{"id":18077,"date":"2016-09-23T13:00:21","date_gmt":"2016-09-23T11:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18077"},"modified":"2016-09-23T13:00:21","modified_gmt":"2016-09-23T11:00:21","slug":"cambi-di-fronte-e-propaganda-in-siria-aspettando-le-presidenziali-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18077","title":{"rendered":"Cambi di fronte e propaganda in Siria, aspettando le presidenziali USA"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FEDERICO DEZZANI<\/strong><\/p>\n<p><em>Nell\u2019attuale contesto di deterioramento economico e politico, nessun quadrante merita maggiore attenzione di quello mediorientale, candidato ad essere l\u2019innesco di quella possibile \u201cguerra costituente\u201d che ridisegnerebbe gli assetti globali: in Siria, in particolare, l\u2019attrito tra il declinante impero angloamericano e le potenze emergenti \u00e8 massimo. L\u2019avvicinamento tra Putin ed Erdogan \u00e8 la principale novit\u00e0 strategica accorsa nell\u2019estate: ne \u00e8 seguita una campagna mediatica che presenta Aleppo come \u201cnuova Sarajevo\u201d, vittima di un brutale assedio che invoca l\u2019intervento occidentale. Gli sviluppi sono appesi alle presidenziali americane: l\u2019eventuale elezione di Hillary Clinton renderebbe certo il tentativo di imporre una zona d\u2019interdizione di volo sulla Siria, con alte probabilit\u00e0 che il conflitto degeneri in una guerra di larga scala.<\/em><\/p>\n<h2>Accordo tra Mosca ed Ankara: vince la ragion di Stato<\/h2>\n<p>Negli ultimi due anni il Medio Oriente \u00e8 stato spesso oggetto dei nostri articoli, per due ragioni: primo, \u00e8 l\u2019area geopolitica dove l\u2019Italia coltiva i suoi naturali interessi, secondo, <strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/gli-attentati-lla-scacchiera\/\">come abbiamo sovente evidenziato nelle nostra analisi<\/a><\/strong>, la regione si \u00e8 via via guadagnata la funzione di<b> \u201cBalcani globali\u201d<\/b>, quell\u2019instabile regione, cio\u00e8, idonea a giocare sullo schacchiere internazionale lo stesso ruolo della<b> penisola balcanica nel 1914.<\/b><\/p>\n<p>Il Medio Oriente \u00e8 oggi il campo dove le potenze mondiali declinanti (USA e NATO) ed emergenti (Russia, Iran e Cina) convergono, per una sfida che trascende i confini regionali: la posta non \u00e8, infatti, la supremazia in questo o quel Paese mediorientale, <b>bens\u00ec l\u2019assetto mondiale<\/b>. Il Medio Oriente, in sostanza, s\u00ec \u00e8 candidato a fungere da innesco per quella possibile <i>\u201cguerra costituente\u201d<\/i> (l\u2019argomento sar\u00e0 oggetto di uno dei nostri prossimi articoli) con cui <b>l\u2019ormai esausto ordine mondiale del 1945 <\/b>(momentaneamente rafforzatosi nel 1991 con l\u2019implosione dell\u2019URSS ) sarebbe seppellito, per lasciare spazio ad uno nuovo, basato sui <b>mutati rapporti di forza.<\/b><\/p>\n<p>Il punto dove l\u2019attrito tra potenze \u00e8 massimo,<strong> la Bosnia del 1914<\/strong> per proseguire con la similitudine, \u00e8 ovviamente <b>la Siria<\/b>. Non \u00e8 un caso se sui media internazionali la citt\u00e0 di Aleppo, dove le operazioni dell\u2019esercito siriano per la sua riconquista si avviano alla conclusione, sia sempre pi\u00f9 sovente paragonata sui media ad una <b>\u201cnuova Sarajevo\u201d<\/b>: il riferimento immediato, certo, \u00e8 alle vicende <b>dell\u2019assedio <\/b><b>della citt\u00e0 bosniaca ne<\/b><b>gli anni \u201990<\/b>, ma come non cogliere anche una sinistra allusione <b>all\u2019attentato <\/b>con cui fu ucciso<b>l\u2019<\/b><b>erede al trono d\u2019Austria-Ungheria<\/b>, inizio di quella reazione a catena che port\u00f2 alla<strong> prima guerra mondiale<\/strong>? L\u2019evoluzione del conflitto siriano merita quindi la massima attenzione, date le sue implicazioni globali.