{"id":18411,"date":"2016-09-30T00:05:39","date_gmt":"2016-09-29T22:05:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18411"},"modified":"2016-09-30T00:05:39","modified_gmt":"2016-09-29T22:05:39","slug":"la-rivolta-per-i-compiti-a-casa-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18411","title":{"rendered":"La rivolta per i compiti a casa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rifiuto di fare i compiti per le vacanze voleva essere un ultimo gesto contro l&#8217;autorit\u00e0 della scuola<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, ma \u00e8 sprofondato nelle sabbie mobili di una imperturbata tolleranza: la scuola non ha reagito punitivamente; configurata infatti secondo il modello dell&#8217;ospizio, come potrebbe scomporsi se un suo cliente non segue delle prescrizioni dettate pi\u00f9 dall&#8217;abitudine che dalla convinzione? Rifiutarle, anzich\u00e9 essere un&#8217;azione di impavida rottura, somiglia piuttosto all&#8217;accanimento contro un corpo senza vita; e solo per questo trova un&#8217;eco nella stampa italiana. Essa infatti sopravvive offrendo ai suoi lettori, anzich\u00e9 informazioni, soddisfazioni occulte dei loro desideri<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> e alimentando il sentimento di s\u00e9 dell&#8217;ignoranza; il dilettantismo, l&#8217;incapacit\u00e0 di argomentare, l&#8217;incolta soggettivit\u00e0 che si riduce ad avere se stessa come unico oggetto, possono acquisire nei suoi articoli un&#8217;aria di importanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al padre che ha impedito al figlio di svolgere i compiti estivi ma lo ha impegnato in tante bellissime attivit\u00e0, si potrebbe obiettare che lo svolgimento di quei compiti non preclude quello delle bellissime attivit\u00e0, che le lunghe giornate estive offrono tempo per quelli e per queste. Il suo rifiuto rifiuta questa umile constatazione pratica, pone una sublime <em>quaestio juris<\/em>, il principio per cui gli insegnanti devono insegnare \u00abnozioni e cultura\u00bb nei limiti del tempo-scuola loro concesso, dunque non devono esorbitare sui giorni di vacanze e, se si d\u00e0 consequenzialit\u00e0 al principio, neanche sui pomeriggi. In questa prospettiva il lavoro domestico degli alunni appare una <em>corv\u00e9e<\/em> imposta dal mancato lavoro scolastico di insegnanti infingardi \u2013 un capitolo nel lungo romanzo neoliberale della corruzione e delle inadempienze dei lavoratori pubblici. \u00c8 per questo che nel rifiuto dei compiti a casa si avverte un certo tono da denuncia al tribunale amministrativo o almeno quello della rivendicazione sindacale. Toni del tutto fuori luogo: quanto alla rivendicazione sindacale, forse non \u00e8 superfluo ricordare che essa \u00e8 legittima per i produttori di ricchezza, per i lavoratori, che gli studenti, bench\u00e9 ugualmente lavoratori, non producono tuttavia ricchezza, che, anzi, la scuola <em>costa<\/em> alla famiglia e alla collettivit\u00e0, che dunque ogni consegna scolastica non ha nulla a che fare con l&#8217;estorsione di lavoro non pagato; quanto alla denuncia del presunto illecito, essa si basa sulla grossolana ignoranza dei fatti <em>elementari<\/em> della didattica. Innanzitutto, la richiesta di <em>limitare<\/em> il lavoro scolastico a scuola presuppone la convinzione discutibilissima che \u00abnozioni e cultura\u00bb non offrano strumenti di applicabilit\u00e0 <em>universale<\/em>, in grado di rendere l&#8217;individuo adeguato ai problemi di <em>ogni<\/em> ambito vitale, che cio\u00e8 le cose imparate a scuola <em>per principio<\/em> servano solo a scuola e a null&#8217;altro. Se fosse cos\u00ec, allora sarebbe meglio abolire del tutto l&#8217;obbligo scolastico \u2013 gli ambienti neoliberali non si augurano di meglio. In secondo luogo, il rifiuto di lavorare a casa implica la convinzione che il lavoro senza la presenza