00e0 negli stati satelliti. Nel maggio 1950, durante la conferenza tripartita dei ministri degli esteri a Londra, gli Stati Uniti convinsero Gran Bretagna e Francia ad associare come membri del Consiglio d\u2019Europa i gruppi di esuli. Un anno pi\u00f9 tardi la Casa Bianca promosse i piani del Dipartimento di Stato per accelerare questi sforzi. Illustrando le loro proposte in una speciale guida intitolata \u201cIl concetto di Europa\u201d, ammisero la loro preoccupazione sul fatto che i principali sforzi propagandistici nell\u2019Est mancavano delle \u00abqualit\u00e0 positive necessarie per risvegliare le nazioni\u00bb. Diversi studi erano stati fatti nel tentativo di trovare un concetto positivo e i temi dell&#8217;\u00abunit\u00e0 europea\u00bb e del \u00abritorno all\u2019Europa\u00bb potevano mettere la questione nella giusta direzione. La sua natura \u00absoltanto europea\u00bb garantiva che non potesse essere \u00abliquidata come un\u2019altra manovra dell\u2019\u2018imperialismo americano\u2019\u00bb. N\u00e9 i Sovietici avrebbero potuto appropriarsi dell\u2019idea europea nella stessa maniera, con temi quali \u2018libert\u00e0\u2019, \u2018democrazia\u2019 e \u2018pace\u2019. Siccome il Consiglio d\u2019Europa aveva recentemente adottato una <em>Carta dei diritti umani<\/em>, si offriva un strumento particolarmente adatto col quale evidenziare gli aspetti pi\u00f9 sgradevoli del potere sovietico. Tutto ci\u00f2, sperava il Dipartimento di Stato, avrebbe incoraggiato le popolazioni del blocco orientale ad irrigidire la loro resistenza alla dominazione comunista \u2013 \u00aba ritardare la sovietizzazione delle loro menti, specialmente delle menti dei loro giovani\u00bb \u2013 e la Casa Bianca era d\u2019accordo. George M. Elsey, membro del personale di Truman, not\u00f2 che questo stava \u00abandando nella giusta direzione \u2026 un valido contributo verso l\u2019obiettivo che stavano discutendo a mezzogiorno, ovvero, un rovesciamento dei paesi dietro la cortina di ferro\u00bb<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[51]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unit\u00e0 europea fu tuttavia pi\u00f9 divisiva quando fu applicata all\u2019Europa occidentale. Mentre l&#8217;unificazione era ufficialmente una componente centrale della politica statunitense \u2013 il Congresso l\u2019aveva stabilita come una condizione di ulteriore aiuto del Piano Marshall \u2013, alti funzionari del Dipartimento di Stato mostrarono, gi\u00e0 negli incontri del personale di pianificazione politica (PPS) del luglio 1949, il desiderio di evitare di alienarsi una Gran Bretagna anti-federalista e il Commonwealth con il quale gli Stati Uniti cercavano di collaborare in altre aree del mondo. Kennan stesso era scettico circa il valore di un&#8217;immediata partecipazione della Gran Bretagna ad un\u2019Europa federale, ed era ansioso di rassicurare i funzionari britannici, parlando invece di un lungo periodo caratterizzato da un qualche tipo di \u00abcomunit\u00e0 atlantica\u00bb allentata. Kennan aggiunse che le obiezioni britanniche a qualsiasi fusione di sovranit\u00e0 con l\u2019Europa occidentale \u00aberano di forza tale da dover essere accettate\u00bb, e che Washington non avrebbe dovuto spingere la Gran Bretagna oltre il punto in cui essa desiderasse andare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando tuttavia il lungo termine, Kennan era fermamente in favore di un\u2019Europa federale che assorbisse la Gran Bretagna, traendo la sua ispirazione per un\u2019Europa futura dal modello federale americano. Era \u00abchiaro che quell&#8217;unione finale era nella sua mente\u00bb, not\u00f2 un diffidente funzionario britannico. Kennan puntava sui dolorosi aggiustamenti economici che la Gran Bretagna avrebbe dovuto fare, confrontabili a quelli a cui si sottopose il New England durante l\u2019espansione degli Stati Uniti e il probabile bisogno di trasferimenti di popolazione. A dispetto di queste speculazioni federaliste a lungo termine, Kennan ritorn\u00f2 dall\u2019Europa con una pi\u00f9 profonda consapevolezza dei complessi problemi del Commonwealth, della sterlina e della riluttanza della Gran Bretagna ad immergere la sua identit\u00e0 in un\u2019Europa federale<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[52]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Funzionari dell\u2019ECA e anzi lo stesso Spaak sollecitavano costantemente Washington ad applicare una maggiore pressione su