{"id":18499,"date":"2016-09-30T12:00:17","date_gmt":"2016-09-30T10:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18499"},"modified":"2016-09-30T12:00:17","modified_gmt":"2016-09-30T10:00:17","slug":"italia-europa-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18499","title":{"rendered":"Italia &#8211; Europa &#8211; Mondo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>PIERLUIGI FAGAN<\/strong><\/p>\n<p>Jakub J. Grygiel insegna alla P.H. Nitze School della Johns Hopkins <a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2016\/09\/41bekadhkzl-_uy250_.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-4834 alignleft\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2016\/09\/41bekadhkzl-_uy250_.jpg?w=640\" alt=\"41bekadhkzl-_uy250_\" \/><\/a>University ritenuta il vertice dell\u2019insegnamento per le Relazioni Internazionali (in compagnia di F. Fukuyama e Z. Brzezinki), consulente OECD e World Bank, pubblica su American Interest e Foreign Affairs. Proprio sul numero di Settembre della rivista americana \u00a0che d\u00e0 voce a gli studiosi degli scenari internazionali e della geopolitica dal punto di vista americano, Grygiel lancia la visione (<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2016\/09\/21\/il-ritorno-degli-stati-nazionali-in-europa\/\">qui<\/a>) di una Europa in cui ritornano di centralit\u00e0 gli Stati-nazione. Ma non lo fa come lo farebbe un giornalista decerebrato dal tormentone retorico del terrore per il ritorno dei nazionalismi e dei populismi, lo fa da sano realista, intuendone la necessit\u00e0 e poi cogliendone le opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Grygiel definisce l\u2019UE \u201csconnessa, inefficace ed impopolare\u201d e pi\u00f9 avanti \u201cin chiaro deficit democratico\u201d. Crisi dei migranti, asimmetrie non pi\u00f9 sostenibili all\u2019interno della zona euro, paralisi geopolitica nei confronti della Russia, del Medio Oriente, del Nord Africa, senza pi\u00f9 il fidato (per gli americani) sergente britannico, scollamento ormai palese tra progetto ed opinioni pubbliche. Forze destabilizzanti che, in assenza di risposte e soluzioni, portano sempre pi\u00f9 leader politici nazionali ad un ritorno alle leve di sovranit\u00e0 interna. L\u2019utopia europea sembra aver perso la scommessa contro la sovranit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>Un ritorno allo Stato-nazione che, secondo lo studioso, non porta di necessit\u00e0 ad un traumatico scioglimento dell\u2019UE ma ad una richiesta di minori vincoli unionisti e maggior libert\u00e0 nella gestione delle essenziali leve del potere stato-nazionale, sul modello della linea del Gruppo di Visegrad \u2013 Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia. A Grygiel \u00a0non \u00e8 sfuggito il recente meeting di Atene per una -secondo lui giusta- rivendicazione di un interesse comune degli stati mediterranei a lungo ignorati da Bruxelles (si scrive Bruxelles ma si legge Berlino).\u00a0 Questo ritorno all\u2019interesse nazionale non porta necessariamente allo spettro del nazionalismo ma ad un sano \u201cpatriottismo\u201d (!). La sovranit\u00e0 non porta di<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2016\/09\/mapa1363531761051602500.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4835 alignright\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2016\/09\/mapa1363531761051602500.png?w=300&amp;h=97\" alt=\"mapa1363531761051602500\" width=\"300\" height=\"97\" \/><\/a> necessit\u00e0 l\u2019ostilit\u00e0 tra le nazioni e queste potranno ben mantenere in comune il loro mercato come la Gran Bretagna vorrebbe fosse\u00a0nel dopo Brexit. Del resto, sulle contraddizioni tra Unione e Nazione, secondo l\u2019americano, soffia da tempo la Russia fiancheggiatrice dei molti gruppi populisti e nazionalisti attivamente supportati e finanziati e se si lascer\u00e0 loro il monopolio della pulsione al ripiegamento nazionale, allora s\u00ec che gli spettri pi\u00f9 inquietanti usciranno dai sepolcri.