{"id":18158,"date":"2016-09-26T00:00:52","date_gmt":"2016-09-25T22:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18158"},"modified":"2016-09-26T00:00:52","modified_gmt":"2016-09-25T22:00:52","slug":"frank-hahn-nel-1992-cn-la-moneta-unica-avremo-piu-disoccupati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18158","title":{"rendered":"Frank Hahn nel 1992: &quot;con la moneta unica avremo pi\u00f9 disoccupati&quot;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Brano estratto da una intervista di Mario Pirani a Frank Hahn del 1992, pubblicata su \u201cLa Repubblica\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cHo tenuto qualche tempo fa una lezione alla Banca d\u2019 Italia dove ho spiegato, dal punto di vista teorico, perch\u00e9 l\u2019 Unione monetaria va contro quasi tutto quello che sappiamo di economia. C\u2019 \u00e8 una teoria dell\u2019 area monetaria ottimale in cui si dice che la mobilit\u00e0 dei fattori della produzione \u00e8 cruciale per il raggiungimento degli equilibri, anche se per un keynesiano questa teoria non tiene abbastanza conto di quella che egli considera la variabile centrale: il livello del reddito e, quindi, dell\u2019 occupazione.<br \/>\nOra la mobilit\u00e0 del lavoro \u00e8 abbastanza elevata tra Inghilterra e Scozia, ma non altrettanto in Europa, per differenze culturali, di lingua, di costumi sociali e, quindi, fissare i tassi di cambio non \u00e8 una buona idea.<br \/>\n\u201cTra l\u2019 altro, ho ricordato che la prima tesi contraria ai cambi fissi fu avanzata proprio da Keynes e si basava sulla difficolt\u00e0 di riduzione dei salari e, quindi, del livello dei prezzi in un paese, se lo richiede la bilancia dei pagamenti.<br \/>\nTale difficolt\u00e0 trasferisce allora il ruolo equilibratore, dal livello dei prezzi, al livello del reddito e dell\u2019 occupazione (in altri termini, quando l\u2019 industria di un paese non \u00e8 pi\u00f9 competitiva si produce uno squilibrio tra importazioni e esportazioni che si riflette sulla bilancia dei pagamenti: per farla tornare in equilibrio il costo di produzione industriale dovrebbe diminuire, grazie a una riduzione dei salari, ma questo \u00e8 praticamente difficile, se non impossibile, a causa delle resistenze sindacali e politiche, per cui la via scelta \u00e8 quella di diminuire l\u2019 occupazione e, per questo mezzo, realizzare l\u2019 equilibrio perduto, ndr).<br \/>\nCon l\u2019 Unione monetaria, invece delle fluttuazioni del cambio si avranno fluttuazioni nel tasso di disoccupazione\u201d.<span id=\"more-15128\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D. Trasferimenti da uno Stato all\u2019altro Perch\u00e9, allora, l\u2019altra grande area economica mondiale, gli Stati Uniti, che sono storicamente una Confederazione di Stati, hanno una moneta unica e un tasso di disoccupazione pi\u00f9 basso dell\u2019Europa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R. \u201cNegli Stati Uniti trasferimenti delle persone da uno Stato all\u2019altro o da una regione all\u2019altra sono ingenti.<br \/>\nNon credo che gli europei siano disposti ad effettuare migrazioni sufficienti ad alleviare la disoccupazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D. Peraltro non crede che i cambi fissi abbiano il vantaggio di assicurare certezza negli scambi internazionali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R. \u201cL\u2019argomentazione pi\u00f9 comune contro l\u2019adozione di cambi flessibili \u00e8, appunto, che essi creano incertezza ma io credo il contrario.<br \/>\nQuesto in quanto i mercati valutari sono molto sviluppati; perch\u00e9 ci sono i mercati a termine e ci si pu\u00f2 coprire contro i rischi di cambio.<br \/>\nDi contro, come ho detto, i cambi fissi sostituiscono le fluttuazioni del cambio con quelle dell\u2019 occupazione. Il vero motivo per sostenere i cambi fissi \u00e8, in effetti, il controllo della classe lavoratrice.<br \/>\nInfatti, fintanto che i governi non creano un meccanismo che leghi loro le mani, non \u00e8 possibile contenere l\u2019 inflazione salariale.<br \/>\nCredo che i sostenitori del cambio fisso vogliano introdurlo solamente per la paura dell\u2019inflazione e, poich\u00e8 di questi tempi siamo nelle mani dei banchieri centrali, per i quali il grande nemico \u00e8 l\u2019inflazione pi\u00f9 che la disoccupazione, questa scelta si spiega.<br \/>\nIn Gran Bretagna qualcosa tra il 2% e il 4% del prodotto interno \u00e8 stato sacrificato per combattere l\u2019inflazione. A mio avviso il prezzo da pagare \u00e8 troppo alto anche se i banchieri centrali non la pensano cos\u00ec e il Cancelliere dello Scacchiere \u00e8 del loro avviso.<br \/>\nCon i cambi fissi pagheremmo questo prezzo fino in fondo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D. Lei, dunque, non teme che l\u2019inflazione sia un pericolo e che, come ha scritto recentemente l\u2019Economist in un articolo che ha fatto discutere, l\u2019unico tasso d\u2019inflazione desiderabile sia zero?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R. \u201cIo temo l\u2019inflazione molto meno di tanti altri: temo molto l\u2019inflazione in fase di accelerazione ma non l\u2019 inflazione di per s\u00e9.<br \/>\nL\u2019Economist sottostima l\u2019intelligenza della gente. Gli operatori possono imparare quali sono le variazioni dei prezzi relativi sia con un inflazione al 3% che allo 0%. Non scaturisce niente di speciale da un inflazione a tasso zero: la cosa importante \u00e8 che l\u2019 inflazione sia costante.