Bevin per cambiarne le idee su un\u2019Europa occidentale integrata. Il 19 gennaio 1950, Spaak si lament\u00f2 amaramente con Kennan e con il segretario di stato, Dean Acheson, di ci\u00f2 che vedeva come un tentativo della Gran Bretagna di ostacolare sia l\u2019OEEC sia il Consiglio d\u2019Europa. Quando Kennan, Paul Nitze del PPS e Charles Bohlen dall\u2019ambasciata di Parigi presero parte ad un incontro del PPS sull\u2019Europa occidentale qualche giorno pi\u00f9 tardi, Nitze riassunse il dilemma: se i legami al Commonwealth della Gran Bretagna e i suoi timori per la sovranit\u00e0 la inclinavano contro il federalismo, una federazione continentale sarebbe stata abbastanza forte senza Gran Bretagna? Il PPS conveniva che Bevin avesse fatto dei passi falsi nei suoi impegni verso l\u2019OEEC e che ci\u00f2 richiedesse ora azione, ma non c\u2019era un accordo sulla fusione di sovranit\u00e0 e sulla Germania. Bohlen, rappresentando funzionari americani con sede a Parigi, compresa l\u2019ECA, si lament\u00f2 che gli Usa fossero riluttanti ad esercitare una reale pressione su Londra, come facevano solitamente su Parigi, a causa delle strette relazioni di guerra: il Commonwealth &#8211; impero avrebbe dovuto essere smantellato, afferm\u00f2, permettendo alla Gran Bretagna di fondersi con un\u2019Europa federale. Kennan ribatt\u00e9 che il Commonwealth era prezioso; in ogni caso, non poteva immaginare Gran Bretagna e Germania lavorare insieme a breve termine. Gli Stati Uniti dovevano solo provare gentilmente a convincere la Gran Bretagna ad avvicinarsi all\u2019Europa<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[53]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, nell\u2019autunno del 1950, quando anche Donovan tent\u00f2 di persuadere Acheson perch\u00e9 spingesse la Gran Bretagna a partecipare al piano Schuman, Acheson fu d\u2019accordo soltanto sul \u00absollecitare appropriatamente\u00bb la Gran Bretagna a prendere la strada federalista: \u00abI Britannici stessi devono valutare se un passo cos\u00ec importante come quello di una vera federazione con l\u2019Europa occidentale sia coerente con gli impegni del Commonwealth e sia nel migliore interesse del popolo\u00bb. Acheson vedeva una pressione <em>esplicita<\/em> verso il federalismo come controproducente, una visione che non soltanto rifletteva le discussioni del PPS durante il 1949 e 1950, ma prefigurava anche i problemi incontrati nel 1953, quando gli Stati Uniti fecero forti pressioni per la <em>Comunit\u00e0 europea di difesa<\/em> proposta<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[54]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019approccio di Acheson turb\u00f2 i funzionari statunitensi in Europa, che avevano il compito di perseguire gli accordi sulla cooperazione economica europea. L\u2019ambasciatore a Parigi, David K. Bruce, il rappresentante speciale ECA, Averell Harriman, il consigliere dell\u2019ECA, Samuel Katz e l\u2019ambasciatore a Londra, Lewis Douglas, erano tutti d\u2019accordo che la Gran Bretagna fosse il loro \u00abgrande problema\u00bb. Harriman era il pi\u00f9 rumoroso, e incontrandosi con Bruce e John J. McCloy, ambasciatore americano in Germania nel gennaio 1950, spieg\u00f2 che ne aveva abbastanza di Bevin e del cancelliere britannico dello Scacchiere, Sir Stafford Cripps, che trovava \u00abstizzoso e arrogante\u00bb. \u00abHarriman era estremamente agitato\u00bb. Spieg\u00f2 che fino a quel momento \u00abaveva avuto una ferma fiducia nell\u2019atteggiamento statunitense a favore della persuasione e contro la coercizione\u00bb; ma adesso \u00absentiva che gli Usa non dovevano pi\u00f9 tollerare che il Regno Unito interferisse contro l&#8217;integrazione dell\u2019Europa occidentale e la sabotasse \u2026 il Piano Marshall si stava sgretolando a causa dell&#8217;opposizione britannica\u00bb. Egli aggiunse l\u2019avvertimento che se i laburisti britannici avessero vinto le prossime elezioni del 1950, come appariva probabile, essi sarebbero stati \u00abanche pi\u00f9 impertinenti\u00bb. \u00abGli Usa non sopporterebbero ci\u00f2 a lungo\u00bb. In un incontro del marzo 1950, alti funzionari americani in Europa chiesero uno studio sul grado e sulla tempistica della pressione da applicare per influenzare la Gran Bretagna. Tuttavia Douglas, nonostante la sua visione scettica del programma laburista di spesa sociale, avvert\u00ec del pericolo di agire durante le vicine elezioni britanniche, notando che i laburisti