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/fallito-colpo-turchia-erdogan-assaggia-veleno-americano\/\">Una novit\u00e0 di portata strategica \u00e8 coincisa con la tentata destabilizzazione statunitense della Turchia<\/a><\/strong>: il fallito putsch militare si proponeva, infatti, di impedire <b>il riavvicinamento gi\u00e0 in atto tra Ankara e Mosca<\/b>, passo indispensabile per porre fine all\u2019insurrezione armata che dilania la Siria da ormai sei anni e che ha lungo impiegato Turchia come retroterra.<strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=NfpyXKtbeH0\"> Le indiscrezioni riportate dall\u2019ex-ministro libanese<\/a><\/strong><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>, <b>Wahim Wahab<\/b>, secondo cui Mosca non solo avrebbe avvertito Recep Erdogan dell\u2019imminente golpe, ma gli avrebbe addirittura <b>dato ospitalit\u00e0<\/b> nella propria base aerea siriana durante le drammatiche ore del putsch, corroborano la tesi che un\u2019intesa tra la Russia e la Turchia fosse stata gi\u00e0 raggiunta ed colpo di Stato fosse<strong>l\u2019estremo tentativo di<\/strong> <b>sabotarla.<\/b><\/p>\n<p>Il 9 agosto<strong> Recep Erdogan<\/strong> vola a San Pietroburgo, per la sua prima visita all\u2019estero dopo lo sventato golpe. L\u2019incontro con <strong>Vladimir Putin<\/strong> verte, ovviamente, <b>sulla Siria<\/b>, dove i due Paesi hanno militato per sei anni sui lati opposti della trincea: Mosca a sostegno del regime laico di Bashar Assad e dell\u2019integrit\u00e0 territoriale della Siria, Ankara a sostegno dell\u2019insurrezione islamista e della balcanizzazione del Paese, secondo il copione fornitole da angloamericani ed israeliani.<\/p>\n<p>Il faccia a faccia cementa cos\u00ec il riavvicinamento in atto da mesi e scaturito <b>dall\u2019ambigua posizione<\/b> di Washington<b> sulla questione curda<\/b>: Erdogan, infatti, ha compreso che l\u2019appoggio statunitense ai curdi siriani ed iracheni (i corpi speciali americani schierati nell\u2019ovest siriano combattono con le insegne delle milizie curde del YPG<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>), contempla la nascita di uno <b>Stato curdo <\/b>al ridosso del confine, con forti rischi che le regioni turche dove i curdi sono <b>l\u2019etnia dominant<\/b><b>e<\/b> si dirigano a loro volta <b>verso la secessione.<\/b><\/p>\n<p>L\u2019accordo tra Mosca ed Ankara \u00e8 il classico \u201c<i>do ut des<\/i>\u201d, il trionfo della<strong> ragion di Stato<\/strong> a dispetto di qualsiasi impostazione ideologica o rancore: la Russia ottiene la sospensione dei rifornimenti all\u2019insurrezione islamista nel nord della Siria e la condiscendenza di Ankara per la <b>completa riconquista di Aleppo<\/b> da parte dell\u2019Esercito Arabo Siriano, la Turchia ha luce verde<b> per varcare il confine siriano<\/b> senza reazioni russe, formalmente per debellare l\u2019ISIS ma in verit\u00e0 per <strong>reprimere le milizie curde.<\/strong><\/p>\n<p>Truppe russe sono cos\u00ec dislocate sull\u2019ultima strada da cui giungevano i rifornimenti turchi alle milizie attive ad Aleppo<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>, mentre Ankara, nonostante le proteste formali di Damasco<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>, pu\u00f2 lanciare l\u2019operazione<b> \u201cScudo dell\u2019Eufrate\u201d,<\/b> calando jet e truppe meccanizzate nel nord della Siria da impiegare contro le milizie curde alleate degli USA: a Washington, gi\u00e0 ai ferri corti con Erdogan dopo il fallito golpe di luglio, non resta che far buon viso a cattivo gioco, dando il <i>nulla osta<\/i> all\u2019operazione turca cos\u00ec da evitare una <strong>rischiosa rottura diplomatica<\/strong> con Ankara.