<br \/>\nMolti studiosi sono d\u2019 accordo nel dire che l\u2019inflazione pienamente prevista non comporta costi. La gente non vuole l\u2019inflazione quando \u00e8 inattesa, basta pensare all\u2019 effetto di quest\u2019ultima sul reddito di un pensionato. Tuttavia non dobbiamo nasconderci che in questo ragionamento resta una questione irrisolta e, cio\u00e8, come mantenere l\u2019 inflazione costante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D. Questo \u00e8 un vero problema\u201d. Come lo affronta? Con la politica dei redditi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIo penso che ci sia un tasso d\u2019 inflazione naturale, in quanto molti aggiustamenti che si producono nel mercato avvengono in presenza di prezzi crescenti.<br \/>\nAnche i comportamenti cooperativi tra le parti sociali si realizzano con prezzi crescenti e l\u2019inflazione in questo caso diventa quasi un lubrificante delle relazioni sociali, aiuta a trovare l\u2019 accordo.<br \/>\nDel resto tra il 1945 e gli anni Sessanta c\u2019era un\u2019 inflazione al 2,5 per cento e la disoccupazione all\u20191,5 per cento e nessuno si preoccupava\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D. Burocrati e politici corrotti Per quanto tempo prevede si prolungher\u00e0 l\u2019 attuale situazione di prolungata stagnazione? Se le prescrizioni keynesiane sono inapplicabili quale politica economica potr\u00e0 riempire questo vuoto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R. \u201cNon credo che ci sar\u00e0 una stagnazione. I meccanismi riequilibratori \u2013 sia politici che economici \u2013 sono potenti.<br \/>\nIn Gran Bretagna la recessione \u00e8 stata indotta dal governo che ha voluto ridurre l\u2019inflazione e se ci dovesse essere veramente una stagnazione politici e banchieri centrali ne sarebbero responsabili.<br \/>\nPeraltro, dall\u201987, la politica economica in Inghilterra come negli Stati Uniti \u00e8 diventata pi\u00f9 espansiva.<br \/>\nQuanto alle politiche keynesiane non credo che siano state un fallimento, tanto che ora il governo conservatore le sta usando.<br \/>\nDobbiamo ricordarci, per\u00f2, che esse sono state formulate per periodi di alta disoccupazione e non per situazioni abbastanza vicine alla piena occupazione.<br \/>\nLa gente \u00e8 portata a concludere che esse hanno fatto fiasco solo perch\u00e9 oggi non ce n\u2019 \u00e8 bisogno, ma se diventasse opportuno mettere in atto quelle ricette, allora potremmo utilizzare tutte le conoscenze che abbiamo acquisito, da Keynes in poi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D. Perch\u00e9 \u00e8 contrario a una Banca centrale europea indipendente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R. \u201cI lati positivi di una banca centrale indipendente sono evidenti.<br \/>\nEssa, per\u00f2, fa, comunque, parte delle istituzioni politiche e sociali di un paese e coloro che la dirigono non saranno totalmente impolitici e terranno ben presenti gli interessi delle loro stesse economie: ad esempio la Bundesbank fin\u00ec per seguire Kohl al momento della riunificazione.<br \/>\nMa non c\u2019 \u00e8 all\u2019 orizzonte un governo federale europeo e non si capisce perch\u00e9 si debba avere una banca centrale sovranazionale: \u00e8 difficile pensare a una istituzione politicamente pi\u00f9 destabilizzante\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D. Resta, comunque, il fatto che il Regno Unito, malgrado le difficolt\u00e0 che inizialmente frappone ad ogni passo dell\u2019 integrazione europea e alle eccezioni che oppone alla piena attuazione delle istituzioni comunitarie, in un secondo momento finisce in genere per accettarle. Come spiega questo atteggiamento?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R. \u201cIl motivo principale per cui la Gran Bretagna \u00e8 riluttante a far parte dell\u2019 Europa \u00e8 che una larga maggioranza della popolazione \u00e8 contraria a questa idea per vari motivi. In primo luogo una certa xenofobia di vecchia data e la convinzione che l\u2019 Europa significhi burocrati e politici corrotti.<br \/>\nGli inglesi, invece, sono molto fieri, e a ben ragione, delle loro istituzioni politiche e non vogliono perderle.<br \/>\nIl motivo per cui alla fine cedono sta nel timore di rimanere isolati, soprattutto dal punto di vista economico.<br \/>\nUna Europa unita piace molto ai politici, ed \u00e8 un bene per loro, ma non per tutti noi. Io vedo il futuro dei popoli in piccole unit\u00e0 che si autodeterminano il pi\u00f9 possibile: un enorme Stato europeo, controllato da Bruxelles \u00e8 una prospettiva che mi fa paura\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1992\/06\/13\/con-la-moneta-unica-avremo-piu.html\">http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/1992\/06\/13\/con-la-moneta-unica-avremo-piu.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Brano estratto da una intervista di Mario Pirani a Frank Hahn del 1992, pubblicata su \u201cLa Repubblica\u201d \u201cHo tenuto qualche tempo fa una lezione alla Banca d\u2019 Italia dove ho spiegato, dal punto di vista teorico, perch\u00e9 l\u2019 Unione monetaria va contro quasi tutto quello che sappiamo di economia. 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