avrebbero potuto trarre vantaggio dall\u2019atteggiarsi come difensori del Commonwealth contro la pressione americana<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[55]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza, l\u2019ACUE sembra non aver sfidato la politica del Dipartimento di Stato di evitare la pressione esplicita sulla Gran Bretagna o su altri paesi a favore del federalismo. Tuttavia, Donovan e Braden condividevano l\u2019entusiasmo dell\u2019ECA per le idee di Spaak e per il federalismo rapido, e decisero di lavorarci pi\u00f9 da vicino. Un buon esempio \u00e8 la loro \u201cmissione di crisi\u201d in Europa nel giugno 1950. Scoraggiato da Acheson, Donovan incontr\u00f2 i vertici dell\u2019ECA a Parigi, compresi Harriman e Katz. Qui furono importanti i legami personali, in quanto Katz aveva in precedenza lavorato come alto funzionario del ramo dell\u2019<em>intelligence<\/em> segreta dell\u2019OSS, sovraintendendo operazioni in Europa in tempo di guerra. Contemporaneamente David Bruce, responsabile di sede dell\u2019OSS in tempo di guerra a Londra, era stato capo dell\u2019ECA a Parigi prima di diventare ambasciatore<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[56]<\/a>. N\u00e9 erano questi i soli ex funzionari OSS coinvolti nel promuovere una soluzione federalista nell\u2019Europa del dopoguerra. Essi seguivano le orme di Charles P. Kindleberger e Walt W. Rostow, due economisti dell\u2019OSS che nel 1946 avevano persuaso James Byrnes e Jean Monnet a lanciare l&#8217;idea sfortunata di una <em>Commissione economica per l&#8217;Europa<\/em> sostenuta dalle Nazioni Unite<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[57]<\/a>. L\u2019ECA, felice di sapere della prossima direzione di Spaak nel <em>Movimento europeo<\/em>, offr\u00ec la sua assistenza discreta al <em>Movimento europeo<\/em>, che era stata \u00abin precedenza accantonata a causa del timore riguardo alla direzione\u00bb<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[58]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La missione di Braden e Donovan del giugno 1950 aiut\u00f2 anche a confermare la convinzione dell\u2019ACUE per cui il Partito Laburista Britannico fosse la pi\u00f9 grande barriera al rapido federalismo in Europa<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[59]<\/a>. Questa analisi fu confermata dal notevole attacco che la delegazione britannica lanci\u00f2 contro i federalisti francesi a Strasburgo nell\u2019estate del 1950<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[60]<\/a>. L\u2019ACUE non era un osservatore meramente passivo dell\u2019anti-federalismo britannico e cerc\u00f2 di sostenere i dissidenti federalisti all&#8217;interno del Partito Laburista Britannico, come il membro del parlamento per l\u2019Hull North-West, R. W. Mackay, che ide\u00f2 una via di compromesso al federalismo nota come \u00abpiano Mackay\u00bb. Queste attivit\u00e0 infastidirono i vertici del Partito laburista<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[61]<\/a>. Dal gennaio 1950, molte delle attivit\u00e0 di Mackay erano dipendenti dai fondi dell\u2019ACUE. Comunque, nel 1951, la Gran Bretagna e gli Scandinavi misero il veto alla presentazione del piano Mackay all\u2019assemblea plenaria<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[62]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo un anno di attivit\u00e0 dell\u2019ACUE, il Foreign Office britannico sembrava essersi accorto solo della sua campagna esplicita di propaganda negli Stati Uniti, che aveva provocato qualche irritazione a Londra. Ai primi di febbraio del 1950, Joseph Retinger, segretario generale del <em>Movimento europeo<\/em>, scrisse a sir Stafford Cripps, cancelliere britannico dello Scacchiere, chiedendo se Attlee e Bevin avrebbero pubblicamente dichiarato il loro appoggio all\u2019unificazione europea. Donovan desiderava tali dichiarazioni da tutti i capi europei, volendo pubblicarle insieme come parte degli sforzi per convincere il Congresso a continuare gli aiuti del Piano Marshall. Il Foreign Office concluse che, come aveva ottemperato la maggior parte degli uomini di stato dell&#8217;Europa occidentale, Bevin avrebbe dovuto dire qualcosa. Ma il messaggio di sostegno di Bevin fu talmente equivoco che l\u2019ACUE chiese al Foreign Office se ci fosse stato qualche errore, solo per sentirsi rispondere che Bevin aveva personalmente insistito nell\u2019inserire le frasi pi\u00f9 