<\/p>\n<p>Ecco allora il sano realismo tipico della maggior scuola di IR americana: \u201cUna rinazionalizzazione dell\u2019Europa potrebbe essere la migliore speranza del continente per la sua sicurezza\u201d. Gli USA hanno sponsorizzato il progetto Europa ma dal momento che gli europei non sono stati in grado di portarlo ad efficace compimento, continuare a supportarlo significherebbe porsi sul versante sbagliato, lasciando sole (cio\u00e8 ai russi) le forze oggettive che reagiscono a questo fallimento. Ed ancora: \u201cWashington non deve temere lo scioglimento della UE\u201d (si scrive -non deve temere-, si legge -deve favorire-). Ed a proposito dell\u2019inazione e la passivit\u00e0 dell\u2019UE sul caso ucraino, meglio allora fiancheggiare direttamente come USA \u00a0gli stati di contatto confinario con la Russia: \u201cLe persone sono molto pi\u00f9 disposte a combattere per il loro paese, per la loro storia, il loro territorio, la loro comune identit\u00e0 religiosa, piuttosto che per un organismo regionale astratto, creato per decreto\u201d . Dunque si prevede che qualcuno dovr\u00e0 \u201ccombattere\u201d come ha ben intuito la Germania che ha varato -di recente- le sue allarmanti guideline per una \u201cprotezione civile\u201d che tenga conto dei rischi di guerra chimica e nucleare e quel qualcuno dovr\u00e0 esser aiutato generosamente da chi non vede l\u2019ora di soccorrerlo.<\/p>\n<p>E poich\u00e9 al realismo si pu\u00f2 sempre unire il perseguimento di fini utilitari strategici, ecco -rispetto al nuovo spezzatino degli insignificanti staterelli europei tornati \u201csovrani\u201d-, domandarsi \u201ccome altro potrebbero difendersi dalle minacce alla propria sicurezza?\u201d sia tra quelle presenti, sia tra quelle dell\u2019immediato futuro che gli americani\u00a0<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2016\/09\/obama7-1000x600-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4836 alignleft\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2016\/09\/obama7-1000x600-1.jpg?w=300&amp;h=180\" alt=\"obama7-1000x600-1\" width=\"300\" height=\"180\" \/><\/a>\u00a0saranno sempre pi\u00f9 pronti a spandere a piene mani ai quattro angoli del globo? Ma rinforzando il vincolo NATO, \u00e8 ovvio! E non solo, si parla di paesi \u201csopraffatti dalle migrazioni di massa\u201d? Ecco allora il discorso di Obama alla Nazioni Unite che annuncia un coordinamento americano di 50 paesi pronti ad accogliere rifugiati. Qui non s\u2019improvvisa nulla, gli americani creano i problemi e poi piazzano anche le soluzioni, del resto il marketing -pi\u00f9 o meno- l\u2019intelligence del nostro modo economico, di norma fa proprio questo. E poich\u00e9 anche il \u201csoft\u201d del \u201cpower\u201d ha le sue esigenze, ecco che Kant sar\u00e0 pur stato tedesco ma visto che i tedeschi non sono capaci di gestirne l\u2019eredit\u00e0,\u00a0 ora l\u2019imperativo categorico lo verniciamo a stelle e strisce (<a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=126528&amp;typeb=0&amp;l-etica-sistemica-e-obama\">qui<\/a>), perch\u00e9 la leadership ha da essere anche etica.<\/p>\n<p>Si va quindi a chiudere \u00a0con uno squillante: \u201c l\u2019Europa sar\u00e0 in grado di affrontare le sfide per la sicurezza pi\u00f9 urgenti solo se abbandona la fantasia di unit\u00e0 continentale e abbraccia il suo pluralismo geopolitico\u201d. \u201cE pluribus unum\u201d \u00e8 il motto americano dal 1776, noi \u201cpluribus\u201d siamo e \u201cpluribus\u201d \u00e8 meglio che si torni ad essere.<\/p>\n<p>= = =<\/p>\n<p>Tecnicamente parlando, questo \u00e8 lo scontato ed eterno revival del \u201cdivide et impera\u201d. La locuzione latina \u00e8 sovraesposta e pochi ne colgono il ruolo essenziale nella dottrina imperiale di ogni tempo e luogo. Il \u201cdivide et impera\u201d coglie e rinforza anche l\u2019altro dispositivo storico di relazione tra entit\u00e0 politiche sovrane diverse, il \u201cnemico del mio nemico \u00e8 mio amico\u201d (ve ne sono poi varie versione a seconda di come assortite i tre termini che come il famoso \u201cproblema dei tre corpi\u201d di H. Poincar\u00e8, \u00e8 alla base delle situazioni complesse). Questi concetti, percepiti come motti di semplice saggezza popolare storica, sono appunto storicamente saggi perch\u00e9 veri, utili, provati e riprovati. Oggi veniamo tutti educati al \u201cnuovo\u201d ma in queste faccende concrete e non ideali, l\u2019empirico d\u00e0<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2016\/09\/keep-calm-and-divide-et-impera.