{"id":18034,"date":"2016-09-22T11:30:33","date_gmt":"2016-09-22T09:30:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18034"},"modified":"2016-09-22T11:30:33","modified_gmt":"2016-09-22T09:30:33","slug":"il-no-della-raggi-a-roma-2024-il-simbolo-della-morte-di-un-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18034","title":{"rendered":"Il \u201cno\u201d della Raggi a Roma 2024? Il simbolo della morte di un Paese"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> AZIONE CULTURALE (Stelio Fergola)<\/strong><\/p>\n<p>Secondo Virginia Raggi organizzare le Olimpiadi a Roma sarebbe da \u201cirresponsabili\u201d. Il motivo \u00e8 presto detto, non ci sarebbe nemmeno bisogno di specificarlo perch\u00e9 ce ne hanno abbondantemente fatto l\u2019elenco in tutti questi anni: non ci sono soldi ma, al contrario, inefficienze, corruzione, ritardi e difficolt\u00e0 enormi in tutto il Paese e in special modo in una capitale disastrata quale \u00e8 Roma. Il tutto in una cornice di ortodossia istituzionale come minimo latente (per usare un eufemismo) se il neo-sindaco, oltre al rifiuto, accompagna anche la cosiddetta \u201cbuca\u201d (o ritardo programmato, storia lunga che ci interessa molto poco) all\u2019incontro con il presidente del CONI Giovanni Malag\u00f2.<\/p>\n<p>Secondo il ragionamento dei 5 Stelle, e di una larga fetta di cultura popolare ormai in voga da diversi decenni, organizzare eventi costosi e impegnativi sarebbe possibile soltanto a patto di risolvere i problemi vari di debito pubblico, di ordine, efficienza ed economia. Di rimettere in ordine le cose, almeno in parte. Ma anche \u201cin parte\u201d \u00e8 difficilmente definibile in termini oggettivi e concettuali, visto che non esiste alcuno Stato al mondo senza \u201cdisordini\u201d (mi si conceda il termine) o inefficienze di qualsiasi tipo.<\/p>\n<p>Un\u2019educazione ormai di massa al lassismo e al rifiuto, che non a caso trova nei postcomunisti d\u2019ispirazione SEL o Sinistra Italiana i suoi maggiori alfieri, e ne Il Fatto Quotidiano il suo giornale ideologico, pronto a fare i conti in tasca un po\u2019 a senso unico.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, Olimpiadi estive, Mondiali ed Europei di calcio negli ultimi 30 anni sono stati ospitati e organizzati da Paesi di tutti tipi, alcuni anche appartenenti alle economie in sviluppo: allo scopo di ragionare per eccesso alla voce \u201ccosti\u201d, ci permettiamo di concentrarci sullo sport pi\u00f9 popolare del mondo (il calcio) e sulla manifestazione sportiva per eccellenza.<\/p>\n<p>Non tutti sono andati in \u201cfallimento\u201d come la Grecia \u201cil cui default \u00e8 iniziato con Atene 2004\u201d come hanno sostenuto a pi\u00f9 riprese Il Sole 24 Ore (lo stesso che al giorno d\u2019oggi riporta la perdita di 4 miliardi di euro stanziati per Roma grazie al \u201cNO responsabile\u201d del sindaco 5 stelle) ed altri giornali di massa. \u00c8 curioso notare come le economie di due Paesi non certo avanzati come Polonia e Ucraina si siano permesse addirittura il lusso di organizzare l\u2019edizione dei campionati europei del 2012 (non senza difficolt\u00e0), ed \u00e8 ancora pi\u00f9 curioso sottolineare come essi si trovino ancora in una situazione di relativa indipendenza economico-bancaria che gli consente di stampare moneta utilizzando proficuamente il proprio debito (come del resto tutte le economie dell\u2019Est, ancora non entrate nel girone dell\u2019Euro e, di conseguenza, della crescita esponenziale del deficit).<\/p>\n<p>Si potrebbe ipotizzare che non sia cos\u00ec certo che il fallimento greco sia imputabile proprio (o quanto meno non esclusivamente) ai Giochi del 2004, ma, forse, anche a qualcos\u2019altro, ma non ci dilunghiamo troppo sotto questo aspetto, visto che i temi sono tanti.<\/p>\n<p>Uno di questi \u00e8 come la Spagna abbia tratto enorme giovamento proprio dall\u2019organizzazione di Barcellona \u201992, e questo nonostante l\u2019economia del Paese non fosse all\u2019epoca propriamente ai primi posti nel mondo occidentale, almeno fino alla fine degli anni Novanta, quando esplose la \u201cbolla\u201d durante i governi di Jos\u00e8 Maria Azn\u00e0r. La Spagna, un Paese che, importante dirlo, allora era ancora pienamente autonomo dal punto di vista monetario, \u00e8 quindi un esempio virtuoso, la dimostrazione che spendere in certe manifestazioni pu\u00f2 pagare, anche se, e questo dovrebbe essere chiaro, non \u00e8 un\u2019azione da svolgere con il bilancino.<\/p>\n<p>Negli ultimi 15 anni hanno ospitato i mondiali di calcio: Corea e Giappone, Germania, Sudafrica e Brasile. Se i primi tre fanno parte del cosiddetto mondo sviluppato, per gli altri due la questione \u00e8 pi\u00f9 complessa o quanto meno discutibile: entrambi popoli in crescita da diversi anni, hanno per\u00f2 affrontato crisi economiche complicate e le loro situazioni di politica interna non si possono considerare delle pi\u00f9 rosee.