offensive<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[63]<\/a>. L\u2019ACUE fu ulteriormente deluso quando Churchill ed Eden, tornando al potere nel 1951, si schierarono gradualmente contro le idee federaliste. Perci\u00f2, dal novembre 1951, sia Spaak in Europa che l\u2019ACUE negli Stati Uniti persero sempre pi\u00f9 la speranza nel percorso di \u201c\u00e9lite\u201d del federalismo e ritornarono all&#8217;agitazione di massa<a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">[64]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>L\u2019ACUE negli Stati Uniti<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 possibile individuare questa enfasi crescente sulla pubblicit\u00e0 e sulla propaganda gi\u00e0 nel 1950, in particolare nel lavoro pubblico che l\u2019ACUE condusse negli Stati Uniti dai suoi uffici al numero 537 di Fifth Avenue, a New York. L\u2019ACUE prov\u00f2 a persuadere l\u2019opinione dell\u2019\u00e9lite perch\u00e9 sostenesse il federalismo europeo. A questo fine organizz\u00f2 e pag\u00f2 una raffica di visite e di tour di lezioni di eminenti figure europee, tra cui Churchill, Spaak e Paul van Zeeland. Robert Schuman, Paul Reynaud, Konrad Adenauer e Guy Mollet seguirono la loro scia<a href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref26\">[65]<\/a>. La visita di Spaak tra gennaio e febbraio 1951 attrasse in misura consistente l\u2019attenzione della stampa e della radio e durante il suo tour di sei settimane egli si rivolse a un pubblico di 13 citt\u00e0, tra cui New York, Palm Beach, Chicago, San Francisco e Los Angeles. Raramente ci fu un momento in cui l\u2019ACUE non avesse relatori di spessore in circolazione per gli Stati Uniti e fu sempre pi\u00f9 all\u2019ACUE che gruppi di studenti, college, radio e televisioni statunitensi si rivolgevano per avere relatori sulle questioni europee<a href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref27\">[66]<\/a>. Furono anche compiuti dei passi per assicurare che l\u2019AFL-CIO sostenesse attivamente l\u2019unificazione europea, in particolare il Piano Schuman, e osservatori statunitensi erano continuamente inviati al Consiglio d\u2019Europa<a href=\"#_ftn28\" name=\"_ftnref28\">[67]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Congresso fu riservata un\u2019attenzione considerevole durante la cruciale prima udienza sui nuovi stanziamenti del Piano Marshall del febbraio 1950. Donovan testimoni\u00f2 davanti al Comitato per gli affari esteri della Camera dei rappresentanti sul piano Marshall come presidente dell\u2019ACUE e il Congresso fu continuamente bombardato con letteratura federalista. Ancora pi\u00f9 importante, Donovan a New York e Spaak a Bruxelles tennero conferenze-stampa simultanee in cui resero pubblico il testo delle dichiarazioni pro-unit\u00e0 di 50 eminenti uomini di stato europei, attentamente raccolte da Retinger, dissipando efficacemente i dubbi persistenti sull\u2019impegno europeo al progresso e creando una favorevolissima atmosfera per il rinnovo degli aiuti di Marshall da parte della legislatura. Nel giugno dello stesso anno l\u2019ambasciata francese a Washington ringrazi\u00f2 Donovan per aver indirizzato un messaggio aperto al primo ministro Schuman a favore del Piano Schuman firmato da \u00ab118 grandi nomi americani\u00bb, inclusi gli ex segretari di stato Marshall e Stimson, e reso pubblico in una conferenza stampa a New York da Allen Dulles. Fino al 1951 l\u2019ACUE aveva prodotto 17 pubblicazioni e stava pubblicando un regolare bollettino bisettimanale per farlo circolare negli Stati Uniti. Distribu\u00ec anche materiale prodotto in Europa, incluso il bollettino internazionale del Movimento europeo, <em>Europe Today and Tomorrow<\/em><a href=\"#_ftn29\" name=\"_ftnref29\">[68]<\/a>. Successivamente, in risposta alle critiche di assistenza all\u2019Europa, l\u2019ACUE spost\u00f2 la sua attenzione in America dalle \u00e9lite verso un pubblico pi\u00f9 vasto, organizzando trasmissioni radiofoniche da parte di Donovan e la pubblicazione di suoi articoli sull&#8217;<em>Atlantic Monthly<\/em> e sul <em>San Francisco Chronicle<\/em>. Nell\u2019aprile 1952, l\u2019ACUE acquist\u00f2 un\u2019intera pagina pubblicitaria sul <em>New York Times<\/em> intitolata \u00abLa sopravvivenza dell\u2019Europa\u00bb, patrocinando l\u2019unione europea<a href=\"#_ftn30\" name=\"_ftnref30\">[69]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ACUE commission\u00f2 anche accademici americani perch\u00e9 si impegnassero