{"id":18426,"date":"2016-09-29T12:11:25","date_gmt":"2016-09-29T10:11:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18426"},"modified":"2016-09-29T12:11:25","modified_gmt":"2016-09-29T10:11:25","slug":"europa-attenta-a-clinton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18426","title":{"rendered":"Europa, attenta a Clinton!"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>di <strong>LIMES (<span class=\"vcard author\"><span class=\"fn\">John C. Hulsman)<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"http:\/\/www.limesonline.com\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/nemico_preferito_usa_116_820.jpg\" alt=\"nemico_preferito_usa_116_820\" width=\"805\" height=\"534\" \/><\/p>\n<p><em>In un\u2019ottica europea, l\u2019esecrato Donald Trump sarebbe il male minore: il suo isolazionismo promette poco, ma chiede ancor meno. Viceversa, Hillary imporra\u0300 al Vecchio Continente\u00a0il suo interventismo. Precipitando una crisi transatlantica.<\/em><\/p>\n<p>1. IN QUESTI TEMPI DI POPULISMO, le\u00a0affermazioni apparentemente incredibili vanno motivate rigorosamente. Dunque se dico che per gli europei <a class=\"internal-tag-link\" href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/protagonisti\/donald-trump\" target=\"_blank\">Donald Trump<\/a> sarebbe meglio di <a class=\"internal-tag-link\" href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/protagonisti\/hillary-clinton\" target=\"_blank\">Hillary Clinton<\/a>, devo fornire una spiegazione convincente.<\/p>\n<p>Non voterei mai Trump. Come ogni demagogo americano che si rispetti \u2013 da Huey Long a Douglas MacArthur, da Joseph McCarthy a George Wallace \u2013 il candidato repubblicano spesso gioca con la realta\u0300. Mente apertamente, come quando ha detto che al tempo dell\u2019<a class=\"internal-tag-link\" href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/tag\/11settembre\" target=\"_blank\">11 settembre<\/a> grandi folle di musulmani in New Jersey festeggiarono gli attentati; oppure distorce i fatti, come quando lascia intendere di poter imporre al presidente del Messico la costruzione di un gigantesco muro per impedire ai suoi connazionali di attraversare il <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/carta-il-confine-usa-messico\/93823\" target=\"_blank\">confine con gli Stati Uniti<\/a>.<\/p>\n<p>Non si tratta di errori compiuti in buona fede; del resto, il mondo abbonda di ridicole teorie della cospirazione che passano per vere (il sottoscritto si e\u0300 sentito dire da tedeschi sani di mente che l\u201911 settembre fu opera di George W. Bush). Per quanto in voga nei caffe\u0300 europei alla moda, il post-modernismo altro non e\u0300 che una forma di nichilismo, perche\u0301 in politica come nella vita ci sono delle verita\u0300 (Cina e India stanno emergendo e l\u2019Europa e\u0300 in declino, per esempio) che devono essere riconosciute come tali da noi, discendenti di Pericle e Aristotele. Cercare la verita\u0300 in politica per rendere il mondo migliore e\u0300 il nostro lavoro, anzi e\u0300 la nostra vocazione. I demagoghi che oscurano volutamente la verita\u0300 sono i nemici dei liberi pensatori, a prescindere dalla loro affiliazione politica. Gia\u0300 questo mi basta per non votare Trump.<\/p>\n<p>E\u0300 comunque altamente improbabile che Trump vinca le elezioni. Gli uomini bianchi arrabbiati non sono piu\u0300 maggioranza nell\u2019elettorato statunitense, se mai lo sono stati. Trump e\u0300 riuscito ad alienarsi le donne (il maggior blocco elettorale\u00a0negli Stati Uniti), i neri (il blocco piu\u0300 fedele ai democratici) e gli ispanici (il segmento elettorale a piu\u0300 rapida crescita). Etica a parte, e\u0300 possibile alienare due di questi gruppi e vincere, ma con tutti e tre contro la sconfitta appare una questione matematica. Trump ha il tasso di approvazione piu\u0300 basso di chiunque abbia mai corso per la presidenza nella moderna storia politica americana. Un sondaggio Gallup di maggio 2016 ha rivelato che un astronomico 87% degli ispanici vede negativamente il candidato repubblicano, posizione condivisa dal 70% delle donne. Alla fine di giugno Hillary Clinton staccava di cinque punti il rivale nella media dei sondaggi nazionali ed era davanti a lui (anche se con un margine inferiore) negli Stati chiave, come Florida, Ohio e Pennsylvania. a fine agosto il distacco appariva ancora piu\u0300 netto.