{"id":18121,"date":"2016-09-24T11:14:49","date_gmt":"2016-09-24T09:14:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18121"},"modified":"2016-09-24T11:14:49","modified_gmt":"2016-09-24T09:14:49","slug":"18121","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18121","title":{"rendered":"Napolitano su Renzi. Un consiglio che sa di ultimatum"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> CONTROPIANO (Alessandro Avvisato)<\/strong><\/p>\n<p>Dev&#8217;essere una fatica di Sisifo guidare il governo italiano nelle strettoie imposte dall&#8217;Unione Europea. Specie se si ha a che fare con un furbastro capace di pi\u00f9 giravolte al minuto e si si hanno oltre 90 primavere sulle spalle.<br \/>\nGiorgio Napolitano non riesce ad andare in pensione, o perlomeno non gli \u00e8 concesso dalla dabbenaggine o dall&#8217;eccesso di confidenza del cosiddetto premier, peraltro da lui stesso installato a Palazzo Chigi.<br \/>\nLa fluviale intervista data al quirinalista del Corriere della Sera, Marzio Breda, \u00e8 un disperato tentativo di istruire a (relativa) distanza il guitto di Rignano sull&#8217;Arno, apparentemente incapace di afferrare la differenza fondamentale tra affari interni e affari europei. A cominciare dalle modalit\u00e0 stesse con cui si deve agire nei due contesti. Insomma, se nel lessico politico italico \u00e8 ormai sdoganata e socialmente accettata una dose straripante di volgarit\u00e0 e \u201cce l&#8217;ho pi\u00f9 lungo io\u201d, nel felpato contesto delle relazioni diplomatiche infraeuropee bisogna fare decisamente pi\u00f9 attenzione. Specie se si vuole influire o scontrarsi con Francia e Germania, meglio attrezzate e determinanti dell&#8217;Italia.<br \/>\nLa sparata renziana a Bratislava deve aver fatto squillare qualche centinaia di campanelli d&#8217;allarme negli uffici di presidenza di mezza Italia (tanto in sede politica che industriale o finanziaria): \u201cdove vogliamo andare, da soli?\u201d. La solitudine \u201cminacciata\u201d da Renzi, ad esempio sulla questione dei migranti, arrivava a poche ore dalla sfuriata contro il documento finale del vertice in Slovacchia, che non lasciava molto spazio alla \u201cflessibilit\u00e0\u201d sui conti pubblici chiesta dal suo governo. Il rischio di ritrovarsi con un atteggiamento molto pi\u00f9 duro della Commissione Europea sui conti, e nel deserto delle proposte sul tema immigrazione, configura in realt\u00e0 una solitudine assai meno eroica e praticabile di quanto sbraitato dal premier.<br \/>\nCos\u00ec in molti devono aver sollecitato \u201cil presidente\u201d \u2013 il vero baricentro delle geometrie impazzite degli ultimi quindici anni \u2013 a consigliare un atteggiamento pi\u00f9 prudente in quello che, per poco o tanto che sia, \u00e8 ancora il volto pubblico dell&#8217;Italia nelle relazioni globali.<\/p>\n<p>Certo, il \u201cconsulto informale\u201d di Bratislava \u00e8 stato \u201cpiuttosto ancora lo specchio di \u201cdue opposte visioni dell\u2019Europa che si affrontano\u201d\u00bb. Ma non \u00e8 il caso di dargli troppa importanza, meglio concentrarsi sul \u201cdocumento 2016 sullo stato dell\u2019Unione presentato da Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione, al Parlamento europeo. L\u00ec gli interessi nazionali in allontanamento si avvertono meno, e soprattutto si delinea un&#8217;agenda che porta al vertice di Roma 2017, anniversario degli omonimi trattati. In quella sede, insomma, il governo italiano \u2013 se non altro perch\u00e9 membro fondatore della Ue e padrone di casa \u2013 potrebbe strappare qualcosa di meglio. Per esempio proprio in materia di flessibilit\u00e0 sui conti (applicazione \u201cnon dogmatica\u201d delle regole dell&#8217;austerit\u00e0, aveva scritto Juncker) e della gestione dei flussi migratori (\u201cinvestimenti paneuropei, all\u2019istituzione di un piano di investimenti per l\u2019Africa e il vicinato mediterraneo come parte integrante di una risposta alla pressione migratoria crescente verso l\u2019Europa\u201d).<br \/>\nCalma e gesso, insomma. Niente spasmi di bile per una retrocessione evidente di Renzi nella gerarchia europea (dal vertice di Ventotene a Bratislava, poche settimane sono sembrati anni luce). Vero \u00e8 che \u201cl\u2019Europa \u00e8 scossa, come sappiamo, nelle sue istituzioni in uno con i suoi fondamenti ideali e con le sue politiche\u201d, ma il buco nero a livello istituzionale \u00e8 il Consiglio europeo (che riunisce i capi di stato o di governo), in cui c&#8217;\u00e8 sempre la \u201cpersistente prevalenza delle ottiche politiche nazionali su indirizzi di europeizzazione della politica\u201d.