{"id":18347,"date":"2016-09-28T10:00:41","date_gmt":"2016-09-28T08:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18347"},"modified":"2016-09-28T10:00:41","modified_gmt":"2016-09-28T08:00:41","slug":"il-giappone-mostra-i-reali-limiti-della-spesa-pubblica-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18347","title":{"rendered":"Il Giappone mostra i reali limiti della spesa pubblica (prima parte)"},"content":{"rendered":"<p><strong>di RETE MMT (William Mitchell)<\/strong><br \/>\nLo scorso 30 ottobre Reuters ha pubblicato un articolo \u2013 Special Report: Tsunami evacuees caught in $30 billion Japan money trap [1] (grazie a Scott Mc per il link) \u2013 in cui si dimostra in modo eccellente quali sono i veri limiti di spesa per un Paese che emette valuta [propria]. I principi di fondo dovrebbero essere acquisiti da tutti come parte integrante della personale missione di ognuno di liberare il proprio pensiero da tutti i miti neoliberisti e anche per aiutarsi a capire meglio la natura delle emissioni di valuta. Purtroppo il caso qui esaminato \u00e8 piuttosto triste e carico di tragiche conseguenze umane e ambientali, ma ci\u00f2 non ne inficia certo la rilevanza in termini di riflessione concettuale.<\/p>\n<p>In poche parole, il Governo centrale giapponese ha trasferito qualcosa come l\u2019equivalente in yen di 50 miliardi di dollari statunitensi all\u2019amministrazione locale per contrastare la distruzione causata dallo tsunami a marzo 2011. 30 miliardi non sono ancora stati spesi, nonostante ci siano ancora persone che vivono in alloggi temporanei e soffrano ancora, anche per questo, traumi psicologici drammatici. Perch\u00e9 sta accadendo questo? La Modern Monetary Theory (MMT) non ci dice che un Paese sovrano pu\u00f2 spendere quanto vuole? Non esattamente. Quello che la MMT ci dice \u00e8 che un Paese che emette la propria valuta pu\u00f2 comprare qualsiasi bene sia in vendita nella propria valuta e che la propensione [alla spesa] \u00e8 limitata dalla disponibilit\u00e0 delle risorse reali. E questa \u00e8 una classica dimostrazione dell\u2019esistenza dei limiti alla spesa pubblica nominale.<\/p>\n<p>Prima di affrontare la questione, mi aspetto di ricevere e-mail di protesta: parlare di questa tragedia in termini di economia monetaria \u00e8 crudele e denota mancanza di empatia nei riguardi della sofferenza umana. Non si tratta di nulla del genere, per\u00f2. Quindi non perdete tempo, ho abilit\u00e0 molto sviluppate quando si tratta di cestinare [messaggi]).<\/p>\n<p>Il 10 ottobre 2014, l\u2019agenzia di stampa giapponese NHK World riportava:&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;<em>Il calderone olimpico al National Stadium di Tokyo \u00e8 stato rimosso in preparazione del rifacimento della struttura in occasione delle Olimpiadi estive del 2020 e delle Paralimpiadi<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>E fin qui niente allarmi. A quanto pare, \u201cil cimelio olimpico sar\u00e0 prestato alla citt\u00e0 di Ishinomaki nel nordest del Giappone fino a Marzo 2019\u201d.<\/p>\n<p>Ishinomaki \u00e8 situata nella prefettura di Miyagi, circa 400 km a nord di Tokyo e a 150 km di costa di distanza dalla sfortunata centrale nucleare di Fukushima Daiichi.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 di Ishinomaki \u00e8 un porto di pesca ed \u00e8 diventata famosa per essere Manga Land, avendo adottato come obiettivo civico quello di \u201ccreare una citt\u00e0 dove le persone familiarizzassero quotidianamente con i manga\u201d. Il Manga \u00e8 un particolare stile giapponese di fumetto e un importante artista che ha sviluppato l\u2019arte manga, Shotaro Ishinomori, \u00e8 nato proprio in questa regione.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 ha creato una \u201cStrada Manga\u201d lunga un chilometro, \u201cdelimitata da 20 personaggi manga in scala naturale\u201d, dove \u201ci tombini, le panchine e persino le cassette postali sono caratterizzati da motivi manga\u201d. La strada \u201ctermina su un grande fiume la cui riva sabbiosa \u00e8 stata soprannominata \u2018Mangattan\u2019 dai residenti. Qui sorge il museo \u2018Mangattan\u2019 di Ishinomaki, che ospita manga di Ishinomori, anime e opere originali. Ci sono aree giochi e librerie. Il museo promuove la comprensione della cultura e della storia manga\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Ishinomori Manga Museum \u00e8 stato riaperto alla fine del 2012 successivamente alla chiusura del 2011 per riparazioni.<\/p>\n<p>Questo riconduce all\u2019altro motivo per cui la citt\u00e0 di Ishinomaki \u00e8 famosa, ossia la totale devastazione subita durante il terremoto di T\u014dhoku e lo tsunami del 2011. La regione \u00e8 stata una di quelle maggiormente colpite dallo tsunami l\u201911 marzo 2011.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 ha subito onde alte circa 10 metri, che si sono spinte fino a 5 km nell\u2019entroterra.<br \/>\nLa popolazione nel 2010 contava 164\u02d9294 persone. Di queste, 29\u02d9000 hanno perso la casa. 56\u02d9000 edifici sono stati danneggiati. Son morte pi\u00f9 di 3\u02d9700 persone.<br \/>\nL\u201980% delle case nell\u2019area portuale sono state distrutte.<br \/>\nIl 46% della citt\u00e0 \u00e8 stato inondato.