{"id":18064,"date":"2016-09-22T12:44:04","date_gmt":"2016-09-22T10:44:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18064"},"modified":"2016-09-22T12:44:04","modified_gmt":"2016-09-22T10:44:04","slug":"18064","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18064","title":{"rendered":"La lezione di Pier Carlo Padoan al Corriere della Sera"},"content":{"rendered":"<p><em>Sulla scia di Renzi, Piercarlo Padoan, emissario FMI in Italia, si fa critico (moderato) dell&#8217;austerit\u00e0 tedesca, per evitare che il giocattolo unionista si rompa irreversibilmente. Gli tocca quindi pronunciare\u00a0una parte di verit\u00e0 sulla spesa pubblica.<\/em><\/p>\n<p>di <strong>NEXT QUOTIDIANO (Alessandro D&#8217;Amato)<\/strong><\/p>\n<p>Un paio di giorni fa <strong>Paolo Mieli in un editoriale sul Corriere della Sera<\/strong> tornava a<a class=\"ext-link\" href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cultura\/16_settembre_21\/titolo-articolo-5e49d7be-7f5f-11e6-882b-8c36c80b948f.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow external noopener noreferrer\" data-wpel-link=\"external\">parlare in maniera disinformata<\/a> \u2013 come spesso gli c\u00e0pita anche su altri temi \u2013 sulla spesa pubblica italiana. Oggi <strong>Pier Carlo Padoan<\/strong>, che in un\u2019intervista al <strong>Messaggero<\/strong>aveva gi\u00e0 spiegato che <a href=\"http:\/\/www.nextquotidiano.it\/la-riduzione-della-spesa-pubblica-causa-della-minore-crescita\/\" data-wpel-link=\"internal\">\u00abla riduzione della spesa pubblica \u00e8 causa della minore crescita\u00bb<\/a> torna a segnalare qualche piccola evidenza che continua a sfuggire ai soloni un tanto al chilo:<\/p>\n<div class=\"youniversal in-article-ads\" align=\"right\"><\/div>\n<blockquote><p>In Italia la spesa pubblica nominale al netto degli interessi \u00e8 cresciuta durante la crisi (2009-2014) meno che in altri Paesi: solo dell\u20191,4%, contro un aumento del 5,7% nel Regno Unito considerato campione di austerit\u00e0 e del 9% medio nella Ue. In termini reali la spesa \u00e8 diminuita in Italia, aumentata nell\u2019Ue.\u00a0Numerosi indicatori concorrono a dimostrare che lo sforzo di consolidamento delle finanze pubbliche sostenuto dai cittadini italiani \u00e8 superiore a quello realizzato da chiunque altro nell\u2019eurozona.<\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019analisi \u00e8 accessibile a chiunque sul <a class=\"ext-link\" href=\"http:\/\/www.mef.%20gov.it\/focus\/article_0019.html\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow external noopener noreferrer\" data-wpel-link=\"external\">sito <\/a>del ministero dell\u2019Economia:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-85641\" src=\"http:\/\/www.nextquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/spesa-pubblica.jpg\" sizes=\"(max-width: 1021px) 100vw, 1021px\" srcset=\"http:\/\/www.nextquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/spesa-pubblica.jpg 1021w, http:\/\/www.nextquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/spesa-pubblica-300x213.jpg 300w, http:\/\/www.nextquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/spesa-pubblica-768x546.jpg 768w, http:\/\/www.nextquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/spesa-pubblica-850x604.jpg 850w, http:\/\/www.nextquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/spesa-pubblica-679x483.jpg 679w, http:\/\/www.nextquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/spesa-pubblica-420x299.jpg 420w, http:\/\/www.nextquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/spesa-pubblica-574x408.jpg 574w\" alt=\"spesa-pubblica\" width=\"1021\" height=\"726\" \/><\/p>\n<p><strong>Padoan torna a spiegare quanto sia stupido<\/strong>, tremendamente stupido<strong> continuare a blaterare sulla spesa pubblica<\/strong> senza rendersi conto che il suo taglio ha penalizzato la crescita e ha sottoposto i cittadini a pesanti sacrifici senza ottenere