{"id":18495,"date":"2016-09-30T11:15:13","date_gmt":"2016-09-30T09:15:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18495"},"modified":"2016-09-30T11:15:13","modified_gmt":"2016-09-30T09:15:13","slug":"18495","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18495","title":{"rendered":"L&#039;ennesima beffa di Renzi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>THOMAS FAZI<\/strong><\/p>\n<p>Nei prossimi giorni il governo sveler\u00e0 le cifre della manovra di bilancio per il 2017. I numeri esatti ancora non li conosciamo \u2013 Palazzo Chigi sta ancora negoziando con Bruxelles \u2013 ma <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2016\/09\/25\/news\/_non_bastano_2_miliardi_per_le_pensioni_-148473428\/\" target=\"_blank\">i giornali<\/a> non paiono avere dubbi: il deficit \u201csalir\u00e0\u201d: al 2,3% del PIL o forse addirittura al 2,4-2,5%. I pi\u00f9 attenti, per\u00f2, noteranno subito qualcosa di strano. Attualmente l\u2019Italia registra un rapporto deficit-PIL del 2,6%. Come si fa, dunque, a spacciare per un \u201caumento\u201d del deficit una manovra in cui di fatto il deficit cala (al 2,3%) o al massimo rimane inalterato. Semplice: \u00e8 vero che il deficit nei fatti scende, ma \u201csale\u201d rispetto alla previsione (del tutto irrealistica) contenuta nel DEF dell\u2019anno scorso: 1,8%. Tanto basta per parlare di un \u201caumento\u201d del deficit. Insomma, <a href=\"http:\/\/www.eunews.it\/2015\/11\/06\/il-segreto-della-manovra-espansiva-del-governo\/44672\" target=\"_blank\">come per il DEF dell\u2019anno scorso<\/a>, anche quest\u2019anno una manovra <i>restrittiva<\/i> \u2013 seppur meno restrittiva del previsto \u2013 o al massimo <i>neutra<\/i> verr\u00e0 spacciata dal governo come una manovra <i>espansiva<\/i>.<\/p>\n<p>E fin qui stiamo parlando del livello di indebitamento <i>totale<\/i> previsto, inclusivo della spesa per interessi, che per\u00f2 \u00e8 destinata a scendere nei prossimi anni per effetto dei tassi di interesse ultra-bassi. Per capire realmente il segno di una manovra di bilancio \u2013 ossia per capire se la si possa definire espansiva o restrittiva \u2013 bisogna guardare al saldo primario, che calcola la differenza tra le entrate delle amministrazioni pubbliche e le loro spese, al netto degli interessi sul debito pubblico. \u00c8 questo il dato che conta ai fini dell\u2019impatto di una manovra sull\u2019economia reale: se il saldo primario \u00e8 in avanzo vuol dire che lo Stato toglie pi\u00f9 soldi all\u2019economia via tasse di quanti ve ne immetta via spesa (con effetti solitamente recessivi); per contro, se il saldo primario \u00e8 in disavanzo, vuol dire che lo Stato immette pi\u00f9 soldi nell\u2019economia via spesa di quanti ne tolga via tasse (con effetti solitamente espansivi). S\u00ec dir\u00e0: ma se quei soldi servono a pagare gli interessi sul debito e se il debito \u00e8 detenuto in buona parte dai residenti, alla fine quei soldi tornano comunque indietro all\u2019economia, no? Tecnicamente s\u00ec, ma togliere alla collettivit\u00e0 (via tasse, che come si sa gravano soprattutto sui lavoratori dipendenti) per ripagare i possessori di titoli pubblici (nella maggior parte banche e cittadini ad alto reddito) rappresenta comunque una redistribuzione di ricchezza dal basso verso l\u2019alto, recessiva per definizione (perch\u00e9 si toglie a chi ha un\u2019alta propensione al consumo per dare a chi ha una bassa propensione al consumo).<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 immaginare, saldo primario e saldo totale non sempre sono dello stesso segno: se un paese registra una spesa per interessi molto alta, pu\u00f2 capitare che il saldo primario sia in avanzo ma il saldo totale sia in disavanzo, per il semplice fatto che l\u2019avanzo primario non riesce a coprire tutta la spesa per interessi, e dunque il paese in questione \u00e8 costretto ad indebitarsi solo per coprire la fetta rimanente della spesa per interessi. \u00c8 questo il caso dell\u2019Italia, che in barba a tutte le accuse di essere un paese \u201cspendaccione\u201d e dalle finanze pubbliche \u201cdisastrate\u201d registra un avanzo primario sin dal 1992 ed \u00e8 da quasi vent\u2019anni la nazione europea pi\u00f9 virtuosa sul fronte del saldo primario.