{"id":18344,"date":"2016-09-28T08:00:16","date_gmt":"2016-09-28T06:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18344"},"modified":"2016-09-28T08:00:16","modified_gmt":"2016-09-28T06:00:16","slug":"perche-alla-germania-conviene-ridurre-il-surplus-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18344","title":{"rendered":"Perch\u00e9 alla Germania conviene ridurre il surplus"},"content":{"rendered":"<p><strong>da IL SOLE 24ORE (Vito Lops)<\/strong><\/p>\n<p>Sul punto che la Germania violi da anni le regole europee sul surplus non ci piove. Anche se \u00e8 un concetto pi\u00f9 complicato da far passare (pi\u00f9 complicato certo rispetto al debito pubblico) ormai &#8211; bench\u00e9 forse siano passati tre anni dalle prime informazioni in merito e da quando anche gli Stati Uniti hanno sollevato il problema- il punto \u00e8 entrato nel dibattito politico.<\/p>\n<p>In attesa di conoscere se anche il governatore della Bce Mario Draghi lo affronter\u00e0 domani, quando \u00e8 atteso al Bundestag, pu\u00f2 essere utile ricordare che esportare troppo (e oltre il consentito) non solo danneggia gli equilibri gi\u00e0 precari dell\u2019Eurozona, ma danneggia la stessa Germania.<\/p>\n<p>Per capirlo bisogna fare un piccolo passo indietro e ripescare il concetto che in macroeconomia \u00e8 conosciuto come equilibrio dei saldi settoriali. Teorizzato dall\u2019economista britannico Wynne Godley (in questo senso un apripista dato che nel lontano 1992 disse che senza una politica fiscale comune ci sarebbero stati problemi tra i firmatari del trattato di Maastricht) questo principio indica che la somma dei saldi tra i tre macrosettori economici di uno Stato (saldo pubblico, ovvero la differenza tra spese e tasse, saldo privato, ovvero la differenza tra risparmi e investimenti, e saldo estero, ovvero la differenza tra esportazioni e importazioni) \u00e8 uguale a 0.<\/p>\n<p>Considerando che i Paesi dell\u2019area euro hanno aderito al principio del pareggio di bilancio (in Italia \u00e8 persino entrato a far parte della Costituzione nel 2012 nel novellato articolo 81) e che quindi il saldo pubblico deve essere per definizione nullo (la Germania rispetta a pieno questo parametro vantandosi appunto del raggiungimento del pareggio di bilancio) l\u2019equazione dei saldi settoriali si pu\u00f2 ridurre a: saldo privato + saldo estero = 0.<\/p>\n<p>Se spostiamo il saldo estero dall\u2019altra parte la formula diventa: saldo privato = saldo estero. Ovvero che la differenza tra risparmio privato (S dall\u2019inglese saving) e investimenti privati (I) coincide con la differenza tra esportazioni (E) e importazioni (M). Da cui si arriva alla formula: S-I = X-M.<\/p>\n<p>Bene, questa formula ci dice anche che un Paese che ha una X (esportazioni) molto pi\u00f9 grande di M (importazioni) deve avere necessariamente degli investimenti (I) molto pi\u00f9 bassi dei risparmi (S). Ergo: un Paese che esporta troppo non pu\u00f2 algebricamente azionare in modo massiccio la leva degli investimenti.<\/p>\n<p>Questa formula spiega in termini tecnici quello di cui viene accusata oggi la Germania, ovvero di esportare troppo e di investire poco per rinnovare strade, scuole, infrastrutture nel proprio territorio. Questa formula ci dice per\u00f2 anche che il saldo degli investimenti in Germania negli ultimi anni non \u00e8 frutto solo di una scelta politica ma innegabilmente collegato alla strategia di concentrare lo sviluppo economico sulle esportazioni, che da pi\u00f9 di 8 anni violano quanto previsto dalle regole europee sugli squilibri macroeconomici in base alle quali un Paese non pu\u00f2 avere un saldo delle partite correnti, nella media a tre anni, superiore al 6% del Pil. In Germania siamo all\u20198,8 per cento.<\/p>\n<p>Nel 1945 il Fondo monetario internazionale \u00e8 nato con l\u2019obiettivo (scritto nel suo Statuto) di regolare gli squilibri macroeconomici tra Paesi. Un obiettivo definito in modo chiaro subito dopo la Seconda Guerra mondiale proprio perch\u00e9 gli squilibri commerciali tra i Paesi sono stati in passato spesso uno dei fattori che hanno contribuito ad alimentare tensione e conflitti.<\/p>\n<p>E forse anche per questo a distanza di oltre 70 anni il Fmi ha nel 2013 bacchettato le eccessive esportazioni tedesche, sollecitando a pi\u00f9 riprese il Paese a investire di pi\u00f9. Come visto, la Germania non pu\u00f2 avere la \u201cbotte piena e la moglie ubriaca\u201d. Se deve investire di pi\u00f9 deve necessariamente ridurre il surplus. Agendo in tale direzione &#8211; e normalizzando gli enormi squilibri macroeconomici all\u2019interno dell\u2019Eurozona evidenziati dai saldi Target 2 secondo cui la Germania oggi vanta un credito di oltre 600 miliardi nei confronti del sistema di pagamenti europeo a fronte di un debito di quasi 300 dell\u2019Italia &#8211; la Germania farebbe un favore per prima a se stessa e ai suoi cittadini.