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Eppure, Trump ha una chance di vittoria, per quanto esigua. Se riesce a mobilitare in gran numero i bianchi diplomati, cosi\u0300 scoraggiati dalla globalizzazione da non prendersi di solito la briga di votare, potrebbe ottenere un esiguo ma determinante vantaggio negli Stati della <em>rust belt<\/em>: Pennsylvania, Ohio, Michigan, Wisconsin e Iowa. Se Trump staccasse la Clinton di una manciata di punti in ognuno di questi Stati, l\u2019impensabile potrebbe diventare possibile. Questo scenario e\u0300 tuttavia alquanto improbabile; verosimilmente, la Clinton otterra\u0300 una vittoria ampia, se non schiacciante.<\/p>\n<p>L\u2019altra ragione per cui Donald Trump e\u0300 nocivo all\u2019America e\u0300 che, come la maggior parte dei demagoghi, se ne infischia della costituzione degli Stati Uniti, che in ultima analisi e\u0300 cio\u0300 che tiene insieme questo paese cosi\u0300 eterogeneo. Come chiarisce il personaggio interpretato da Tom Hanks nel <em>Ponte delle spie<\/em>, la costituzione e\u0300 il cemento che tiene insieme l\u2019America. I francesi hanno avuto cinque repubbliche, gli Stati Uniti solo una. Questa eccezionale stabilita\u0300 politica e\u0300 una circostanza storica essenziale ed e\u0300 resa possibile quasi esclusivamente dall\u2019adesione di ogni generazione alla costituzione. Minacciarla, come Trump fa apertamente ogni qualvolta disprezza lo Stato di diritto, rende l\u2019uomo un nemico pubblico.<\/p>\n<hr \/>\n<p>2. Non c\u2019e\u0300 dubbio che Trump ignori realta\u0300 obiettive (o le mistifichi), abbia poche possibilita\u0300 di essere eletto e sia un pericolo per la costituzione e per il paese. Cio\u0300 detto, se fossi un europeo e se avessi a cuore piu\u0300 di ogni altra cosa gli interessi di politica estera dell\u2019Europa, riterrei Trump di gran lunga meglio dell\u2019apparentemente filoeuropea Clinton.<\/p>\n<p>Diro\u0300 di piu\u0300. Dopo che l\u2019Europa avra\u0300 tirato un sospiro di sollievo collettivo per la sconfitta di Trump, la neoeletta Hillary Clinton inneschera\u0300 una storica crisi della relazione transatlantica, determinata dall\u2019incolmabile ma trascurato divario tra l\u2019andazzo del Vecchio Continente e i desiderata della nuova amministrazione.<\/p>\n<p>Usciamo per un attimo dal polverone di questa campagna elettorale e facciamo un semplice esperimento teorico, ponendoci nell\u2019ottica della politica estera europea. Il candidato presidente A ha criticato apertamente il movimento neoconservatore, additandolo come l\u2019elemento piu\u0300 pernicioso nella storia recente\u00a0della politica estera americana. Dopo due decenni di dominio <em>neocon <\/em>del Partito repubblicano, il candidato A ha emarginato il movimento ed e\u0300 determinato a far si\u0300 che l\u2019America non sia piu\u0300 il gendarme del mondo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>A e\u0300 altresi\u0300 contrario alla maggior parte dei trattati commerciali <em>in fieri <\/em>o in essere, avendo aspramente criticato sia l\u2019accordo Usa-Asia (Tpp, Trans-Pacific Partnership), sia quello Usa-Europa (Ttip, Transatlantic Trade and Investment Partnership). A ha detto chiaramente che la guerra in Iraq e\u0300 stata un disastro e che George W. Bush ha mentito sul pretesto di quell\u2019intervento. A promette di essere duro con i sauditi e vuole giocare un ruolo assolutamente neutrale nella disputa israelo-palestinese. A crede di poter migliorare i rapporti con la Russia di Putin, facendone una priorita\u0300 della sua politica estera. A considera la Nato obsoleta e crede che, specie in caso di riavvicinamento al Cremlino, l\u2019alleanza dovrebbe concentrarsi sull\u2019immigrazione e sulla lotta al terrorismo, rivolgendosi a sud invece che a est.