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/italy-primary-surplus.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-68089 alignnone\" src=\"http:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/italy-primary-surplus.jpg\" alt=\"italy primary surplus\" width=\"1103\" height=\"651\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Fonte: MEF\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Dovendo per\u00f2 far fronte ad una spesa annuale per interessi che dal 2000 ad oggi si \u00e8 assestata intorno al 5% del PIL \u2013 pari all\u2019incirca a 80 miliardi di l\u2019anno \u2013, ecco che uno dei saldi primari pi\u00f9 alti del mondo si trasforma in un deficit del saldo totale. Questo vuol dire che i 2000 miliardi di debito superati nel 2012 sono dunque in buona parte il risultato dell\u2019accumulo degli interessi. Nulla a che fare con un\u2019eccessiva spesa pubblica o un welfare troppo generoso, con buona pace dei fanatici antispesa. Semplicemente, a fronte di una spesa per interessi cos\u00ec onerosa, degli avanzi primari da record diventano un colossale trasferimento di ricchezza dalle tasche dei lavoratori e dei produttori verso quelle dei <i>rentier<\/i>, sia italiani che stranieri.<\/p>\n<p>Tutto questo per dire che per capire veramente se il DEF di quest\u2019anno servir\u00e0 a sostenere l\u2019economia o meno, il dato che conta \u2013 e che ancora non abbiamo \u2013 \u00e8 quello del saldo primario. Da questo punto di vista, per\u00f2, c\u2019\u00e8 poco da stare ottimisti: da diversi anni l\u2019avanzo primario \u00e8 in costante aumento, in linea con gli obiettivi previsti dal <i>fiscal compact<\/i>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/def-2015.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-68093 alignnone\" src=\"http:\/\/www.eunews.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/def-2015.jpg\" alt=\"def 2015\" width=\"879\" height=\"293\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Fonte: DEF 2015 (alcuni dati sono stati successivamente rivisti)\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ed \u00e8 ovvio che sia cos\u00ec: a parit\u00e0 di spesa per interessi e di crescita del PIL, per far scendere il deficit totale bisogna far salire il saldo primario. Allo stesso modo, sempre a parit\u00e0 di interessi e di crescita del PIL, lasciare inalterato il livello totale di deficit vorrebbe dire lasciare inalterato il saldo primario. In questo caso, ci sarebbe poco di cui rallegrarsi, ma sarebbe sempre meglio di un suo aumento. Come si diceva, per\u00f2, il QE sta determinando una notevole riduzione della spesa per interessi (mentre la crescita rimane al palo). Finora questo\u00a0non si \u00e8 tradotto in una politica fiscale pi\u00f9 espansiva, ma semplicemente in una\u00a0riduzione dell\u2019indebitamento finalizzato a coprire la spesa per interessi. Anzi, non \u00e8 da escludere che il governo approfitti di questa situazione per <em>aumentare<\/em>\u00a0ulteriormente l\u2019avanzo primario, lasciando comunque inalterato il saldo totale: questo sarebbe lo scenario peggiore. Staremo a vedere.<\/p>\n<p>Di certo c\u2019\u00e8 che \u2013 a prescindere dai decimali \u2013 anche quest\u2019anno il DEF sbugiarder\u00e0 la retorica \u201canti-austerity\u201d di Renzi: un premier che in pubblico non risparmia critiche all\u2019Europa, all\u2019austerit\u00e0 (\u00abFa pi\u00f9 male che bene\u00bb), alla Germania (\u00abNon rispetta le regole sul surplus commerciale\u00bb) e al <i>fiscal compact<\/i> (\u00abNon ha funzionato\u00bb), ma che nei fatti continua da anni a perseguire imperterrito \u2013 seppur con con un po\u2019 di flessibilit\u00e0, <i>\u00e7a va sans dire<\/i> \u2013 la strada del \u201cconsolidamento fiscale\u201d.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.eunews.it\/2016\/09\/27\/def-2017-lennesima-beffa-di-renzi\/68088\">http:\/\/www.eunews.it\/2016\/09\/27\/def-2017-lennesima-beffa-di-renzi\/68088<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THOMAS FAZI Nei prossimi giorni il governo sveler\u00e0 le cifre della manovra di bilancio per il 2017. 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