in un progetto sui problemi del federalismo. Gi\u00e0 nel 1950, Braden provava ad organizzare un importante studio sulle strade pi\u00f9 efficaci verso l\u2019unit\u00e0, co-finanziato dall\u2019ACUE e dalla Lega economica per la cooperazione europea, che doveva essere svolto da una squadra condotta da Richard Bisell Jr. dell\u2019ECA. Forse il pi\u00f9 interessante progetto dell\u2019ACUE fu lanciato all\u2019Universit\u00e0 di Harvard nel 1952<a href=\"#_ftn31\" name=\"_ftnref31\">[70]<\/a>. Questo progetto era gestito dal massimo storico europeo ed esperto di propaganda, Carl Friedrich, egli stesso profondamente impegnato nella causa federalista. Per Friedrich l\u2019unit\u00e0 europea non aveva soltanto valore in s\u00e9, ma era un trampolino verso il federalismo mondiale, idea che svilupp\u00f2 nei lavori pubblicati durante gli anni \u201950 e \u201960<a href=\"#_ftn32\" name=\"_ftnref32\">[71]<\/a>. Nel 1952, l\u2019ACUE commission\u00f2 a Friedrich un importante studio comparativo sui problemi costituzionali del federalismo in Australia, Canada, Germania, Svizzera e Stati Uniti. Lo studio, comprendente sette volumi di documenti allegati, fu largamente diffuso e gi\u00e0 nel 1953, nonostante l&#8217;acredine per i costi che aumentavano vertiginosamente, il lavoro continuo su questo progetto fu accompagnato da un lavoro sull\u2019edizione francese. Dal 1956 fu in preparazione anche un\u2019edizione italiana<a href=\"#_ftn33\" name=\"_ftnref33\">[72]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro di Friedrich \u00e8 degno di nota anche perch\u00e9 illustra i complessi legami tra l\u2019ACUE e il <em>Comitato per l\u2019Europa libera<\/em>. Per tutti gli anni \u201950, Friedrich lavor\u00f2 anche per il <em>Comitato per l\u2019Europa libera <\/em>come consulente per la zona sovietica della Germania. Nel 1951 sollecit\u00f2 una politica progressiva ad Allen Dulles e al presidente di <em>Radio Europa libera<\/em>, C. D. Jackson, descrivendo Berlino come una base dalla quale gli Stati Uniti avrebbero potuto sostenere ed espandere una rete di resistenza che, sosteneva, stava gi\u00e0 \u00abefficacemente disturbando le autorit\u00e0 sovietiche e i loro leccapiedi dei comunisti tedeschi\u00bb<a href=\"#_ftn34\" name=\"_ftnref34\">[73]<\/a>. Nonostante Dulles e Jackson fossero d\u2019accordo, altri funzionari statunitensi in Germania nutrivano dubbi crescenti sul valore di questo tipo di lavoro<a href=\"#_ftn35\" name=\"_ftnref35\">[74]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli accademici americani recitarono una parte importante nell\u2019espansione delle attivit\u00e0 dell&#8217;ACUE. Nel 1950 fu lanciata una sezione culturale dell\u2019ACUE, diretta da due storici americani che avevano prestato servizio presso l\u2019OSS, il presidente del Bennington College, Frederick H. Burkhardt, e William L. Langer dell\u2019Universit\u00e0 di Harvard. Le donazioni che essi distribuirono aiutarono a istituire il <em>Centro Culturale Europeo<\/em> a Ginevra e diedero assistenza all\u2019<em>Unione Inter-Universitaria dei Federalisti<\/em><a href=\"#_ftn36\" name=\"_ftnref36\">[75]<\/a>. L\u2019ACUE si interess\u00f2 anche al <em>Collegio d\u2019Europa<\/em> a Bruges, progettato per fornire addestramento ai futuri funzionari europei. Una delle attrattive del collegio era la sua direzione che aveva recitato una parte attiva nella resistenza in guerra. Un suo responsabile, il Dr. H. Brugman, ebbe forte influenza sulle idee federaliste che circolavano entro i movimenti di resistenza europei, come dichiarato in riviste clandestine come l\u2019olandese <em>Het Parool<\/em> e le francesi <em>Combat <\/em>e<em> R\u00e9sistance<\/em><a href=\"#_ftn37\" name=\"_ftnref37\">[76]<\/a>. Nel giugno 1951, l\u2019ACUE offr\u00ec borse di studio a studenti americani che volessero frequentare il college<a href=\"#_ftn38\" name=\"_ftnref38\">[77]<\/a>. I leader culturali e gli accademici americani, si affermava, avrebbero potuto offrire ad un\u2019Europa in via di federalizzazione il beneficio della \u00abnostra esperienza\u00bb \u2013 buona e cattiva \u2013 nei campi della comunicazione di massa e dell\u2019assimilazione interculturale\u00bb<a href=\"#_ftn39\" name=\"_ftnref39\">[78]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[40]<\/a> Braden a Bedell Smith, 28 dicembre 1949, WBS, DDE. Il finanziamento iniziale nel 1949 sembra sia venuto da fonti private: alla costituzione dell&#8217;ACUE\u00a0 il pranzo in onore di Winston Churchill raccolse $75,000. &#8216;Report to the Directors of the ACUE&#8217;, by William P Durkee, maggio 1952, pp.7-8, WBS, DDE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[41]<\/a> Donovan part\u00ec per partecipare a un incontro a Parigi sul Piano Schuman, Memorandum confidenziale incluso in Braden a Bedell Smith, 27 giugno 1950, WBS, DDE. Sul cambiamento d&#8217;atteggiamento del Labour verso l&#8217;Europa, vedi John W. Young, <em>Britain, France and the Unity of Europe, 1945-51 <\/em>(Leicester, 1984).