{"id":1802,"date":"2010-07-05T08:43:38","date_gmt":"2010-07-05T07:43:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=1802"},"modified":"2010-07-05T08:43:38","modified_gmt":"2010-07-05T07:43:38","slug":"lart-41-della-costituzione-della-repubblica-italiana-e-linfanzia-voi-ci-state-dichiarando-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=1802","title":{"rendered":"L\u2019art. 41 della Costituzione e l\u2019infanzia: voi ci state dichiarando guerra!"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">di <strong>Stefano D&#39;Andrea<\/strong><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"><font size=\"3\">Socialisti e umanisti di tutte le specie e tradizioni, unitevi!<o:p><\/o:p><\/font><\/b><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Sono entrato in un &ldquo;grande negozio per bambini&rdquo;. Contro voglia mi avevano condotto nella tana dell&rsquo;offerta &#8211; questo sono i grandi centri commerciali -, per acquistare regali alle due nipotine. <\/font><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Il negozio era grande! Circa duemila metri quadrati di esposizione. <\/font><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Esposizione di che? In gran parte erano giocattoli. Ma oltre ai giocattoli c&rsquo;era di tutto. O meglio quasi tutto.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">C&rsquo;erano ombrellini. Supporti magnetici di video, che giocattoli non sono (o forse si?!). C&rsquo;erano gadget, orologini, piccoli soprammobili. Insomma, mancava soltanto l&rsquo;abbigliamento <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>e&hellip; mancavano i libri. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">L&rsquo;abbigliamento si comprende. Hai i suoi non luoghi, i suoi riti &ndash; &ldquo;provare&rdquo; vestiti e scarpe &ndash; e esigenze di specializzazione e di riservatezza: specializzazione perch&eacute; il negozio vende &ldquo;un marchio&rdquo; o &ldquo;pi&ugrave; marchi di un certo livello&rdquo;; riservatezza perch&eacute; esso vende &ldquo;stili&rdquo; e &ldquo;livelli&rdquo; di vita. ( Anche se non mi sembra che sia da escludere che un giorno il capitale trovi &ldquo;la formula&rdquo; per coniugare i due &ldquo;settori commerciali&rdquo;, con una di quelle &ldquo;idee&rdquo; che finiscono nei libri dei colleghi aziendalisti e diventano oggetto di &ldquo;studio&rdquo;. Magari negli Stati Uniti &egrave; gi&agrave; successo!)<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Ma i libri perch&eacute; mancavano? Perch&eacute; non riservare un spazio, magari non modestissimo, perch&eacute; sarebbe stato ridicolo, alla esposizione dei libri per bambini?. Non c&rsquo;erano libri di favole. Non c&rsquo;erano libri di avventura. N&eacute; romanzi di formazione. N&eacute; libri di epica: l&rsquo;epica, la materia pi&ugrave; importante tra quelle che studiavamo nelle scuole medie inferiori e che mi dicono sia stata confinata alla prima classe. (C&rsquo;erano per&ograve; i colori. Di quelli non si ha paura, e giustamente. Essi sono comunque troppo intimamente connessi con il concetto di immagine, che contiene e supera quello di &ldquo;rappresentazione&rdquo;. Immagine: un concetto chiave della societ&agrave; moderna)<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Confesso di aver provato qualcosa di pi&ugrave; del semplice dispiacere, della tristezza, del fastidio. Per un momento ho provato disperazione. Per una societ&agrave; che si autodistrugge fin dalle fondamenta, fin dall&rsquo;infanzia. Soltanto se riflettiamo sull&rsquo;infanzia, dei bambini di oggi e di quelli di ieri, riusciamo ad intravedere fino all&rsquo;estrema profondit&agrave; il carattere mostruoso e, se fossi credente, direi diabolico del sistema educativo e quindi formativo dell&rsquo;uomo che la societ&agrave; moderna si &egrave; data. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Poi il pensiero, mia salvezza, ha gettato la sua scossa ed ho pensato:<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>mentre nel senso generico libri e abbigliamento sono &ldquo;oggetti&rdquo;; nel senso proprio non lo sono. Evidentemente il &ldquo;grande negozio per bambini&rdquo; era un negozio di oggetti in senso proprio: <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">oggetti di consumo<\/i>. Un &ldquo;<i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">grande negozio di oggetti di consumo per bambini<\/i>&rdquo;. Nel nostro caso, quindi, il concetto importante &egrave; quello di &ldquo;oggetto di consumo&rdquo;, non quello, pi&ugrave; ampio, di &ldquo;merce&rdquo;, termine che designa anche &ldquo;non oggetti&rdquo; (i servizi) e &ldquo;oggetti non di consumo&rdquo;, come i libri: i libri offerti al mercato per ottenere un profitto sono merci, in senso economico, ma non sono oggetti di consumo.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Il libro non &egrave; un oggetto di consumo. Per quanto pessimo,<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>anche se pornografico, il libro dura nel tempo. Invecchier&agrave;; ma svolger&agrave; la funzione anche tra centinaia di anni. Se ben custodito potrebbe dirsi immortale. Una parola che sarebbe bene riservare al <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">contenuto<\/i> e che tuttavia, non pu&ograve; negarsi, si attaglia anche al tempo durante il quale <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>la <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">forma<\/i> del libro &egrave; idonea a svolgere la <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">funzione<\/i>.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font size=\"3\"><font color=\"#000000\"><font face=\"Calibri\"><b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">I libri<\/b>, anche quelli per bambini, se li si &egrave; amati o apprezzati o se li si reputa utili fonti di informazioni, anche soltanto bibliografiche, si tengono con s&eacute; fino alla morte. Essi <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">sono parte attiva del patrimonio che i genitori lasciano ai figli<\/b>. <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">I giocattoli<\/b>, quando il bambino, o il ragazzino, o il giovane ragazzo &#8211; ma oggi tutte le fasce di et&agrave; sono caratterizzate da specifici giocattoli generazionali &#8211; non li usa pi&ugrave;, sono &ldquo;buttati&rdquo;,ossia rifiutati: divengono <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">rifiuti<\/b>. Ci&ograve; &egrave; vero anche per quegli oggetti di consumo per bambini che non sono giocattoli in senso stretto (ombrellini, orologini colorati, ecc.). L&rsquo;oggetto di consumo nasce strutturalmente e quindi<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>funzionalmente come un rifiuto. E come tale &egrave; considerato dalla &ldquo;psicologia del consumatore&rdquo;. (soltanto la falsa buona coscienza ci fa regalare stanze di giocattoli ad associazioni caritatevoli che destinano quell&rsquo;enorme ammasso di plastica ai bambini poveri)<\/font><\/font><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Tutti o quasi tutti gli oggetti venduti nel grande negozio di oggetti di consumo per bambini erano inutili e sovente dannosi. Servono quegli oggetti di consumo? Sono preferibili alle fionde, agli archi, ai cacciaballe, alle cerbottane, alle capanne, all&rsquo;elastico, alle &ldquo;pietre gessate&rdquo; per disegnare la campana, alle semplici e umili grazielle, ai carrettini di legno e rocchettini? Davvero credete che acquistare a vostro figlio una mega-macchinetta elettrica, rossa e blu &ndash; un regalo mostruoso che spinge il bambino fin da piccolo a non faticare &ndash; sia meglio che re-imparare a costruire con lui un carrettino? Davvero credete che un bambino o una bambina di sette-otto anni abbiano bisogno di un ombrellino? Quando vi sorprese la pioggia, mentre eravate con i vostri amici, e vi copriste con cartoni o buste di plastica, oppure trovaste ospitalit&agrave; presso una signora anziana, che telefon&ograve; a vostra madre per avvisarla, foste tristi o felici? Perch&eacute; volete privare i vostri figli di quei momenti di gioia?<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Mentre mi dimenavo tra tristezza e pensieri, ho chiesto ad una commessa per quale ragione mancassero i libri. La risposta &egrave; stata semplice e immediata, segno che qualcun altro, prima di me, aveva sollevato la domanda: il titolare della catena di negozi, diffusi in tutta Italia &ndash; un &ldquo;famoso&rdquo; imprenditore dei nostri tempi &#8211; non ha un monopolio sui libri per bambini&rdquo;.