{"id":18474,"date":"2016-09-30T08:49:33","date_gmt":"2016-09-30T06:49:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18474"},"modified":"2016-09-30T08:49:33","modified_gmt":"2016-09-30T06:49:33","slug":"21-ottobre-uno-sciopero-per-il-no-sociale-cacciamo-renzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18474","title":{"rendered":"21 Ottobre, uno sciopero per il NO sociale. Cacciamo Renzi!"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONTROPIANO (Campagna per il NO sociale)<\/strong><\/p>\n<p>Dall\u2019inizio dell\u2019autunno numerose assemblee e incontri svoltisi in tutta Italia hanno posto al centro la costruzione di un percorso di mobilitazioni che attraversi tutto il paese, per lanciare un ampio e forte \u201cNo\u201d al Referendum e per cacciare il governo Renzi, contro i disastri provocati dalle politiche di austerity imposte in tutta Europa dai poteri finanziari.<\/p>\n<p>Centinaia di attivisti si sono incontrati a Napoli il 3 e 4 seetembre per costruire una campagna in grado di trasformare la battaglia contro la riforma costituzionale in una battaglia contro tutti i provvedimenti che stanno devastando il paese: contro le devastazioni ambientali, la privatizzazione dei servizi, il jobs act e le norme che vengono attuate con puntualit\u00e0, per impoverire e rendere innocue tutte le possibili opposizioni. Dalla riunione napoletana \u00e8 uscita forte la volont\u00e0 di costruire uno sciopero e di farlo al di fuori delle geometrie classiche e delle separazioni tra realt\u00e0 sindacali e sociali, per portare avanti la stessa battaglia.<\/p>\n<p>Uno sciopero da declinare attraverso concrete pratiche di blocco, nei territori metropolitani cos\u00ec come nei luoghi di lavoro, partendo dai settori organizzati per estendersi alle figure sociali e produttive che non hanno mai scioperato, perch\u00e9 non possono o faticano a farlo secondo le formule tradizionali. Uno sciopero per costruire ponti e relazioni tra il mondo del lavoro che si organizza in maniera &#8220;classica&#8221; e quel segmento che deve costruire e dotarsi di strumenti in grado di tornare a far male a chi comanda e ci sfrutta quotidianamente per il proprio profitto.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 uno sciopero contro le politiche di precarizzazione del lavoro, contro l\u2019aumento dei ritmi produttivi e l\u2019abbassamento dei livelli salariali, dirette conseguenze della distruzione progressiva della contrattazione nazionale in atto oramai da decenni.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 uno sciopero per il rispetto dei contratti, di quelle forme di tutele e di diritti, che attraverso le battaglie radicali intraprese in questi anni alcuni settori del mondo del lavoro sono riusciti a far rispettare. Sar\u00e0 uno sciopero per richiedere reddito per tutti, un reddito per sfuggire al ricatto della precariet\u00e0 e alla trappola della povert\u00e0.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 una giornata che insister\u00e0 sul diritto di sciopero, per chi pu\u00f2 esercitarlo e per chi deve strapparlo quotidianamente: in Italia infatti c&#8217;\u00e8 una gigantesca parte della forza lavoro che non pu\u00f2 scioperare e una parte che, pur potendo esercitare questa forma di lotta, viene attaccata violentemente, fino ad estreme conseguenze.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 uno sciopero, inoltre, contro i morti sul lavoro e nella lotta, il quotidiano bollettino di guerra che gli ultimi drammi di Piacenza e di Taranto riportano alla luce con forza. Non solo non si pu\u00f2 e non si deve morire di lavoro, ma non si pu\u00f2 e non si deve morire nella lotta. In particolare gli episodi di Piacenza ci impongono di rimettere al centro dello sciopero lo stesso diritto di scioperare e di lottare per migliori condizioni salariali e contrattuali: le parziali ma significative vittorie di questi anni ottenuti in alcuni comparti ci dimostrato come sia possibile ottenere conquiste attraverso l\u2019organizzazione e la lotta.