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[42]<\/a> &#8216;Report to the Directors of the ACUE&#8217;, di William P. Durkee, maggio 1952, pp.7-8, WBS, DDE; Rebattet, &#8216;European Movement&#8217;, pp.49, 186; Aldrich, &#8216;European Integration&#8217;, p.1650. Su Sandys nel 1945 vedi Young, <em>Britain and European Unity, <\/em>pp. 19-20.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[43]<\/a> &#8216;Report to the Directors of the ACUE&#8217;, di William P. Durkee, maggio 1952, pp.9-10, WBS, DDE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[44]<\/a> Memorandum confidenziale incluso in Braden a Bedell Smith, 27 giugno 1950, WBS,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DDE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[45]<\/a> Retinger a Sandys, 31 marzo 1950, European Movement Archives, citato in Rebattet, &#8216;European Movement&#8217;, p.408.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[46]<\/a> Rebattet, &#8216;European Movement&#8217;, pp.198-9. Finora l&#8217;ACUE aveva offerto poche direttive specifiche sull&#8217;uso esatto dei fondi, sottolineando nel gennaio 1950 che \u2018fino ad ora tutti i fondi sono stati mandati al Movimento europeo perch\u00e9 li usi come gli sembra opportuno&#8217;, verbali del Meeting of the Executive Committee, ACUE, 20 Jan. 1950, WBS, DDE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[47]<\/a> &#8216;Report to the Directors of the ACUE&#8217;, di William P. Durkee, maggio 1952, pp.7-8, WBS, DDE. In seguito, Braden mand\u00f2 a Walter Bedell Smith una relazione molto confidenziale, contenente la scoperta che durante l&#8217;inizio del 1950, &#8216;Sandys [ha] cercato di sciogliere il Movimento europeo. Aggiunse che \u201cSpaak e Retinger hanno gestito insieme il problema Sandys&#8230; e tenuto lontano dal pubblico tutto il fracasso\u201d, Braden, memorandum confidenziale sull&#8217;ACUE a Bedell Smith, 6 luglio 1950, WBS, DDE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[48]<\/a> Gillingham, <em>Coal, Steel, and the rebirth of Europe, <\/em>p.147. Un altro storico ha identificato un \u00ablungo intrigo Americano per farne il \u201cdirettore generale\u201d dell&#8217;OEEC, Alan S. Milward, <em>The European Rescue of the Nation State <\/em>(London, 1992), p.324.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[49]<\/a> Memorandum confidenziale incluso in Braden a Bedell Smith, 27 giugno 1950, WBS, DDE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[50]<\/a> Nondimeno, vedi l&#8217;eccellente resoconto del collegamento OPC-PPS basato su interviste in Miscamble, <em>George F. Kennan, <\/em>pp.199-205.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[51]<\/a> Memorandum degli incontri preliminari tripartiti sui punti 5 and 8, MIN\/TR\/P\/4, 9 maggio 1950, <em>FRUS, 1950, <\/em>III, p.1081; Elsey a Lloyd, 16 maggio 1951, inclusivo di uno speciale memorandum guida dello staff consultivo politico, &#8216;The Concept of Europe&#8217;, 8 maggio 1951, <em>Declassified Document Reference System, <\/em>1, 3 (1975), p.l76D. Lloyd not\u00f2: &#8216;Sono d&#8217;accordo, suona molto bene\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[52]<\/a> Miscamble, <em>George F. Kennan, <\/em>pp.284-5; verbali di una discussione tra Kennan e Hayter(presidente JIC), 26 luglio 1949, W627\/2\/500G, FO 371\/76383, PRO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[53]<\/a> Memorandum di una conversazione tra Acheson, Kennan, Spaak e Silvercruys, 19 gennaio 1950, <em>FRUS, 1950, <\/em>III, pp.613-14; verbali del settimo incontro dello staff di pianificazione politica, ibid., pp.617-20. Vedi anche Gillingham, <em>Coal, Steel, and the Rebirth of Europe, <\/em>pp.134-7, 147-8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[54]<\/a> Segretario di stato provvisorio a Donovan, 29 settembre 1950, Exhibit 6, Appendix IV, maggio 1952, WBS, DDE. Sulla politica britannica durante questo periodo vedi anche Edmund Dell, <em>The Schuman Plan and the British Abdication of Leadership in Europe <\/em>(Oxford, 1995), pp.90-109.