<\/p>\n<p>L\u2019intesa tra Russia e Turchia rende sempre pi\u00f9 concrete le probabilit\u00e0 di una vittoria definitiva di Bashar Assad sull\u2019insurrezione armata: n\u00e9 la fornitura di <strong>missili terra-aria spalleggiabili<\/strong> (tra luglio e settembre Mosca perde due elicotteri e Damasco tre jet ed un elicottero), n\u00e9 i saltuari raid NATO ed israeliani a sostegno dei ribelli (vedi i bombardamenti \u201caccidentali\u201d della coalizione anti-ISIS contro l\u2019esercito siriano a Deir Ezzor e gli interventi di Tel Aviv a sostegno degli islamisti nel Golan<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>), sono in grado di<b> invertire la dinamica <\/b><b>assunta dal<\/b><b> conflitto.<\/b><\/p>\n<p>Abortito lo scenario di un<strong> \u201cgrande Kurdistan\u201d,<\/strong> evaporato il <strong>Califfato sunnita dell\u2019ISIS,<\/strong> persa l\u2019influenza in Iraq a vantaggio di Teheran, raffreddatisi i rapporti con l\u2019Arabia Saudita, l\u2019ultimo appiglio angloamericano per scongiurare un disfatta a tutto campo \u00e8 impedire <b>la caduta di Aleppo, <\/b>citt\u00e0 pi\u00f9 popolosa della Siria e centro economico di primaria importanza.<\/p>\n<p>La posta in gioco trascende la Siria e riguarda anche i <b>rapporti di forza a scala globale<\/b>, dove \u00e8 chiaro a tutti che la supremazia di una potenza declinante, <b>gli USA<\/b>, \u00e8 apertamente contestata dagli sfidanti decisi a difendere la loro agenda: <b>Russia, Iran e Cina<\/b> (quest\u2019ultima ha recentemente concordato con le autorit\u00e0 siriane un maggiore coinvolgimento sul terreno<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a>, attraverso aiuti ed addestratori militari).<\/p>\n<p>Nella narrativa dei media occidentali Aleppo assurge quindi al ruolo di <strong>\u201cnuova Sarajevo\u201d<\/strong>, aprendo la strada ad un potenziale \u201cintervento umanitario\u201d dalle <b>conseguenze imprevedibili.<\/b><\/p>\n<h2>Aleppo, \u201cla Sarajevo\u201d che aspetta Hillary Clinton<\/h2>\n<p>L\u2019importanza assunta da Aleppo nel conflitto siriano \u00e8 testimoniata dalla campagna mediatica che infuria attorno alla citt\u00e0 da quando l\u2019esercito governativo ha preso il sopravvento: si tratta della classica <b>guerra psicologica<\/b> con cui i centri d\u2019informazione atlantica preparano abitualmente il terreno per <b>un intervento militare<\/b>, giustificato dalla necessit\u00e0 di difendere i diritti umani.<\/p>\n<p>La Siria non \u00e8 certo un \u201cterreno vergine\u201d sotto questo aspetto, perch\u00e9 gi\u00e0 nell\u2019estate del 2013, quando israeliani ed ampi settori dell\u2019establishment angloamericano spinsero per la prima volta per un intervento militare, era stato orchestrato<b> <\/b><b>l\u2019episodio<\/b><b> delle armi chimiche<\/b> <b>nei sobborghi di Damasco,<\/b> opera, secondo la ricostruzione dei media internazionali, del \u201cregime di Assad\u201d, ma attuato in realt\u00e0 con<b> gas sarin turco e manovalanza saudita.<\/b><\/p>\n<p>La nuova campagna \u00e8 stata aperta alla fine di luglio, quando l\u2019ong americana <b>Physicians for Human Rights<\/b><b><\/b>accusa l\u2019aviazione di Damasco del bombardamento di sei ospedali nella zona d\u2019Aleppo, un vero e proprio<b>crimine di guerra.<\/b> Trascorrono pochi giorni ed i circuiti d\u2019informazione sono sovraccaricati dalle immagini del piccolo <b>Omran Daqneesh, <\/b>il bambino sanguinante e coperto di polvere, fotografato attonito all\u2019interno di un\u2019ambulanza: <i>\u201cLittle boy in Aleppo a vivid reminder of war\u2019s horror\u201d <\/i>titola la CNN, che ricorda le efferatezze dei bombardamenti russi e governativi in Siria. L\u2019emittente nazionale cinese CCTV controbatte senza esitazione: le foto del piccolo Omran sono state confezionate <i>ad hoc <\/i>e rientrano nella <b>classica propaganda di guerra<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a><\/b>.