{"id":18111,"date":"2016-09-24T10:19:16","date_gmt":"2016-09-24T08:19:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18111"},"modified":"2016-09-24T10:19:16","modified_gmt":"2016-09-24T08:19:16","slug":"cosa-dice-e-non-dice-giorgio-napolitano-su-europa-matteo-renzi-e-angela-merkel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18111","title":{"rendered":"Cosa dice (e non dice) Giorgio Napolitano su Europa, Matteo Renzi e Angela Merkel"},"content":{"rendered":"<p><strong>di FORMICHE.NET (Stefano Cingolati)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019intervista di Giorgio Napolitano al Corriere della Sera \u00e8 una vera e propria messa a punto della politica europea dell\u2019Italia e si rivolge direttamente al governo, non solo per la tiratina d\u2019orecchi a Matteo Renzi sulle sue intemperanze, per quanto comprensibili, al vertice di Bratislava. L\u2019ex presidente della Repubblica dice, attribuendolo agli amici socialisti francesi, che si confrontano due visioni dell\u2019Unione: quella intergovernativa prevalsa a Bratislava basata su continui compromessi tra governi che esprimono interessi sempre pi\u00f9 divergenti, e quella federalista che spinge per nuovi e continui passi avanti verso una maggiore integrazione.<\/p>\n<p>Delle tre istituzioni della Ue, il Consiglio, la Commissione e il Parlamento, il Consiglio rispecchia la visione intergovernativa, il Parlamento vorrebbe rispecchiare la seconda, ma non ha n\u00e9 il coraggio intellettuale n\u00e9 la forza di farlo, la Commissione si barcamena, anche se Napolitano apprezza i passi avanti che legge nel discorso di Juncker sullo stato (penoso) dell\u2019Unione. Ebbene, e questo \u00e8 il messaggio politico, l\u2019ex presidente invita caldamente Renzi ad abbracciare la strategia dei passi avanti, con il piglio e il taglio degasperiano ricordato dal recente discorso di Mario Draghi il 13 settembre a Trento nel ricevere il premio De Gasperi. Ecco, l\u2019invito e la proposta che Napolitano manda a Renzi, \u00e8 di seguire le indicazioni di Draghi, senza farsi prendere da eroici quanto controproducenti furori.<\/p>\n<p>Che cosa ha detto il presidente della Bce? Lo ricorda Napolitano: \u201cSi tratta di \u201cconiugare efficacia e legittimazione\u201d, mettendo in comune \u201csoltanto lo stretto indispensabile\u201d (parole di De Gasperi) \u201cper la realizzazione dei nostri obbiettivi pi\u00f9 immediati\u201d, ci\u00f2 significa che ci si deve \u201cconcentrare sugli interventi che portano risultati tangibili e immediatamente riconoscibili\u201d per recuperare fiducia tra i cittadini\u201d.<\/p>\n<p>Qui c\u2019\u00e8 un discorso sul metodo (\u201cSi tratta di un\u2019opera di tessitura, urgente e delicata, di cui l\u2019Italia deve farsi protagonista piuttosto che lasciarsi tentare dal \u201cfare da sola\u201d) e sul merito: \u201cGli interventi necessari dell\u2019Unione debbono \u201cessere visibilmente connessi ai timori immediati dei cittadini\u201d: tra i quali rientrano in particolare i settori dell\u2019immigrazione, della sicurezza e della difesa\u201d. Napolitano (cos\u00ec come implicitamente ha fatto Draghi) invita Renzi a mettersi al lavoro con proposte concrete, appoggiandosi su Juncker senza bacchettare gli altri capi di governo.<\/p>\n<p>Questo europeismo pragmatico \u00e8 un esempio di come si possa mettere insieme fedelt\u00e0 ai principi e capacit\u00e0 di fare politica. Ma il presidente ha trascurato (e non \u00e8 naturalmente un caso) la questione pi\u00f9 spinosa, quella che davvero divide non solo le forze politiche italiane, ma anche lo stesso Partito democratico: il rapporto con Angela Merkel, variante concreta e immediata della pi\u00f9 generale questione tedesca. De Gasperi riconosceva alla Germania la sua centralit\u00e0 nella costruzione europea. Gli italiani e lo stesso Renzi oggi sono restii a farlo. Il realismo di Napolitano invita a tornare sulla via maestra. Questo non vuol dire asservimento.<\/p>\n<p>Prendiamo Draghi: in tutti questi anni ha battagliato con la Bundesbank, ha cercato e trovato il sostegno della Merkel alla quale ha anche espresso i suoi punti di vista spesso dissenzienti, ha parlato in numerose occasioni ai banchieri, agli industriali, ai parlamentari, agli studenti tedeschi esponendo le sue posizioni. Li ha convinti? Alcuni s\u00ec (la stessa Buba riconosce i vantaggi di una politica monetaria espansiva e si limita a un invito a non esagerare soprattutto con i tassi negativi), la maggior parte forse no. Ma ha seguito una posizione coerente, senza colpi di teatro e senza piegarsi. Jens Weidmann, il presidente della Bundesbank, ha ammesso anche recentemente di essere rimasto in minoranza, lo ha fatto con l\u2019orgoglio di chi \u00e8 convinto delle proprie posizioni e le difende, ma senza mai prendere cappello.<\/p>\n<p>Una linea chiara, la tenacia e la forza intellettuale di difenderla, un confronto continuo. Se non si vuole \u201cfare da soli\u201d, come ammonisce Napolitano, \u00e8 l\u2019unico metodo corretto ed efficace. Il dissenso va fatto sentire, non pu\u00f2 restare nelle segrete stanze (da questo punto di vista Renzi ha fatto bene ad alzare la voce a Bratislava), ma con una strategia politica in mente (e questa manca al governo italiano).<\/p>\n<p>L\u2019ultima notazione riguarda proprio la Merkel. Chi non condivide le sue posizioni e critica i suoi zig zag opportunistici, non pu\u00f2 non riconoscere che la Cancelliera rappresenta una Germania non revanscista, ancorata all\u2019alleanza occidentale e non \u00e8 scontato tanto meno nella Germania odierna (come ricordava Thomas Mann, i tedeschi mostrano sempre una fascinazione nostalgica che li spinge a Oriente), ferma nei suoi valori liberal-democratici (lo ha dimostrato sull\u2019accoglienza) e pragmatica abbastanza da non diventare schiava delle proprie convinzioni (anche questo non \u00e8 cos\u00ec usuale nell\u2019Europa luterana). Non esistono leader alternativi, anche se un quarto mandato sarebbe eccessivo per chi crede nell\u2019alternanza; non lo sono i socialdemocratici sbandati e senza una linea chiara; non c\u2019\u00e8 nessuna figura nazionale nuova nella Cdu; tutto il resto \u00e8, direbbe Tot\u00f2, \u201cbirra e salsicce\u201d.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE.NET (Stefano Cingolati) L\u2019intervista di Giorgio Napolitano al Corriere della Sera \u00e8 una vera e propria messa a punto della politica europea dell\u2019Italia e si rivolge direttamente al governo, non solo per la tiratina d\u2019orecchi a Matteo Renzi sulle sue intemperanze, per quanto comprensibili, al vertice di Bratislava. 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