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[55]<\/a> Incontri degli ambasciatori statunitensi a Parigi, 21 ottobre 1949, <em>FRUS 1949, <\/em>IV, pp.490-93; memorandum di una conversazione tra Harriman, Bruce and McCloy, 20 gennaio 1950, <em>FRUS, 1950, <\/em>III, pp.1608-9; incontri degli ambasciatori statunitensi a Roma, 22-24 marzo 1950, FRUS, <em>1950, <\/em>III, p.809.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[56]<\/a> Braden, memorandum confidenziale sull&#8217;ACUE, a Bedell Smith, 6 luglio 1950, WBS, DDE. Nelle sue memorie Spaak loda Harriman come uomo che era nel contempo \u2018discreto\u2019 e condivideva la &#8216;visione di un&#8217;Europa unita\u2019, <em>The Continuing Battle: The Memoirs of a European 1936-66 <\/em>(London, 1971), p.194. In seguito Katz divent\u00f2 professore di diritto internazionale all&#8217;Harvard University, R. Harris Smith, <em>OSS: The Secret History of America&#8217;s First Central Intelligence Agency <\/em>(Berkeley, 1972), p.104.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[57]<\/a> Gillingham, <em>Coal, Steel, and the Rebirth of Europe, <\/em>p.109.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[58]<\/a> Braden, memorandum confidenziale sull&#8217;ACUE, a Bedell Smith, 6 luglio 1950, WBS, DDE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[59]<\/a> Relazione ai direttori dell&#8217;ACUE, di William P. Durkee, maggio 1952, pp.6-7, WBS, DDE, Aldrich, &#8216;European Integration, pp.168-9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[60]<\/a> Braden a Bedell Smith, 28 dicembre 1949, WBS, DDE. Sull&#8217; &#8216;ostruzionismo&#8217; britannico a Strasburgo nell&#8217;estate del 1950 vedi Anderson al dipartimento di stato, 31 luglio1950, <em>FRUS, 1950, <\/em>III, pp.777-80.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[61]<\/a> Una copia del Mackay Plan \u00e8 disponibile nel fo. 7, file 2, group 7, Mackay Papers, British Library of Economic and Political Science (d&#8217;ora in poi BLPES); &#8216;Report to the Directors of the ACUE&#8217;, by William P. Durkee, maggio 1952, pp.6-7, 10-11, 14-15, WBS, DDE; verbali del Meeting of the Executive Committee, ACUE, 20 gennaio 1950, WBS,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DDE. Registro d&#8217;accesso 11 settembre 1948, <em>Dalton Diary, <\/em>ed. Pimlott, p.440.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[62]<\/a> Aldrich, &#8216;European integration&#8217;, pp.168-8. L&#8217;ACUE si accord\u00f2 su una somma di $10,000 per Mackay a pagamento di spese a specifico sostegno dell&#8217;accettazione del piano, verbali dell&#8217;incontro annuale, 24 aprile 1951, WBS, DDE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">[63]<\/a> Retinger a Cripps, 7 febbraio 1950, UP3117\/2, FO 371\/88643, PRO; verbali di Hooper, 8 e 10 febbraio 1950, verbali di Makins e Jebb 9 febbraio 1950, ibid. Vedi anche Curtins a Retinger, 1 gennaio 1950, 9\/1\/10, Duncan Sandys Papers, CCC. Le lettere furono infine pubblicate dall&#8217;ACUE in un opuscolo <em>The Union of Europe: Declarations of European Statesmen <\/em>(New York, 1950), ibid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">[64]<\/a> Donovan, relazione da Strasburgo, 5 dicembre 1951, folder 58, ACUE records, LL; &#8216;Report to the Directors of the ACUE&#8217;, di William P Durkee, maggio 1952, pp.6-7, 14-15, WBS, DDE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\">[65]<\/a> Indirizzo di Paul-Henri Spaak, 1 aprile 1952, New York, folder 9, ACUE records, LL; indirizzo di Paul van Zeeland all&#8217;ACUE, New York, 4 ottobre 1949, folder 4, ACUE records, LL; indirizzo di Paul-Henri Spaak al World Affairs Council, Seattle e University of Washington, 26 gennaio 1951, folder 7, ibid. Indirizzo di Robert Schuman all&#8217;ACUE, New York, 20 settembre 1950, folder 5, ibid.; indirizzo di Konrad Adenauer all&#8217;ACUE, 16 aprile 1953, folder 11, ibid.; Indirizzo di Guy Mollet all&#8217;ACUE, 6 settembre 1955, folder 13, ibid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref27\" name=\"_ftn27\">[66]<\/a> Rebattet, &#8216;European Movement&#8217;, p.308.