{"id":18364,"date":"2016-09-28T11:39:01","date_gmt":"2016-09-28T09:39:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18364"},"modified":"2016-09-28T11:39:01","modified_gmt":"2016-09-28T09:39:01","slug":"niente-flessibilita-meglio-cosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18364","title":{"rendered":"Niente flessibilit\u00e0? Meglio cos\u00ec"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p>Prima <a href=\"http:\/\/economia.ilmessaggero.it\/economia_e_finanza\/padoan_intervista_tagli_frenano_crescita_italia_deve_investire-1957404.html\" target=\"_blank\">in un&#8217;intervista<\/a> al <i>Messaggero<\/i>, poi <a href=\"http:\/\/rassegnastampa.consiglio.regione.lombardia.it\/nazionali\/rassegna\/imgrs.asp?numart=5OJ8OS&amp;annart=2016&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=BJAG9&amp;video=0\" target=\"_blank\">in una lettera<\/a> al <i>Corriere della Sera<\/i> per ribattere alle critiche di Paolo Mieli, il ministro dell&#8217;Economia Pier Carlo Padoan l&#8217;ha detto e ripetuto: i tagli alla spesa hanno frenato e frenano la crescita. E chi porta Spagna e Regno Unito ad esempio di &#8220;austerit\u00e0 espansiva&#8221; di successo o non sa quel che dice oppure \u00e8 un imbroglione: questi due paesi hanno fatto correre allegramente il deficit mentre noi tiravamo la cinghia ed \u00e8 per questo che mostrano tassi di crescita molto migliori del nostro.<\/p>\n<p>Il ministro, naturalmente, usa un linguaggio molto meno colorito e pi\u00f9 tecnico, ma il suo discorso \u00e8 esattamente questo. Un discorso che ai lettori di questo blog non dovrebbe risultare nuovo, visto che su queste pagine si sono ripetuti pi\u00f9 e pi\u00f9 volte proprio questi concetti. Per\u00a0 esempio nel 2012 (<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2012\/11\/21\/news\/stretta_il_peggio_deve_ancora_venire-47142692\/\" target=\"_blank\">Stretta, il peggio deve ancora venire<\/a>), nel 2013 (<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/rubriche\/il-commento\/2013\/03\/01\/news\/aumentare_la_spesa_pubblica_per_ridurre_il_debito_non_un_controsenso-53668697\/\" target=\"_blank\">Aumentare la spesa pubblica per ridurre il debito non \u00e8 un controsenso<\/a>), nel 2014 (<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2014\/10\/01\/pil-a-picco-fare-piu-deficit-o-morire\/\" target=\"_blank\">Pil a picco, fare pi\u00f9 deficit o morire<\/a>) e in maniera pi\u00f9 sintetica pi\u00f9 o meno in quasi tutti gli articoli qui proposti. Se lo ricordiamo non \u00e8 per autoincensarci, ma solo per sottolineare che molti economisti non allineati alle teorie sostenute dalle istituzioni e dai governi europei dicevano queste cose dall&#8217;inizio della crisi, mentre i gestori del potere cantavano le lodi dell&#8217;austerit\u00e0 e dei tagli alla spesa pubblica\u00a0 &#8211; e, naturalmente, delle &#8220;riforme strutturali&#8221;, ossia delle leggi funzionali a una politica reazionaria &#8211; come unica medicina adatta a far ripartire l&#8217;economia. La &#8220;spending review&#8221;, che intesa come eliminazione degli sprechi e delle inefficienze per destinare risorse ad obiettivi pi\u00f9 utili sarebbe una buona cosa, era invece vista come un grimaldello per tagliare essenzialmente nei capitoli degli investimenti, della sanit\u00e0, dell&#8217;istruzione e della ricerca. Gli obiettivi della politica economica non erano pi\u00f9 eliminare la disoccupazione e favorire la crescita, ma rispettare i parametri europei su deficit e debito, naturalmente tagliando la spesa. Che i problemi pi\u00f9 gravi fossero quelli, la spesa eccessiva e il debito pubblico, \u00e8 stato ripetuto tante volte che gli orecchianti dell&#8217;economia se ne sono convinti, e pensano di far bene incalzando il governo su quegli obiettivi, cos\u00ec concentrati da ignorare gli effetti deleteri di quelle politiche, che pure sono sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p>Ha detto Padoan: &#8220;In Italia la spesa pubblica nominale al netto degli interessi \u00e8 cresciuta durante la crisi (2009-2014) meno che in altri Paesi: solo dell\u20191,4%, contro un aumento del 5,7% nel Regno Unito considerato campione di austerit\u00e0 e del 9% medio nella Ue&#8221;. E poi: &#8220;Chiunque segnali che in Spagna l\u2019economia cresce pi\u00f9 che in Italia, per esempio, dovrebbe ricordare anche che il deficit spagnolo nel 2015 \u00e8 stato esattamente il doppio di quello italiano (5,2% vs 2,6%; nel periodo 2009-2015 la media del rapporto deficit\/Pil in Spagna \u00e8 stata 8,3% contro il 3,5% dell\u2019Italia)&#8221;.