{"id":18074,"date":"2016-09-23T12:00:27","date_gmt":"2016-09-23T10:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18074"},"modified":"2016-09-23T12:00:27","modified_gmt":"2016-09-23T10:00:27","slug":"achille-lollo-intervista-luciano-vasapollo-eurochavismo-rivoluzionario-versus-eurocentrismo-a-sfumature","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18074","title":{"rendered":"Achille Lollo intervista Luciano Vasapollo: &#039;Eurochavismo rivoluzionario versus Eurocentrismo a sfumature&#039;"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;ANTIDIPLOMATICO <\/strong>(<strong>intervista a Luciano Vasapollo <\/strong>di Achille Lollo,<strong>\u00a0<\/strong>comparsa sulla rivista Contropiano)<\/p>\n<p>Il 5 marzo del 2013 finiva il calvario tumorale \u2013 o l\u2019iter di un assassinio voluto dall\u2019imperialismo? \u2013 che il Presidente del Venezuela rivoluzionario bolivariano, l\u2019indimenticabile Comandante Supremo Hugo Chavez che, nella fase pi\u00f9 acuta, aveva affrontato dall\u2019ottobre del 2012, subito dopo aver vinto per la quarta volta le elezioni. Purtroppo la scomparsa del fondatore del\u00a0<em>Socialismo del Secolo XXI<\/em>\u00a0ha permesso all\u2019imperialismo statunitense di innescare una nuova dinamica controrivoluzionaria approfittando della mancanza di un leader carismatico quanto\u00a0Chavez, associata alle nuove dinamiche della guerra economica e della manipolazione mediatica sperando che ci\u00f2, avrebbe potuto spegnere in meno di due anni la fiamma del chavismo e, quindi, \u201ccastrare\u201d l\u2019elezione di Nicolas Maduro, dando fine, in termini costituzionali, alla stessa rivoluzione bolivariana.<br \/>\nPurtroppo la crisi provocata dalla caduta del prezzo del barile di petrolio, fino a 28 U$ dollari, ha permesso all\u2019organigramma strategico della Casa Bianca di occupare un certo spazio nella difficile congiuntura venezuelana. Infatti, bisogna riconoscere che negli ultimi due anni la stabilit\u00e0 del governo rivoluzionario bolivariano \u00e8 stata messa a dura prova, soprattutto con l\u2019inasprirsi della guerra economica che ha permesso tra l\u2019altro l\u2019elezione del governatore del ricco Stato di Miranda, Henrique Capriles e l\u2019ostracismo violento dei deputati dell\u2019opposizione (MUD). Oggi, i parlamentari dell\u2019opposizione, teleguidati da Henry Ramos Allup e divenuti maggioranza, negli ultimi otto mesi di attivit\u00e0 non hanno fatto altro che zavorrare il funzionamento legislativo del Parlamento per accelerare il collasso amministrativo dell\u2019economia e quindi quello del governo bolivariano guidato da Nicolas Maduro.<br \/>\nUno scenario che secondo lo storico guerrafondaio dell\u2019imperialismo, Henry Kissinger \u201c\u2026<em>avrebbe dovuto provocare la fine del regime chavista con una rivolta popolare e quindi silenziare definitivamente l\u2019eredit\u00e0 politica di Hugo Chavez<\/em>\u201d.<br \/>\nUna tesi che per\u00f2 si \u00e8 rivelata incongruente e fallimentare poich\u00e9 il \u201clegado politico\u201d di Hugo Chavez ha frenato il processo di disarticolazione della democrazia bolivariana, messo in moto con la guerra economica e la pressante manipolazione dei media venezuelani e internazionali. In parole povere, nei mesi di marzo e di aprile il \u201c<em>New York Times<\/em>\u201d, il \u201c<em>El Pais<\/em>\u201d, la \u201c<em>CNN<\/em>\u201d, la \u201c<em>BBC<\/em>\u201d, ma anche la \u201c<em>RAI<\/em>\u201d e il \u201cprogressista \u201c<em>La Repubblica<\/em>\u201d vaticinavano incessantemente la fine del mandato presidenziale di Nicolas Maduro. Poi nel mese di giugno hanno cominciato a minimizzare la situazione politica del Venezuela che nel mese di luglio, scompariva dalle colonne dei \u201cgrandi giornali\u201d.<br \/>\nUna situazione che, in termini geopolitici, pu\u00f2 frenare la dinamica della strategia imperialista in America Latina che, come ben \u00e8 conosciuto, prevedeva per agosto di quest\u2019anno il definitivo ritorno dell\u2019Argentina, del Brasile e del Venezuela nell\u2019area d\u2019influenza geostrategica degli Stati Uniti. Infatti, se in Argentina anche gli errori di Cristina Kirchner hanno determinato la clamorosa vittoria elettorale dell\u2019ultra liberista Maurizio Macri, mentre in Brasile la fine del \u201c<em>desenvolvimentismo<\/em>\u201d (il ciclo economico, lanciato dal Presidente Lula nel 2003), favoriva la realizzazione di un \u201cgolpe blanco\u201d nei confronti del presidente Dilma Roussef, in Venezuela il governo rivoluzionario bolivariano resisteva con l\u2019appoggio del popolo rivoluzionario.<br \/>\nUna resistenza che si \u00e8 rafforzata quando il governo di Nicolas Maduro, dopo aver fatto autocritica su alcuni errori commessi nel campo economico ha cominciato a correggerli, dimostrando di saper controllare la situazione e rilanciare in senso rivoluzionario, e per questo sta ricevendo l\u2019appoggio della maggioranza della popolazione che riconosce gli sforzi del governo rivoluzionario.<br \/>\nA questo punto e per approfondire l\u2019analisi geopolitica e i contenuti della manipolazione sviluppata dai grandi media che accompagnano la guerra economica, ho intervistato per Contropiano il professor Luciano Vasapollo che, attraverso l\u2018organizzazione in cui da decenni milita (Rete dei Comunisti, ed anche altre strutture politico-culturali come tra le altre l\u2019Ass. Nuestra America, l\u2019Ass marxista Politica e classe), ha ben conosciuto il Comandante Chavez e continuano ad avere un legame intenso con il governo chavista, ed inoltre per essere considerato uno dei principali studiosi marxisti europei della realt\u00e0 politica ed economica sociale venezuelana;proprio per le organizzazioni che rappresenta e di cui \u00e8 uno dei massimi dirigenti, \u00e8 continuamente intervistato dalle radio venezuelane \u201c<em>Radio Sur<\/em>\u201d e \u201c<em>Radio Nacional<\/em>\u201d, mentre quando risiede a Caracas \u00e8 l\u2019ospite di vari programmi informativi di Telesur, etc..<br \/>\nInfatti, Il 28 luglio e poi il 31, Luciano Vasapollo ha realizzato due interviste con \u201c<em>Radio Sur<\/em>\u201d e \u201c<em>Radio Nacional<\/em>\u201d che hanno avuto una grande ripercussione, soprattutto nei paesi dell\u2019ALBA e in tutti i programmi in spagnolo trasmessi nel mondo. Il motivo di questo successo si deve al fatto di aver spiegato, giacch\u00e9 europeo, perch\u00e9 il \u201clegado politico\u201d di Chavez resiste agli attacchi dell\u2019imperialismo e perch\u00e9 l\u2019onda terroristica dell\u2019opposizione si \u00e8 arenata, smentendo tutte le prospettive sovversive idealizzate dalle \u201ceccellenze\u201d della Casa Bianca ben come dagli strateghi della CIA.<br \/>\n<strong>CONTROPIANO \u2013 La giornalista Cristina Gonzalez (la grande rivoluzionaria intervistatrice per molti anni del Comandante Chavez nel famoso e seguitissimo programma radiofonico \u201cAl\u00f2 Presidente!