<\/p>\n<p>Il salto di qualit\u00e0 coincide con la riesumazione dei pi\u00f9 recenti \u201c<b>interventi umanitari\u201d <\/b>condotti dagli USA: sui media internazionali Aleppo comincia ad essere associata al nome di un\u2019altra citt\u00e0 tristemente nota per le vicende belliche: <b>Sarajevo. <\/b>Il blocco di Aleppo da parte dell\u2019Esercito Arabo Siriano \u00e8 l\u2019odierno equivalente dell\u2019assedio <b>di Sarajevo da parte delle truppe serbo-bosniache: <\/b><i>\u201cSiria, Aleppo come Sarajevo: dopo quattro anni di assedio 40mila morti e 300mila civili in trappola\u201d <\/i>titola il Fatto Quotidano il 31 luglio;<i><\/i>\u201c<i>Aleppo come Sarajevo? L\u2019accusa delle Ong: Un altro fallimento dell\u2019Onu<\/i>\u201d ribadisce il Corriere della Sera l\u201911 agosto; <i>\u201c<\/i><i>Salviamo Aleppo, Sarajevo del Duemila\u201d <\/i>insiste l\u2019ex-ministro Andrea Riccardi su Avvenire.<\/p>\n<p>Gli interventi pi\u00f9 interessanti, per\u00f2, si trovano ovviamente sulla stampa americana, come l\u2019editoriale \u201c<i>America\u2019s Retreat and the Agony of Aleppo\u201d <\/i>apparso il 26 agosto sul <b>New York Times <\/b>e firmato da <b>Roger Cohen<\/b>. Al suo interno si tesse il paragone tra le due citt\u00e0, rimpiangendo gli anni \u201990 e la risolutezza di <b>Bill Clinton:<\/b><\/p>\n<blockquote><p>\u201c<b>Sarajevo and Aleppo<\/b>, two cities once part of the Ottoman Empire, two cities whose diverse populations have included Muslims and Christians and Jews, two cities rich in culture that have been besieged and split in two and ravaged by violence, two cities where children have been victims \u2014 20 years apart. <b>What a difference two decades make!<\/b> Sarajevo was headline news through much of its 44-month encirclement. <b>NATO planes patrolled the skies to prevent, at least, aerial bombardment of the population.<\/b> Blue-helmeted United Nations forces were deployed in a flawed relief effort. President <b>Bill Clinton, after long hesitation, authorized the NATO airstrikes that led to the lifting of the Serbian siege and an imperfect peace in Bosnia<\/b>. (\u2026) Aleppo is alone, alone beneath the bombs of Russian and Syrian jets, alone to face<b> the violent whims of President Vladimir Putin and President Bashar al-Assad.\u201d<\/b><\/p><\/blockquote>\n<p>Corre, infatti, l\u2019anno 1994 quando il processo di <b>dissoluzione della Jugoslavia<\/b>, patrocinato dagli angloamericani ed attuato con l\u2019interessata collaborazione di austriaci, tedeschi e sauditi, compie un balzo in avanti: <b>Bill Clinton <\/b>avvalla i bombardamenti NATO contro le postazioni dell\u2019esercito serbo-bosniaco attorno a Sarajevo, per poi lanciare, a distanza di un anno,<b> l\u2019operazione Deliberate Force. <\/b>In entrambi casi il fattore scatenante \u00e8 un bombardamento<b> al mercato della citt\u00e0<\/b>, che ha tutto il sapore <b>dell\u2019attentato falsa bandiera<\/b>: i caschi blu presenti a Sarajevo, infatti, accusano <b>i mussulmani di essere i veri responsabili della strage<\/b><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a> e la velocit\u00e0 con cui le immagini del mercato bombardato rimbalzano sui media anglosassoni desta fin sa subito <b>pi\u00f9 di un interrogativo<\/b>. Quello contro l\u2019esercito serbo \u00e8 il primo degli <b>\u201cinterventi umanitari\u201d<\/b> con cui l\u2019establishment liberal incarnato da Bill Clinton porta avanti la propria agenda geopolitica, camuffandola come missioni militari a difesa dei diritti umani: seguiranno, di l\u00ec a poco, <b>la guerra in Kosovo<\/b> ed i <b>bombardamenti <\/b><b>su<\/b><b> Belgrado.