{"id":17849,"date":"2016-09-18T15:02:36","date_gmt":"2016-09-18T13:02:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=17849"},"modified":"2016-09-18T15:02:36","modified_gmt":"2016-09-18T13:02:36","slug":"leurozona-non-si-cambia-dallinterno-e-progettata-per-produrre-disuguaglianza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=17849","title":{"rendered":"L\u2019eurozona non si cambia dall\u2019interno: \u00e8 progettata per produrre disuguaglianza"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (intervista a Elias Ioakimoglou)<\/strong><\/p>\n<p><em>Riportiamo un <\/em><a href=\"https:\/\/www.jacobinmag.com\/2016\/08\/greece-debt-austerity-syriza-tsipras-grexit-eu\/?utm_campaign=shareaholic&amp;utm_medium=twitter&amp;utm_source=socialnetwork\"><em>ampio estratto di un\u2019intervista dal sito americano di sinistra Jacobin<\/em><\/a><em>. L\u2019economista Ioakimoglou spiega come Syriza si \u00e8 trasformata da salvatrice a boia del popolo greco, e come l\u2019eurozona sia uno strumento di disuguaglianza sociale impossibile da \u201criformare\u201d, perch\u00e9 costruito proprio a questo scopo. Nonostante i danni compiuti, ancora oggi la salvezza potrebbe arrivare dall\u2019uscita da questa macchina infernale, mettendo in atto i giusti strumenti di tutela delle classi pi\u00f9 colpite dalla crisi, grazie al recupero dei propri strumenti di politica economica, a partire dalla flessibilit\u00e0 del tasso di cambio.<\/em><\/p>\n<p>Ormai, la storia della <a href=\"https:\/\/www.jacobinmag.com\/2015\/08\/greece-memorandum-austerity-coup-tsipras-syriza-interview\/\">resa incondizionata di Syriza<\/a> alle istituzioni creditrici europee \u00e8 arcinota.<\/p>\n<p>Syriza \u00e8 arrivata al potere nel gennaio 2015 col mandato di resistere all\u2019austerit\u00e0. Al contrario, il partito ha ceduto alle pressioni della troika, e ha accettato misure di austerit\u00e0 pi\u00f9 dure, distruggendo le speranze dei suoi sostenitori.<\/p>\n<p>In questa intervista con George Souvlis, l\u2019economista Elias Ioakimoglou descrive la conseguente crisi che continua a tormentare la Grecia pi\u00f9 di un anno dopo. [\u2026]<\/p>\n<p><strong>Il Governo Syriza\/Greci Indipendenti (ANEL) si \u00e8 rivelato assolutamente incapace di invertire l\u2019austerit\u00e0 \u2014 al contrario, le politiche neoliberiste sono continuate e perfino intensificate. Aveva ragione il primo ministro Alexis Tsipras quando sosteneva che non c\u2019\u00e8 alternativa alla costante austerit\u00e0 in Grecia?<\/strong><\/p>\n<p>Non era compito di Tsipras decidere se ci fosse un\u2019alternativa. Il referendum \u00e8 avvenuto al momento cruciale dei negoziati, che dovevano decidere se proseguire con l\u2019austerit\u00e0 \u2013 una via che aveva aumentato la disuguaglianza, distrutto il welfare e ridotto drammaticamente i salari e le pensioni mentre distruggeva le protezioni sociali.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.theguardian.com\/world\/ng-interactive\/2015\/jul\/05\/live-results-greek-referendum\">La risposta<\/a> del popolo greco \u00e8 stata chiara quanto la domanda \u2013 il 61,5% ha votato contro l\u2019austerit\u00e0. Disponendo ora di analisi statistiche, sappiamo ormai che molti settori della societ\u00e0 greca hanno votato \u201cno\u201d compatti: i lavoratori del settore \u201cbusiness\u201d, i dipendenti pubblici, i lavoratori precari, i disoccupati, i giovani e i poveri. Tutte queste categorie sociali hanno votato \u201cno\u201d con percentuali tra l\u201980 e il 90%.