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref28\" name=\"_ftn28\">[67]<\/a> Publicazioni prodotte dall&#8217;ACUE in 1950 cui fu \u2018data ampia distribuzione ad editori, educatori, capi sindacali, industria e governo\u2019, includevano: <em>Why the United States Needs a United Europe <\/em>and <em>Britain&#8217;s Problem in European Union, <\/em>vedi &#8216;Program and Budget for 1950&#8217;, p.5, WBS, DDE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref29\" name=\"_ftn29\">[68]<\/a> &#8216;Statement of General William J. Donovan, ACUE to Committee on Foreign Affairs, House of Representatives&#8217;, 3 marzo 1950, folder <em>56, <\/em>ACUE records, LL; Bonnet a Donovan, 26 giugno 1950, e nota allegata a Bedell Smith, WBS, DDE; ACUE newsletter, nos. 1-20, folder 64, ACUE records, LL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\">[69]<\/a> &#8216;Report to the Directors of the ACUE&#8217;, by William E Durkee, maggio 1952, p.19, WBS, DDE, ibid.; Appendix IV exhibit 4, material published by the ACUE and Publications Distributed&#8217;, ibid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref31\" name=\"_ftn31\">[70]<\/a> Braden, &#8216;Activities of the ACUE&#8217;, p.13, aprile 1950, folder 20, ACUE records, LL; &#8216;Report to the Directors of the ACUE&#8217;, by William P. Durkee, maggio 1952, p. 19, WBS, DDE, ibid.. L&#8217;ACUE pianific\u00f2 di distribuire $62,500 per la ricerca sul federalismo alla Harvard Law School nel 1952.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref32\" name=\"_ftn32\">[71]<\/a> Vedi per esempio i suoi studi <em>Federalism: Trends in Theory and Practice <\/em>(New York, 1968); <em>Europe: An Emergent Nation? <\/em>(New York, 1969). Sulle idee di Friedrich, vedi in particolare Simon F. Tormey, <em>Making Sense of Tyranny <\/em>(Manchester, 1995).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref33\" name=\"_ftn33\">[72]<\/a> Hovey a Radox, 10 luglio 1953, Hovey file, box 19, Friedrich Papers, HUG (FP) &#8211; 17, 12, Harvard University Archives (hereafter HUA); Hovey a Friedrich, 13 luglio 1953, Hovey file, box 19, Friedrich Papers, HUG (FP) &#8211; 17, 12, HUA; Friedrich a Hovey, 20 luglio 1953, ibid.; Friedrich a Hovey, 24 maggio 1956, ibid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref34\" name=\"_ftn34\">[73]<\/a> Carl Friedrich (ed.), <em>The Soviet Zone of Germany <\/em>(Subcontractor&#8217;s monograph, HRAF-34, Harvard-1, 1956); Friedrich to Altschud, 1 gennaio 1951, NCFE file, box 28, Friedrich Papers, HUG (FP) &#8211; 17, 12, HUA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref35\" name=\"_ftn35\">[74]<\/a> Allen Dulles a Friedrich, 11 gennaio 1951, NCFE file, box 28, Friedrich Papers, HUG (FP) &#8211; 17, 12, HUA; Clay a Friedrich, 15 gennaio 1951, ibid.; Jackson a Friedrich, 31 gennaio 1951, ibid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref36\" name=\"_ftn36\">[75]<\/a> Braden a Langer, 12 gennaio 1950, file: ACUE, box 9, Langer papers, HUA; Langer a Braden, 20 gennaio 1950, ibid.; Burkhardt a Langer, 24 luglio 1950, file; B-General, box 9, Langer papers, HUA. Sulla carriera di Langer nell&#8217;OSS e poi nella CIA vedi Robin Winks, <em>Cloak and Gown: Scholars in America&#8217;s Secret War <\/em>(London, 1987), pp.79-82, 495-6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref37\" name=\"_ftn37\">[76]<\/a> Rebattet, &#8216;European Movement&#8217;, p.34. Vedi anche Thierry Grosbois, <em>Lid\u00e9e europeenne en temps de guerre 1940-1944 <\/em>(Louvain-la-Neuve, 1995).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref38\" name=\"_ftn38\">[77]<\/a> &#8216;Report on the College of Europe&#8217; by RC. Dodd, ACUE Scholar, giugno 1951, folder 1, ACUE records, LL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref39\" name=\"_ftn39\">[78]<\/a> &#8216;Program and Budget for 1950&#8217;, p.6, WBS, DDE.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FONTE: <em>\u201cDiplomacy &amp; Statecraft\u201d<\/em>, 1 marzo 1997<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=17351\">Qui<\/a> la prima parte dell&#8217;articolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RICHARD J. ALDRICH\u00a0 [traduzione di Domenico Cortese (Josh Mirante) \u2013 FSI Vibo Valentia] Stabilizzare il Movimento Europeo Paradossalmente, bench\u00e9 l&#8217;intensit\u00e0 del sostegno dell\u2019ACUE alle attivit\u00e0 in Europa raggiungesse il suo zenit solo dopo il 1952, esso ebbe la sua pi\u00f9 forte influenza tre anni prima. Nel 1949 e nel 1950 salv\u00f2 il Movimento europeo dal crollo finanziario durante le prime riunioni dell\u2019Assemblea consultiva del consiglio d\u2019Europa a Strasburgo. 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