{"id":1786,"date":"2010-06-28T16:17:26","date_gmt":"2010-06-28T15:17:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1786"},"modified":"2010-06-28T16:17:26","modified_gmt":"2010-06-28T15:17:26","slug":"riserva-frazionaria-decrescita-e-sovranita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1786","title":{"rendered":"Riserva frazionaria, Decrescita e Sovranit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">di <strong>Stefano D&#39;Andrea<\/strong><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Questo articolo contiene alcune osservazioni sulla &ldquo;riserva frazionaria&rdquo;. Esse non sono comuni e anzi sono, al pi&ugrave;, rare, anche se, a chi non &egrave; economista, sembrano estremamente logiche ed evidenti. Perci&ograve;, mi auguro che qualche contestatore del cosiddetto signoraggio secondario (ossia del meccanismo della riserva frazionaria), letto l&rsquo;articolo, voglia esprimere le sue riflessioni, in un commento o, eventualmente, con un articolo autonomo. Se saranno sollevate convincenti obiezioni che tolgano valore alle osservazioni critiche su un ipotetico regime di &ldquo;riserva obbligatoria totale&rdquo;, sar&ograve; felice.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p align=\"center\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">***<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Non sono pochi coloro che considerano ingiusto che le banche debbano mantenere a riserva soltanto una percentuale del denaro depositato dai clienti presso di esse (per esempio il 4%) e reputano che il prestito del medesimo denaro da parte del sistema bancario considerato nel suo complesso, potenzialmente per un numero di volte pari a cento diviso la percentuale di riserva frazionaria, costituisca una &ldquo;creazione di denaro dal nulla&rdquo;, che debba essere vietata. Si dice, infatti, che, posta una riserva obbligatoria del 4%, il deposito di centomila euro presso una banca darebbe luogo alla possibilit&agrave; del sistema bancario di prestare, ad interesse, fino a duemilionicinquecentomila euro (100.000 diviso 4\/100), sempre che il denaro prestato, ad ogni finanziamento, venga interamene depositato presso una o altra banca. Si propone, allora, di prevedere una &ldquo;riserva obbligatoria totale&rdquo; (che &egrave; un ossimoro ma chiarisce il contenuto), ossia che le banche debbano tenere in cassa a disposizione dei clienti tutte le somme da questi ultimi depositate.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Voglio depurare il mio discorso dal cosiddetto signoraggio primario. Ipotizzo, perci&ograve;, che la carta moneta e le monete metalliche vengano prodotte direttamente dallo Stato o da una banca centrale interamente pubblica, almeno nel senso che i soci della medesima siano soltanto soggetti pubblici. Il ragionamento, perci&ograve;, si baser&agrave; sulla premessa che le banche private prendano a prestito il denaro, con il quale poi finanziano cittadini e imprese, da un soggetto pubblico (lo Stato o una banca centrale interamente pubblica). In ogni caso, il ragionamento che svolger&ograve; &egrave; autonomo dal problema del cosiddetto signoraggio primario e ha una sua ragion d&rsquo;essere anche nell&rsquo;attuale contesto giuridico. <o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Svolta la premessa, muovo da un esempio. La banca A prende in prestito dalla banca centrale (o dallo Stato) un milione di euro ad un tasso del 2% e lo presta, prevedendo un tasso pi&ugrave; alto, ad un cittadino che intende acquistare un immobile. Il venditore riceve in consegna l&rsquo;assegno circolare dall&rsquo;acquirente e lo versa alla banca B, presso la quale ha acceso un contratto di conto corrente, sul quale, quindi, avr&agrave; depositato un milione di euro<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>&#8211; peraltro, dopo l&rsquo;accreditamento, &egrave; vero semplicemente che il venditore &egrave; titolare nei confronti della Banca B di un credito di un milione di euro e che la banca B &egrave; titolare di un credito del medesimo importo nei confronti della banca A (la riflessione su questa osservazione sembrerebbe interessante ma mi condurrebbe fuori dal tema specifico di queste note e perci&ograve; soprassiedo). <o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">In regime di &ldquo;riserva obbligatoria totale&rdquo; la banca B non potr&agrave; prestare il milione di euro depositato presso di essa dal venditore. N&eacute; in tutto n&eacute; in parte. In questa situazione mi sembra ovvio che <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">dovrebbe essere il venditore- depositante a pagare un corrispettivo alla banca B perch&eacute; essa custodisca il denaro<\/i>. In un regime di &ldquo;riserva obbligatoria totale&rdquo;, che interesse avrebbero le banche a custodire il denaro dei clienti? Nel regime con riserva frazionaria l&rsquo;interesse delle banche &egrave; di prestare, con gli interessi, il denaro che eccede la riserva frazionaria (alta o bassa che sia). Ma nell&rsquo;ipotetico regime di &ldquo;riserva totale&rdquo;? L&rsquo;unico interesse delle banche sarebbe quello di svolgere la funzione di depositarie del denaro: <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">io banca ti custodisco il denaro ma tu mi devi pagare<\/i>. Sarebbero i clienti, dunque, a dover pagare le banche. <o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Mi domando, ora, se il passaggio ad un regime di riserva obbligatoria totale implicherebbe una riduzione dei crediti e\/o un aumento degli interessi.