{"id":18208,"date":"2016-09-25T12:30:41","date_gmt":"2016-09-25T10:30:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18208"},"modified":"2016-09-25T12:30:41","modified_gmt":"2016-09-25T10:30:41","slug":"18208","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18208","title":{"rendered":"L&#039;Europa d(e)i Draghi"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> CONFLITTI E STRATEGIE (Gianfranco La Grassa)<\/strong><\/p>\n<p>Draghi \u00e8 il principale artefice della libert\u00e0 dei capitali di scorazzare tra l\u2019America e l\u2019Europa ed \u00e8 il pi\u00f9 solido pilastro di ogni politica americana in Europa oltre ad essere un fedele esecutore di ogni strategia Usa.<\/p>\n<p>Draghi gi\u00e0 nel 2009 come governatore della Banca d\u2019Italia osserv\u00f2 che alcuni paesi emergenti avevano innalzato dazi commerciali o avviato azioni antidumpig. Da qui un duplice appello alla Amministrazione americana affinch\u00e9 resistesse alle richieste di protezione commerciale e ai leader europei affinch\u00e9 non desistessero dal \u201clibero scambio\u201d e sugger\u00ec che qualsiasi tendenza protezionistica dovesse essere fortemente scoraggiata. Un appello ripetuto all\u2019infinito da Draghi, e da Vitor Constancio numero due del governatore, ha sottolineato (la scorsa primavera) che tariffe e protezionismo potrebbero essere tentati tutti i leader mondiali ma non quello di sfuggire alla \u201ctrappola della liquidit\u00e0\u201d e con ci\u00f2 aggravare lo stato di salute dell\u2019economia mondiale rendendo pi\u00f9 complicata la battaglia anti deflazione di Draghi.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 notare siamo in un completo \u201ccul de sac\u201d. Ci stiamo avviando ad attuare politiche del Qe (Quantive easing) con acquisti di debito degli stati europei con un notevole deficit di bilancio o alto rapporto debito\/Pil che aumenteranno i tentativi da parte di Draghi di politiche da \u201cultima spiaggia\u201d oltre le quali c\u2019\u00e8 soltanto il baratro. Se si pensa soltanto che la Bce con la sua politica di allargamento della liquidit\u00e0 in una misura spropositata (si parla di acquisti di bond oltre mille miliardi di euro) ha ridotto ai minimi termini (con valori talvolta negativi) il rendimento del risparmio.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 ancora uno spettro che si aggira in Europa: l\u2019aumento del costo del denaro dalla parte americana della Fed (Banca Centrale Usa). E\u2019 noto che tutte le banche europee dipendono strettamente da essa in particolare la Bce. Da un suo starnuto viene dipende l\u2019andamento di tutta l\u2019economia mondiale e non solo europea. Da esso dipende il costo del debito pubblico e la possibilit\u00e0 delle banche di attrarre l\u2019interesse degli investitori, per non parlare dell\u2019andamento delle valute sul petrolio in stretta relazione con le decisioni prese a Washington.<\/p>\n<p>Ma pi\u00f9 di tutto conta voler dimostrare che la Fed ha il pieno controllo della situazione senza dover aspettare la ripresa di Europa e Giappone. Perci\u00f2 non si aspetter\u00e0 che il vecchio Continente realizzi le riforme prefissate (ad esempio il risanamento delle banche) e se decider\u00e0 di aumentare il costo del denaro, lo far\u00e0 possibilmente ( forse) entro la fine dell\u2019anno. Il motivo principale di questa frenata sul rialzo dei tassi va ricercata nella mancata ripresa degli Stati Uniti e di conseguenza dell\u2019Europa ed in particolare dell\u2019Italia con le sue ripetute \u201ccrescite\u201d del Pil sempre al ribasso, fino al sottozero. E anche se<\/p>\n<p>ci fossero scossoni in Borsa per l\u2019aumento dei tassi Usa, in Italia non si avrebbe alcun significativo segno di vita.<\/p>\n<p>Una paura serpeggia tra gli investitori, la sensazione che il bazooka di Draghi stia diventando un\u2019arma spuntata, che cio\u00e8 non abbia pi\u00f9 l\u2019efficacia di prima con un evidente calo del tasso di rendimento per l\u2019acquisto dei bond, sicuro prodromo del calo di rendimento dei titoli azionari. Tutti fattori che hanno indotto lo stesso Draghi a rimandare l\u2019annuncio sul potenziamento ed il prolungamento degli stimoli derivati dalla massicce immissioni di Qe (Quantitative easing).<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/leuropa-dei-draghi\">http:\/\/www.conflittiestrategie.it\/leuropa-dei-draghi<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONFLITTI E STRATEGIE (Gianfranco La Grassa) Draghi \u00e8 il principale artefice della libert\u00e0 dei capitali di scorazzare tra l\u2019America e l\u2019Europa ed \u00e8 il pi\u00f9 solido pilastro di ogni politica americana in Europa oltre ad essere un fedele esecutore di ogni strategia Usa. Draghi gi\u00e0 nel 2009 come governatore della Banca d\u2019Italia osserv\u00f2 che alcuni paesi emergenti avevano innalzato dazi commerciali o avviato azioni antidumpig. 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