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, le categorie sociali ad alto reddito \u2013 che possiedono capitali e ricchezza \u2013 hanno votato a grande maggioranza \u201cs\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>In breve, coloro che traevano beneficio dall\u2019austerit\u00e0 e dalle riforme strutturali hanno votato \u201cs\u00ec\u201d, mentre coloro che ne subivano le conseguenze hanno votato \u201cno\u201d. C\u2019\u00e8 stata una divisione molto netta: la settimana prima del referendum \u00e8 stata uno di quei momenti storici dove la scissione tra classi sociali era materialmente visibile, perfino ad occhio nudo.<\/p>\n<p>Il blocco di classi sociali al potere \u00e8 entrato nell\u2019arena elettorale per difendere apertamente, senza alcun paravento ideologico, il proprio immediato interesse di classe \u2013 il \u201cdiritto\u201d di vivere di rendita, di vivere sfruttando il lavoro altrui.<\/p>\n<p>Questo blocco include i grandi capitalisti, i banchieri, gli industriali e gli azionisti, i dirigenti delle grandi aziende e delle grandi imprese finanziari, cos\u00ec come i proprietari di aziende pi\u00f9 modeste che ora possono pagare stipendi dimezzati rispetto al 2010 grazie alla svalutazione interna e alle riforme del mercato del lavoro; le persone anziane che si affidano alla loro ricchezza accumulata. In questo gruppo ci sono anche i giornalisti della grande stampa, i burocrati di alto livello, coloro che vivono di rendita, e gli intellettuali e artisti neoliberisti.<\/p>\n<p>La presenza di questo potente blocco sociale si \u00e8 fatta parecchio sentire, non solo con dimostrazioni e alla TV ma anche sui posti di lavoro \u2013 gli impiegati sono stati spesso minacciati apertamente di poter perdere il lavoro se il \u201cno\u201d avesse prevalso.<\/p>\n<p>Questa palese esibizione di interessi e forza bruta da parte dei capitalisti ha coagulato la formazione di un blocco sociale anti-austerit\u00e0 molto unito, composto dalla classe dei lavoratori, dei precari, e dei disoccupati \u2013 in pratica, <a href=\"https:\/\/www.jacobinmag.com\/2015\/07\/tsipras-syriza-referendum-debt-euro\/\">i giovani e i poveri<\/a>. [\u2026]<\/p>\n<p>Questo blocco anti-austerit\u00e0 ha votato \u201cno\u201d nonostante tutte le minacce e prepotenze, sfidando il rischio di essere licenziati e gettati nella miseria di un paese espulso da un\u2019ambiente economico ritenuto stabile e sicuro come l\u2019eurozona.<\/p>\n<p>Il compito di Tsipras era di seguire il volere della maggioranza, non di decidere se esistesse o no un\u2019alternativa. Invece ha condotto il suo paese alla prigionia debitoria. Aveva promesso di vincere la battaglia all\u2019austerit\u00e0 europea, ma ha dimostrato di non essere l\u2019eroe, n\u00e9 della sua gente, n\u00e9 della sinistra europea. [\u2026]<\/p>\n<p>A partire da luglio 2016, la classe dominata deve affrontare nuovi attacchi ai suoi redditi, propriet\u00e0, sicurezza, libert\u00e0 e diritti sociali. Continua il vergognoso saccheggio. Ma questa volta \u00e8 la stessa Syriza a organizzarlo ed eseguirlo. Le prospettive di lavorare a un\u2019alternativa all\u2019austerit\u00e0, alla schiavit\u00f9 del debito, alla svalutazione interna e alla catastrofe sociale non fanno pi\u00f9 parte del programma di Syriza. [\u2026]<\/p>\n<p><strong>Qualcuno sostiene che la crisi economica greca sia un caso eccezionale, derivante dallo Stato greco clientelare. Quali sono le origini strutturali della crisi secondo lei?<\/strong><\/p>\n<p>A partire dal 1995, fino alle Olimpiadi del 2004, la Grecia ha vissuto un decennio di crescita e prosperit\u00e0 eccezionali.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di mezzo milione di Grecia, in gran parte donne, hanno trovato lavoro durante gli \u201canni d\u2019oro\u201d dell\u2019economia greca. I flussi di capitali provenienti dalle nazioni risparmiatrici sono giunti in Grecia, dove i profitti erano pi\u00f9 alti, spingendo la crescita del PIL, gli investimenti e l\u2019occupazione.