<br \/>\nVero \u00e8 anche che la Germania \u00e8 in questo momento anello debole, stretta tra crescita di xenofobia ed euroscetticismo mentre si avvicinano le elezioni politiche del 2017. Angela Merkel \u00e8 giorno dopo giorno un&#8217;anatra pi\u00f9 che zoppa, incapace di esercitare leadership persino sui paesi che pi\u00f9 sono \u201ccontoterzisti\u201d nelle filiere produttive tedesche (Polonia, Cechia, Slovacchia, Ungheria, paesi baltici).\u00a0Ma proprio per questo, suggerisce Napolitano, \u00e8 controproducente aggiungersi alla schiera dei vocianti. Meglio concentrarsi, con piglio \u201cistituzionale\u201d, sul necessario ridisegno della struttura dell&#8217;Unione Europea, \u201csi imponga a tal fine o no una revisione dei Trattati\u201d.<br \/>\nL&#8217;ammissione sulla necessit\u00e0 di \u201crevisione\u201d non ha per\u00f2 nulla a che fare con le illusioni \u201criformiste\u201d tipiche di certa sinistrella europeista italica (o anche greca, spagnola, portoghese, ecc). Perch\u00e9 la direzione di marcia indicata da Napolitano \u2013 e qualche giorno prima da Jens Weidmann, presidente della banca centrale tedesca \u2013 \u00e8 quella di una \u201cUnione pi\u00f9 stretta\u201d, di trattati pi\u00f9 vincolanti, di maggiore o semitotale \u201ctrasferimento di sovranit\u00e0\u201d dagli Stati a Bruxelles.<br \/>\nStessa direzione peraltro sostenuta da Mario Draghi, che pure si era speso per recuperare un concetto che i vertici Ue non tengono troppo in considerazione: \u201cconiugare efficacia e legittimazione\u201d delle decisioni sovranazionali.<\/p>\n<p>La crisi ha prodotto, al contrario, il minimo di efficacia e il massimo di delegittimazione dell&#8217;Unione Europea agli occhi delle popolazioni del Vecchio Continente. E di questo passo le tendenze alla disgregazione diventano molto pi\u00f9 forti, forse ingovernabili (se in Germania gli euroscettici di destra dell&#8217;Afd dovessero registrare un successo paralizzante per il Reichstag, verrebbe meno il collante che fin qui ha tenuto assieme spinte opposte).<br \/>\nUna insicurezza rispetto alle condizioni di vita e al futuro dei figli (in inglese, grosso modo, safety, ossia benessere) che Napolitano prova immediatamente a convertire in \u201crichiesta di maggiore sicurezza\u201d (security, ossia pi\u00f9 polizia e poteri eccezionali ai governi). Spiega infatti che ci si deve \u201cconcentrare sugli interventi che portano risultati tangibili e immediatamente riconoscibili\u201d per recuperare fiducia tra i cittadini dell\u2019Unione, che gli interventi necessari dell\u2019Unione debbono \u201cessere visibilmente connessi ai timori immediati dei cittadini\u201d: tra i quali rientrano in particolare i settori dell\u2019immigrazione, della sicurezza e della difesa\u00bb. Polizia agli angoli delle strade e limitazione delle libert\u00e0 fondamentali, cos\u00ec sentiremo meno i morsi dell&#8217;indigenza e della disoccupazione\u2026<br \/>\nSu questi punti, consiglia sempre Napolitano, Renzi dovrebbe fare il \u201ctessitore\u201d, altro che fanfaronare un impossibile \u201cfacciamo da soli\u201d.\u00a0Somiglia un po&#8217; tanto a uno degli ultimi consigli dati a un allievo disattento e frettoloso. E sembra confermare che nelle sedi pi\u00f9 importanti sono gi\u00e0 in corso i casting per trovare un nuovo inquilino per Palazzo Chigi.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2016\/09\/22\/napolitano-renzi-un-consiglio-sembra-ultimatum-083840\">http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2016\/09\/22\/napolitano-renzi-un-consiglio-sembra-ultimatum-083840<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Alessandro Avvisato) Dev&#8217;essere una fatica di Sisifo guidare il governo italiano nelle strettoie imposte dall&#8217;Unione Europea. Specie se si ha a che fare con un furbastro capace di pi\u00f9 giravolte al minuto e si si hanno oltre 90 primavere sulle spalle. Giorgio Napolitano non riesce ad andare in pensione, o perlomeno non gli \u00e8 concesso dalla dabbenaggine o dall&#8217;eccesso di confidenza del cosiddetto premier, peraltro da lui stesso installato a Palazzo Chigi. 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