dell&#8217;insegnante <em>possa<\/em> e <em>debba<\/em> essere sostituito dal lavoro con la presenza dell&#8217;insegnante. Mentre la prima convinzione equivale al rozzo pregiudizio dell&#8217;inutilit\u00e0 del pensiero teorico, la seconda convinzione nasce dai profondi equivoci che dominano la didattica da quando vi \u00e8 stato importato il modello anglosassone \u2013 quello che in ottemperanza all&#8217;anarco-liberalismo fa dell&#8217;alunno un cliente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 questo il luogo di confutare il rifiuto della teoresi \u2013 lo ha gi\u00e0 fatto la storia del mondo. Pu\u00f2 essere invece utile ricordare che dalla frequenza della scuola l&#8217;alunno deve trarre <em>competenze<\/em> \u2013 deve saper parlare, scrivere, capire e risolvere problemi in generale \u2013 e che l&#8217;insegnante pu\u00f2 dare molto ma, disgraziatamente, <strong>non<\/strong> le competenze, perch\u00e9 queste non possono essere trasmesse magicamente, ma ognuno se le forma a partire dal proprio lavoro privato e nella misura estensiva (quanto tempo) e intensiva (con quanta accuratezza) in cui lo svolge. Compito della scuola \u00e8 1. scegliere, ordinare e illustrare i contenuti scientifici, 2. prescrivere, correggere e valutare le esercitazioni. Si vede subito che l&#8217;insegnante \u00e8 protagonista del primo punto, che lo studente lo \u00e8 del secondo. Lo svolgimento puntuale del primo, per quanto stimolante e creativo sia stato, equivale a \u00abscrivere sull&#8217;acqua\u00bb, come scrive Hegel nel brano proposto pi\u00f9 sotto, se non gli si accompagna lo svolgimento altrettanto puntuale del secondo, che \u00e8 compito individuale, <em>solitario<\/em>, dell&#8217;alunno. L&#8217;insegnante non pu\u00f2 imparare al posto dell&#8217;alunno, n\u00e9 lo pu\u00f2 fare un alunno al posto dell&#8217;altro, come accade di solito nei lavori di gruppo; pu\u00f2 stimolarlo con la sua scienza e creativit\u00e0, pu\u00f2 obbligarlo con la minaccia delle valutazioni negative \u2013 in ogni caso l&#8217;alunno diventa competente con il <em>proprio<\/em> lavoro, esercitandosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il frammento seguente, tratto dal discorso che Hegel in qualit\u00e0 di rettore tenne il 14 settembre 1810 al Ginnasio di Norimberga, contribuir\u00e0 a sollevare il velo che la presunzione e la pigrizia tornano eternamente a stendere sugli elementi di ogni azione didattica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abAffinch\u00e9 per gli studenti la lezione impartita a scuola diventi fruttuosa, affinch\u00e9 per suo tramite facciano effettivi progressi, la loro <em>diligenza privata<\/em> \u00e8 necessaria quanto la stessa lezione \u2026 Nulla \u00e8 pi\u00f9 essenziale che perseguire con ogni severit\u00e0 e sottomettere a un regolamento inesorabile il vizio della negligenza, del ritardo o dell&#8217;omissione dei lavori, in modo che la consegna puntuale del compito diventi qualcosa di immancabile come il sorgere del sole. Questi lavori sono importanti non solo perch\u00e9 quanto appreso a scuola si imprima pi\u00f9 saldamente con la ripetizione, ma soprattutto perch\u00e9 la giovent\u00f9 sia condotta, oltre il nudo recepire, all&#8217;occupazione attiva, al proprio sforzo. Infatti l&#8217;apprendere come nudo recepire e memorizzare \u00e8 un aspetto molto incompleto dell&#8217;istruzione. Viceversa, la tendenza dei giovani a ritrarsi nel proprio punto di vista e a disprezzare l&#8217;oggetto \u00e8 altrettanto unilaterale e va tenuta con cura lontana da essi. Per tutti i primi quattro anni di apprendimento gli allievi di <em>Pitagora<\/em> dovevano tacere, cio\u00e8 non avere o manifestare proprie idee e pensieri; infatti il fine principale dell&#8217;educazione \u00e8 che siano estirpati pareri, pensieri e riflessioni che la giovent\u00f9 pu\u00f2 avere e fare, e il modo in cui