<\/p>\n<p>Durante il suo grande discorso sulla politica estera dell\u2019aprile 2016, il candidato A ha affermato che l\u2019America dovrebbe ricorrere alla guerra solo come opzione di ultima istanza e che appena eletto si consultera\u0300 con i leader di Russia e Cina, per stemperare le tensioni internazionali. Per dirla con le sue parole: \u00abA differenza di altri candidati alla presidenza, non ho tra i miei istinti primari la guerra e l\u2019aggressione. Una superpotenza comprende che la cautela e l\u2019autocontrollo sono i veri attributi della forza\u00bb. Affermazioni che, al pari delle altre posizioni di cui sopra, potrebbero essere sottoscritte da gran parte dell\u2019e\u0301lite europea.<\/p>\n<p>Viceversa, il candidato B ha sostenuto la guerra in Iraq e il disastroso intervento in Libia. B e\u0300 contro i grandi accordi commerciali solo a parole, e cinicamente si scaglia contro il Tpp che egli stesso ha contribuito a negoziare. Interventista fino al midollo, B auspica maggiori legami con Israele, un maggior coinvolgimento occidentale nel ginepraio siriano (attraverso l\u2019istituzione di una zona d\u2019interdizione aerea) e un maggior attivismo dello stesso Occidente in Ucraina, sia armando gli ucraini sia prendendo di petto Putin. Sconfessando il <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/obama-il-realista-in-incognito\" target=\"_blank\">realismo in incognito di Obama<\/a>, B sprona l\u2019Europa a fare di piu\u0300 e a seguire l\u2019America nella sua politica estera interventista.<\/p>\n<p>Come direbbe Bob Dylan, non serve un meteorologo per sapere da che parte tira il vento. Le politiche di A si attagliano all\u2019Europa molto piu\u0300 di quelle di B. Per inciso, A e\u0300 l\u2019odiato Donald Trump, mentre B e\u0300 la rispettata Hillary Clinton (rispettata almeno in Europa, perche\u0301 in America e\u0300 il secondo candidato presidenziale meno amato da quando esistono i sondaggi, superata per impopolarita\u0300 solo da Trump). Quest\u2019esito stupefacente palesa a chiunque abbia occhi per vedere quanto negli ultimi vent\u2019anni la classica visione europea della politica estera si sia allontanata da quella dell\u2019establishment statunitense.<\/p>\n<p>Le politiche della Clinton si confanno al breve periodo del dominio unipolare americano anni Novanta, quando suo marito era presidente. Nel mondo multipolare di oggi invece, le sue ricette unilaterali fanno solo danni. L\u2019e\u0301lite europea ha ragione a temere Trump, tuttavia non capisce che la prossima crisi transatlantica non sara\u0300 causata dal miliardario, bensi\u0300 dai futili sforzi della Clinton per riportare in auge la primazia statunitense con un interventismo ormai anacronistico e controproducente.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 6\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>3. Ovviamente vi sono aspetti dell\u2019ipotetica politica estera di Trump che turbano gli europei. \u00abThe Donald\u00bb promette di andarci giu\u0300 pesante con la Cina, imponendo un astronomico dazio del 45% sulle merci cinesi a prescindere da cosa dica l\u2019Organizzazione mondiale del commercio (Wto), il che innescherebbe una guerra commerciale tra le due maggiori economie del mondo in una fase di perdurante debolezza dell\u2019economia europea. Trump ha inoltre accennato al fatto di non gradire l\u2019accordo sul nucleare con l\u2019Iran, ma qualsiasi tentativo di sabotarlo sarebbe accolto dal netto rifiuto europeo di ripristinare le sanzioni e precipiterebbe in una crisi transatlantica, rinfocolando al contempo le tensioni in Medio Oriente.<\/p>\n<p>Trump (al pari di Obama) rinfaccia agli europei di non contribuire sufficientemente alla Nato, gravando come un peso morto sugli Stati Uniti. Egli sottolinea giustamente che appena quattro dei ventotto membri dell\u2019Alleanza spendono almeno il 2% del pil nella difesa, sebbene questo modesto impegno sia stato sottoscritto da tutti a piu\u0300 riprese. Trump promette di obbligare ognuno a rispettare gli impegni; avendo lavorato nel ramo per tre lustri, gli auguro buona fortuna.