{"id":18232,"date":"2016-09-26T12:00:19","date_gmt":"2016-09-26T10:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18232"},"modified":"2016-09-26T12:00:19","modified_gmt":"2016-09-26T10:00:19","slug":"se-46-su-139-vi-sembran-pochi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18232","title":{"rendered":"Se 46 su 139 vi sembran pochi\u2026"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> RETE MMT (Clelia Gavazza)<\/strong><\/p>\n<p>La tanto sbandierata e attesa riforma costituzionale sembra essere stata temporaneamente congelata, come sospesa nel limbo mediatico. Non si sa bene che fine far\u00e0 e se effettivamente la nostra Costituzione sar\u00e0 oggetto di quesito referendario oppure no. Indipendentemente da ci\u00f2, per non farsi cogliere impreparati, meglio volgere uno sguardo ai punti essenziali della riforma e riflettere sulla possibilit\u00e0 che si tratti effettivamente di una \u201cmanna dal Cielo\u201d oppure no.<\/p>\n<p>Il progetto tende a rimaneggiare e a modificare buona parte della nostra Costituzione: sono 46 gli articoli nel mirino del Governo. Se consideriamo che la nostra Carta \u00e8 suddivisa in 139 articoli, capite bene che non si tratta di un semplice rimaneggiamento, ma di una riscrittura sostanziale, in un colpo solo e all\u2019insaputa dei pi\u00f9, cio\u00e8 all\u2019insaputa di noi Cittadini!<\/p>\n<p>I riflettori sono puntati su tre aspetti che giocano a favore del \u201cS\u00ec\u201d alla riforma:<\/p>\n<p>superamento del bicameralismo paritario,<br \/>\nrevisione del riparto di competenze tra Stato e Regioni (pi\u00f9 semplicemente: chi legifera),<br \/>\nabolizione e conseguente eliminazione dalla Costituzione sia delle Province sia del \u201cfamigerato\u201d CNEL.<br \/>\nL\u2019Italia \u00e8 una Repubblica parlamentare basata sul \u201cbicameralismo paritario\u201d o \u201cperfetto\u201d. Questo significa che l\u2019organo titolare del potere legislativo \u00e8 diviso in due rami: la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica, che sono i protagonisti dell\u2019iter legislativo. Questo significa che una legge non pu\u00f2 essere promulgata dal Presidente della Repubblica se non \u00e8 stata prima discussa e approvata da entrambi i \u201cLegislatori\u201d (artt. 72 e ss. Cost.).<\/p>\n<p>Ebbene, alla luce del convincente motto \u201crisparmiare, tagliare la spesa pubblica, eliminare gli sprechi come deve fare un buon padre di famiglia, velocizzare e rendere efficiente l\u2019apparato statale\u201d, la Riforma determinerebbe il superamento del bicameralismo paritario a favore di un \u201cmonocameralismo perfetto\u201d. Vi chiederete: \u201ccome avverr\u00e0 questo? Abolendo in toto il Senato?\u201d. No. Il panorama che ne esce \u00e8 molto pi\u00f9 complesso ed articolato di quello che si potrebbe pensare e di quello che \u00e8 stato sventolato in faccia all\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>In pratica, il Senato non sarebbe pi\u00f9 eletto a suffragio universale diretto, ma eletto dai Consigli Regionali. Un Senato snaturato e destabilizzato, sia nella sua composizione interna, sia nelle sue funzioni.<\/p>\n<p>La Riforma, infatti, prevede che il Senato sia rinnovato periodicamente e parzialmente, a differenza della Camera dei Deputati, determinando cos\u00ec un\u2019instabilit\u00e0 intrinseca che difficilmente consentirebbe all\u2019organo legislativo stesso di esercitare stabilmente le proprie prerogative costituzionali.<\/p>\n<p>Inoltre si prevede che esso partecipi all\u2019iter legislativo, paritariamente alla Camera, in determinate materie di rilievo costituzionale, individuate espressamente dall\u2019articolo 70 nuova formulazione (dunque in questi casi tornerebbe operativo il \u201cbicameralismo paritario\u201d).<\/p>\n<p>Il superamento definitivo del bicameralismo paritario di cui si parla \u00e8 dunque in realt\u00e0 fittizio: non solo perch\u00e9 il Senato eserciterebbe in toto e in parit\u00e0 la funzione legislativa relativamente a materie di rilievo costituzionale, ma anche perch\u00e9 non sarebbe completamente escluso da questa funzione anche per le restanti materie. Il Senato potrebbe chiedere \u2013 ovviamente sulla base di determinati requisiti \u2013 di esaminare il testo legislativo su cui la Camera si sta concentrando e di deliberare proposte di modifica, sulle quali la stessa sar\u00e0 chiamata a pronunciarsi in via definitiva.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 70 nuova formulazione discipliner\u00e0 una pluralit\u00e0 di iter legislativi (se ne contano almeno 5) che, anzich\u00e9 accelerare l\u2019approvazione delle Leggi, rischier\u00e0 di creare non pochi problemi e stalli, a discapito della tanto propagandata \u201ccelerit\u00e0 legislativa\u201d.<\/p>\n<p>Il secondo punto riguarda la revisione del riparto di competenze tra lo Stato e le Regioni: il cuore della questione \u00e8 contenuto nell\u2019articolo 117. Gi\u00e0 oggetto di revisione nel 2001 con la Legge n. 1 del 18 ottobre, l\u2019articolo 117 comma 2 oggi stabilisce che il potere legislativo \u00e8 esercitato esclusivamente dallo Stato in 17 \u201cmacro-materie\u201d espressamente enucleate nell\u2019articolo stesso; dopodich\u00e9, all\u2019art. 177 comma 3 vengono elencate le materie che, viceversa, appartengono alla cd. potest\u00e0 legislativa \u201cconcorrente\u201d, ossia rispetto alle quali lo Stato s\u00ec legifera, ma stabilendo esclusivamente i principi generali mediante le cd. \u201cLeggi-quadro\u201d o \u201cLeggi-cornice\u201d.