\u00a0 E soprattutto: &#8220;L\u2019esperienza di molti Paesi mostra che il tentativo di affrontare la spesa senza curarsi della crescita ha avuto conseguenze di segno opposto agli obiettivi perseguiti: i cittadini sono stati sottoposti a pesanti sacrifici ma il rapporto debito\/Pil \u00e8 aumentato anzich\u00e9 diminuire&#8221;. Padoan \u00e8 ministro dell&#8217;Economia dal febbraio 2014: come mai ha aspettato quasi tre anni per pronunciare queste frasi? Aveva bisogno di verificare nella pratica che certe politiche provocano inevitabilmente questi effetti?<\/p>\n<p>Il ministro parla anche di ci\u00f2 che \u00e8 necessario fare. &#8220;Una crescita sostenuta e sostenibile richiede misure di sostegno alla produttivit\u00e0 e riforme strutturali, delle quali il governo pu\u00f2 anticipare gli effetti con una politica di bilancio giudiziosa, che continua a ridurre il deficit mentre dedica risorse al sostegno degli investimenti e dei consumi&#8221;. E qui \u00e8 come se dicesse: &#8220;Bisogna attraversare un fiume, quindi \u00e8 necessario tuffarsi, ma restando asciutti&#8221;. D&#8217;altronde, poverino, non fa altro che ripetere quello che Mario Draghi non manca di affermare ad ogni occasione: per la ripresa c&#8217;\u00e8 bisogno di utilizzare la politica fiscale, ma rispettando le regole europee sui conti pubblici. Ma si pu\u00f2 saltare senza usare le gambe? O sedersi restando in piedi? Draghi e Padoan dicono proprio una cosa del genere. Solo che Padoan la dice subito dopo aver ammesso che ridurre la spesa uccide la crescita. Certo, accenna a maggiori risorse che dovrebbero arrivare dalla lotta all&#8217;evasione e una probabile riapertura della <i>voluntary disclosure<\/i> (il rientro dei capitali), ma non sarebbero certo sufficienti a dare una vera spinta, specie se si vuole continuare a ridurre il deficit.<\/p>\n<p>Ma questa \u00e8 solo una parte del problema. L&#8217;altra parte, non meno importante, \u00e8 come il governo spender\u00e0 i soldi. Finora li ha spesi malissimo, <a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2016\/07\/26\/brexit-crollo-di-zero-virgola-fmi-stati-spendete\/\" target=\"_blank\">come abbiamo scritto<\/a> poco tempo fa. E dalle anticipazioni fatte filtrare sulla prossima manovra sembra che li spender\u00e0 altrettanto male. Al netto delle mance che certo non mancheranno, 15 miliardi sono gi\u00e0 impegnati per evitare l&#8217;aumento dell&#8217;Iva. Poi ci saranno i soldi per la ricostruzione post-terremoto: nella tragedia, almeno per l&#8217;economia avranno effetti positivi. Ma ancora pi\u00f9 positivi, e senza la tragedia, sarebbero stati se fossero stati spesi prima, per mettere in sicurezza le case. Ma &#8220;prima&#8221; i soldi non si trovano mai: solo &#8220;dopo&#8221;,\u00a0 a disastro avvenuto. Tutto il resto, a quanto pare, sar\u00e0 impegnato in misure &#8220;per favorire la produttivit\u00e0&#8221; e magari ridurre ancora le tasse alle imprese e il cuneo fiscale. Cio\u00e8, ancora una volta, si daranno soldi ai privati sperando che li investano, cosa che non ha funzionato finora e che non si capisce perch\u00e9 dovrebbe avere miglior riuscita.<\/p>\n<p>I conti <a href=\"http:\/\/www.ragionierieprevidenza.it\/cpro\/ControllerRedirect.do?fnzCod=CPFRRARV&amp;artPrg=2887\" target=\"_blank\">li ha fatti<\/a> Guido Salerno Aletta su <i>Milano Finanza<\/i>. Gli investimenti pubblici &#8220;sono scesi in valori correnti dai 41,3 miliardi del 2012 ai 37,3 del 2015, dopo il minimo di 36,9 miliardi registrato nel corso del 2014. Le altre spese pubbliche in conto capitale sono invece cresciute notevolmente, passando dai 19,3 miliardi dal 2013 ai 23,4 miliardi del 2014 fino ai 29,5miliardi del 2015. L&#8217;incremento \u00e8 stato di oltre 10 miliardi in due anni. Il totale delle uscite pubbliche in conto capitale nel 2015 \u00e8 arrivato cos\u00ec a 66,7 