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 uno sciopero da mettere in atto ovunque: magazzini, stabilimenti, scuole, pubblico impiego, trasporti, pub, ristoranti, cooperative, centri commerciali ; con picchetti nei centri di produzione e di trasformazione dell\u2019economia, di blocchi degli snodi commerciali e delle principali vie di trasporto di uomini e merci.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 uno sciopero che metter\u00e0 in campo forme di lotta ricompositive tra i vari settori e corpi dell\u2019intera societ\u00e0. Sar\u00e0 necessario mettere in connessione il mondo del lavoro e quello del non-lavoro, garantiti e precari. Sar\u00e0 uno sciopero che coinvolger\u00e0 i numerosi percorsi di lotta che agitano tutti i giorni questo paese. Lotte che sono gi\u00e0 in connessione tra di loro, perch\u00e9 solo uniti si vince.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 uno sciopero contro il Jobs Act e l&#8217;attuale organizzazione del lavoro, contro la Bossi-Fini che produce sfruttamento, per garantire la mobilit\u00e0 di tutti, richiedenti asilo e non, per la creazione di reali canali d&#8217;ingresso per e la libert\u00e0 di movimento in Italia e in Europa, contro l&#8217;articolo 5 del Piano Casa che produce marginalizzazione, perch\u00e9 tutti devono avere accesso a una casa.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 uno sciopero contro le aggressioni di guerra che il nostro paese, insieme alle altri grandi forze mondiali, continua a perpetrare in tutto il mondo, accumulando ricchezze e profitti e portando distruzione e miseria. Si moltiplicano sempre di pi\u00f9 gli scenari di guerra, con l\u2019immediato risvolto di una crisi migratoria senza precedenti che amplifica nel mondo i disastri prodotti dalla crisi. Sar\u00e0 uno sciopero che guarda aldil\u00e0 dei confini nazionali, in contemporanea con i meeting di costruzione di scioperi transnazionali europei, che guarda all\u2019esperienza francese di battaglia alla Loi Travail come modello da seguire.<\/p>\n<p>E&#8217; necessario uno sciopero che leghi la campagna per il &#8220;No sociale&#8221; al referendum con le battaglie dentro e fuori i luoghi di lavoro. Una prima tappa alla quale seguiranno la moltiplicazione di iniziative e piazze per affermare un nuovo fronte di lotta radicale contro l&#8217;austerit\u00e0 e la tensione autoritaria che il governo Renzi sta imponendo alle istituzioni politiche.<\/p>\n<p>Quindi invitiamo tutte le realt\u00e0 sindacali e sociali a costruire insieme una giornata di sciopero che sar\u00e0 solo l&#8217;inizio di un cammino, che dovr\u00e0 essere necessariamente molto lungo: ricomporre dove vogliono tenere divisi i lavoratori, immaginare nuove pratiche e nuove forme di sciopero, costruire &#8220;ponti&#8221; tra generazioni che vorrebbero mettere in competizione, questa \u00e8 la sfida da raccogliere con forza, questi i compiti che ci aspettano in un autunno nel quale va rovesciata la propaganda del governo e dare voce a quella realt\u00e0 ignorata che viviamo quotidianamente.<\/p>\n<p>Per fare tutto questo proponiamo l&#8217;indizione di assemblee territoriali nella settimana che va dal 28 Settembre al 5 Ottobre, che siano luoghi in grado di costruire concretamente laboratori di idee e pratiche da sviluppare e mettere a disposizione di tutti, per la costruzione di una giornata che si sviluppi in maniera generalizzata sui singoli territori, per portare il conflitto l\u00ec dove pu\u00f2 far male alla controparte.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/interventi\/2016\/09\/27\/21-ottobre-uno-sciopero-no-sociale-cacciamo-renzi-084040\">http:\/\/contropiano.org\/interventi\/2016\/09\/27\/21-ottobre-uno-sciopero-no-sociale-cacciamo-renzi-084040<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Campagna per il NO sociale) Dall\u2019inizio dell\u2019autunno numerose assemblee e incontri svoltisi in tutta Italia hanno posto al centro la costruzione di un percorso di mobilitazioni che attraversi tutto il paese, per lanciare un ampio e forte \u201cNo\u201d al Referendum e per cacciare il governo Renzi, contro i disastri provocati dalle politiche di austerity imposte in tutta Europa dai poteri finanziari. 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