<\/b><\/p>\n<p>Oggi, \u00e8 il ragionamento di Roger Cohen e di buona parte dell\u2019establishment americano, l\u2019America \u00e8 <i>\u201cin ritirata\u201d<\/i>, perch\u00e9 di fronte ad uno scenario simile a quello bosniaco, <b>Barack Obama<\/b> ha rifiutato l\u2019intervento militare (<i>\u201cNo, Syria has been Obama\u2019s worst mistake, a disaster that cannot provoke any trace of pride\u201d<\/i>), quando nel 2013 le famose armi chimiche glielo avevano servito su un piatto d\u2019argento e sia i <b>falchi democratici che i neocon<\/b> premevano apertamente per la guerra.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 la ritirata statunitense si fermi e l\u2019esito dell\u2019assedio di Aleppo sia simile a quello di Sarajevo, occorre quindi che alla Casa Bianca sieda nuovamente un fautore degli <b>interventi umanitari \u201cmuscolosi\u201d<\/b>, un degno erede di Bill Clinton: chi meglio, allora, dell\u2019ex-first lady<b> <\/b>Hillary?<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 alcun dubbio che, se eletta alla Casa Bianca, <b>Hillary Clinton<\/b> coglierebbe al balzo la situazione ad Aleppo per <b>un radicale mutamento <\/b><b>di strategia<\/b>: archiviate le operazioni sporche della CIA, il discreto sostegno finanziario e logistico all\u2019ISIS ed i saltuari raid a favore dell\u2019insurrezione islamista, si passerebbe all\u2019intervento umanitario con il <b>dispiegamento massiccio <\/b><b>della<\/b><b> flotta e <\/b><b>dell\u2019<\/b><b>aviazione, <\/b>cos\u00ec da creare l\u2019agognata <b>zona d\u2019interdizione di volo<\/b> nei cieli siriani, gi\u00e0 invocata in passato.<\/p>\n<p>Illuminante, a questo proposito, \u00e8 l\u2019intervista rilasciata dal suo consigliere <b>Jeremy Bash<\/b>, reduce di un\u2019esperienza nelle pi\u00f9 alte sfere del Dipartimento della Difesa ed alla CIA<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cHillary Clinton will order <b>a full review<\/b> of the United States strategy on Syria<b> as a first key task of her presidency<\/b>, resetting the policy to emphasise the murderous nature of the Assad regime. A Clinton administration will not shrink from making clear to the world exactly what the Assad regime is. <b>It is a murderous regime that violates human rights;<\/b> that has violated international law; used chemical weapons against his own people; has killed hundreds of thousands of people, including tens of thousands of children. The Clinton campaign strategy as listed on its website revives a long proposed, but never implemented, <b>plan to create \u201csafe zones\u201d<\/b> on the ground for civilians. <b>This would require a de facto no fly zone to prevent air strikes in the area\u201d.<\/b><\/p><\/blockquote>\n<p>Non serve lanciarsi in voli pindarici per immaginare che alla zona d\u2019interdizione di volo programmata dalla Clinton in Siria, dove \u00e8 gi\u00e0 massiccio il dispiegamento dell\u2019aviazione e della contraerea russa, seguirebbe<b> a ruota un\u2019escalation <\/b><b>militare <\/b><b>con Mosca, Teheran e probabilmente Pechino.<\/b><\/p>\n<p>Sarebbe, in sostanza, l\u2019avvio di un conflitto con cui la potenza declinante, gli USA, cerca di arrestare la propria ritirata sfidando in campo aperto i rivali che ne contestano l\u2019egemonia: <b>l\u2019incipit di<\/b> <b>quella guerra costituente<\/b> con cui le \u00e9lite senescenti, quelle euro-atlantiche, e le \u00e9lite emergenti, quelle euro-asiatiche, si sfiderebbero per ridefinire <b>gli assetti globali.<\/b><\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 l\u2019elezione di <b>Donald Trump <\/b>alla Casa Bianca avrebbe reali implicazioni geopolitiche: il suo<i>\u201cAmerica first\u201d<\/i>, <i>\u201cprima l\u2019America\u201d,<\/i> tacciato sui media come<strong> pericoloso isolazionismo<\/strong>, \u00e8 in realt\u00e0 l\u2019ultimo appiglio per scongiurare che Aleppo si trasformi nella peggiore Sarajevo, non quella degli anni \u201990, <b>ma quella del 1914.