{"id":1779,"date":"2010-06-26T20:19:53","date_gmt":"2010-06-26T19:19:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1779"},"modified":"2010-06-26T20:19:53","modified_gmt":"2010-06-26T19:19:53","slug":"non-ce-scampo-grazie-al-cielo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1779","title":{"rendered":"Non c&#039;\u00e8 scampo, grazie al Cielo!"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><span class=\"grey1\"><span style=\"line-height: 115%; mso-bidi-font-family: arial; mso-ansi-font-size: 11.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt\"><font color=\"#333333\" size=\"3\">di <strong>Immanuel Wallerstein <\/strong>fonte <a href=\"http:\/\/www.ilmanifesto.it\">Il manifesto<\/a><\/font><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><span class=\"grey1\"><b><span style=\"line-height: 115%; mso-bidi-font-family: arial; mso-ansi-font-size: 11.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt\"><font color=\"#333333\" size=\"3\">Nella gabbia del sistema<\/font><\/span><\/b><\/span><span style=\"color: #333333; mso-bidi-font-family: arial\"><br \/>\n\t<\/span><span class=\"grey-l1\"><span style=\"line-height: 115%; mso-bidi-font-family: arial; mso-ansi-font-size: 11.0pt; mso-bidi-font-size: 11.0pt\"><font color=\"#666666\" size=\"3\">La speculazione finanziaria ha prodotto il crollo, scaricandolo sugli stati che &laquo;manovrano&raquo;. Ma le soluzioni, dentro la depressione mondiale, restano impossibili<\/font><\/span><\/span><span style=\"color: #333333; mso-bidi-font-family: arial\"><br \/>\n\t<font size=\"3\">Mentre leader e opinionisti mondiali continuano a negare la realt&agrave; della depressione mondiale &#8211; anzi ad evitare perfino la parola &#8211; le scelte impossibili che i governi uno dopo l&#39;altro devono affrontare diventano ogni giorno pi&ugrave; evidenti. Basti pensare a quello che &egrave; successo anche solo nell&#39;arco del mese scorso. <br \/>\n\tGli Stati Uniti hanno registrato un livello di disoccupazione come non si vedeva da un pezzo. S&igrave;, sono stati creati alcuni nuovi posti di lavoro, ma il 95% dei posti in questione era relativo a impieghi temporanei per censimenti. Dagli imprenditori privati &egrave; arrivato solo il 10% dei lavori previsti.<\/p>\n<p>\t<strong><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; mso-bidi-font-family: arial; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\">Budget contro lavoro<\/span><\/strong><\/font><b><br \/>\n\t<\/b><font size=\"3\">E nonostante questo &egrave; divenuto politicamente impossibile ottenere dal Congresso l&#39;approvazione di altri finanziamenti per incentivare l&#39;occupazione. La Riserva Federale ha smesso di comprare buoni e obbligazioni del Tesoro. Quelle erano state le due strategie principali per aumentare i posti di lavoro. Perch&eacute;? Il problema dei tagli da deficit &egrave; divenuto troppo urgente. La conseguenza pi&ugrave; immediata si pu&ograve; vedere a livello di budget governativo dei singoli stati.Il costo di Medicaid &egrave; aumentato per via della crisi economica. Un costo sostenuto dai singoli stati. Negli anni scorsi queste spese sono state parzialmente compensate dai sussidi federali per Medicaid. Ma il Congresso non &egrave; disposto a rinnovare gli aiuti. Il Governatore Edward Rendell della Pennsylvania dice che questo aumenter&agrave; di due terzi il deficit rispetto alle entrate previste del budget del suo stato, costringendolo a licenziare 20.000 tra insegnanti, funzionari di polizia ed altri impiegati governativi. Il che naturalmente andr&agrave; ad aggiungersi alla riduzione dell&#39;assistenza sanitaria per tante persone.