<br \/>\nMolte scuole sono state distrutte (senza menzionare l\u2019enorme perdita umana).<br \/>\nIl terremoto ha abbassato parti della citt\u00e0 fino ad 1,2 metri e creato nuove zone di inondazioni durante l\u2019alta marea.<br \/>\nIn altre parole, una distruzione che quasi non si pu\u00f2 immaginare. Il 27 gennaio 2014, tre anni pi\u00f9 tardi, il quotidiano inglese The Guardian scrive, nell\u2019articolo Ishinomaki: new communities rise from tsunami\u2019s devastating divisons [2]:<\/p>\n<p>&#8220;<em>\u00c8 solo quando la si guarda da una collina vicina che diventa evidente la reale portata delle distruzioni provocate a Ishinomaki, nella prefettura di Miyagi. Il centro della citt\u00e0 non esiste pi\u00f9. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 rimasto \u00e8 una striscia enorme di terreno pianeggiante, ridotta in macerie\u2026<\/em>&#8221;<\/p>\n<p>Ora, ecco una domanda: dareste priorit\u00e0 alla costruzione della nuova struttura olimpica a Tokyo oppure preferireste far tornare Ishinomaki a condizioni di quasi normalit\u00e0?<\/p>\n<p>Anche se la risposta del Governo giapponese al disastro naturale \u00e8 stata rapida \u2013con la promessa di un\u2019enorme somma di denaro contante \u2013 allo stesso tempo sta finanziando anche la costruzione dei giochi olimpici.<\/p>\n<p>La MMT ci dice che si possono fare entrambe le cose, giusto? S\u00ec e no. Si pu\u00f2 certamente finanziare sia la ricostruzione sia la costruzione dei Giochi Olimpici, nessun problema.<\/p>\n<p>Tuttavia, non si possono mettere risorse reali (lavoro e capitale) a disposizione di entrambe le attivit\u00e0 se la disponibilit\u00e0 di tali risorse non \u00e8 sufficiente. I limiti alla disponibilit\u00e0 di risorse reali pongono un vincolo a ci\u00f2 che un Governo che emette valuta [propria] pu\u00f2 fare, non sussistono limiti finanziari intrinseci.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che le scelte di politica pubblica sono guidate dai mitici limiti finanziari, spesso volontariamente auto-imposti, e ci\u00f2 preclude che vengano prese decisioni ragionevoli.<\/p>\n<p>In Australia, ieri ho sottolineato come il Governo australiano stia tagliando la retribuzione reale del personale delle forze di difesa nello stesso momento in cui sta chiedendo loro di esporsi a situazioni che mettono a rischio la loro vita, il tutto perch\u00e9 crede sia desiderabile realizzare un avanzo di bilancio. E attualmente l\u2019economia australiana sta rallentando e la disoccupazione \u00e8 in aumento. Incomprensibile.<\/p>\n<p>L\u2019interessante Special Report: Tsunami evacuees caught in $30 billion Japan money trap [3] di Reuters del 30 ottobre 2014 ci informa che, dei 50 miliardi di dollari USA allocati dal governo giapponese per la ricostruzione:<\/p>\n<p>\u201cT<em>renta miliardi di dollari stanziati per finanziare strade, ponti e migliaia di nuove case nelle aree devastate dallo tsunami in Giappone tre anni e mezzo fa giacciono in banca non spesi\u2026 I fondi governativi giapponesi allocati in bilancio per la ricostruzione e trasferiti alle amministrazioni locali sono bloccati nelle banche di tutto il nordest devastato dallo tsunami\u2026 Il Governo centrale ha erogato direttamente pi\u00f9 di 50 miliardi di dollari alle amministrazioni locali delle prefetture di Miyagi, Iwate e Fukushima, le aree pi\u00f9 duramente colpite dal disastro, ma circa il 60% di tali risorse rimane nei depositi bancari della regione.<\/em><\/p>\n<p><em>Ishinomaki, citt\u00e0 con pi\u00f9 di 3\u02d9700 morti a causa dello tsunami (il maggior numero di vittime tra tutte le citt\u00e0 coinvolte nel disastro), \u00e8 stata profondamente colpita dalla paralisi dei fondi. L\u2019area portuale, dove 56\u02d9000 edifici sono stati danneggiati, \u00e8 stata inondata di fondi per la ricostruzione, per un totale di circa 4,1 miliardi di dollari nel triennio successivo al disastro.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma quasi il 60% delle risorse (2,3 miliardi di dollari) rimane nei depositi bancari. E delle nuove case programmate per i quasi 25\u02d9000 evacuati della citt\u00e0 sono state completate meno de<\/em>l<em> 5%.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Note del Traduttore<\/p>\n<p>1.^ Report Speciale: gli sfollati dello Tsunami caduti in una trappola monetaria di 30 miliardi di dollari<\/p>\n<p>2.^ Ishinomaki: dalle devastanti divisioni dello tsunami nascono nuove comunit\u00e0<\/p>\n<p>3.^ Report Speciale: gli sfollati dello Tsunami caduti in una trappola monetaria di 30 miliardi di dollari<\/p>\n<p>Originale pubblicato il 4 novembre 2014<\/p>\n<p>Supervisione alla traduzione di Maria Consiglia Di Fonzo<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.retemmt.it\/giappone-mostra-reali-limiti-della-spesa-pubblica-parte\/\">http:\/\/www.retemmt.it\/giappone-mostra-reali-limiti-della-spesa-pubblica-parte\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di RETE MMT (William Mitchell) Lo scorso 30 ottobre Reuters ha pubblicato un articolo \u2013 Special Report: Tsunami evacuees caught in $30 billion Japan money trap [1] (grazie a Scott Mc per il link) \u2013 in cui si dimostra in modo eccellente quali sono i veri limiti di spesa per un Paese che emette valuta [propria]. 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