<\/p>\n<p>Ma d\u2019altronde (e in parte a causa di quanto sopra), il deficit commerciale di beni e servizi \u00e8 drammaticamente aumentato a partire dal 1999.<\/p>\n<p>Nell\u2019euforia del momento, pochissimi ne erano preoccupati. Dopo tutto, la teoria che regge l\u2019Unione Monetaria Europea (EMU) dice che i grandi deficit commerciali tendono semplicemente ad autocorreggersi, perch\u00e9 mettono in moto processi di aggiustamento guidati dal mercato ritenuti molto potenti.<\/p>\n<p>Ma questi processi non sono avvenuti. L\u2019esperienza greca mostra che i mercati da soli non compensano gli squilibri degli assetti istituzionali EMU \u2013 perlomeno non sempre.<\/p>\n<p>Utilizzando gli strumenti dell\u2019aggiustamento fiscale e della riforma strutturale del mercato di lavoro, la strategia della svalutazione interna provoca un cambiamento radicale nel rapporto di forze tra lavoratori e imprese, tra lavoro e capitale.<\/p>\n<p>Di conseguenza, in Grecia \u00e8 avvenuta un\u2019enorme redistribuzione di redditi durante i 7 anni di svalutazione interna \u2013 tra il 2010 e il 2016, gli impiegati hanno perso circa il 40% del loro potere di acquisto, mentre il rapporto tra i profitti delle aziende e i salari andava ai massimi storici.<\/p>\n<p><strong>L\u2019economia greca si trova in uno stato di recessione permanente dal 2010. Quali sono le cause del fenomeno e come le varie forze hanno tentato di correggerlo?<\/strong><\/p>\n<p>La depressione greca non \u00e8 un incidente, n\u00e9 il semplice risultato di politiche sbagliate o idee errate. E\u2019 il risultato di una strategia elaborata meticolosamente \u2013 ossia la svalutazione interna, una forma radicale di disinflazione competitiva.<\/p>\n<p>La strategia della <a href=\"http:\/\/business.financialpost.com\/fp-comment\/greeces-internal-devaluation\">svalutazione interna<\/a> \u00e8 stata applicata ferocemente in Grecia per sette anni consecutivi. Secondo i proponenti, la strategia punta a migliorare la competitivit\u00e0 e a trasformare la Grecia in una economia trainata dall\u2019export in grado di ripagare i suoi debiti. Secondo questa teoria, la crescita del PIL e dell\u2019occupazione sono naturali conseguenze dell\u2019aver costruito con successo un\u2019economia basata sull\u2019export.<\/p>\n<p>Per ottenere questi risultati, la strategia si concentra sul legame tra costi del lavoro e competitivit\u00e0: salari pi\u00f9 bassi dovrebbero portare a prezzi inferiori e quindi a migliori risultati dell\u2019export. Di conseguenza, gli interventi del governo sono stati orientati a rendere i salari pi\u00f9 flessibili e i lavoratori pi\u00f9 vulnerabili alla disoccupazione.<\/p>\n<p>I leader politici hanno giustificato questa linea sostenendo che fosse nell\u2019interesse generale.<\/p>\n<p>Ma nel frattempo \u00e8 avvenuta in Grecia un\u2019enorme redistribuzione di redditi durante i 7 anni di svalutazione interna \u2013 tra il 2010 e il 2016, gli impiegati hanno perso circa il 40% del loro potere di acquisto, mentre il rapporto tra i profitti delle aziende e i salari andava ai massimi storici.<\/p>\n<p>La ridistribuzione del reddito \u00e8 stata accompagnata da politiche fiscali che hanno accollato il peso del debito sulla gente comune e, a partire da luglio 2016, da un processo di accumulo-tramite-pignoramento attraverso il trasferimento delle propriet\u00e0 individuali dei debitori alle banche.<\/p>\n<p>La combinazione di queste politiche \u00e8 stata un sistema vergognoso di saccheggio mai visto finora in tempo di pace.<\/p>\n<p>Val la pena sottolineare che la strategia della ridistribuzione del reddito dal lavoro al capitale ha fallito perfino i suoi obiettivi dichiarati \u2013 anzich\u00e9 rivitalizzare l\u2019economia greca, ha avuto effetti devastanti sul PIL e <a href=\"http:\/\/www.telegraph.co.uk\/finance\/economics\/11554873\/Why-theres-little-hope-for-Greeces-unemployed.html\">sull\u2019occupazione<\/a>.