pu\u00f2 farli da s\u00e9; come la volont\u00e0, anche il pensiero deve iniziare dall&#8217;obbedienza. Se per\u00f2 l&#8217;imparare si limitasse a un nudo recepire, l&#8217;effetto non sarebbe molto migliore dello scrivere frasi sull&#8217;acqua; infatti non il riceverla, ma soltanto l&#8217;azione dell&#8217;afferrarla e la facolt\u00e0 di riutilizzarla fanno di una nozione una nostra propriet\u00e0. Se invece la tendenza va soprattutto all&#8217;affermare la propria superiorit\u00e0 sull&#8217;oggetto, nel pensiero non arrivano mai disciplina ed ordine, nella conoscenza non arrivano nesso e coerenza. \u00c8 dunque necessario che al ricevere si aggiunga il proprio sforzo, non come un inventare creativo, ma come applicazione dell&#8217;appreso, come tentativo di cavarsela per suo tramite con altri casi singoli, con altro materiale concreto. La natura di ci\u00f2 che si insegna negli istituti scolastici, a partire dalle prime determinazioni grammaticali, non \u00e8 una serie di fenomeni sensibili, isolati, ciascuno dei quali valga solo per s\u00e9 e sia soltanto oggetto dell&#8217;intuire e del rappresentare o della memoria, ma \u00e8 in primo luogo una serie di regole, di determinazioni universali, di pensieri e leggi. La giovent\u00f9 vi acquisisce subito qualcosa che pu\u00f2 applicare e un materiale a cui pu\u00f2 applicarlo \u2013 strumenti e armi per cimentarsi con il singolo, una capacit\u00e0 di venirne a capo. \u2013 La natura del materiale e la modalit\u00e0 di istruzione, che non \u00e8 inculcare una collezione di casi singoli, una folla di parole e locuzioni, ma \u00e8 un procedere interattivo tra singolo e universale, conferiscono all&#8217;apprendere \u2026 il carattere dello <em>studio <\/em>\u2026\u00bb<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Per i primi gesti cfr. l&#8217;interessante intervista rilasciata da Luigi Bobbio e contenuta al minuto 21:20 del seguente filmato <a href=\"http:\/\/www.raistoria.rai.it\/articoli\/litalia-della-repubblica-studenti-e-operai-in-lotta\/33654\/default.aspx\">http:\/\/www.raistoria.rai.it\/articoli\/litalia-della-repubblica-studenti-e-operai-in-lotta\/33654\/default.aspx<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> \u00abAllo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perch\u00e9 nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili\u00bb. (Romani 8,26)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Il testo che abbiamo tradotto \u00e8 contenuto in <em>Hegel<\/em>, N\u00fcrnberger und Heidelberger Schriften, Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main, 1970, pp. 331-333.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PAOLO DI REMIGIO (FSI Teramo) Il rifiuto di fare i compiti per le vacanze voleva essere un ultimo gesto contro l&#8217;autorit\u00e0 della scuola[1], ma \u00e8 sprofondato nelle sabbie mobili di una imperturbata tolleranza: la scuola non ha reagito punitivamente; configurata infatti secondo il modello dell&#8217;ospizio, come potrebbe scomporsi se un suo cliente non segue delle prescrizioni dettate pi\u00f9 dall&#8217;abitudine che dalla convinzione? Rifiutarle, anzich\u00e9 essere un&#8217;azione di impavida rottura, somiglia piuttosto all&#8217;accanimento contro un&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":65,"featured_media":17536,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[6,85],"tags":[5167,5168,3981,4343],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/appello-al-popolo-1.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-4MX","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18411"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/65"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18411"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18411\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17536"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}