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Non vedo ragioni per negare che <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">si verificherebbe un aumento degli interessi<\/b> richiesti dalle banche. Se, al momento del passaggio dalla riserva frazionaria a quella totale,<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>tutte le altre circostanze restassero identiche e in particolare se lo Stato o la Banca centrale prestassero alle banche la medesima quantit&agrave; di denaro, <u>le banche presterebbero meno denaro<\/u>, non per un effetto economico, bens&igrave; <u>perch&eacute; per legge non potrebbero pi&ugrave; ci&ograve; che prima potevano<\/u>: prestare il denaro depositato presso di esse da soggetti pubblici e privati.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Si tratta di un provvedimento che provoca un &ldquo;<b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">effetto decrescita<\/b>&rdquo;. Da un lato, riduzione del finanziamento del consumo (che oggi le banche effettuano, in parte, tramite le finanziarie), quindi meno &ldquo;domanda&rdquo; interna, quindi riduzione delle vendite e<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>delle forniture di servizi: <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">riduzione dell&rsquo;indebitamento privato<\/b> e <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">riduzione dell&rsquo;acquisto di beni e servizi di consumo<\/b>. Riduzione, inoltre, dei mutui-casa, con conseguente <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">riduzione del prezzi degli immobili<\/b> e necessit&agrave;, per una parte dei proprietari degli immobili, di vendere gli immobili, in parte dietro il pagamento di contanti e in parte ricevendo cambiali dagli acquirenti (i quali si indebiterebbero verso il costruttore o il venditore e non verso la banca) &ndash; sarebbe un ritorno alla prassi dominante trenta anni fa, con <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">elevata riduzione dell&rsquo;intermediazione bancaria<\/b>. Dall&rsquo;altro, minore finanziamento degli imprenditori e delle societ&agrave; commerciali e quindi <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">riduzione della produzione<\/b>: riduzione del fatturato e forniture effettuate soltanto ai clienti che pagano con certezza; riduzione dei costi, un tempo sopportati (anche) tramite il maggior finanziamento; riduzione degli investimenti volti a &ldquo;espandere&rdquo; o &ldquo;internazionalizzare l&rsquo;impresa&rdquo;. Il tutto, naturalmente, con una <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">riduzione dell&rsquo;occupazione<\/b> e\/o con <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">minore incremento dei nuovi occupati<\/b>.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Tra la riserva obbligatoria attuale e l&rsquo;ipotesi della riserva obbligatoria totale esistono moltissime possibilit&agrave;: riserva obbligatoria al 10%, al 20%, al 30% ecc. Negli anni 80 del secolo scorso, la riserva frazionaria &egrave; stata mediamente del 25%. Qui sorge un dubbio: ha senso proporre &ndash; anche per chi, come lo scrivente, considera largamente prevalenti le conseguenze positive rispetto a quelle negative (queste ultime coincidono, essenzialmente, con il calo dell&rsquo;occupazione) &#8211; sia in un ipotetico regime giuridico che ha eliminato il cosiddetto signoraggio primario (&egrave; il regime che abbiamo ipotizzato), sia nell&rsquo;attuale contesto giuridico, una riserva obbligatoria totale? Chi &egrave; in grado di valutare quale sarebbe, con il passaggio ad un regime di riserva obbligatoria totale, l&rsquo;aumento dei tassi medi di interesse? Chi &egrave; in grado di valutare in che misura diminuirebbe il finanziamento delle imprese da parte del sistema bancario? Chi &egrave; in grado di prevedere in che misura sarebbe colpita l&rsquo;occupazione? Senza una previa risposta, siamo in presenza di una proposta politica avventata, mossa esclusivamente da una pretesa moralistica: da una volont&agrave; di punire (le banche non devono guadagnare prestando il denaro depositato dai cittadini, dalle imprese e dagli enti pubblici!). Non sembra una proposta politica condivisibile. Le proposte politiche si elaborano