\u201d) ha rilevato che tu hai maturato con passione rivoluzionaria una relazione di collaborazione e amicizia con il Comandante Hugo Chavez e di conseguenza con il nuovo Presidente Nicolas Maduro, che poi si \u00e8 ampliata con la realizzazione di progetti di studio e ricerche da parte delle strutture politico culturali che coordini con Rita Martufi e altri compagni della Rete dei Comunisti, per poi passare a relazioni politiche pi\u00f9 ampie con vari Ministri e settori del PSUV. Ci puoi spiegare come si \u00e8 messo in moto questo meccanismo?<\/strong><br \/>\n<strong>Luciano Vasapollo<\/strong>: Gi\u00e0 nel 1969, ai tempi delle esperienze dei gruppi extraparlamentari quando eravamo molti di noi giovanissimi\u00a0militanti di Potere Operaio, rimanemmo affascinati\u00a0dall\u2019esperienza del movimento guerrigliero venezuelano (FLN-FALN), guidato dal famoso comandante Douglas Bravo. Infatti, quelli erano i tempi del guevarismo e dei mille fuochi di guerriglia in tutto il mondo. Dopo di che nel 1989, con Rita Martufi, abbiamo vissuto in diretta il Caracazo (1), assistendo alla brutalit\u00e0 assassina di un regime di centro-sinistra che si diceva democratico, ma che in realt\u00e0 eseguiva gli ordini imperialisti di Washington. Poi, quando nel 1992 Hugo Chavez tent\u00f2 di mettere in moto un processo insurrezionale con il MBR200, con la partecipazione di settori progressisti e nazionalisti delle Forze Armate contro l\u2019allora presidente Carlos Andr\u00e9s P\u00e9rez, cominciammo a studiare a fondo il contesto del Venezuela in particolare nella ua dinamica rivoluzionaria bolivariana.<br \/>\nLa interlocuzione con il pensiero e l\u2019azione Chavez e l\u2019interesse attivo e diretto per il movimento chavista cominci\u00f2 ad affermarsi in maniera militante nel 1998 con la prima vittoria elettorale del Comandante Supremo e poi quando il popolo di Caracas circond\u00f2 il Palazzo Miraflores, obbligando i golpisti a battere in ritirata. Da quel momento la mia relazione con il Comandante Hugo Ch\u00e1vez e poi con alcuni Ministri (ad esempio dall\u2019inizio con Hector Navarro, Jorge Giordani e poi tanti altri come anche l\u2019ex Ministro e VicePresidente Luis Salas, o gli attuali Ministri Jorge Arreaza- gi\u00e0 Primo Vice Presidente e oggi Vice Presidente alle questioni sociali \u2013 il Ministro Riccardo Menendez e tanti altri) \u00e8 diventata una componente importante della nostra attivit\u00e0 politica all\u2019interno delle organizzazioni cui sono militante, in particolare la Rete dei Comunisti, e l\u2019Associazione \u201c<em>Nuestra America<\/em>\u201d. Un interesse che ha coinvolto anche la mia attivit\u00e0 accademica di professore nell\u2019Universit\u00e0 \u201cSapienza\u201d di Roma. Per esempio quest\u2019anno ai miei studenti ho proposto lo studio della congiuntura politica ed economica del Venezuela, della Bolivia, di Cuba e dell\u2019Argentina. Per questo abbiamo anche realizzato varie interviste e 4 DVD con video-conferenze sui quattro paesi che sono state tradotte anche in spagnolo e hanno costituito materiale didattico.<br \/>\n<strong>Risulta che lo spezzone dell\u2019intervista di \u201c<\/strong><em><strong>Radio Sur<\/strong><\/em><strong>\u201d di gioved\u00ec 28, pi\u00f9 ritrasmesso nella rete \u00e8 stato il tuo commentario sull\u2019attualit\u00e0 del \u201clegado politico\u201d di Hugo Ch\u00e1vez. Potresti spiegare perch\u00e9, oggi, l\u2019eredit\u00e0 politica di Ch\u00e1vez \u00e8 di estrema importanza per il governo di Maduro?<\/strong><br \/>\nNon \u00e8 la prima volta che importanti giornalisti venezuelani mi chiamano da Caracas, in piena notte, chiedendomi un\u2019intervista proprio per esprimere il punto di vista dell\u2019area politico culturale e sindacale alla quale mi onoro di appartenere da decenni, su temi scottanti che richiedono una lunga riflessione che, per\u00f2, nel sistema radiofonico \u00e8 difficile rendere a pieno e approfondire per il tempo e perch\u00e9 \u00e8 tutto dal vivo e immediato. Per questo, nel programma di \u201c<em>Radio Sur<\/em>\u201d ho cercato di sintetizzare l\u2019importanza del \u201c<em>legado politico<\/em>\u201d di Ch\u00e1vez, sottolineando che \u00e8 proprio in funzione di questa impostazione rivoluzionaria che, oggi, il Venezuela bolivariano, i militanti del PSUV, i chavisti e le masse popolari fedeli ai principi della democrazia partecipativa, hanno potuto resistere agli attacchi violentissimi mossi dagli USA. Ormai \u00e8 certo che senza questa eredit\u00e0 politica, senza lo stimolo di resistenza per costruire quello che Ch\u00e1vez ha definito il Socialismo del Secolo XXI, senza la decisione dei lavoratori venezuelani di difendere il progetto della democrazia bolivariana, l\u2019imperialismo avrebbe vinto e sovvertito le dinamiche rivoluzionarie e progressiste di tutta l\u2019America Latina.<br \/>\nInfatti, se analizziamo la struttura delle componenti sovversive messa in atto dalle antenne della CIA nelle cosiddette rivoluzioni colorate, mi riferisco in particolare all\u2019Ucraina e alla Georgia, ma anche alle famose primavere arabe, vediamo che sono bastati sei mesi di attivit\u00e0 sovversiva e terrorista per produrre definitivi cambiamenti nei regimi politici sopraindicati. Invece, nel Venezuela rivoluzionario, il piano eversivo di Washington resta ancora un\u2019ipotesi tutta da verificare, perch\u00e9 nonostante le azioni terroriste, il popolo bolivariano crede che il governo chavista di Maduro riuscir\u00e0 a risolvere i problemi della crisi provocata dall\u2019abbassamento del prezzo del petrolio da cui dipendevano tutti i programmi e gli investimenti governativi. Cio\u00e8 il chavismo ha prodotto un discreto livello di coscienza politica nel popolo rivoluzionario che ha capito che l\u2019attuale crisi economica non \u00e8 stata provocata dal governo o dal sistema bolivariano come sostiene strumentalmente e provocatoriamente l\u2019opposizione e per questo appoggia il programma di riforme strutturali del Presidente Maduro e resiste perch\u00e9 la classe dei lavoratori venezuelana non vuole ritornare ai livelli di povert\u00e0 e sfruttamento di prima. Ecco questa \u00e8 l\u2019importanza del<em>\u00a0legado politico<\/em>\u00a0del Comandante Ch\u00e1vez , che poi \u00e8 strategia rivoluzionaria nella transizione al socialismo oltre che impianto ideologico.<br \/>\n<strong>A questo punto potresti entrare a fondo e spiegare perch\u00e9 e come il Venezuela bolivariano rivoluzionario riesce a resistere a una pressione mediatica internazionale cosi ostinata e agli attacchi mossi dalle centrali dell\u2019eversione imperialista?