miglioramenti nei parametri del debito. E soprattutto segnala\u00a0ai pi\u00f9 ottusi che qui nessuno vuole scavare buche e poi riempirle per far crescere il PIL:<\/p>\n<blockquote><p>Il consolidamento progressivo \u00e8 una necessit\u00e0 inderogabile per un Paese ad alto debito come l\u2019Italia ma una contrazione cos\u00ec accelerata della spesa pubblica ha penalizzato la crescita italiana rispetto ad altre economie. Chiunque segnali che in Spagna l\u2019economia cresce pi\u00f9 che in Italia, per esempio, dovrebbe ricordare anche che il deficit spagnolo nel 2015 \u00e8 stato esattamente il doppio di quello italiano (5,2% vs 2,6%; nel periodo 2009-2015 la media del rapporto deficit\/Pil in Spagna \u00e8 stata 8,3% contro il 3,5% dell\u2019Italia). L\u2019esperienza di molti Paesi mostra che il tentativo di affrontare la spesa senza curarsi della crescita ha avuto conseguenze di segno opposto agli obiettivi perseguiti: i cittadini sono stati sottoposti a pesanti sacrifici ma il rapporto debito\/Pil \u00e8 aumentato anzich\u00e9 diminuire.<\/p>\n<p>Le cause della scarsa crescita italiana sono state ampiamente sviscerate e la maggior parte degli osservatori concorda nel ritenere che la dinamica della produttivit\u00e0 costituisca il problema principale. Il programma di riforme del governo sta progressivamente rimuovendo gli ostacoli strutturali sedimentatisi in vent\u2019anni di sostanziale inerzia. Ma le riforme sono come una molla: il processo di definizione, adozione, implementazione la carica; i benefici si vedono quando scatta. In attesa dei benefici, che saranno crescenti nel tempo, il Paese ha bisogno di una politica di bilancio che ne anticipi gli effetti attraverso stimoli mirati alla crescita e alla creazione di occupazione. Non si tratta di spendere soldi pubblici per scavare e riempire buche ma di sviluppare con coerenza un mix di politiche coordinate e complementari lungo un arco temporale necessariamente pluriennale: riduzione delle tasse, incremento degli investimenti pubblici, stimolo\u00a0agli investimenti privati, riforme strutturali. Al tempo stesso, il rapporto deficit\/Pil cala con continuit\u00e0, nonostante l\u2019inflazione \u2014 che non dipende dalle autorit\u00e0 nazionali \u2014 resti troppo bassa. Si fa giustamente osservare che nonostante i risultati rivendicati dagli ultimi governi nel contenimento della spesa il rapporto tra debito e Pil \u00e8 cresciuto. Quanto in Finlandia e Francia, per usare dei termini di paragone.<\/p><\/blockquote>\n<p>Infine, il ministro dell\u2019Economia\u00a0ricorda che \u00abUna crescita sostenuta e sostenibile richiede misure di sostegno alla produttivit\u00e0 e riforme strutturali, delle quali il governo pu\u00f2 anticipare gli effetti con una politica di bilancio giudiziosa, che continua a ridurre il deficit mentre dedica risorse al sostegno degli investimenti e dei consumi\u00bb. Ecco, \u00e8 proprio qui che semmai il discorso di Padoan \u00e8 attaccabile: nell\u2019efficacia dei provvedimenti del suo governo. Ma continuare a blaterare sulla spesa pubblica \u2013 no, grazie, abbiamo gi\u00e0 dato.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nextquotidiano.it\/la-lezione-pier-carlo-padoan-al-corriere-della-sera\/\">http:\/\/www.nextquotidiano.it\/la-lezione-pier-carlo-padoan-al-corriere-della-sera\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla scia di Renzi, Piercarlo Padoan, emissario FMI in Italia, si fa critico (moderato) dell&#8217;austerit\u00e0 tedesca, per evitare che il giocattolo unionista si rompa irreversibilmente. Gli tocca quindi pronunciare\u00a0una parte di verit\u00e0 sulla spesa pubblica. di NEXT QUOTIDIANO (Alessandro D&#8217;Amato) Un paio di giorni fa Paolo Mieli in un editoriale sul Corriere della Sera tornava aparlare in maniera disinformata \u2013 come spesso gli c\u00e0pita anche su altri temi \u2013 sulla spesa pubblica italiana. 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