<\/b><\/p>\n<p>All\u2019avvicinarsi delle elezioni presidenziali statunitensi, un\u2019analisi dei due sfidanti \u00e8 quindi necessaria, per comprendere davvero chi sono i due candidati e perch\u00e9 le stesse fazioni che nel 2013 premevano per l\u2019intervento militare in Siria sono confluite oggi <b>verso la candidata democratica<\/b>: salvo sorprese, ce ne occuperemo la prossima settimana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/proganda-omran.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1708\" src=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/proganda-omran.jpg\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" srcset=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/proganda-omran.jpg 768w, http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/proganda-omran-320x245.jpg 320w, http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/proganda-omran-720x551.jpg 720w\" alt=\"proganda omran\" width=\"768\" height=\"588\" \/><\/a><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=NfpyXKtbeH0<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>http:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2016\/05\/ypg-emblem-syria-160527185041767.html<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>http:\/\/www.reuters.com\/article\/us-mideast-crisis-syria-council-idUSKCN11J1XL<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a>https:\/\/www.almasdarnews.com\/article\/syrian-government-condemns-turkish-armys-illegal-entry-aleppo\/<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a>http:\/\/www.reuters.com\/article\/us-israel-syria-idUSKCN11J0EY<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a>https:\/\/www.rt.com\/news\/356161-china-syria-military-training\/<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a>https:\/\/www.rt.com\/news\/356734-aleppo-child-image-china\/<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a>http:\/\/news.bbc.co.uk\/2\/hi\/europe\/3459965.stm<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a>http:\/\/www.telegraph.co.uk\/news\/2016\/07\/29\/hillary-clinton-will-reset-syria-policy-against-murderous-assad\/<\/p>\n<p class=\"sdfootnote\"><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/\">http:\/\/federicodezzani.altervista.org\/cambi-fronte-propaganda-siria-aspettando-le-presidenziali-usa\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FEDERICO DEZZANI Nell\u2019attuale contesto di deterioramento economico e politico, nessun quadrante merita maggiore attenzione di quello mediorientale, candidato ad essere l\u2019innesco di quella possibile \u201cguerra costituente\u201d che ridisegnerebbe gli assetti globali: in Siria, in particolare, l\u2019attrito tra il declinante impero angloamericano e le potenze emergenti \u00e8 massimo. L\u2019avvicinamento tra Putin ed Erdogan \u00e8 la principale novit\u00e0 strategica accorsa nell\u2019estate: ne \u00e8 seguita una campagna mediatica che presenta Aleppo come \u201cnuova Sarajevo\u201d, vittima di un&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":17732,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/federico-dezzani.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-4Hz","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18077"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18077"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18077\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17732"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18077"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18077"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18077"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}