<\/p>\n<p>Anche se il termine \u201csvalutazione interna\u201d viene in genere inteso come una riduzione dei prezzi interni rispetto ai concorrenti esteri, in Grecia essa si \u00e8 rivelata una metafora per mascherare una drammatica riduzione degli stipendi.<\/p>\n<p>Possiamo quindi concludere che l\u2019obiettivo della strategia della svalutazione competitiva \u00e8 semplicemente questo: la svalutazione del lavoro stipendiato, la sua sottomissione al dispotismo del capitale, e la ridistribuzione dei redditi dal lavoro al capitale. Ogni altro obiettivo dichiarato \u2013 migliorare la competitivit\u00e0 e le performance dell\u2019export, la crescita del PIL e dell\u2019occupazione \u2013 sono solo ornamenti ideologici per rendere la strategia politicamente accettabile.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 spiega perch\u00e9 gli economisti mainstream, la troika, i governi e la classe dominante non sono preoccupati dal fatto che il drammatico crollo del costo del lavoro non ha migliorato la competitivit\u00e0 ma ha aumentato i margini di profitto.<\/p>\n<p>E\u2019 facile spiegare perch\u00e9 il processo di svalutazione interna porta alla depressione. La Grecia \u00e8 un\u2019economia trainata dai salari, e la brusca caduta del loro potere d\u2019acquisto ha ridotto drasticamente i consumi, e quindi il PIL e l\u2019occupazione, e infine l\u2019utilizzo della capacit\u00e0 produttiva e gli investimenti, senza avere un effetto positivo apprezzabile sulle performance dell\u2019export (perch\u00e9 i prezzi dell\u2019export non seguono il costo del lavoro, ma i prezzi dei concorrenti).<\/p>\n<p>Quindi, le svalutazioni interne portano automaticamente a depressione economica \u2013 disoccupazione di massa (25% totale, 50% per gli under 25); crollo degli investimenti; grosse perdite nella capacit\u00e0 produttiva; deprivazione materiale e povert\u00e0 in aumento; obsolescenza delle infrastrutture; distruzione dei servizi sociali; debito pubblico in aumento; e un numero sempre maggiore di prestiti non rimborsabili.<\/p>\n<p>La Depressione Greca \u00e8 ormai nella storia perch\u00e9 pi\u00f9 profonda e pi\u00f9 lunga della Grande Depressione Americana degli anni \u201930. [\u2026]<\/p>\n<p><strong>Cosa mi dice dell\u2019uscita della Grecia dall\u2019UE? Potrebbe ancora essere una soluzione?<\/strong><\/p>\n<p>Una <a href=\"https:\/\/www.jacobinmag.com\/2015\/10\/greece-debt-tsipras-eurozone-syriza-draghi\/\">Grexit<\/a> sarebbe accompagnata da una svalutazione della nuova moneta, la nuova dracma. Ci\u00f2 potrebbe avere effetti misti che dipendono dalle condizioni a contorno.<\/p>\n<p>Nel momento in cui avvenisse tale svalutazione, ci dovrebbe essere una grande capacit\u00e0 produttiva inutilizzata del sistema per poter tramutare la domanda che si verrebbe a creare in un incremento dei volumi di prodotto. Altrimenti, la svalutazione incrementerebbe i prezzi e potrebbe forse portare a una svalutazione dei salari reali, a seconda della capacit\u00e0 dei lavoratori di difendere il proprio potere d\u2019acquisto.<\/p>\n<p>Nel 2013, la Grecia avrebbe potuto recuperare il 40% della produzione persa dal 2008, se il governo fosse uscito dall\u2019eurozona e avesse applicato una politica brillante di svalutazione della moneta. Oggi invece potrebbe recuperare solo il 15% della produzione perduta, perch\u00e9 la capacit\u00e0 produttiva \u00e8 stata distrutta di un ammontare tale da poterlo paragonare solo con la situazione dell\u2019Inghilterra durante la seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Una Grexit che avvenisse con le politiche in atto attualmente si tradurrebbe in un nuovo giro di svalutazione dei salari. Per\u00f2, se il governo mettesse in atto le condizioni appropriate, in un contesto eterodosso di politiche economiche, la Grexit potrebbe essere parte di una <a href=\"https:\/\/www.jacobinmag.com\/2016\/07\/brexit-referendum-remain-leave-corbyn-racism-xenophobia-greece-austerity-eu\/\">soluzione di sinistra<\/a> al problema greco.