{"id":17888,"date":"2016-09-19T14:45:11","date_gmt":"2016-09-19T12:45:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=17888"},"modified":"2016-09-19T14:45:11","modified_gmt":"2016-09-19T12:45:11","slug":"russia-svezia-un-rapporto-complesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=17888","title":{"rendered":"Russia-Svezia: un rapporto complesso"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GLI OCCHI DELLA GUERRA<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSe dovesse decidere di aderire alla <strong>Nato<\/strong> (la Svezia) dovr\u00e0 essere consapevole dei rischi cui si espone\u201d \u00e8 duro il <span id=\"more-16009\"><\/span>tenore di un lancio dell\u2019AGI del 20 giugno 2015: parole durissime pronunciate dall\u2019ambasciatore russo a Stoccolma Viktor Tatarinstev e spese per commentare quella che, un anno fa, pareva essere una possibilit\u00e0 concreta, cio\u00e8 l\u2019<strong>adesione della Svezia alla Nato<\/strong>.<\/p>\n<p>La news continua con riferimenti ad incidenti lungo i limiti delle acque territoriali fra i due paesi che coinvolgono aerei da caccia e sottomarini; poi, si conclude con una statistica in crescita: in aumento la percentuale degli svedesi favorevoli ad un ingresso nell\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n<div class=\"quads-location\">\u00a0Come racontato in <em><a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/la-svezia-si-arma-contro-la-russia\/\" target=\"_blank\">La Svezia si arma contro la Russia?<\/a><\/em> negli ultimi 12 mesi la monarchia scandinava ha accelerato il processo di adesione alla Nato, approvando un <strong>aumento delle spese militari<\/strong> inserito in un pi\u00f9 ampio contesto di riarmo e di ammodernamento di esercito, marina, aeronautica e difesa civile; nonch\u00e9 un ampliamento della base di Gotland, a 300 km in linea d\u2019aria da Kaliningrad.<\/div>\n<h2>Questione di porti<\/h2>\n<p>Eredit\u00e0 dell\u2019Impero sovietico racchiusa fra i confini dell\u2019UE, l\u2019oblast di Kaliningrad \u00e8 una base sicura della Federazione russa sul Mar Baltico. D\u2019altronde, la Russia, per posizione geografica, ha sempre avuto necessit\u00e0 di approdi per la sua espansione commerciale e per aumentare la sua influenza internazionale: nel 1696Pietro il Grande strappa la fortezza d\u2019Azov agli Ottomani, conquistando posizioni importanti sul Mar d\u2019Azov e inseguito, superata Kerc, sul Mar Nero; poi, lo stretto dei Dardanelli resta, per tre secoli, l\u2019obiettivo principale sia degli zar sia dei sovietici (Questione dei Dardanelli, nda), per avere libero accesso al Mediterraneo orientale.<\/p>\n<h3>La Tartus del Nord<\/h3>\n<p>Nel 1971, inseguito ad un accordo stipulato con la giunta siriana del Presidente Hafiz al Assad, l\u2019Urss riceve dalla Siria Tartus, importante base in Medio oriente che, dopo il 1991, passa alla Federazione Russa e mostra tutta la sua importanza militare e strategica durante la Guerra civile siriana. Ecco, seppure con i dovuti distinguo, Kaliningrad \u00e8 la Tartus del Nord Europa, striscia di terra attraverso la quale il Cremlino pu\u00f2 avere un pi\u00f9 facile accesso al Baltico (senza cio\u00e9 passare per il Golfo di Finlandia), evitando cos\u00ec l\u2019 isolamento geografico.<\/p>\n<h2>Nessuna guerra<\/h2>\n<p>A differenza dei porti siriani, per\u00f2, Kaliningrad non sar\u00e0 punto di partenza per operazioni militari; tuttavia, l\u2019adesione della Polonia alla Nato e il progressivo avvicinamento di Stoccolma all\u2019Alleanza Atlantica suonano come un campanello d\u2019allarme per Mosca che vede il proprio porto circondato da forze di paesi coi quali, storicamente, i rapporti diplomatici sono stati spesso molto tesi.