<\/p>\n<p>Il candidato repubblicano, con sommo sdegno degli europei, avversa il grosso degli accordi e delle istituzioni multilaterali che possano limitare la liberta\u0300 d\u2019azione dell\u2019America; del resto, difficilmente chi non vede un limite nella costituzione intende farsi condizionare da concetti nebulosi come il diritto e la comunita\u0300 internazionale. Cio\u0300 infrange tutti i princi\u0300pi delle e\u0301lite europee che si occupano di politica estera, specie ora che i britannici se ne sono andati.<\/p>\n<p>Malgrado tutti questi <em>caveat<\/em>, la politica estera di Trump e\u0300 qualcosa con cui gli europei possono convivere, se non altro perche\u0301 non chiede loro quasi nulla. Trump offre all\u2019America una politica estera antimmigrazione, protezionista, isolazionista e unilaterale, di norma appannaggio della minoritaria ala nazionalista del Partito repubblicano. A un\u2019Europa attanagliata dalla crisi dell\u2019euro, dall\u2019emergenza rifugiati e dal Brexit, \u00abThe Donald\u00bb offre invece una pausa, una vacanza dalla storia in cui tentare di risolvere i pressanti problemi interni. Questa ragione, da sola, fa di Trump una buona notizia per l\u2019Europa.<\/p>\n<hr \/>\n<p>4. Concludiamo immaginando un\u2019altra situazione, che verosimilmente collocheremo all\u2019inizio del 2017. Una Hillary Clinton fresca di elezione incontra la cancelliera tedesca Angela Merkel. Le parla francamente, in una conversazione che si volge piu\u0300 o meno cosi\u0300.<\/p>\n<p>\u00abAngela, ora che ho scongiurato il pericolo del populismo in America, uno spettro che so turbare anche te, sappi che a Washington hai un partner che condivide i tuoi stessi valori. Siamo entrambe wilsoniane, crediamo nel diritto e nella comunita\u0300 internazionale, reputiamo necessario lavorare attraverso le istituzioni\u00a0multilaterali ogni qualvolta sia possibile. Diamo entrambe importanza ai diritti umani e alla risoluzione delle questioni internazionali mediante il compromesso. E siccome la nostra comune visione del mondo e i nostri valori condivisi hanno trionfato politicamente sulle perniciose forze del populismo, e\u0300 tempo che noi agiamo insieme e con forza. Esorto pertanto te e il resto dell\u2019Europa a raggiungere quanto prima gli obiettivi di spesa della Nato, per aiutarci ad armare gli ucraini e a opporci a Putin, per istituire una <em>no-fly zone <\/em>sulla Siria e per mandare truppe in Libia in funzione di <em>nation building<\/em>\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 7\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"section\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Immagino sia questo il momento in cui Merkel ridacchia nervosamente, si guarda le scarpe\u2026 e non succede nulla. Questo e\u0300 anche il momento in cui si apre ufficialmente la crisi dei rapporti tra Europa e Stati Uniti. Se infatti due leader dalla mentalita\u0300 e dai valori affini come Merkel e Clinton non riescono a forgiare politiche comuni, cosa resta della relazione transatlantica?<\/p>\n<p>Una presidenza Trump rinvierebbe il momento della verita\u0300, ma tale esito e\u0300 improbabile. Lo scenario piu\u0300 verosimile e\u0300 quello di un\u2019ampia vittoria di Hillary Clinton, che quasi certamente portera\u0300 a una crisi dei rapporti transatlantici nel corso del prossimo anno. Se Trump e\u0300 il peggio per l\u2019America, Clinton e\u0300 il peggio per l\u2019Europa: qui sta il paradosso di queste elezioni.<\/p>\n<p>(<em>traduzione di Fabrizio Maronta<\/em>)<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/europa-attenta-a-clinton\">http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/europa-attenta-a-clinton<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LIMES (John C. 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