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Unione Europea pu\u00f2 essere \u201ccambiata dall\u2019interno\u201d, come sostiene l\u2019ex ministro delle finanze Yanis Varoufakis?<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 proprio questa idea \u2013 che l\u2019eurozona ha un semplice problema, e quindi pu\u00f2 essere sistemata aggiungendo qualche regola strutturale \u2013 che ha messo Syriza sul sentiero della disfatta nelle negoziazioni con la Troika.<\/p>\n<p>L\u2019eurozona non \u00e8 difettosa \u2013 <a href=\"https:\/\/www.jacobinmag.com\/2015\/06\/syriza-greece-austerity-neoliberalism-tsipras\/\">\u00e8 stata concepita per produrre<\/a> i risultati che vediamo. Qualsiasi squilibrio macroeconomico all\u2019interno degli assetti istituzionali EMU deve essere corretto a spese dei redditi da lavoro, delle protezioni dell\u2019occupazione, dei servizi sociali, attraverso riforme del mercato del lavoro e distruzione del welfare.<\/p>\n<p>L\u2019eurozona non \u00e8 semplicemente un\u2019area valutaria, \u00e8 un regime di accumulo del capitale in cui certe tendenze prevalgono \u2013 inclusa la tendenza a rimuovere le protezioni sociali, a ridurre i salari, e ad abolire i diritti sociali e civili che stanno alla base della cittadinanza. Questi effetti sono congeniti nell\u2019architettura e nel funzionamento dell\u2019eurozona. E\u2019 stata fatta cos\u00ec. Quindi, non pu\u00f2 essere \u201csistemata\u201d.<\/p>\n<p><strong>Molti commentatori sostengono che le attuali \u00e9lite europee, specialmente tedesche, non hanno un piano per il futuro dell\u2019Europa e, agendo irresponsabilmente, stanno compromettendo il progetto dell\u2019Unione Europea. Lei crede che esista un piano a lungo termine nella loro mente o stanno solo agendo irrazionalmente?<\/strong><\/p>\n<p>Certo che hanno un piano per il futuro dell\u2019Europa. Esso \u00e8 gi\u00e0 stato implementato, testato, e calibrato in Grecia, che \u00e8 stata la cavia e ora diventa il paradigma.<\/p>\n<p>Considerate le tattiche di Hollande e del Governo francese per contrastare il movimento francese che si oppone alla <a href=\"https:\/\/www.jacobinmag.com\/2016\/06\/france-nuit-debout-strikes-khomri-loi-travail-reform-hollande\/\">nuova legge sul lavoro<\/a> \u2013 tattiche testate in Grecia durante le enormi e lunghe dimostrazioni del 2011-2012.<\/p>\n<p>Tuttavia, nonostante le classi dominanti abbiano un piano per il futuro dell\u2019Unione Europea, non hanno un piano per affrontare la crisi del neoliberismo. [\u2026]<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2016\/09\/14\/leurozona-non-si-cambia-dallinterno-e-progettata-per-produrre-disuguaglianza\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2016\/09\/14\/leurozona-non-si-cambia-dallinterno-e-progettata-per-produrre-disuguaglianza\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (intervista a Elias Ioakimoglou) Riportiamo un ampio estratto di un\u2019intervista dal sito americano di sinistra Jacobin. L\u2019economista Ioakimoglou spiega come Syriza si \u00e8 trasformata da salvatrice a boia del popolo greco, e come l\u2019eurozona sia uno strumento di disuguaglianza sociale impossibile da \u201criformare\u201d, perch\u00e9 costruito proprio a questo scopo. 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