miliardi, superiore a quelle del 2014 (60,3 miliardi), del 2013 (57,7 miliardi), del 2012 (64,2 miliardi) e del 2011 (61,9 miliardi) e pari a quelle del 2010 (66,7 miliardi). Negli scorsi due anni, a fronte della stazionariet\u00e0 delle spese pubbliche correnti al netto degli interessi (+1%), l&#8217;intero risparmio sulle spese per interessi, ridotte dai 77,6 miliardi del 2013 ai 68,4 miliardi del 2015, \u00e8 stato quindi destinato all&#8217;aumento delle uscite pubbliche di parte capitale, cresciute del 10%. Considerato che, a livello economico complessivo, gli investimenti fissi lordi in euro correnti sono calati dai 276,6 miliardi di euro del 2013 ai 270,2 miliardi del 2015, con una contrazione di circa 6 miliardi, ne deriva che il contributo aggiuntivo di 10 miliardi recato dalla finanza pubblica in questi due anni \u00e8 stato pi\u00f9 che assorbito dalla tendenza del settore privato a ridurre gli investimenti&#8221;.<\/p>\n<p>Capito? Hai voglia a ridurre l&#8217;Irap e il cuneo fiscale, a detassare il cosiddetto &#8220;salario di produttivit\u00e0&#8221;, insomma a dare i soldi alle imprese: le imprese non investono. E non perch\u00e9 sono &#8220;cattive&#8221;, ma perch\u00e9 se la finanza pubblica strozza la domanda interna non ha senso: perch\u00e9 produrre se poi non si riesce a vendere?<\/p>\n<p>Invece di dare i soldi ai privati sperando inutilmente che investano il governo potrebbe investire direttamente, ma se ne guarda bene. Ecco un grafico con <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2016\/08\/20\/news\/investimenti_crisi_imprese_governo-146295122\/\" target=\"_blank\">l&#8217;andamento degli investimenti pubblici<\/a>:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/09\/Investimenti-Cgia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-531\" src=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/09\/Investimenti-Cgia.jpg\" alt=\"investimenti-cgia\" width=\"662\" height=\"541\" \/><\/a>Notare bene che quella risalita finale \u00e8 un&#8217;ipotesi, riguarda i prossimi anni. Se poi sar\u00e0 realizzata \u00e8 tutto da vedere, e non \u00e8 affatto certo. Se poi si guarda all&#8217;Europa, c&#8217;\u00e8 poco da consolarsi.<\/p>\n<p>Il ministro Padoan, dunque, ha fatto met\u00e0 strada ammettendo che la politica di bilancio ha frenato la crescita. Ma a quanto<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/09\/InvestUE.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-532\" src=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/files\/2016\/09\/InvestUE-300x235.jpg\" alt=\"investue\" width=\"300\" height=\"235\" \/><\/a> pare non \u00e8 ancora pronto a fare l&#8217;altra met\u00e0, ossia decidere che in una situazione come l&#8217;attuale \u00e8 lo Stato che deve investire, perch\u00e9 i privati non lo fanno e non lo faranno finch\u00e9 le prospettive sono quelle che sono. Invece la prossima manovra sar\u00e0 in linea con le precedenti, come ha gi\u00e0 annunciato il ministro Carlo Calenda: &#8220;Abbiamo pensato a un\u2019operazione sugli investimenti delle imprese private perch\u00e9 sono molto pi\u00f9 rapidi rispetto agli investimenti pubblici&#8221;. Eggi\u00e0, proprio cos\u00ec.<\/p>\n<p>A questo punto, che la Commissione\u00a0 ci conceda graziosamente un po&#8217; pi\u00f9 o un po&#8217; meno flessibilit\u00e0 sui conti diventa irrilevante. Anzi, forse \u00e8 meglio che non ce ne diano, visto che questo governo i soldi li spreca. Prima di impiegare altre risorse meglio aspettare che Padoan e compagnia facciano anche l&#8217;altra met\u00e0 della strada. Con il dettaglio che, mentre aspettiamo, l&#8217;Italia continua precipitare.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2016\/09\/26\/niente-flessibilita-meglio-cosi\/\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2016\/09\/26\/niente-flessibilita-meglio-cosi\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI Prima in un&#8217;intervista al Messaggero, poi in una lettera al Corriere della Sera per ribattere alle critiche di Paolo Mieli, il ministro dell&#8217;Economia Pier Carlo Padoan l&#8217;ha detto e ripetuto: i tagli alla spesa hanno frenato e frenano la crescita. 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