<\/p>\n<p>La normativa di dettaglio \u00e8 quindi demandata alle Regioni, che, ovviamente, si devono ispirare ed attenere ai principi generali individuati dallo Stato.<\/p>\n<p>In ultimo, le materie non espressamente menzionate dall\u2019articolo 117 appartengono direttamente alla potest\u00e0 legislativa \u201cresiduale\u201d o \u201cregionale esclusiva\u201d.<\/p>\n<p>Cosa accadrebbe se vincesse il S\u00ec? Con la riforma si assisterebbe a quello che si possiamo chiamare \u201ceffetto risucchio\u201d: ossia, oltre all\u2019eliminazione della competenza residuale, buona parte delle materie che oggi sono soggette a potest\u00e0 legislativa concorrente e che vedono, quindi, la partecipazione attiva sia dello Stato sia delle Regioni, verrebbero \u201crisucchiate\u201d nella sfera di competenza esclusiva \u2013 e sottolineo esclusiva \u2013 dello Stato, determinando una concentrazione non indifferente di potere decisionale in capo all\u2019autorit\u00e0 centrale.<\/p>\n<p>Una netta inversione di tendenza rispetto al percorso intrapreso decenni fa a favore del potenziamento delle autonomie locali, tenuto anche conto del fatto che l\u2019Italia \u00e8 uno Stato regionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>&#8220;Il rischio di questa revisione del riparto \u00e8 reale: non sono stati previsti meccanismi costituzionali di contrappeso tali da controbilanciare la concentrazione del potere al solo livello centrale&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il quesito che si solleva vien da s\u00e9: questa revisione pu\u00f2 preparare il terreno per future ed ulteriori cessioni di Sovranit\u00e0 a favore di organi e\/o autorit\u00e0 sovranazionali, a discapito della nostra democrazia?<\/p>\n<p>In ultimo, in ossequio al famigerato mantra \u201ctagliamo gli sprechi!\u201d, i sostenitori della riforma puntano molto sull\u2019abolizione delle Province e del CNEL (Consiglio Nazionale dell\u2019Economia e del Lavoro), con la conseguente loro eliminazione dal testo costituzionale. Per quanto riguarda le Province, occorre chiarire che \u00e8 in vigore dall\u2019 8 aprile 2014 la legge Delrio (Legge n. 56 del 7 aprile 2014), che ridisegna confini e competenze dell\u2019amministrazione locale, senza avere previsto finora una loro effettiva abolizione; perch\u00e9, in realt\u00e0, per ridisegnare il panorama delle autonomie locali si deve intervenire direttamente sul titolo V della Costituzione (artt. 114 e ss. Cost.).<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che la loro eliminazione \u00e8 possibile, altrettanto vero \u00e8 che tutto l\u2019apparato burocratico ed il personale che gravitano nell\u2019alveo delle Province dovr\u00e0 essere spalmato ed assorbito dalle altre amministrazioni territoriali (Comuni, Citt\u00e0 metropolitane e Regioni), senza quindi determinare, come vorrebbero i paladini dell\u2019efficientamento, un\u2019effettiva riduzione degli \u201csprechi\u201d ma, semplicemente, una diversa distribuzione e riallocazione delle risorse.<\/p>\n<p>Stesso discorso pu\u00f2 essere fatto ovviamente per il CNEL, disciplinato dall\u2019art. 99 Cost., istituito nel 1957 ed annoverato tra gli organi di rilievo costituzionale.<\/p>\n<p>In conclusione: e se tutto questo ambizioso progetto altro non fosse che uno specchietto per le allodole? Staremo a vedere. Certo \u00e8 che, per il momento, tutto sembra tacere e siamo in attesa di sapere se e quando il Popolo italiano sar\u00e0 chiamato a pronunciarsi sulla propria Costituzione e, quindi, sul proprio futuro. Non facciamoci trovare impreparati!<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.retemmt.it\/46-139-vi-sembran\/\">http:\/\/www.retemmt.it\/46-139-vi-sembran\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RETE MMT (Clelia Gavazza) La tanto sbandierata e attesa riforma costituzionale sembra essere stata temporaneamente congelata, come sospesa nel limbo mediatico. Non si sa bene che fine far\u00e0 e se effettivamente la nostra Costituzione sar\u00e0 oggetto di quesito referendario oppure no. Indipendentemente da ci\u00f2, per non farsi cogliere impreparati, meglio volgere uno sguardo ai punti essenziali della riforma e riflettere sulla possibilit\u00e0 che si tratti effettivamente di una \u201cmanna dal Cielo\u201d oppure no. Il&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":17878,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/rete-mmt.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-4K4","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18232"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18232"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18232\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17878"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}