{"id":18068,"date":"2016-09-22T13:30:17","date_gmt":"2016-09-22T11:30:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18068"},"modified":"2016-09-22T13:30:17","modified_gmt":"2016-09-22T11:30:17","slug":"in-minoranza-si-governa-meglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18068","title":{"rendered":"In minoranza si governa meglio"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la lunga stagione in cui sembrava che la governabilit\u00e0 di un paese potesse essere assicurata solo dal un sistema elettorale maggioritario oggi si torna a parlare di sistema proporzionale. Siccome in politica raramente accade qualcosa per caso, il motivo ovviamente c&#8217;\u00e8: i partiti che seguono &#8211; con minime differenze tra loro &#8211; l&#8217;ortodossia dominante sono sempre pi\u00f9 deboli e, dopo essere diventati minoranza nel paese (considerando il livello sempre pi\u00f9 alto di astensioni dal voto), rischiano di diventarlo anche in Parlamento. L&#8217;Italicum da questo punto di vista \u00e8 particolarmente infelice: costruito dal partito di maggioranza relativa su misura sul risultato delle elezioni europee del 2014, si \u00e8 trasformato in una trappola per chi l&#8217;aveva inventato.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante, non \u00e8 detto che Renzi voglia davvero cambiarlo. Fino a ieri un eventuale ballottaggio con i 5S era a fortissimo rischio per il Pd. Ora, dopo le figuracce romane, una vittoria dei 5S non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec probabile. Certo, c&#8217;\u00e8 ancora tempo e Virginia Raggi potrebbe riuscire nella &#8220;mission impossible&#8221; di raddrizzare l&#8217;amministrazione capitolina e dimostrare che i 5S sanno governare. Se andasse cos\u00ec la situazione cambierebbe di nuovo. Ma al momento Renzi, che notoriamente \u00e8 un giocatore d&#8217;azzardo, probabilmente preferisce tenersi l&#8217;Italicum, Corte Costituzionale permettendo. Poi si vedr\u00e0.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che il sistema elettorale perfetto, che garantisca insieme la governabilit\u00e0 e una corretta rappresentanza politica, non esiste.\u00a0 Sistemi anche molto diversi tra loro ma che avevano assicurato nei vari paesi la possibilit\u00e0 di costituire governi stabili, sembrano oggi tutti in crisi. La Germania ha bisogno della Grande coalizione e &#8211; visti i risultati delle recenti elezioni amministrative &#8211; non \u00e8 detto che dopo il prossimo voto basti ancora; la Spagna non riesce a formare una maggioranza ed \u00e8 alla terza elezione in un anno; in Francia non \u00e8 da escludere una prossima vittoria del Front National; nel Regno Unito i conservatori ce l&#8217;hanno fatta piuttosto fortunosamente. Sono tutti sistemi elettorali diversi: proporzinale con sbarramento o con collegi piccoli, maggioritario di collegio, ballottaggio.<\/p>\n<p>Quale potrebbe essere il sistema &#8220;meno peggio&#8221; in questa situazione storica? In questi tempi in cui la democrazia \u00e8 indebolita non bisognerebbe sceglierne uno che la forzi ulteriormente, sacrificandola sull&#8217;altare di una &#8220;governabilit\u00e0&#8221; che consenta a una minoranza di spadroneggiare. Ci\u00f2 significa orientarsi verso un proporzionale, certo con uno sbarramento che eviti la presenza di una miriade di partitini la cui sola ideologia \u00e8 l&#8217;opportunismo, ma anche non cos\u00ec alto da lasciare fuori dal parlamento gruppi consistenti di cittadini. Non meno del 3 e non pi\u00f9 del 5%, diciamo.<\/p>\n<p>L&#8217;obiezione che in questo modo non sar\u00e0 possibile sapere chi governer\u00e0 fin dal giorno successivo alla votazione \u00e8 talmente insulsa da non doverla nemmeno prendere in considerazione. La versione pi\u00f9 &#8220;nobile&#8221; \u00e8 che in questo modo la formazione di un governo dipender\u00e0 non da un&#8217;indicazione diretta degli elettori, ma dalle trattative fra i partiti. Ma \u00e8 solo apparentemente meno insulsa: se quelle trattative &#8211; definite spregevolmente &#8220;inciuci&#8221; &#8211; non si fanno dopo, vuol dire che si sono fatte prima, e non si vede perch\u00e9 questa modalit\u00e0 dovrebbe essere considerata di qualit\u00e0 superiore.