{"id":18091,"date":"2016-09-23T09:27:30","date_gmt":"2016-09-23T07:27:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18091"},"modified":"2016-09-23T09:27:30","modified_gmt":"2016-09-23T07:27:30","slug":"ocse-il-mondo-non-cresce-piu-e-litalia-ancor-meno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18091","title":{"rendered":"Ocse. Il mondo non cresce pi\u00f9, e l\u2019Italia ancor meno"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONTROPIANO (Claudio Conti)<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;economia non ascolta le ragioni politiche n\u00e9, tantomeno, quelle sociali. O c&#8217;\u00e8 spazio per fare profitti, oppure chi se ne frega se la gente ha fame (e freddo, o cerca un tetto o un altro posto in cui sopravvivere), o se i governi rischiano di crollare.<br \/>\nLa presentazione, a Parigi, nel nuovo Outlook dell&#8217;Ocse (l&#8217;organizzazione che riunisce i 30 paesi pi\u00f9 industrializzati del mondo, praticamente quasi tutto il Pil del pianeta) non lascia spazio a ottimismo: il mondo non cresce pi\u00f9, o perlomeno non cresce a un ritmo tale da poter compensare la distruzione globale di lavoro umano derivante dall&#8217;innovazione tecnologica. Anzi, nonostante questa capacit\u00e0 produttiva moltiplicata (in realt\u00e0, grazie anche a questa superiore capacit\u00e0 produttiva), la \u201ccrescita\u201d va rallentando ancora. Detto altrimenti, la grande disponibilit\u00e0 di &#8220;offerta&#8221; a prezzi bassi si scontra con l&#8217;impossibilit\u00e0 della &#8220;domanda&#8221; di comprare, visto il congelamento salariale globale (soprattutto nei paesi di pi\u00f9 vecchia industrializzazione e maggiore consumo).<br \/>\n&#8220;La debole progressione degli scambi e le distorsioni del sistema finanziario offuscano le prospettive di crescita globale. L&#8217;economia mondiale dovrebbe crescere meno rapidamente rispetto al 2015, solo una leggera accelerazione \u00e8 attesa nel 2017&#8243;. Nelle sue stime l&#8217;Ocse lancia quindi un'&#8221;allerta sul fatto che il mondo \u00e8 tenuto in trappola da una crescita debole&#8221;.<br \/>\nIn generale, il Pil mondiale \u00e8 visto crescere solo del 2,9% nel 2016 e del 3,2% nel 2017, quasi integralmente per effetto della produzione cinese e degli altri paesi di nuova industrializzazione (avvantaggiati ancora dai bassi livelli salariali, anche se quelli interni vanno crescendo ad un ritmo inimmaginabile qui, nel \u201cvecchio mondo\u201d). La stima \u00e8 dunque una revisione al ribasso di 0,1 punti rispetto alle previsioni di soli tre mesi fa.<\/p>\n<p>Il dato \u00e8 oggettivo (per quanto sia solo una previsione, forse persino ottimistica, visti gli scenari di crisi aperti in questo momento). Molto meno l&#8217;identificazione delle cause, che dipende dagli occhiali \u2013 neo liberisti puri \u2013 indossati dagli analisti dell&#8217;Ocse.<br \/>\nBasta guardare come esaminano la situazione dell&#8217;economia europea: la zona euro dovrebbe crescere solo dell&#8217;1,5% nel 2016 e dell&#8217;1,4% nel 2017, rispettivamente 0,1 e 0,3 punti in meno rispetto alle precedenti stime di giugno. Non si vede insomma nessuna \u201cluce in fodo al tunnel\u201d, ma anzi un buio che diventa pi\u00f9 fitto.<br \/>\nIl caso italiano \u00e8 quasi da autopsia. Il Pil del 2016 vedr\u00e0 al massimo un +0,8%, ben lontano dalle stime di inizio anno (sia governative che dei massimi istituti internazionali). Stesso trend nel 2017, che pure in precedenza era insignito di aspettative ben migliori. La sforbiciata rispetto alle stime di giugno \u00e8 infatti dello 0,6% sul 2017. Altri tre mesi \u2013 il tempo di produrre il nuovo Outlook \u2013 e potrebbe essere addirittura azzerato<br \/>\nIl modo di analizzare il problema, dicevamo, \u00e8 davvero indicativo. La revisione al ribasso delle stime di crescita italiane \u00e8 infatti attribuita al fatto che le attese &#8220;su investimenti e scambi non si sono rivelati cos\u00ec fruttuosi come si prevedeva&#8221;. In Italia, insomma, non si investe abbastanza \u2013 e non serve essere laureati in economia per capire che se non ci sono investimenti privati (quelli pubblici sono vietati dalla Ue, visto il livello del debito italico) \u2013 e anche l&#8217;import-export non \u00e8 andato come \u201csi prevedeva\u201d,<br \/>\nInvece di interrogarsi sul perch\u00e9 le proprie previsioni \u2013 come sempre \u2013 non si avverano, la capoeconomista dell&#8217;Ocse preferisce lanciare oscure minacce politiche sulla popolazione che a breve \u2013 Renzi permettendo \u2013 dovr\u00e0 votare al referendum sulla controriforma piduista della Costituzione: secondo lei c&#8217;\u00e8 \u201cscarsa fiducia&#8221; nei confronti del paese, ancheper l'&#8221;incertezza politica&#8221; sugli esiti del prossimo referendum costituzionale.<br \/>\nIl bello \u00e8 che l&#8217;avvertimento arriva dopo una serie di sperticati elogi al governo in carica (sono stati compiuti &#8220;notevoli progressi in materia di diritto del lavoro. Questo ha avuto un effetto sulla ripresa del tasso di occupazione dando vita a un nuovo slancio. L&#8217;idea era che questo slancio continuasse nel 2016 ma le nostre speranze sono andate deluse&#8221;), che ha fatto esattamente quel che gli veniva imposto dalla Troika. Ma ci\u00f2 nonostante \u2013 o meglio, proprio per questo \u2013 \u00e8 finito in un budello di crescita zero. Come il resto dell&#8217;eurozona.<br \/>\nL&#8217;Ocse pu\u00f2 stare tranquilla: finch\u00e9 Renzi \u00e8 a Palazzo Chigi, l&#8217;Italia continuer\u00e0 ad obbedir tacendo. Certo non pu\u00f2 pretendere che la popolazione ne sia contenta e che lo tenga l\u00ec ancora a lungo\u2026<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/news-economia\/2016\/09\/21\/ocse-mondo-non-cresce-piu-litalia-ancor-meno-083800\">http:\/\/contropiano.org\/news\/news-economia\/2016\/09\/21\/ocse-mondo-non-cresce-piu-litalia-ancor-meno-083800<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Claudio Conti) L&#8217;economia non ascolta le ragioni politiche n\u00e9, tantomeno, quelle sociali. O c&#8217;\u00e8 spazio per fare profitti, oppure chi se ne frega se la gente ha fame (e freddo, o cerca un tetto o un altro posto in cui sopravvivere), o se i governi rischiano di crollare. 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