<\/strong><br \/>\nPraticamente fin dall\u2019inizio della rivoluzione chavista e ancora pi\u00f9 in questi ultimi tre anni l\u2019imperialismo statunitense sta cercando in tutti i modi di destabilizzare il governo bolivariano di Nicolas Maduro. In questo periodo abbiamo assistito a uno scontro tremendo, in cui la resistenza politica del PSUV e la difesa della sovranit\u00e0 nazionale da parte del movimento chavista sono stati gli elementi che, oggi, caratterizzano la continuit\u00e0 del governo rivoluzionario e la direzione politica del Presidente.<br \/>\nUn contesto in cui emergono due fattori politici come elementi preponderanti e che continuano a determinare la longevit\u00e0 dell\u2019assetto geopolitico e geostrategico del Venezuela bolivariano e chavista.<br \/>\nIl primo \u00e8 rappresentato dalle caratteristiche politiche e costituzionali del processo partecipativo rivoluzionario della democrazia di base e del protagonismo delle masse popolari bolivariane, che ha cambiato per completo la relazione Stato-cittadino e che continua a essere accettato e voluto e rafforzato dal popolo.<br \/>\nIl secondo, invece, riguarda l\u2019evoluzione socio-economica che in quindici anni ha prodotto continui miglioramenti nella qualit\u00e0 di vita dei settori di classe, grazie alle attivit\u00e0 delle differenti Missiones che il governo bolivariano ha creato, invertendo il destino della rendita petrolifera. Cio\u00e8 i miliardi di dollari che prima andavano in beneficio delle multinazionali e degli speculatori della borghesia venezuelana, durante i governi di Ch\u00e1vez e di Maduro sono serviti per finanziare i progetti sociali, infrastrutturali e dell\u2019economia socialista. E questo il popolo rivoluzionario lo sa, come pure sa che il contrabbando, l\u2019economia dollarizzata, il sabotaggio economico e la corruzione sono fenomeni esterni al progetto rivoluzionario. Possiamo dire che molti settori popolari criticano il governo invece proprio per non ricorrere alla repressione dura nei confronti dei terroristi, degli speculatori, dei contrabbandieri e via dicendo.<br \/>\nNello stesso tempo, il bla bla bla dei fascistoidi Capriles e Henry Ramos Allup, non \u00e8 riuscito a far dimenticare ai lavoratori che in questi anni i governi chavisti hanno costruito milioni di case popolari, imposto il contratto nazionale di lavoro, fissato nuovi aumenti salariali e disciplinato il sistema delle pensioni. Inoltre, hanno sviluppato l\u2019occupazione con le cooperative, realizzando una serie di progetti che hanno cambiato il volto del Venezuela, soprattutto per quello che riguarda le cosiddette infrastrutture sociali che offrono gratuitamente istruzione, trasporti, cultura, informazione, sport e salute a coloro che prima ne erano esclusi.<br \/>\nPer questo, il concetto politico di \u201cGiustizia Sociale\u201d presentato da Ch\u00e1vez subito dopo essere stato eletto nel 1998 \u00e8 diventato un presupposto ideologico dello Stato e del governo, cui Maduro sta cercando di dare una continuit\u00e0 nella difficile situazione economica che il Venezuela, oggi, attraversa per l\u2019attacco durissimo, infame dell\u2019imperialismo e delle oligarchie.<br \/>\n<strong>Nell\u2019intervista a \u201c<\/strong><em><strong>Radio Sur<\/strong><\/em><strong>\u201d e poi anche a \u201c<\/strong><em><strong>Radio Nacional<\/strong><\/em><strong>\u201d hai rapidamente enunciato l\u2019esistenza di un legame tra il l\u2019analisi politica chavista e il sistema di lotte sviluppato dai sindacati classisti conflittuali e da quella parte di movimenti sociali e di classe, in cui c\u2019\u00e8 una internit\u00e0 significativa e con un forte connotato rivoluzionario da parte della Assoc. Nuestra America, del Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell\u2019Umanit\u00e0, e della Rete dei Comunisti, proprio con un riferimento forte e diretto a molte esperienze sud americane a partire da Cuba socialista . Potresti spiegare a cosa ti riferivi?<\/strong><br \/>\nPrima di tutto bisogna sottolineare che con la Rete dei Comunisti alla quale mi onoro di appartenere e insieme ad una pi\u00f9 ampia area politica dell\u2019alternativa rivoluzionaria di classe, e in quanto marxisti e comunisti e guevaristi ma anche gramsciani, consideriamo le tesi del Socialismo del Secolo XXI di Ch\u00e1vez come un fattore di novit\u00e0 rivoluzionaria e nello stesso tempo determinante per lo sviluppo della nostra attivit\u00e0 politica nel movimento di classe europeo e di informazione e formazione ideologica. C\u2019\u00e8 quindi il rapporto politico che abbiamo costruito in riferimento alle strutture della Rete dei Comunisti con settori specifici del movimento chavista e del PSUV. Da sottolineare che la Rete dei Comunisti \u00e8 stata fondata nel 1998, per questo l\u2019evoluzione della rivoluzione bolivariana, in quanto soggetto politico anticapitalista e antimperialista, \u00e8 divenuto il nostro riferimento ideologico specifico e di pratica militante insieme agli insegnamenti della rivoluzione cubana e quella sandinista.<br \/>\nQuindi l\u2019organizzazione politica a cui appartengo, le strutture nelle quali opero in termini politico culturali del marxismo militante, ha realizzato vari studi comparativi e analitici sulle esperienze bolivariane , soprattutto quelle relative all\u2019evoluzione delle condizioni del lavoro nel settore petrolifero e nel terziario, sulla pianificazione socio-economica a Cuba e in tutti i paesi dell\u2019ALBA. Queste ricerche sono state pubblicate in moltissimi nostri articoli sulla rivista\u00a0<em>Nuestra America<\/em>, su decine di libri e articoli nella rivista \u201c<em>Proteo<\/em>\u201d, e circolano tra i compagni di movimenti sociali, nei sindacati classisti conflittuali, nei movimenti popolari e nei settori del movimento studentesco universitario.<br \/>\nUn altro nostro importante strumento politico e informativo (cartaceo e on-line) che costantemente analizza gli argomenti della realt\u00e0 politica e socio-economica venezuelana \u00e8 il giornale on line \u201c<em>Contropiano<\/em>\u201d e , anche la storica \u201c\u00a0<em>Radio Citt\u00e0 Aperta<\/em>\u201d.<br \/>\nNello stesso tempo abbiamo creato un vincolo ideologico e di pratica e collaborazione politica con il processo rivoluzionario del Venezuela, giacch\u00e9 il governo bolivariano, prima con Ch\u00e1vez e oggi con Maduro, si \u00e8 sempre manifestato nemico acerrimo del modello capitalista, e delle nuove forme di sfruttamento elaborate dalle multinazionali e dalla dominazione imperialista , e il governo chavista \u00e8 punto di riferimento per i percorsi di transizione al socialismo.<br \/>\nQuindi, per i sindacati classisti conflittuali e per i seri militanti comunisti e quelli dei movimenti sociali che qui in Italia sono gli unici che lottano contro l\u2019oppressione del modello liberista, l\u2019esempio del Venezuela bolivariano e la sua pratica internazionalista sono di fondamentale importanza per mobilitare nel conflitto i lavoratori e condurre le lotte anche rivendicative strutturali all\u2019interno di una logica di classe, sia nel settore privato sia in quello pubblico. Sempre nell\u2019universo sindacale, esiste un\u2019altra importante relazione che \u00e8 quella che sta da anni realizzando la Federazione Sindacale Mondiale appoggiando e rafforzando i legami e le relazioni tra alcuni sindacati del Sud America.