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-4837 alignright\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2016\/09\/keep-calm-and-divide-et-impera.png?w=180&amp;h=210\" alt=\"keep-calm-and-divide-et-impera\" width=\"180\" height=\"210\" \/><\/a> molte pi\u00f9 garanzie e soddisfazioni.<\/p>\n<p>Gestire \u201cfrom behind\u201d i territori che intermediano tra un impero (USA) ed il nemico (Russia), nel nostro caso l\u2019Europa, \u00e8 lo standard di una gestione geopolitica sistemica. Si possono cos\u00ec ottenere una serie di situazioni estremamente vantaggiose: \u00a01) la possibilit\u00e0 dello \u201csherry picking\u201d ovvero scegliersi\u00a0 i partner utili a questo o quello, volta per volta, mettendo anche gli uni contro gli altri in una gara alla fedelt\u00e0 imperiale che ne abbassi le pretese e ne rimuova le resistenze; 2) sabotare l\u2019emersione di un nuovo polo europeo pronto a giocarsi la partita nel mondo nuovo che oramai s\u2019\u00e8 capito sar\u00e0 multipolare (vedi ambizioni della Germania);\u00a0 3) sobillare le paranoie dei singoli stati pi\u00f9 propensi alla frizione con la Russia e poi con la Cina facendo impantanare questi ultimi che debbono dare approdo alla loro Via della Seta, nella pari complessa gestione del vociante pollaio europeo con cui -soprattutto i cinesi- non hanno alcuna dimestichezza.<\/p>\n<p>Del\u00a0 resto i britannici questo hanno preso a fare con l\u2019idea di trattati commerciali one-to-one ora che non sono pi\u00f9 legati ai vincoli unionisti e tra l\u2019altro, ora che non ci sono pi\u00f9 loro, ecco che tedeschi e francesi si fanno strani disegni in testa come la nuova forza armata europea o l\u2019affossamento del Ttip. L\u2019euro, cos\u00ec com\u2019\u00e8, non solo non serve a niente visto che la Germania non si allinea alle allegre politiche espansive stile Fed o BoJ e con l\u2019ossessione austera deprime la domanda inceppando l\u2019intero meccanismo globale a proprio esclusivo vantaggio e\u00a0chiss\u00e0 se qualche quota delle riserve mondiali che andranno necessariamente perse per far posto allo yuan, non potranno\u00a0esser recuperate dal dollaro, togliendolo di mezzo definitivamente. La Via della Seta, infine, bussa ai confini dell\u2019Iran ed Erdogan di conseguenza ha cominciato a prepararsi come tappa successiva, manca poco che le infrastrutture arrivino a destinazione, cio\u00e8 proprio in Europa. Meglio frammentare il territorio per rendere la vita difficile ai cinesi, altrimenti l\u2019Europa \u00e8 persa e con essa la guerra intera poich\u00e9, come ogni studente al primo anno di IR sa, l\u2019atlantismo \u00e8 il paradigma indiscutibile del Sistema Occidentale guidato dagli Stati Uniti. Persa l\u2019Europa, ecco l\u2019Eurasia, l\u2019incubo geopolitico madre di tutta la geopolitica anglosassone.<\/p>\n<p>= = =<\/p>\n<p>E poich\u00e9 si stava parlando di atlantismo eccoci alla cronaca recente. L\u2019Atlantic Council, il think tank nato nel 1961 per sovraintendere allo sviluppo e gestione dei legami che fanno il Sistema Occidentale, tramite le mani di John Kerry, ha attribuito il Premio Cittadino <a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2016\/09\/20160920_0342-755x515.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4838 alignleft\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2016\/09\/20160920_0342-755x515.jpg?w=300&amp;h=205\" alt=\"20160920_0342-755x515\" width=\"300\" height=\"205\" \/><\/a>Globale 2016 a Matteo Renzi. Dal vertice di Atene con i paesi mediterranei, Renzi ha intrapreso una manovra di distinzione dal precario \u201cdirettorio\u201d messo in piedi in maniera improvvisata da Merkel ed Hollande dopo Brexit. Della divergenza, si \u00e8 vista palese evidenza al recente vertice di Bratislava ma anche nella firma italiana di un documento assieme ad altri 11 paesi