<\/p>\n<p>\t<strong><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; mso-bidi-font-family: arial; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\">L&#39;austerity di Cameron<\/span><\/strong><br \/>\n\tIn Gran Bretagna il nuovo primo ministro, David Cameron, dice che ridurre il debito &egrave; &laquo;oggi l&#39;obiettivo pi&ugrave; urgente per la Gran Bretagna&raquo;. Il Financial Times riassume le sue proposte nel titolo: &laquo;Cameron vara l&#39;et&agrave; dell&#39;austerity&raquo; ed esprime nel testo il suo giudizio su tale politica: &laquo;L&#39;adozione da parte del governo di tagli della spesa cos&igrave; drastici, non pu&ograve; non danneggiare i servizi pi&ugrave; importanti. I tagli saranno pi&ugrave; radicali perfino di quelli operati dal governo Thatcher&raquo;.<br \/>\n\tIl Cancelliere tedesco Merkel ha annunciato la sua versione dell&#39;austerity: tagli immediati e incisivi della spesa pubblica, la cui entit&agrave; andr&agrave; aumentando nel corso dei prossimi quattro anni. Ha anche annunciato nuove tasse per le linee aeree, provocando l&#39;immediata reazione da parte delle stesse a livello mondiale: le tasse danneggeranno gravemente la possibilit&agrave; di ridurre i bilanci negativi e di evitare la bancarotta. Il tasso di disoccupazione in Germania aumenter&agrave;, ma i sussidi per la disoccupazione diminuiranno. Altri governi europei e anche gli Stati Uniti esortano la Germania a spendere di pi&ugrave; ed esportare di meno per riequilibrare la domanda mondiale. Ma la Merkel ha rifiutato le sollecitazioni, spiegando che la riduzione del debito &egrave; la priorit&agrave; assoluta.<br \/>\n\tIl premier giapponese Naoto Kan ha messo in guardia il paese spiegando che la realt&agrave; del debito &egrave; cos&igrave; grave che il Giappone potrebbe trovarsi nella condizione della Grecia. Per porvi rimedio ha proposto un aumento delle tasse e la regolamentazione dell&#39;arena finanziaria, nonch&eacute; nuove forme di spesa pubblica.<\/p>\n<p>\t<strong><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; mso-bidi-font-family: arial; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\">Il rating sulla Spagna<\/span><\/strong><\/font><b><br \/>\n\t<\/b><font size=\"3\">Nel pieno di questa superausterit&agrave; a Nord si &egrave; verificato un evento assai interessante, passato quasi del tutto inosservato. Come tutti sanno la Spagna &egrave; uno dei tanti paesi europei che attraversano la crisi economica per via del cospicuo debito pubblico. Il 30 Maggio, l&#39;agenzia di rating Fitch si &egrave; associata ad altre agenzie nel declassare di un grado il giudizio sulla Spagna che passa dalla tripla A ad AA+. Ma perch&eacute;? Proprio il giorno prima il parlamento spagnolo aveva approvato i pi&ugrave; radicali tagli di della spesa pubblica degli ultimi 30 anni.<br \/>\n\tI tagli del budget sono presumibilmente quello che la Germania ed altri paesi avevano chiesto da parte della Grecia, della Spagna e del Portogallo e di altri paesi minacciati dal debito eccessivo. La Spagna ha risposto a quelle pressioni e proprio per questo la Fitch Ratings l&#39;ha declassata. Brian Coulton, l&#39;analista della Fitch incaricata del rating per la Spagna nella dichiarazione con cui la declassava ha asserito: &laquo;Il declassamento riflette la convinzione di Fitch che il processo di adeguamento verso il basso dell&#39;indebitamento esterno e del settore privato ridurr&agrave; concretamente il tasso di crescita dell&#39;economia spagnola nel medio periodo&raquo;.