<br \/>\n<strong>Non voglio esagerare, per\u00f2 mi sembra che il Governo bolivariano si \u00e8 dimostrato eccessivamente buono con chi cerca di distruggerlo, potresti spiegare perch\u00e9 la risposta<br \/>\nnei confronti dell\u2019eversione, del sabotaggio e delle centrali eversive non \u00e8 mai stata anche pi\u00f9 decisamente dura e repressiva quando sarebbe necessario?<\/strong><br \/>\nQuesta \u00e8 una domanda che meriterebbe pagine e pagine per rispondere e che ho gi\u00e0 abbordato sia con il Comandante Ch\u00e1vez, che con il Presidente Maduro. Ma sar\u00f2 breve e schematico, partendo dalla considerazione fondamentale che la democrazia bolivariana non utilizza la metodologia della repressione del sistema borghese per combattere i suoi nemici. Questi devono essere sconfitti e lo saranno, all\u2019interno del nuovo contesto politico creato dalla rivoluzione bolivariana, non solo in termini giudiziari, ma soprattutto attraverso le vigenti leggi e norme costituzionali, legislativi ed elettorali.<br \/>\nDobbiamo sempre ricordarci che la democrazia partecipativa bolivariana \u00e8 un modello politico nuovo che introduce una nuova cultura rivoluzionaria per quanto riguarda l\u2019amministrazione dello Stato, la gestione dell\u2019economia e per quello che concerne le relazioni tra istituzioni e i cittadini anche nei confronti di chi commette reati. D\u2019altra parte, mi ricordo che Ch\u00e1vez ci parlava in ambiti ristretti ma lo stesso ripeteva pubblicamente e l\u2019ha detto anche quando partecip\u00f2 in una conferenza stampa a Porto Alegre durante il Forum Mondiale che: \u2026le centrali eversive e lo stesso imperialismo sperano di poter innescare la miccia della guerra civile sfruttando gli eventuali eccessi repressivi della nostra polizia. Sperano, che la giustizia bolivariana sia ingiusta come quella dei paesi capitalisti per poi dire che \u00e8 la giustizia bolivariana \u00e8 uguale a quella di una dittatura!\u201d. Per questo Ch\u00e1vez diceva sempre \u201cRicordate come fu montato il colpo di Stato contro di noi, contro il popolo bolivariano e come la stampa l\u2019ha giustificato, questa \u00e8 una lezione che non possiamo dimenticare\u201c.<br \/>\nInfatti, il Comandante Ch\u00e1vez aveva ragione, perch\u00e9 in questi ultimi due anni e mezzo l\u2019obiettivo degli attacchi terroristi dei \u201cguarimbas\u201d \u00e8 quello di provocare un sanguinario scontro armato con la Polizia Metropolitana, ed eventualmente anche con le Forze Armate per poi dire che il governo chavista reprimere nel sangue le manifestazioni pubbliche dell\u2019opposizione. Elementi che permetterebbero al \u201cdemocratico\u201d Barack Obama di dichiarare che in Venezuela esistono i presupposti di un latente clima di guerra civile e per cui gli USA devono intervenire per motivi umanitari e per ristabilire la democrazia.<br \/>\nNon \u00e8 la prima volta che la Casa Bianca promuove le cosiddette \u201cguerre umanitarie\u201d per distruggere uno paese socialista. A questo proposito vorrei, quindi, ricordare che nel mese di maggio l\u2019ex presidente della Colombia, mentre Alvaro Uribe richiedeva l\u2019intervento armato contro il Venezuela, il segretario generale dell\u2019OSA, Luis Almagro, voleva favorire una vera e propria invasione contro la rivoluzione del Venezuela con l\u2019applicazione dell\u2019articolo 20 della Carta Democratica dell\u2019OSA, che \u00e8 il complemento giuridico per\u201d\u2026\u00a0<em>legittimare l\u2019intervento militare in un paese dell\u2019OSA per riportare la cosiddetta democrazia.<\/em>..\u201d.<br \/>\nE questo serio, vero, incombente pericolo di diretta invasione, i gruppettini politici del massimalismo settario e della burocrazia sclerotizzata e spesso anche corrotta almeno moralmente<br \/>\n, sia in Venezuela e ancor pi\u00f9 qui in Europa e particolarmente in Italia , non lo hanno voluto capire, pensando invece di impiegare il loro tempo nelle cretinerie autoreferenzali e del protagonismo autorappresentativo incentrate sul dividere e non sapendo neppure cosa sia l\u2019unit\u00e0 rivoluzionaria e l\u2019interesse reale oggi del Venezuela chavista .<br \/>\n<strong>E come reagiva Ch\u00e1vez nei confronti del settarismo politico e dell\u2019eccesso di burocrazia?<\/strong><br \/>\nPrima di tutto voglio dirti che il Comandante Supremo, Hugo Chavez, era assolutamente contrario a qualsiasi manifestazione di settarismo politico, alla stessa maniera cercava di combattere le personalizzazioni nella macchina amministrativa della burocrazia, anche perch\u00e9 la corruzione nasce sempre dall\u2019eccesso distorto di norme e protagonismi personali della burocrazia. Ch\u00e1vez \u00e8 sempre stato contrario al settarismo politico, soprattutto quando chi si metteva la maglietta rossa del super-rivoluzionario lo faceva solo per attaccare, diffamare, infangare altri militanti chavisti o sinceri rivoluzionari di fede provata in Venezuela , come nel mondo intero e in paesi come l\u2019Italia dove la sinistra in generale \u00e8 profondamente corrotta poich\u00e9 ha volutamente abbandonato l\u2019etica della militanza nella classe e per la classe.<br \/>\nBasta ricordare quella famosa trasmissione del programma \u201c<em>Al\u00f2 Presidente<\/em>\u201d in cui Ch\u00e1vez, rispondendo a una polemica provocata da alcuni membri della cosiddetta Unione Socialista dei Lavoratori (3) disse che il settarismo minava la costruzione politica del processo bolivariano, alla stessa maniera di come in Italia il concetto gramsciano di societ\u00e0 civile, o di blocco storico, o di egemonia, furono manipolati a tal punto da non rappresentare quello che Gramsci realmente intendeva.<br \/>\nSecondo Ch\u00e1vez la logica del protagonismo autoreferenziale fuori da un reale quindi contesto organizzato per il processo rivoluzionario, \u00e8 settarismo ed \u00e8 soffocante perch\u00e9 promuove l\u2019individualismo e il concetto di \u00e9lite pseudo rivoluzionaria; mentre il bolivarianismo chavista \u00e8 un concetto di democrazia plurale rivoluzionaria, in cui il rispetto delle idee \u00e8 un comportamento tutto politico di classe che alimenta il rispetto per la scienza sociale della democrazia partecipativa.<br \/>\nTi confesso che all\u2019inizio, anche tutta la nostra area politica larga era involontariamente anche abituata alla visione euro-centrica della sinistra italiana, abbiamo avuto difficolt\u00e0 per capire questa nuova logica di analisi politica rivoluzionaria che Ch\u00e1vez formul\u00f2 nei primi anni di governo bolivariano.