<\/p>\n<p>Potremmo escludere dalle nostre osservazioni le varie Copa America, Coppa d\u2019Africa, Coppa d\u2019Asia, pur consapevoli che circa il 90% degli Stati che competono in queste manifestazioni (e quindi in lizza per organizzarle) appartengono al cosiddetto terzo o al massimo \u201csecondo\u201d mondo, leggasi economicamente precari, dove le inefficienze italiane potrebbero sembrare un lusso per pochi, dove l\u2019indebitamento verso i Paesi ricchi e sfruttatori supera limiti mai visti.<\/p>\n<p>Ma ci limitiamo a sottolineare che l\u2019umanit\u00e0, secondo la mentalit\u00e0 pentastellata, non dovrebbe mai organizzare manifestazioni sportive di grosso calibro, o quanto meno che possano avvicinarvisi: fatichiamo a trovare un solo Paese, che, per dirla in gergo, se la passi meglio dell\u2019Italia in questi tre\/quarti del globo terrestre, a parte il Giappone, gli Stati Uniti e il Canada (le criticit\u00e0 non mancano in nessuno dei tre, ma semplifichiamo il discorso). La Cina \u00e8 un Paese in enorme sviluppo da 20 anni, ma la sua frenata nelle ultime due stagioni non \u00e8 stata irrilevante: diciamo che, in ogni caso, l\u2019enorme quantit\u00e0 di debito statunitense posseduta da Pechino le consente di essere uno degli Stati maggiormente in grado di spendere e investire in progetti di questa portata.<\/p>\n<p>Insomma, in tre\/quarti del nostro pianeta si potrebbero organizzare, forse, solo una Coppa d\u2019Asia con finale a Pechino o a Tokyo, e una Copa America nel Nord America, da qui ad un presunto \u201crisanamento globale\u201d. Nessun Paese del terzo mondo avrebbe mai dovuto ospitare un\u2019edizione di qualche importante manifestazione internazionale calcistica: quindi niente Messico \u201986, addio Argentina \u201978, e non permettetevi nemmeno di nominare il Brasile con il suo Mondiale e la sua Olimpiade in appena due anni.<\/p>\n<p>Dobbiamo, quindi, metterci d\u2019accordo. O tutto il mondo conosciuto (nessuna eccezione, tra le economie avanzate che affogano nei propri debiti e quelle sottosviluppate senza un minimo di servizi fondamentali) non \u00e8 in grado di ospitare manifestazioni sportive internazionali, il che significa che le stesse andrebbero al pi\u00f9 presto eliminate \u201cfin quando la guerra, la fame e tutte le ingiustizie del mondo non saranno debellate\u201d, oppure organizzare Giochi olimpici, Mondiali o Europei fa parte, banalmente, dei progetti della vita di qualsiasi Paese: progetti che vanno affrontati con un approccio assolutamente costruttivo, improntato al miglioramento delle proprie strutture e dei propri servizi, ma con la consapevolezza di non poter prevedere il futuro e di affrontare i problemi per risolverli, anzich\u00e9 evitarli a prescindere.<\/p>\n<p>Una Nazione ha il compito di promuovere il secondo approccio. Quando girano tanti soldi \u00e8 pressoch\u00e9 inevitabile che possano esserci delle irregolarit\u00e0: non accade solo in Italia, basti pensare ai casi cinese, brasiliano o polacco-ucraino. Vanno impedite e non \u201cevitate\u201d, i trasgressori puniti severamente.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 da scandalizzarsi, ma da agire: anche questo \u00e8 nelle prerogative di uno Stato degno di tale nome. I brogli, usati come pretesto per evitare una simile sfida organizzativa, sono un po\u2019 come la sciocca idea che sia meglio restare a casa anzich\u00e9 uscire e andarsi a mangiare una pizza con gli amici, per paura di un furto o un omicidio. La morte dell\u2019individuo e, quindi, dello Stato. E i costi? Tanti, ovvi. Calcolati al negativo, per\u00f2, solo quando fanno comodo a Grillo e i suoi, vista l\u2019indifferenza per i quasi 200mila lavoratori che potrebbero essere occupati nei sei anni di cantieri previsti.<\/p>\n<p>Se il Citt\u00e0 del Messico ha ospitato i Mondiali del 1986 e, trent\u2019anni dopo, Rio i Giochi del 2016, non c\u2019\u00e8 nessuna ragione per cui Roma non debba organizzare le Olimpiadi del 2024. Non solo, da qui ai prossimi otto anni ci sarebbe un enorme stimolo a migliorare i trasporti, i servizi e la vivibilit\u00e0 della citt\u00e0.<\/p>\n<p>E non per una questione di \u201ccosti grillini\u201d, ma di quella vita di cui il Paese ha bisogno. Contrapposta alla morte che la Raggi, i 5 stelle e tutti coloro che per una linea di autobus non funzionante, invece di pensare a come migliorarla in un prossimo futuro anche grazie all\u2019approssimarsi di un evento del genere, esclamano indignati: \u201cS\u00ec vabb\u00e9, e noi vorremmo candidarci per le Olimpiadi?\u201d.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.azioneculturale.eu\/2016\/09\/no-della-raggi-roma-2024-simbolo-della-morte-un-paese\/\">http:\/\/www.azioneculturale.eu\/2016\/09\/no-della-raggi-roma-2024-simbolo-della-morte-un-paese\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di AZIONE CULTURALE (Stelio Fergola) Secondo Virginia Raggi organizzare le Olimpiadi a Roma sarebbe da \u201cirresponsabili\u201d. 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