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Ora, io credo che i &ldquo;grandi negozi&rdquo; dovrebbero essere vietati per legge e prima ancora dovrebbero essere vietati i centri commerciali che li ospitano. Non riesco a capire come una persona di media intelligenza possa ancora sostenere che i centri commerciali debbano essere mantenuti. Al tempo stesso dovrebbero essere vietate le pubblicit&agrave; di oggetti di consumo per bambini e ogni tipo di pubblicit&agrave; durante le trasmissioni di programmi televisivi per bambini. (oggi il 30% delle pubblicit&agrave; inserite nelle trasmissioni televisive per bambini riguarda prodotti per adulti: saranno i bambini a chiedere ai genitori, magari troppo distratti o non consumatori,&nbsp;di acquistare gli oggetti di consumo per stare al passo con i tempi!) <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">In ogni caso, ammessi o vietati i grandi negozi, per legge i negozi per bambini (grandi o piccoli) non dovrebbero essere soltanto negozi di oggetti di consumo. Si dovrebbe imporre, per mezzo di una norma giuridica, che il 15% dello spazio di esposizione, debba essere dedicato ai libri.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Se la politica non recupera autonomia &#8211; non dall&rsquo;economia, come solitamente si ripete, bens&igrave; dagli interessi del capitale industriale e finanziario &#8211; e non si interroga e prende posizione su norme come quelle ipotizzate, la politica e la democrazia sono morte. Non potranno pi&ugrave; risolvere alcun problema, n&eacute; servire a progettare una societ&agrave; umana, quale che sia. Saranno soltanto strutture, procedure e gruppi di potere al servizio degli interessi del capitale e che agiranno sempre e soltanto nel rispetto del sacro nichilismo del mercato.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Quale potrebbe essere, nel nostro ordinamento, il fondamento costituzionale di norme che vietano i centri commerciali o i grandi negozi? O vietano la pubblicit&agrave; nelle trasmissioni televisive per bambini? O impongono ai titolari di negozi per bambini di vendere anche libri? L&rsquo;art. 41 della Costituzione della Repubblica Italiana, il quale riconosce che l&rsquo;iniziativa economica privata &egrave; libera (I comma) ma precisa che essa non pu&ograve; svolgersi in contrasto con l&rsquo;utilit&agrave; sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libert&agrave;, alla <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">dignit&agrave; umana<\/i>&rdquo; (2&deg; comma). Inoltre, il 3&deg; comma dell&rsquo;art. 41 prevede che &ldquo;La legge determina i programmi e i controlli opportuni perch&eacute; l&rsquo;attivit&agrave; economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">a fini sociali<\/i>&rdquo;. Ora io non vedo come si possa negare che un grande negozio di (soli) oggetti di consumo per bambini sia di per s&eacute; contrario alla dignit&agrave; umana, dei singoli bambini, dei cittadini che vi capitano dentro e anche degli altri cittadini, i figli dei quali si trovano continuamente in contatto con i figli dei cittadini che frequentano quei (non)luoghi, i quali necessariamente ne sono conformati. Affidare i bambini al mercato &egrave; veramente da debosciati, da incoscienti, stolti, nichilisti, fanatici mercatisti, indifferenti, da &ldquo;rifugiati&rdquo; impegnati<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>in una impossibile difesa individuale. &ldquo;Il mercato&rdquo; aggredisce continuamente i vostri figli, li seduce, li induce, li conforma psicologicamente, dalla creazione del desiderio dell&rsquo;oggetto di consumo a tutto ci&ograve; che, anche attraverso il possesso dell&rsquo;oggetto, ne consegue<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Alle osservazioni che precedono si potrebbe obiettare che la vigenza dell&rsquo;art. 41 della Costituzione non ha impedito n&eacute; l&rsquo;esistenza dei grandi negozi, n&eacute; quella dei grandi centri commerciali n&eacute; la possibilit&agrave; di negozi per bambini che vendano tutto tranne i libri. A queste obiezioni &egrave; agevole rispondere che l&rsquo;art. 41 Cost. &egrave; in stridente e palese contrasto con i principi dei Trattati europei e che gi&agrave; da un paio di decenni, pur non essendo stato abrogato, &egrave; stato collocato &ldquo;tra parentesi&rdquo; o &egrave; &ldquo;quiescente&rdquo; (come pressoch&eacute; pacificamente riconosce la dottrina), a causa del fatto che, negandosi che l&rsquo;art. 41 esprima un principio fondamentale della nostra Costituzione, su di esso prevalgono (io scriverei &ldquo;prevarrebbero&rdquo; ma purtroppo la realt&agrave; di fatto &egrave; che prevalgono) i Trattati europei. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Tutti coloro che invocano la difesa della Costituzione della Repubblica Italiana dovrebbero sapere che la nostra Costituzione economica &egrave; &ldquo;quiescente&rdquo; da almeno venti anni e che la difesa integrale della Costituzione Italiana implica che essa debba integralmente prevalere, compresa la Costituzione economica, sui Trattati europei e che quindi il grande mercato europeo debba essere distrutto con riconquista della sovranit&agrave; e quindi della libert&agrave; di programmare la vita nostra e delle generazioni future. E sia chiaro che la tutela dell&rsquo;infanzia, dalla quale ho preso spunto, &egrave; soltanto uno dei molteplici sommi beni tutelabili soltanto dando attuazione all&rsquo;art. 41, 2&deg; e 3&deg; co. della Costituzione.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><font color=\"#000000\" face=\"Calibri\" size=\"3\">Se Tremonti vorr&agrave; dar seguito alla proposta di&nbsp;modificazione dell&rsquo;art. 41 della Costituzione, <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>saremo certamente in molti a combattere la battaglia per mantenere nella Carta fondamentale una norma &ldquo;quiescente&rdquo;. Tuttavia, al di l&agrave; di questa battaglia &ldquo;difensiva&rdquo;, &egrave; necessario passare all&rsquo;offensiva con un chiaro programma: <b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">la Costituzione, nella sua interezza, compresa la costituzione economica, deve prevalere sui Trattati europei e quindi l&rsquo;Italia deve recedere dai Trattati<\/b>,<b style=\"mso-bidi-font-weight: normal\"> essendovi tra questi e la nostra costituzione economica un insanabile contrasto<\/b>. Coloro che auspicano l&rsquo;obiettivo (difesa della Costituzione) ma sono contrari al recesso dai Trattati europei mi facciano sapere, per cortesia, in quale altro modo l&rsquo;obiettivo possa essere realizzato. Se non sono in grado, come io credo, nemmeno di ipotizzare una strategia alternativa, abbandonino la prospettiva del mercato unico europeo, pena l&rsquo;incoerenza pi&ugrave; assoluta, che &egrave; il difetto peggiore che un politico possa avere.<span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/span>Quando la Costituzione economica avr&agrave; riconquistato la giusta posizione di <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">legge fondamentale del popolo italiano<\/i>, &egrave; dato sperare che noi torneremo a programmare il nostro futuro, sottraendolo alle forze nichiliste del mercato. E allora saranno emanate norme giuridiche che assumeranno come destinatari e come soggetti tutelati i <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">cittadini<\/i> e non pi&ugrave; i <i style=\"mso-bidi-font-style: normal\">consumatori nichilisti<\/i>. Se invece&nbsp;modificassero l&rsquo;art. 41, 2&deg; e 3&deg; co., allora vorr&agrave; dire che sar&agrave; stata dichiarata una guerra ai socialisti e agli umanisti italiani, di tutte le specie e tradizioni. A quel punto, continuare a giocare alla democrazia sarebbe da imbecilli.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefano D&#39;Andrea Socialisti e umanisti di tutte le specie e tradizioni, unitevi! Sono entrato in un &ldquo;grande negozio per bambini&rdquo;. Contro voglia mi avevano condotto nella tana dell&rsquo;offerta &#8211; questo sono i grandi centri commerciali -, per acquistare regali alle due nipotine. Il negozio era grande! Circa duemila metri quadrati di esposizione. Esposizione di che? In gran parte erano giocattoli. Ma oltre ai giocattoli c&rsquo;era di tutto. O meglio quasi tutto. C&rsquo;erano ombrellini. 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