<\/p>\n<div id=\"placement_205696_0\"><\/div>\n<p>Dopo la sua morte e proprio in questi ultimi due anni dai cubani \u00e8 risultato evidente che il Comandante Supremo aveva ragione, poich\u00e9 la transizione per il Socialismo del Secolo XXI, \u00e8 un processo lungo e complesso che investe anche settori della stessa borghesia, che dovr\u00e0 riconoscere la centralit\u00e0 della maggioranza formata dal popolo lavoratore. Per questo le forzature del settarismo politico, sia di gruppo quanto quelle individuali, ritardano l\u2019evoluzione del \u201clegado politico chavista\u201d.<br \/>\n<strong>In questo lungo periodo di transizione lo Stato e la democrazia bolivariana devono chiudersi per meglio difendersi o devono cercare di rompere il cerchio dell\u2019imperialismo divulgando le esperienze e le conquiste della rivoluzione bolivariana?<\/strong><br \/>\nPenso che non dobbiamo confondere la difesa delle conquiste rivoluzionarie con la divulgazione dei principi della transizione che regolano le attivit\u00e0 della rivoluzione bolivariana. Cio\u00e8, bisogna sempre tenere presente l\u2019orientazione di Chavez, secondo cui la difesa della rivoluzione bolivariana \u00e8 un elemento organico della stessa transizione al socialismo e soprattutto \u00e8 un fattore collettivo e di massa. D\u2019altra parte la divulgazione dei principi e delle conquiste della rivoluzione devono essere i pi\u00f9 ampi possibili, perch\u00e9 \u00e8 in questo modo che si combatte la cultura dell\u2019 individualismo tipicamente borghese e le manipolazioni mediatiche prodotte dai mezzi di comunicazioni legati o dipendenti dall\u2019imperialismo. Se invece ci si chiude in una trincea dove, al posto di sviluppare la pratica della democrazia partecipativa, comincia la \u201clotta interna\u201d per la cosiddetta rappresentativit\u00e0 rivoluzionaria si fa il gioco della controrivoluzione.<br \/>\nSosteniamo questo perch\u00e9 Chavez e quindi, oggi, il presidente Maduro hanno sempre ricercato il discorso dell\u2019unit\u00e0 e della crescita delle forze della sinistra rivoluzionaria all\u2019interno della societ\u00e0 bolivariana e soprattutto in funzione dell\u2019oggettivit\u00e0 dell\u2019interesse di classe.<br \/>\n<strong>Nell\u2019intervista del 31 luglio con Cristina Gonzalez di \u201c<\/strong><em><strong>Radio Nacional<\/strong><\/em><strong>\u201d, che \u00e8 in pratica la voce centrale rivoluzionaria del Venezuela, hai denunciando il comportamento di una certa sinistra europea settaria, estremista e soprattutto massimalista che, dietro la facciata della solidariet\u00e0 con il cappelletto e la maglietta rossa, starebbe creando vincoli con i settori \u201cdemocratici\u201d ambigui . Potresti essere pi\u00f9 chiaro su quest\u2019argomento?\u00a0<\/strong><br \/>\nGrazie alla lunga intervista nella\u00a0<em>Radio Nacional<\/em>, ho potuto dire quello che non avevo affrontato nei 15 minuti con\u00a0<em>Radio Sur<\/em>. Infatti, c\u2019\u00e8 un problema grave che riguarda non solo l\u2019Italia o il Venezuela. E\u2019 un problema europeo, e non solo, che riguarda il settarismo di una certa ultra sinistra, che, per essere visibile, adesso si sta legando a micro organizzazioni fuori dal contesto dell\u2019intervento di classe e personaggi italiani , europei e anche venezuelani che si muovono in funzione del linguaggio pseudo rivoluzionario ma per far poi gli interessi tipici da progressisti ipocriti della democrazia borghese.<br \/>\nQuesto comportamento \u00e8 meschino. E\u2019 il comportamento del nano della politica! (in senso figurativo e con tutto il rispetto per i bassi di statura). Non so se ti ricordi quando la Fiscalia Judiciaria di Caracas fu oggetto di una \u201ctrampa\u201d (inganno) della polizia colombiana che per due volte riusc\u00ec a far eseguire mandati di estradizione dell\u2019Interpol contro presunti trafficanti, quando invece si trattava nel primo caso di un vecchio combattente legato alle FARC residente in Svezia e poi di un militante dell\u2019ELN. Ebbene, in Europa soltanto due o tre gruppettini minoritari di super-rivoluzionari, scrissero un editoriale sputtanando questi due compagni colombiani oltre ad approvare l\u2019estradizione nelle tremende carceri della Colombia.<br \/>\nOggi, il vero problema \u00e8 che l\u2019imperialismo \u2013 che non \u00e8 una tigre di carta \u2013 utilizza le sue antenne per mobilizzare entit\u00e0 intermediarie legate alla concezione borghese, politica, fuori dale masse proletarie o per le battaglie borghesi di diritti umani, per dar spazio alle posizioni di questa sinistra minoritarista e settaria. Una messa in scena che serve unicamente a rafforzare l\u2019immagine dell\u2019opposizione, che in questo modo pu\u00f2 dire, \u201c..<em>vedete anche la sinistra \u00e8 stanca di Maduro, anche i gruppi rivoluzionari criticano il chavismo<\/em>\u00a0!\u201d<br \/>\nSembra una terribile casualit\u00e0 ma nel mese di maggio, quando nella capitale venezuelana c\u2019erano numerose manifestazioni organizzate dall\u2019opposizione, i gruppetti di studenti che si dicono troskisti o maoisti scesero in piazza insieme ai gruppi della lumpen-borghesia di Capriles! Per cui, non bisogna stupirsi se i congeneri europei o italiani facciano lo stesso utilizzando la rete informatica senza metterci realmente la faccia , per pubblicare le stesse menzogne dette e ripetute dalla sinistra eurocentrica.<br \/>\n<strong>Frequente per voi della Rete dei Comunisti \u00e8 l\u2019attacco tutto politico contro l\u2019eurocentrismo della sinistra europea e in particolare a quella italiana, sia moderata, sia pseudo rivoluzionaria. Perch\u00e9 affermate che la sinistra eurocentrica \u00e8 quella che si adatta perfettamente nel modello comunicazionale e sociale del capitale espresso con la costruzione del polo imperialista della UE ?<\/strong><br \/>\nL\u2019attuale fase della globalizzazione neoliberista ha favorito l\u2019affermazione dell\u2019eurocentrismo nella sinistra, che poi si \u00e8 rivelato un elemento perfetto per imporre il concetto egemonico del capitale anche dell\u2019Unione Europea come centro politico, economico e culturale si un nuovo competitivo polo nel mondo geo-strategico e geo-politico degli imperialismi.<br \/>\nIl dramma \u00e8 che ormai tutti i partiti europei di centro-sinistra, della sinistra riformista o di quella radical-ambientalista e anche quella pseudo rivoluzionaria sono eurocentrici. In questo modo, tutto quello che non conviene a questi partiti o gruppettini o ben noti personaggi fuori da ogni reale contesto politico, e che non vogliono realizzare per rinuncia alla militanza sul terreno rivoluzionario, allora \u00e8 dichiarato improprio, impraticabile e inutile per tutto il mondo. Insomma \u00e8 una forma di dogma politico con il quale tutti i neocolonizzatori della cultura e pratica dell\u2019eurocentrismo pretendono imporre le proprie decisioni collaborative e consociative ai partiti progressisti e della sinistra di classe del Terzo Mondo. In pratica \u00e8 una forma per imporre ai nuovi partiti e movimenti rivoluzionari africani, arabi e latino-americani la silenziosa accettazione della relazione di dipendenza con gli imperialismi USA e dell\u2019Unione Europea.