{"id":17955,"date":"2016-09-20T12:16:55","date_gmt":"2016-09-20T10:16:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=17955"},"modified":"2016-09-20T12:16:55","modified_gmt":"2016-09-20T10:16:55","slug":"merkel-affonda-a-berlino-cresce-lafd-e-risorge-la-linke","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=17955","title":{"rendered":"Merkel affonda a Berlino, cresce l\u2019Afd e risorge la Linke"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> CONTROPIANO<\/strong><\/p>\n<p>Il voto di Berlino \u2013 citt\u00e0 che fa \u201cStato\u201d a s\u00e9, nella Repubblica Federale Tedesca \u2013 conferma la forte polarizzazione dell&#8217;elettorato davanti al procedere della crisi. E conferma dunque il rapido disfacimento delle Volksparteien, i partiti di massa tradizionali e centristi \u2013 Cdu e Spd \u2013 che avevano governato la capitale con la stessa formula adottata a livello nazionale: la gr\u00f6sse koalition.<\/p>\n<p>Entrambi hanno perso tra i cinque e i sei punti percentuali rispetto alle elezioni precedenti, che sommati determinano l&#8217;impossibilit\u00e0 di proseguire l&#8217;esperienza centrista. E si tratta di un risultato maturato su un massiccio aumento dell&#8217;affluenza al voto (dal 60 a oltre il 67%), in controtendenza rispetto al resto d&#8217;Europa e quindi non spiegabile col \u201crifiuto della politica\u201d.<\/p>\n<p>Il partito di Angela Merkel crolla al 17,6%, il peggior risultato mai registrato in citt\u00e0, ed evita per un soffio di ripetere il dramma vissuto qualche settimana fa in Meclemburgo, dove era stato scavalcato dall&#8217;Afd, partito nazionalista ed euroscettico che ha fatto il pieno sfruttando la paura dell&#8217;immigrazione. Il travaso tra le due formazioni non poteva essere pi\u00f9 chiaro, guardando ai quartieri dell&#8217;ex Berlino Est, che hanno premiato per un verso i populisti di destra che la rediviva Linke \u2013 formazione nata dalla fusione tra l&#8217;ex sinistra Spd guidata da Oskar Lafontaine e l&#8217;ex Sed tedesco orientale. Nella parte occidentale, invece, il tracollo favorisce il reingresso dei liberali nel parlamentino cittadino, di nuovo oltre la soglia minima del 5%.<br \/>\nPer i socialdemocratici di Sigmar Gabriel il tracollo \u00e8 anche maggiore \u2013 -6,7% \u2013 ma restano il primo partito, sia pure grandemente ridimensionati, al 21,6%. Pi\u00f9 lievi le perdite per i Verdi, che scendono al 15,2%, superati di slancio dagli \u201cultrasinistri\u201d (per il moderatismo germanico) della Linke, che raggiunge inaspettatamente il 15,6% (quasi il 4% in pi\u00f9), recependo quuasi integralmente \u2013 tenuto conto della maggiore affluenza al voto \u2013 le perdite dei socialdemocratici.<\/p>\n<p>Al momento, l&#8217;ipotesi di governo locale matematicamente possibile \u00e8 la formazione di una coalizione rosa-verde-rossa, tra Spd, Verdi e Linke. Ma \u00e8 chiaro che il tracollo dell&#8217;Spd ne indebolisce il potere di ricatto, e quindi una coalizione del genere potrebbe nascere solo attraverso l&#8217;adozione di punti programmatici \u201cradicali\u201d \u2013 sostenuti, su temi diversi, da Verdi e Linke \u2013 che l&#8217;Spd nazionale considera una bestemmia.<\/p>\n<p>Il pessimo risultato della Cdu indebolisce ancora di pi\u00f9 Angela Merkel all&#8217;interno del suo stesso partito, visto che si tratta della quinta sconfitta elettorale consecutiva nel corso del 2016.<\/p>\n<p>La polarizzazione elettorale segue quasi linearmente le rime di frattura del malessere sociale, con la destra ossessivamente concentrata sul tema dell&#8217;immigrazione e Die Linke che raccoglie la protesta per i salari congelati da oltre un decennio, la precariet\u00e0 dilagante (grazie alle \u201cleggi Hartz\u201d varate a inizio secolo dal \u201csocialdemocratico\u201d Gerhard Schroeder, poi diventate un format da imporre a tutti i paesi tramite l&#8217;Unione Europea) e la storica identit\u00e0 di sinistra della capitale tedesca.<\/p>\n<p>Non \u00e8 insomma affatto vero che la crisi \u201cspinga a destra\u201d. La crisi disgrega la societ\u00e0 e i suoi equilibri, lungo linee che sono molto materiali (redditi, prospettive occupazionali, welfare, servizi, ecc) e niente affatto ideologiche. Su queste linee si innestano certamente diverse ed opposte soluzioni politiche, anche di \u201cgoverno\u201d. E l\u00e0 dove c&#8217;\u00e8 una sinistra socialmente e politicamente attiva, persino relativamente moderata come Die Linke, si forma un argine importante.<\/p>\n<p>Quello stesso argine che, in Italia, si \u00e8 voluto distruggere sposando sempre la scelta del \u201cmeno peggio\u201d, del \u201caccettiamo tutto pur di non far vincere la destra\u201d. Fino a non avere pi\u00f9 uno straccio qualsiasi di rappresentanza.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2016\/09\/19\/merkel-affonda-berlino-cresce-lafd-risorge-la-linke-083669\">http:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2016\/09\/19\/merkel-affonda-berlino-cresce-lafd-risorge-la-linke-083669<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO Il voto di Berlino \u2013 citt\u00e0 che fa \u201cStato\u201d a s\u00e9, nella Repubblica Federale Tedesca \u2013 conferma la forte polarizzazione dell&#8217;elettorato davanti al procedere della crisi. E conferma dunque il rapido disfacimento delle Volksparteien, i partiti di massa tradizionali e centristi \u2013 Cdu e Spd \u2013 che avevano governato la capitale con la stessa formula adottata a livello nazionale: la gr\u00f6sse koalition. 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