<\/p>\n<p>\u00abUna scarsa propensione agli investimenti in manutenzione e sviluppo delle infrastrutture \u00e8 in gran parte dovuta a una concezione, a mio avviso, errata delle politiche di gestione del bilancio statale, che sembrano idealizzare una soluzione di bilancio in pareggio. Nella situazione attuale, seguita alla crisi globale del 2008, caratterizzata da una grave mancanza nella domanda aggregata rispetto ad un eccesso di risparmio a livello globale, \u00e8 cruciale che lo Stato intervenga invece a sostegno della spesa ed un deficit di bilancio \u00e8 utile a mantenere l&#8217;equilibrio economico e prevenire la deflazione &#8211; spiega Chen Zhao, co-director of global macro research di Brandywine Global (gruppo Legg Mason) -. La mancanza cronica di investimenti a lungo termine ed il deterioramento delle infrastrutture pubbliche che ne consegue rappresenta in realt\u00e0 un&#8217;opportunit\u00e0 per i governi per impiegare capitale in maniera produttiva nella ricostruzione\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abPurtroppo, al contrario, molti Paesi \u2013 Germania inclusa \u2013 non stanno andando in questa direzione, sprecando cos\u00ec un&#8217;interessante opportunit\u00e0 di investimento e rilancio &#8211; conclude Zhao. Il fatto che il governo tedesco supporti un surplus fiscale in un momento in cui i bond offrono rendimenti negativi \u00e8 assurdo, a mio avviso; infatti, non \u00e8 solo controproducente per la ripresa economica e per la battaglia anti-deflazione dell&#8217;economia tedesca e dell&#8217;Eurozona, ma \u00e8 anche una grande occasione d&#8217;investimento perduta, che potrebbe rendere invece la Germania ancora pi\u00f9 competitiva in futuro\u00bb.<\/p>\n<p>A parere di Alessandro Picchioni, presidente e direttore investimenti di WoodPecker Capital \u00abThe sick man of Europe is Germany again. Sembra una provocazione ma non lo \u00e8, forse non \u00e8 la malata d&#8217;Europa ma \u00e8 la portatrice sana di una malattia che sta minando l&#8217;Unione e la stabilit\u00e0 della moneta unica. Il surplus commerciale tedesco verso il resto della Comunit\u00e0 Europea eccede costantemente i parametri da anni. Keynes diceva che l&#8217;equilibrio di un gruppo di nazioni in un regime di moneta unica \u00e8 incompatibile con un surplus commerciale strutturale di una singola nazione verso le altre. Il monito vecchio di 80 anni rimane inascoltato, cos\u00ec come lo sono i recenti appelli della Bce\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab Il mercantilismo &#8211; prosegue Picchioni &#8211; \u00e8 un&#8217;idea fondante della Germania post-1945, il commercio estero rappresenta la cornice nella quale inquadrare la sua presenza nel mondo ed in questo momento, dopo 17 anni di moneta comune, \u00e8 all&#8217;origine di molti dei mali europei, a partire dalla deflazione per arrivare alle politiche di austerity che molti Paesi sono costretti ad adottare. Dalla riunificazione, la Germania ha approfittato del debito creato da alcuni Paesi come una forma di \u201cvendor financing\u201d per incrementarvi le esportazioni, ha poi dato il via alla compressione salariale ed alla delocalizzazione selvaggia nell&#8217;Europa dell&#8217;est. Il surplus commerciale \u00e8 il frutto di un progetto pluriennale sul quale si fonda la politica tedesca. Adottato come strategia all&#8217;interno di una comunit\u00e0 di nazioni che condividono la stessa moneta, ha un effetto di alterazione dell&#8217;equilibrio tra le stesse nazioni e rende la moneta unica l&#8217;epicentro della propagazione degli squilibri\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abAl momento il surplus tedesco \u00e8 addirittura fuori da qualsiasi agenda politica comunitaria e viene derubricato come un problema minore, del resto molti dei Paesi europei, sotto il giogo del debito, non hanno la forza necessaria a determinare le priorit\u00e0 dell&#8217;agenda dell&#8217;Unione. Keynes diceva che nazioni debitrici e creditrici sono co-responsabili dei disavanzi commerciali permanenti e che la colpa ricade su entrambi, mentre al momento in Europa qualsiasi colpa ricade esclusivamente sui Paesi debitori. In assenza di un riequilibrio dato da politiche fiscali accomodanti e da trasferimenti netti di ricchezza da un Paese all&#8217;altro (l&#8217;unione fiscale), i persistenti squilibri macroeconomici stanno minando la tenuta politica all&#8217;interno dei Paesi membri\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abEd anche la Germania, ottusamente immersa nella sua \u201cweltanshauung\u201d, \u00e8 attraversata da venti di protesta simili a quelli del resto d&#8217;Europa, non dettati esclusivamente dalla xenofobia ma che hanno radici profonde anche e soprattutto nell&#8217;insoddisfazione crescente di una classe media impoverita e, soprattutto, che ha la sensazione di un peggioramento nella fornitura dei servizi statali. Uno degli effetti collaterali del \u201csurplus a tutti i costi\u201d \u00e8 infatti il contenimento degli investimenti pubblici\u00bb.<\/p>\n<p>Insomma la Germania si sta comportando come una famiglia che accumula risparmio a pi\u00f9 non posso e che non spende mai per l&#8217;abbellimento della propria casa. Non spende persino quando sui muri si iniziano a intravedere delle crepe.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2016-09-27\/perche-germania-conviene-ridurre-surplus-104122.shtml?uuid=ADYMDnRB\">http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2016-09-27\/perche-germania-conviene-ridurre-surplus-104122.shtml?uuid=ADYMDnRB<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da IL SOLE 24ORE (Vito Lops) Sul punto che la Germania violi da anni le regole europee sul surplus non ci piove. 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