<br \/>\nComunque l\u2019errore pi\u00f9 grave commesso dai partiti della sinistra eurocentrica, \u00e8 stato quello di aver accettato tutte le distorsioni creatisi con l\u2019avvento dell\u2019Europa Unita e che furono provocate unicamente dal mercato e dal liberismo. E\u2019 chiaro che poi tutti gli eurocentrici che hanno mantenuto un canino silenzio sono stati ricompensati con l\u2019apertura delle stanze del potere o con la finta opposizione della radicalit\u00e0 confusa di comodo e consociativa. Un processo che in Italia cominci\u00f2 negli anni sessanta con i primi governi di centro-sinistra DC-PSI di Nenni e poi di Craxi, passando per il compromesso storico e l\u2019eurocomunismo di Berlinguer, fino all\u2019accettazione dell\u2019asse franco-tedesco da parte del PD di Napolitano, Bersani, Letta e per ultimo Renzi e per la finta opposizione anche dei partitini sedicenti comunisti e di chiacchiera pomposa rivoluzionaria.<br \/>\nIn questi anni la sinistra eurocentrica ha fatto di tutto per essere con compiti diversi la nuova forza populista capace di frenare, di tentare di ingabbiare nel consenso social-liberista o dell\u2019\u201dio sono la rivoluzione\u201d, l\u2019autonomia della classe operaia e il ribellismo del proletariato giovanile, migrante, dentro le regole imposte dal mercato. Vale a dire flessibilit\u00e0 del vivere, precariato e morte sociale!<br \/>\nPer questo i teorici della sinistra eurocentrica, gi\u00e0 nel 1999, squalificarono il programma di giustizia sociale di Hugo Ch\u00e1vez considerandolo la fattispecie utopica di un bonapartismo latino! Ugualmente faceva Giorgio Napolitano nel 1979, nelle sue conferenze nelle universit\u00e0 statunitensi (6) tentando di delegittimare la rivoluzione cubana e lo stesso Fidel Castro, considerandolo il leader di una dittatura. Da non dimenticare che nel 1986 nel PCI si consolidava la linea politica di Napolitano che a livello di politica estera definiva \u201c<em>piena e leale solidariet\u00e0 agli Stati Uniti e alla NATO<\/em>\u201d. Non fu casuale che, in seguito, Henry Kissinger dichiar\u00f2 che Napolitano era stato il suo comunista preferito (6).<br \/>\nOggi abbiamo il problema della schiavizzazione della forza lavoro immigrata, e nessuno pensa che il problema siano le societ\u00e0 africane create con base il neocolonialismo e rimesse in sesto alla meno peggio dai nuovi alleati del liberismo europeo. Per questo il flusso d\u2019immigrati si riduce a quantificare il numero di africani o arabi che nei paesi europei potranno essere integrati nel mondo del lavoro, con i cosiddetti contratti flessibilizzati e quindi, contribuire a rompere l\u2019organizzazione di classe dei sindacati, oltre a far sviluppare l\u2019economia invisibile (3) ed evidentemente a chiudere gli occhi sulla cosiddetta economia illegale (4). Le peggiori leggi contro i lavoratori negli ultimi venti anni sono state scritte dai partiti della sinistra riformista eurocentrica. Il Job Act in Italia, come pure la Loi du Travail in Francia, sono leggi volute, proposte e votate da partiti che si dicono di sinistra: il Partito Democratico di Renzi, la CGIL della signora Susanna Camusso e il partito Socialista Francese di Fran\u00e7ois Hollande. Un situazione che \u00e8 difficile dimenticare quello che \u00e8 successo in Grecia con Alexis Tsipras e i gruppi eurocentrici presenti in Syriza, entrambi in combutta con la socialdemocrazia tedesca (SPD). E per non parlare degli insignificanti partitini massimalisti sedicenti comunisti che abbondano in Italia.<br \/>\n<strong>Perch\u00e9 la sinistra eurocentrica, dopo aver inventato il social-liberismo con cui distruggere la lotta di classe, oggi continua a captare la simpatia e la speranza di ampie fasce elettorali operaie e proletarie, nonostante le delusioni con Prodi, Letta e adesso con Renzi? O decidendo di star fuori dal conflitto reale di classe continuano ad attirare un po\u2019 di giovani in buona fede con la finta opposizione rivoluzionaria simbolica ?<\/strong><br \/>\nTu hai, giustamente parlato di simpatia e di speranza, ma non hai usato la parola militanza perch\u00e9 oggi, come pure negli anni novanta i partiti della sinistra eurocentrica non praticavano pi\u00f9 la militanza politica poich\u00e9 in quel periodo c\u2019\u00e8 stato anche un grande spurgo dell\u2019ideologia classista, soprattutto in termini culturali. Un fenomeno che ha colpito anche la sinistra rivoluzionaria. C\u2019\u00e8 stato un lungo momento, a partire dagli anni novanta, in cui dirsi comunista significava essere subito additato come uno \u201csporco stalinista, servo di Castro e di Chavez \u201c.<br \/>\nUn\u2019epoca in cui i dirigenti anche di Rifondazione Comunista in Italia reinventavano il pacifismo, per scolorire il potenziale rivoluzionario del proletariato e quindi diluire in questo pacifismo senza nomi e frontiere tutto il potenziale rivoluzionario che aveva resistito agli effetti negativi degli anni della controrivoluzione a guida DC-PCI. D\u2019altra parte i venti anni di Mediaset e della societ\u00e0 della comunicazione deviante, hanno contribuito a ridurre lo spirito di lotta delle masse operaie e proletarie in semplice simpatia per chi dice che \u00e8 sempre stato un tuo difensore e speranza perch\u00e9 in qualcosa devi credere.<br \/>\nOggi il PD di Renzi \u00e8 quello che maggiormente si contrappone e persegue i gruppi politici che sviluppando conflitto nel movimento di classe che cercano di trasformare il territorio e la fabbrica in nuove aree di lotta e di mobilitazione per la trasformazione reale radicale. Infatti, durante i governi della destra berlusconiana e leghista le denunce per oltraggio, occupazione, resistenza a pubblico ufficiale si sprecavano. Oggi invece gli uomini della repressione istituzionale chiamano gli ufficiali giudiziari per sigillare i cucinotti o i bar dei centri sociali. Fanno annullare tutti i contratti che i Comuni avevano con strutture legate alla sinistra di classe popolare e rivoluzionaria perch\u00e9 hanno capito che quei progetti oltre a dar lavoro, alimentano anche le attivit\u00e0 politiche di trasformazione nel territorio, creando nei quartieri nuovi vincoli di militanza. Cio\u00e8 rinasce quella militanza politica, classista, marxista e rivoluzionaria che esisteva in passato e che oggi fa paura al sistema che la reprime con mezzi della nuova violenza istituzionalizzata.<br \/>\nE mi fermo qui per non occupare spazio. La verit\u00e0 \u00e8 che oggi anche la repressione esegue nuove metodologie, sempre pi\u00f9 scientifiche e sempre pi\u00f9 selettive, con l\u2019obiettivo di isolare la sinistra di classe e quindi trasformare i centri sociali, i progetti delle cooperative e le esperienze comunitarie in autentici ghetti che a poco a poco scompaiono a causa del peso delle norme repressive.