a tutela di uno o altro interesse e non per sacrificare un interesse, disinteressandosi di tutti gli interessi &ldquo;secondari&rdquo; (ossia che non costituiscono la ragione della norma) che eventualmente sono sacrificati. <o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Sembra preferibile una proposta pi&ugrave; &ldquo;moderata&rdquo;, che moderata non sarebbe. Infatti, n<span style=\"mso-bidi-font-weight: bold\">egli ultimi venti anni si sono verificati, nell&rsquo;ordinamento giuridico italiano, pi&ugrave; cambiamenti che non con il Risorgimento, il Fascismo e la Costituzione repubblicana (cfr. &ldquo;Centrodestra e centrosinistra contro la storia d&rsquo;Italia! http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=958). Perci&ograve; non dobbiamo temere il ritorno alla legislazione previgente (o l&#39;introduzione di una legislazione simile a quella previgente). Si tratterebbe ugualmente di proposte che vanno considerate rivoluzionarie (il sistema bancario sarebbe effettivamente, sotto il profilo considerato, rivoluzionato), che hanno dalla loro parte la storia e una applicazione di oltre cinquanta anni e che sono pertanto concrete, credibili e &quot;vendibili&quot; ai cittadini, i quali potrebbero lasciarsi persuadere.<\/span><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Una proposta politica pi&ugrave; seria &ndash; il piano &egrave; proprio quello, complesso, della &ldquo;seriet&agrave;&rdquo;, come risultante dell&rsquo;analisi concreta della situazione concreta &#8211; rispetto a quella che sostiene l&rsquo;adozione del regime della &ldquo;riserva obbligatoria totale&rdquo; &egrave; quella che muove dalla constatazione: <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">i)<\/i> che c&rsquo;&egrave; una &ldquo;bolla&rdquo; del credito, compresa una bolla del credito al consumo; <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">ii)<\/i> che una societ&agrave; sana non consuma un euro (una lira, un dollaro, una dracma, ecc.) in pi&ugrave; rispetto a ci&ograve; che produce ma anzi risparmia, in parte, ci&ograve; che ha prodotto, pensando al futuro, salvo che i debiti siano contratti per investimenti (e non rientrano in questa categoria i debiti contratti dai cittadini per aumentare i consumi di beni e servizi, compresi gli acquisti di immobili, e per promuovere, cos&igrave;, un&rsquo;offerta che non dovrebbe esserci) e in una certa misura i debiti pubblici; allo stesso tempo un societ&agrave; sana non finanzia attivit&agrave; economiche che devono essere sostenute al contempo finanziando il consumo a debito dei cittadini; <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">iii)<\/i> che l&rsquo;aumento del credito al consumo (congiunto con la diminuzione dei redditi da lavoro e delle pensioni) costituisce un impoverimento netto e drastico dei cittadini, del quale ci si render&agrave; conto appieno tra alcuni anni; <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">iv)<\/i> che uno Stato sovrano deve poter disporre di una manovra (la manovra sulla riserva frazionaria) che consente di aumentare o diminuire il credito, con la conseguenza che la decisione ultima sulla riserva frazionaria deve spettare al Governo controllato dal Parlamento, e non ad organi &ldquo;tecnici&rdquo; sovranazionali; <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">v)<\/i> che &egrave; necessario, a tutela dei segnalati interessi, di rilievo costituzionale, aumentare la percentuale di riserva frazionaria, sopportando i &ldquo;costi&rdquo; (in realt&agrave; sono in gran parte benefici &ndash; salvo il problema per l&rsquo;occupazione) che l&rsquo;aumento comporta.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Le proposte politiche che, a tutela di uno o altro bene costituzionale, suggeriscono di percorrere la strada della decrescita o, comunque, di eliminare le bolle dei crediti non possono consistere in proposte distruttive dell&rsquo;ordine costituito; devono invece mirare a mutarlo per costruire un ordine giuridico pi&ugrave; giusto ed equilibrato.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"color: black; mso-bidi-font-family: arial\"><font size=\"3\">Pertanto crediamo che il partito alternativo al partito unico delle due coalizioni, partito che prima o poi sorger&agrave;, debba proporre <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">l&rsquo;aumento della riserva frazionaria e il ritorno della manovra sulla riserva in mano al Governo sotto il controllo del Parlamento<\/b>. &ldquo;Decrescita&rdquo; perseguita razionalmente, riduzione della attivit&agrave; di intermediazione finanziaria e recupero della sovranit&agrave; nazionale sono tre obiettivi da perseguire congiuntamente.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano D&#39;Andrea Questo articolo contiene alcune osservazioni sulla &ldquo;riserva frazionaria&rdquo;. 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