{"id":17951,"date":"2016-09-20T13:41:28","date_gmt":"2016-09-20T11:41:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=17951"},"modified":"2016-09-20T13:41:28","modified_gmt":"2016-09-20T11:41:28","slug":"perche-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=17951","title":{"rendered":"Perch\u00e9 no"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL PONTE (Rino Genovese)<\/strong><\/p>\n<p>Senza dubbio il nodo del referendum costituzionale, che non si sa ancora precisamente quando si terr\u00e0, \u00e8 aggrovigliato. Ci\u00f2\u00a0tuttavia non significa che la posta in gioco non sia chiara. Si tratta, per dirla semplicemente, di consentire o no la trasformazione della nostra repubblica parlamentare in qualcosa di diverso: in una specie di repubblica indirettamente\u00a0presidenziale, con un premierato forte anzich\u00e9 con un capo dello Stato eletto per via diretta. Il mutamento di forma e di composizione\u00a0del Senato \u2013 non\u00a0un\u2019abolizione, ma la\u00a0sua trasformazione in una superflua\u00a0Camera delle rappresentanze regionali e locali \u2013 non metterebbe fine soltanto al bicameralismo perfetto prospettato dalla Costituzione (il che sarebbe, tutto sommato, forse\u00a0ammissibile\u00a0se la Camera dei deputati fosse poi eletta con un sistema elettorale proporzionale), ma\u00a0condurrebbe\u00a0a termine l\u2019esperienza della repubblica parlamentare\u00a0<em>tout court<\/em>.<\/p>\n<p>Non \u00e8 da poco che se ne parla, in Italia, di questa cosa: sono pi\u00f9 di vent\u2019anni che si attacca il sistema parlamentare, sostanzialmente da destra o con accenti qualunquistici, perch\u00e9 si dice che non funziona pi\u00f9, perch\u00e9 si guarda al presidenzialismo che sarebbe la formula politica adeguata a una democrazia non pi\u00f9 della partecipazione attiva attraverso i partiti, ma del consenso nei confronti di una persona da incoronare come leader. Ora \u2013 per\u00f2\u00a0in ottobre ci sar\u00e0 comunque un pronunciamento della Corte costituzionale sulla \u201cnuova\u201d legge elettorale che il periodo del connubio tra Renzi e Berlusconi ci ha regalato \u2013, se si mette insieme la presunta abolizione del Senato, che non voterebbe pi\u00f9 la fiducia al governo, con un sistema di scelta della rappresentanza politica fortemente accentrato e ipermaggioritario, perfino con la \u201cprova del fuoco\u201d di un ballottaggio nazionale per l\u2019assegnazione del premio di maggioranza che incoronerebbe di fatto\u00a0un leader, si vede chiaramente che cosa sarebbe, nel caso italiano, un premierato forte. Volete voi Renzi o Di Maio? Oppure uno qualsiasi contro un qualsiasi altro?<\/p>\n<p>E non si dica che ci\u00f2 faciliterebbe la cosiddetta governabilit\u00e0. I piccoli gruppi, le cordate di qualsiasi colore, magari un po\u2019 verdine, potrebbero sempre rendersi arbitre del premio di maggioranza contrattando dei posti nei listoni confezionati <em>ad hoc<\/em>\u00a0per acciuffarlo quel premio;\u00a0o, nel caso s\u2019introduca la possibilit\u00e0 di alleanze al secondo turno (cosa di cui si parla, e che sarebbe un lieve miglioramento), patteggiando in anticipo uno\u00a0scambio tra il proprio apporto in voti e i posti nel governo. Il trasformismo non finirebbe per nulla.<\/p>\n<p>Naturalmente \u00e8 vero che la partita per il cambiamento della \u201cnuova\u201d legge elettorale e quella riguardo al\u00a0mutamento costituzionale sono due faccende distinte. Ma sono intrecciate. Di qui nasce la necessit\u00e0 di votare NO al referendum sulla Costituzione. Non ci si sbaglia se si vota NO: la repubblica parlamentare sarebbe sicuramente salva. Il parlamento sarebbe costretto dai fatti a modificare\u00a0la legge elettorale, e a farne una specifica per il Senato che\u00a0si \u00e8 dato\u00a0gi\u00e0 per liquidato. Si dice \u2013 ma anche\u00a0D\u2019Alema, quando sembrava che fosse\u00a0lui ad avere tra le mani\u00a0i destini politici del paese, avrebbe volentieri cambiato\u00a0la Costituzione in senso vagamente presidenzialista. \u00c8 vero, una ventina d\u2019anni fa un accordo con Berlusconi l\u2019aveva tentato lui, e gli and\u00f2 male. Ma che ragionamento sarebbe? Poich\u00e9 D\u2019Alema ci \u00e8 antipatico, allora non possiamo votare NO perch\u00e9 voteremmo come lui\u2026 Se \u00e8 per questo, sono per il NO anche tipi ben\u00a0peggiori come Salvini. \u00c8 la stessa logica\u00a0referendaria semplificante s\u00ec\/no che mette in compagnia persone tra loro distanti o molto distanti. Ci\u00f2 \u00e8 fin troppo evidente, non andrebbe nemmeno ricordato: eppure ci sono dei nostri\u00a0amici che, stranamente, sembrano dimenticarsene.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2016\/09\/13\/perche-no\/\">\u00a0http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2016\/09\/13\/perche-no\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PONTE (Rino Genovese) Senza dubbio il nodo del referendum costituzionale, che non si sa ancora precisamente quando si terr\u00e0, \u00e8 aggrovigliato. Ci\u00f2\u00a0tuttavia non significa che la posta in gioco non sia chiara. Si tratta, per dirla semplicemente, di consentire o no la trasformazione della nostra repubblica parlamentare in qualcosa di diverso: in una specie di repubblica indirettamente\u00a0presidenziale, con un premierato forte anzich\u00e9 con un capo dello Stato eletto per via diretta. 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