<br \/>\n<strong>Tu con i tuoi compagni della Rete dei Comunisti e delle strutture dell\u2019area politica, avete scritto libri sull\u2019eurochavismo; vorrei sapere se si tratta di emulazione di Hugo Ch\u00e1vez o se \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 profondo che in termini ideologici lavora i concetti di giustizia sociale del chavismo, l\u2019uomo nuovo di Guevara e l\u2019intellettuale organico di Gramsci?<\/strong><br \/>\nQuando scriviamo libri, come pure tutte le volte che in articoli o interviste introduciamo problematiche partendo da esperienze bolivariane o della Cuba socialista, non facciamo assolutamente un lavoro teorico individualista da tavolino, ma cerchiamo di trasmettere ai compagni che leggono per vivere teoria e percorsi del conflitto di classe, elaborazioni che svolgo nella pratica politica con i compagni della mia area politico culturale sindacale, cio\u00e8 nel nostro piccolo un intellettuale organico collettivo.<br \/>\nNon si tratta quindi di una emulazione pura e semplice del Comandante Hugo Ch\u00e1vez. Infatti, la rivoluzione bolivariana \u00e8 autenticamente venezuelana e non pu\u00f2 essere esportata come tale. Basta vedere l\u2019evoluzione dei paesi dell\u2019ALBA dove l\u2019esperienza bolivariana \u00e8 uno dei riferimenti storici e ideologici. Poi il resto \u00e8 autenticamente boliviano, ecuadoriano, sandinista e in primis cubano.<br \/>\nIl concetto diciamo di eurochavismo \u00e8 politicamente utile per identificare una serie di concetti politici e ideologici che per noi marxisti comunisti europei sembrano una novit\u00e0, ma che sono assolutamente presenti nel pensiero martiano e bolivariano, nel guevarismo, in Fidel e gi\u00e0 in Gramsci, sono assolutamente necessari, irrinunciabili per assumere una posizione politica definita nell\u2019universo della lotta all\u2019imperialismo e al capitalismo e per il socialismo .<br \/>\nAd esempio la battaglia del governo chavista per difendere la sovranit\u00e0 nazionale e tutto quello che essa rappresenta come elemento di lotta contrapposta alla strategia dell\u2019imperialismo \u00e8 l\u2019unico esempio che abbiamo negli ultimi quindici anni. Inoltre, la maniera come il governo chavista ha introdotto nella societ\u00e0 venezuelana la lotta al liberismo economico e allo sfruttamento, creando nuove forme di lavoro e difare azienda sociale e socialista,ci permette di analizzare se anche nel nostro sistema esistono complementariet\u00e0 con quello che \u00e8 stato fatto nel Venezuela rivoluzionario. Il che non significa copiare, ma capire se \u00e8 possibile introdurre e sviluppare nuovi processi di lotta anticapitalista e su questo terreno anche qui ed ora da noi.<br \/>\nInoltre si pu\u00f2 intendere l\u2019eurochavismo come una nuova concezione rivoluzionaria per ridefinire e organizzare la militanza e la sua relazione con la classe che lavora, che studia, che \u00e8 sfruttata, che \u00e8 emarginata. Un contesto che obbliga questa nuova militanza, di analisi politica e di organizzazione politica a opporsi agli effetti della crisi sistemica con una serie di lotte che lentamente costruiscono nuove realt\u00e0 politichesi contropotere. Un contesto in cui nasce quello che Guevara chiamava l\u2019Uomo Nuovo e in cui Gramsci indentifica l\u2019affermarsi dell\u2019intellettuale organico.<br \/>\nIn pratica l\u2019eurochavismo va inteso politicamente come una nuova concezione dell\u2019essere rivoluzionario nelle lotte sociali e classiste, \u00e8 una nuova forma di fare politica all\u2019interno di nuova realt\u00e0 organizzative che non sono pi\u00f9 utopia non raggiungibile, bens\u00ec rappresentano la realt\u00e0 dinamica del nostro presente che all\u2019interno delle problematiche provocate dai conflitti di classe, costruisce il futuro con un occhio nel passato nel processo reale del divenire storico.<br \/>\nInfatti, anche in passato per esempio mentre in Italia gli Editori Riuniti limitavano lo studio di Gramsci a pochi libretti, ideologicamente innocui per il riformismo eurocentrico del PCI e la Feltrinelli pubblicava solo la parte epica di Guevara, in America Latina, durante trenta anni questi due autori sono stati studiati e analizzati profondamente nella e per la pratica rivoluzionaria. Perci\u00f2 non \u00e8 casuale se Hugo Ch\u00e1vez nelle sue riflessioni usi i concetti del guevarismo e soprattutto quelli gramsciani per costruire un\u2019analisi rivoluzionaria che, partendo dalla riconquista della sovranit\u00e0 rivoluzionaria popolare tocca con il conflitto per il potere tutti gli aspetti della nuova societ\u00e0, fino a poter definire i diritti delle minoranze etniche in quanto soggetto di classe.<br \/>\nQuindi, con molta semplicit\u00e0 possiamo certamente affermare in chiave tutta interna al dibattito fra rivoluzionari che in Italia ed in Europa \u00e8 possibile seguire questa nuova dinamica e prospettiva antimperialista e anticapitalista del chavismo che \u00e8 realt\u00e0 di pratica rivoluzionaria , qui ed ora e che per semplice connotazione geografica e storica possiamo chiamare eurochavismo, ma che sicuro \u00e8 pensiero e agire del chavismo e castrismo e guevarismo nella pratica del costruire e vivere qui ed ora Socialismo nel e per il XXI secolo.<br \/>\n<strong>Secondo i \u201ccommentari\u201d captati nel Transatlantico di Montecitorio, dopo il riconoscimento da parte dell\u2019Italia del nuovo presidente brasiliano, il golpista Michel Temer, alcuni funzionari vicini al Ministro degli Esteri, Gentiloni, dovrebbero avviare contatti informali con i rappresentanti dell\u2019opposizione ai vari governi rivoluzionari e progressisti dell\u2019America Latina. Cosa ne pensi?<\/strong><br \/>\nPersonalmente, e con la Rete dei Comunisti e la nostra area politico culturale, sono e siamo al di fuori di queste \u201cvoci\u201d, contro il dilagante pettegolezzo politico, con la p molto minuscola, e anzi questo proliferare del vociare crea germi pericolosi che possono essere una bufala massmediatica per surriscaldare le relazioni tra il Ministero degli Esteri italiano e il governo bolivariano, cubano, boliviano ecc; e sempre piu apesso le \u201cvoci di e da dentro \u201c vengono supportate con riconoscimenti ed episodi concertati che peggiorano le relazioni diplomatiche, per esempio facendo diventare dei riconosciuti criminali e assassini come oppositori democratici, vedi tra i tanti il signor Lopez, fascista venezuelano ; o come ad esempio episodi controversi dopo la \u201cstrana\u201c morte dell\u2019alto funzionario del Consolato italiano, Mauro Mariciatto, ed infatti, all\u2019epoca furono divulgate tre versioni, seguite da un silenzio assoluto che rendono la morte di Mariciatto a tutt\u2019oggi misteriosa, se non sospetta.