<\/p>\n<p>Preoccupazioni che possono motivare le dure parole di Viktor Tatarinstev, nonch\u00e9 essere chiave di lettura delle esercitazioni del maggio scorso (sbarco di fanteria di marina russa con appoggio di nave Mordovia), che hanno suscitato tanto clamore nella politica svedese. Non volont\u00e0 di scatenare un conflitto, dunque, semmai una mossa diplomatica (e militare) per mostrare a svedesi e polacchi che Putin non ha intenzione di rinunciare a Kaliningrad.<\/p>\n<h2>Disinformazione<\/h2>\n<p>Nell\u2019analisi geopolitica pu\u00f2, talvolta, giocare un ruolo determinante l\u2019antropologia. E antropologicamente interessante \u00e8 l\u2019atteggiamento dei popoli dell\u2019Unione Europea nei confronti di Mosca divisi fra chi sostiene che Vladimir Putin sia uno sciovinista e chi, invece, ne esalta il carattere duro e risoluto.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 nel mezzo e cio\u00e8 che al Cremlino non interessa entrare in contrapposizione con l\u2019Ue, tanto meno prepararsi ad una guerra con la Svezia, solo rivendicare la sua presenza nell\u2019oblast .<\/p>\n<p>In pi\u00f9 di un articolo, questo giornale ha ricordato che la Russia soffre di problemi ben pi\u00f9 allarmanti del programma di ammodernamento dell\u2019esercito di Stoccolma: dal Tagikistan e dall\u2019Uzbekistan, infatti, transitano oppio, armi e terroristi di quell\u2019Isis che dal 2015 si espanso anche in Afghanistan.<\/p>\n<p>Altro problema \u00e8 l\u2019immigrazione, con oltre un milione e mezzo di immigrati caucasici che vivono nella sola Mosca, molti dei quali clandestini e senza dimora, vittime della criminalit\u00e0 che, dal crollo dell\u2019Urss, gestisce il traffico tra le ex repubbliche centro asiatiche e le grandi citt\u00e0 russe.<\/p>\n<p>Poi, ci sono gli<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/le-bombe-in-siria-e-il-futuro-usa\/\" target=\"_blank\"> imprevisti del <strong>conflitto siriano<\/strong><\/a>, come la morte di circa 80 militari governativi finiti nell\u2019obiettivo dei raid statunitensi, un incidente militare e diplomatico che, ora, potrebbe mettere a rischio gli accordi fra Washington e Mosca sul cessate il fuoco stipulati il 9 settembre scorso (ed entrati in vigore il 12).<\/p>\n<h2>Paure infondate<\/h2>\n<p>A completare il quadro delle priorit\u00e0 della Federazione ci sono la questione Ucraina e le sanzioni dell\u2019Unione Europea ultima delle quali, umiliante e anti diplomatica, \u00e8 il divieto per il vice Primo Ministro Dmitry Rogozin e per il Ministro della Difesa Arkady Bakhin di viaggiare entro i confini dell\u2019UE.<\/p>\n<p>Un\u2019interessante interpretazione della linea sanzionatoria di Bruxelles l\u2019ha data, nel dicembre 2015, il Capo del Dipartimento per gli Affari Economici e per le Relazioni Internazionali del Governo di Mosca Sergej Cheremin.Elogiando l\u2019imprenditoria italiana a Mosca, ha sottolineato che l\u2019atteggiamento del suo governo verso Roma non cambia, perch\u00e9 i russi sanno bene che l\u2019Italia subisce, in politica estera, l\u2019influenza USA.<\/p>\n<div class=\"quads-location\">Anti americanismo militante? Sciovinismo? No, un\u2019analisi corretta, espressa in poche battute e in parte confermata dall\u2019opinione, non richiesta, dell\u2019Ambasciatore John Phillips sul Referendum costituzionale.<\/div>\n<div class=\"quads-location\"><\/div>\n<div class=\"quads-location\"><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/russia-e-svezia-un-rapporto-complesso\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/russia-e-svezia-un-rapporto-complesso\/<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA \u201cSe dovesse decidere di aderire alla Nato (la Svezia) dovr\u00e0 essere consapevole dei rischi cui si espone\u201d \u00e8 duro il tenore di un lancio dell\u2019AGI del 20 giugno 2015: parole durissime pronunciate dall\u2019ambasciatore russo a Stoccolma Viktor Tatarinstev e spese per commentare quella che, un anno fa, pareva essere una possibilit\u00e0 concreta, cio\u00e8 l\u2019adesione della Svezia alla Nato. 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