<br \/>\n\tDunque, cos&igrave; stanno le cose: sei fregato se lo fai e anche se non lo fai. Gli speculatori finanziari hanno prodotto un crollo disastroso dell&#39;economia mondiale. E poi hanno passato la patata bollente agli stati perch&eacute; se la vedessero da soli. Gli stati si sono trovati ad avere meno soldi e subire pi&ugrave; richieste. Cosa potevano fare? Prendere prestiti fino al momento in cui coloro che li concedono non smettono di farlo o non chiedono un tasso di interesse troppo alto. Possono tassare, e le imprese diranno che questo riduce la loro possibilit&agrave; di creare lavoro. Possono ridurre le spese, e oltre alle sofferenze che produce per tutti, in particolare per i pi&ugrave; vulnerabili, questa soluzione riduce anche la possibilit&agrave; di crescita, come indica Brian Coulton per la Spagna.<\/p>\n<p>\t<strong><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; mso-bidi-font-family: arial; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\">Nessuno taglia le armi<\/span><\/strong><\/font><b><br \/>\n\t<\/b><font size=\"3\">Ovviamente c&#39;&egrave; un grosso settore in cui ridurre le spese, quello militare. La spesa militare produce occupazione, molto minore per&ograve; che se quei soldi fossero impiegati diversamente. E questo non si applica solo ai paesi come gli Stati Uniti, dove la spesa militare &egrave; tanto ingente. Uno degli aspetti passati sotto silenzio o quasi della crisi greca era proprio la spesa militare. Ma i governi sono disposti ad applicare veri tagli in questo settore? Sembra improbabile.<\/p>\n<p>\t<strong><span style=\"font-family: 'calibri', 'sans-serif'; mso-bidi-font-family: arial; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin\">Ci salver&agrave; la Cina?<\/span><\/strong><\/font><b><br \/>\n\t<\/b><font size=\"3\">E allora cosa possono fare gli stati? Cercano di fare una cosa oggi e un&#39;altra domani. L&#39;anno scorso incentivare, quest&#39;anno ridurre il debito, l&#39;anno prossimo tassare. Comunque la situazione generale non potr&agrave; che peggiorare. Ci potr&agrave; salvare la Cina? Stephen Roach, l&#39;acuto analista della Morgan Stanley ne sembra convinto, sempre che il governo &laquo;stimoli la crescita privata&raquo;. In quel caso i salari aumentati saranno controbilanciati da una pi&ugrave; alta produttivit&agrave;. Forse. Ma il governo cinese finora si &egrave; opposto a tale politica non per ragioni economiche ma per ragioni politiche. Fino ad oggi la preoccupazione precipua &egrave; stata quella di conservare la stabilit&agrave; politica. E poi perfino Roach ha una grande paura: che gli attacchi di Washington alla Cina possano portare a sanzioni commerciali. Ed &egrave; altamente probabile, poich&eacute; la condizione economica statunitense continua a deteriorarsi.<br \/>\n\tLa via d&#39;uscita da tutto questo non consiste in un piccolo aggiustamento, di carattere monetarista o keynesiano, qua o l&agrave;. Per emergere dalla gabbia economica in cui il mondo si trova rinchiuso si richiede lo smontaggio e l&#39;esame di tutto il sistema. E questo senza dubbio dovr&agrave; succedere. Ma quando?<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Immanuel Wallerstein fonte Il manifesto Nella gabbia del sistema La speculazione finanziaria ha prodotto il crollo, scaricandolo sugli stati che &laquo;manovrano&raquo;. Ma le soluzioni, dentro la depressione mondiale, restano impossibili Mentre leader e opinionisti mondiali continuano a negare la realt&agrave; della depressione mondiale &#8211; anzi ad evitare perfino la parola &#8211; le scelte impossibili che i governi uno dopo l&#39;altro devono affrontare diventano ogni giorno pi&ugrave; evidenti. Basti pensare a quello che &egrave; successo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[14,2,3,6],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-sH","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1779"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1779"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1779\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1779"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}