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 per\u00f2 il caso che, con un sistema del genere, dalle urne non esca una maggioranza che abbia i numeri per governare. In molti paesi questo non \u00e8 un problema, perch\u00e9 sono possibili &#8211; e anzi frequenti &#8211; i governi di minoranza, come tutti gli esperti sanno (<a href=\"https:\/\/books.google.it\/books?id=6trAvMm4q6QC&amp;pg=PA275&amp;lpg=PA275&amp;dq=governi+di+minoranza&amp;source=bl&amp;ots=bdbGKqXNB8&amp;sig=n_wsH3jnutSYc8RZdHM3WtNm3Ro&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwiq6uf7yqHPAhVC8RQKHeBHBeMQ6AEITTAJ#v=onepage&amp;q=governi%20di%20minoranza&amp;f=false\" target=\"_blank\">qui il politologo<\/a> bolognese Paolo Martelli e <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2013-03-26\/salita-governo-minoranza-065937.shtml?uuid=AbFOsbhH\" target=\"_blank\">qui Robero D&#8217;Alimonte<\/a>, il costituzionalista che piace molto al premier). La condizione per poterlo costituire in Italia \u00e8 per\u00f2 che si cambi la Costituzione, che stabilisce che il governo deve ottenere il voto di fiducia del Parlamento. In altri paesi &#8211; per esempio Danimarca, Svezia, Portogallo &#8211; non \u00e8 cos\u00ec. Il meccanismo potrebbe essere questo: il presidente della Repubblica conferisce l&#8217;incarico al partito o alla coalizione che ha il maggior numero di seggi e questo \u00e8 sufficiente per farlo entrare in carica. Per farlo cadere bisogna che la maggioranza del Parlamento gli voti la sfiducia. Lo stallo per\u00f2 non si eviterebbe se non si introducesse un&#8217;altra regola, quella della &#8220;sfiducia costruttiva&#8221;: chi vota contro, cio\u00e8, fa cadere il governo solo se ha formato una coalizione in grado di costituire un governo alternativo. In questo modo \u00e8 praticamente impossibile che si sommino i voti di ali opposte, quelli della sinistra e quelli della Lega, per fare un esempio: impensabile che troverebbero un accordo per governare.<\/p>\n<p>Il governo di minoranza rappresenterebbe cos\u00ec il pi\u00f9 elevato numero di parlamentari di orientamento omogeneo. Per i suoi provvedimenti dovrebbe di volta in volta cercare l&#8217;appoggio di uno o l&#8217;altro schieramento che non fa parte del governo. Anche se pu\u00f2 suonare strano, l&#8217;esperienza dice che i governi di questo tipo sono anche pi\u00f9 stabili di quelli con maggioranze &#8220;normali&#8221;, e spesso anche pi\u00f9 efficienti. In questo modo non si lederebbe in alcun modo la rappresentanza, e si riuscirebbe anche ad assicurare la governabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Non abbiamo parlato di mono o bicameralismo, che non sembra una questione decisiva: pu\u00f2 anche bastare una sola Camera, a patto che ci sia un adeguato bilanciamento istituzionale di pesi e contrappesi. Oppure se ne possono mantenere due, ma non certo con l&#8217;orribile pasticcio di un Senato com&#8217;\u00e8 disegnato dalla riforma su cui sta per svolgersi il referendum.<\/p>\n<p>In fine, le preferenze. Nel 1991 il 95% dei votanti approv\u00f2 il referendum promosso da Mario Segni che ridusse le preferenze a una sola. Pur non concordando affatto con gli obiettivi di Segni, che aveva in testa un sistema maggioritario, bisogna dire che la preferenza unica appare un ragionevole compromesso tra l&#8217;esigenza di dare una possibilit\u00e0 di scelta all&#8217;elettore e il mercato delle vacche che si era creato con le preferenze multiple. Il loro insanabile difetto \u00e8 che, con una serie si accorgimenti, consentono di fatto di controllare il voto dell&#8217;elettore, ossia minano la segretezza del voto, alimentando cos\u00ec clientelismi e voto di scambio. Visto che la corruzione che c&#8217;\u00e8 \u00e8 senz&#8217;altro pi\u00f9 che sufficiente, non \u00e8 il caso di creare sistemi che le permettano di svilupparsi ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI Dopo la lunga stagione in cui sembrava che la governabilit\u00e0 di un paese potesse essere assicurata solo dal un sistema elettorale maggioritario oggi si torna a parlare di sistema proporzionale. 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