<br \/>\nComunque le \u201cvoci\u201d sono quasi sempre una manipolazione operata dagli ambienti legati all\u2019opposizione controrivoluzionaria presene in Europa e Stati Uniti per provocare il personale diplomatico, che a volte purtroppo pu\u00f2 sbandare, e per attaccare compagni sinceramente rivoluzionari da sempre impegnati nella solidariet\u00e0 internazionalista militante e non certo quelli funzionalmente comodi di quella sinistra provocatoriamente parolaia.<br \/>\n<strong>E in Italia cosa significa realizzare conflitto nel e per la logica chavista? Per esempio voi che pensate che succeder\u00e0 nell\u2019Unione Europea adesso che l\u2019Inghilterra ha deciso<br \/>\ndi uscire con la Brexit? Che lotte realizzare contro la politica della UE<\/strong>?<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\nE\u2019 ancora presto per giungere a dee conclusioni politiche compiute, visto che per esempio in Scozia tutti vogliono restare nell\u2019Unione Europea, in Irlanda del Nord gi\u00e0 c\u2019\u00e8 una consistente maggioranza che vuole approfittare del Brexit per proporre l\u2019unificazione delle due Irlande e nel Galles, invece vorrebbero seguire il cammino dell\u2019indipendenza.<br \/>\nComunque il Brexit pone fine ad una situazione che \u00e8 sempre stata contraddittoria e mette in luce il progetto imperialista dell\u2019Unione Europea.<br \/>\nIn termini politici di immediata percezione politichese, il Brexit \u00e8 uno stimolo alla rottura nazionalista e razzista per i partiti della destra estrema, quella post-fascista. Oggi per esempio si da quasi per certo che Marie le Pen sar\u00e0 la prossima vincitrice delle elezioni in Francia. Bisogna, comunque, aspettare come andranno le elezioni negli Stati Uniti per dire se con Hillary Clinton l\u2019Inghilterra sar\u00e0 il nuovo fratello degli USA o se con Trump prevarr\u00e0 il tradizionale isolazionismo dei repubblicani, che pu\u00f2 provocare seri problemi all\u2019Inghilterra.<br \/>\nIn ogni caso per quello che noi identifichiamo progetto di rottura della UE per la costruzione in termini rivoluzionari e internazionalisti di classe, l\u2019ALBA mediterranea, ci sembra che oggi ci sia una situazione positiva, anche pi\u00f9 di un anno fa, perch\u00e9 \u00e8 dimostrato dalle dinamiche politiche delle scelte popolari che il blocco granitico dell\u2019Unione Europea pu\u00f2 decomporsi. Il problema \u00e8 preparare il movimento di classe per sapere come affrontare un\u2019eventuale rottura e fuoriuscita dalla UE affossando le politiche del Fondo Monetario Internazionale e di tutta la troika rappresentante degli interessi della borghesia transazionale europea barricata nel polo imperialista della UE.<br \/>\nScusami ma questo processo tutto politico internazionalista di classe non abbatte concretamente da subito ogni forma di eurocentrismo comunque della collaborazione nel consociativismo pacificato, fuori dalle dinamiche reali del conflitto sociale, poich\u00e8 anche quando si professa radicale \u00e8 solo parolaio e autoreferenziale?<br \/>\nMentre il percorso di lotte per l\u2019accumulo delle forze nella proposta di rottura e fuoriuscita dalla UE per la prospettiva della costruzione dell\u2019ALBA socialista mediterranea, non \u00e8 un terreno di pratica immediata qui ed ora di eurochavismo rivoluzionario, di costruire lentamente percorsi concreti di Socialismo nel XXI secolo nella pratica reale delle lotte dell\u2019internazionalismo di classe?<br \/>\nCome sempre le dinamiche del materialismo storico nell\u2019esplicitarsi reale del conflitto di classe determineranno i percorsi del divenire storico, e si vedr\u00e0 come diceva la sempre cara Margherita Hack che\u00a0<em>\u201cSpesso oggi \u00e8 tutto molto facile da raggiungere perch\u00e9 diventi\u2026 vera passione\u201c!<\/em><br \/>\nNOTE:<\/p>\n<p>1 \u2013 Il Caracazo \u00e8 la rivolta storica del popolo povero della capitale Caracas che fu repressa nel sangue tra il 28 e il 5 marzo del 1998.<\/p>\n<p>2 \u2013 L\u2019USL, Unione Socialista dei Lavoratori, \u00e8 un gruppettino minoritario dell\u2019estremismo venezuelano, che come tanti altri presenti anche in Italia, si considera l\u2019unico \u201csuper-rivoluzionario\u201d, di origine controllata DOC, del pianeta Terra!<\/p>\n<p>3\u2013 L\u2019economia invisibile sono le contrattazioni in nero, i ritmi di lavoro alterati, l\u2019assenza di garanzie e misure di sicurezza, forme di contrattazione che permettono la produzione di merci con norme falsificate o con materie prime adulterate.<\/p>\n<p>4 \u2013 L\u2019economia illegale \u00e8 data per esempio dalla messa produzione per il capitale di uomini o donne per la prostituzione, per il trasporto e la vendita di stupefacenti, per la vendita al dettaglio di prodotti di contrabbando, ecc.<\/p>\n<p>5 \u2013 Grazie all\u2019aiuto di Andreotti, Giorgio Napolitano, in quanto responsabile della politica economica del PCI, nel 1978 dagli USA il visto per poi nel 1979 realizzare una serie di conferenze nelle Universit\u00e0 di Harvard, Yale, Chicago, Berkeley, Johns Hopkins-SAIS e CSIS di Washington.<\/p>\n<p>6 \u2013 Nel 2001 il\u00a0<em>Corriere della Sera<\/em>\u00a0riport\u00f2 alla luce questa relazione nell\u2019articolo \u201cE Kissinger incontra il suo comunista preferito\u201d,\u00a0<em>Corriere della Sera<\/em>\u00a0del 9 settembre 2001,\u00a0<u><a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2001\/settembre\/09\/Kissinger_incontra_suo_comunista_preferito_co_0_01090910113.shtml\">http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2001\/settembre<\/a><\/u><\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (intervista a Luciano Vasapollo di Achille Lollo,\u00a0comparsa sulla rivista Contropiano) Il 5 marzo del 2013 finiva il calvario tumorale \u2013 o l\u2019iter di un assassinio voluto dall\u2019imperialismo? \u2013 che il Presidente del Venezuela rivoluzionario bolivariano, l\u2019indimenticabile Comandante Supremo Hugo Chavez che, nella fase pi\u00f9 acuta, aveva affrontato dall\u2019ottobre del 2012, subito dopo aver vinto per la quarta volta le elezioni. Purtroppo la scomparsa del fondatore del\u00a0Socialismo del Secolo XXI\u00a0ha permesso all\u2019imperialismo statunitense di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":17650,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/antidiplomatico.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-4Hw","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18074"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18074"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18074\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18074"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18074"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18074"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}