europei che vogliono continuare le trattative sul Ttip (<a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/europa\/notizie\/rubriche\/altrenews\/2016\/09\/15\/ttip-italia-e-altri-11-paesi-a-ue-continuare-negoziati_3daab805-47ca-4781-81ed-96462319a26e.html\">qui<\/a>) ed infine, nel non invito al vertice di Berlino del 28 Settembre tra Merkel, Hollande e Juncker che per altro ha fatto sapere\u00a0a Renzi che di \u201cflessibilit\u00e0\u201d ne ha avuto anche troppa, il che significa guai. Nel mezzo, appunto il premio americano che Kerry ha conferito dicendo che \u201cl\u2019Italia \u00e8 sulla buona strada\u201d, \u201cbuona strada\u201d per andare dove?<\/p>\n<p>Dopo Ventotene e gli annunci di impegno comune per la difesa europea, si sono incontrati il ministro francese con quello tedesco ma non con quello italiano. La difesa italiana quanto ad industria, \u00e8 legata a doppio filo prima con quella britannica e poi con quella americana e poich\u00e9 il senso del nuovo programma della nuova difesa europea \u00e8 legato proprio alla sviluppo di una ricerca ed un produzione competitiva per questa industria, ecco che, tornati dall\u2019isola sul continente i tre leader, le strade si sono subito divise. O stai di qua o stai di l\u00e0.<\/p>\n<p>Quella italiana rimane la strada di una fedelt\u00e0 atlantica senza alternative, la \u201cbuona strada\u201d per la quale Renzi \u00e8 stato premiato non solo all\u2019Atlantic Council ma anche con il principale servizio di Vogue America (<a href=\"http:\/\/www.vogue.com\/13480367\/italian-prime-minister-matteo-renzi-government-reform\/\">qui<\/a>) con tanto di foto di Annie Leibovitz nel quale Renzi \u00e8 presentato come il riformatore che ha liberato il suo partito\u00a0<em>liberal<\/em> da ideologie retrodatate, il riformatore dell\u2019Italia ma anche il prossimo riformatore dell\u2019Europa (?).\u00a0 Premiato infine, con l\u2019invito ad una inedita \u201ccena personale\u201d alla Casa Bianca, il prossimo 18 Ottobre con la famiglia Obama. Atlantismo di ferro, sempre pi\u00f9 attivo in casa nostra vista la possibile, prossima nomina anticipata dall\u2019Espresso, del Presidente RAI -Monica Maggioni- a responsabile della sezione italiana della Commissione Trilaterale (<a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2016\/09\/23\/monica-maggioni-lespresso-la-presidente-rai-guidera-anche-lorganizzazione-trilateral\/3052040\/\">qui<\/a>). Allineamento gi\u00e0 rimarcato in Afghanistan, Iraq e Libia.<\/p>\n<p>= = =<\/p>\n<p>Arrivando alla somma che fa il totale, si potrebbe pensare che il pensiero profondo dell\u2019\u00e9lite geopolitica americana cominci a puntare alla disgregazione dell\u2019Europa e conseguente eutanasia dell\u2019euro e chiss\u00e0 se Joseph Stiglitz, \u201cannusando l\u2019aria\u201d ovvero questo nuovo consensus che vien formandosi a Washington, abbia anche da ci\u00f2 tratto motivazione a riproporre la vecchia idea della separazione degli euro a cui ha dato gran pubblicit\u00e0 proprio qui da noi con un inedito tour estivo. L\u2019Italia sembra assurgere a paletto di frassino da conficcare nel cuore germanico che gli americani sanno che -da sempre- non batte certo per loro, da cui multe ad Apple e ritorsioni su Deutsche Bank. E dal dopo Brexit che la stampa ecofinanziaria anglosassone ha lanciato la nuova profezia dell\u2019Italia come secondo uscente dall\u2019impianto europeo (dall\u2019euro) ed in questi casi si sa che certe profezie servono proprio per auto avverarsi. La sequenza delle prossime elezioni in Euroland: referendum ungherese, Austria, ennesimo tentativo spagnolo, Olanda, Francia per concludere a Settembre 2017 con la Germania, garantisce un\u2019Europa sempre pi\u00f9 scettica su se stessa e paralizzata dai rinnovi di potere, se Renzi fosse lanciato da una vittoria referendaria, potrebbe attaccare proprio mentre son tutti distratti. Non \u00e8 detto vada tutto liscio ovvio, potrebbe ad esempio spuntare fuori un Trump che scombina un po\u2019 i piani americani ma chiss\u00e0 poi di quanto, l\u2019interesse americano ha una sua oggettivit\u00e0 che prescinde dall\u2019interprete che abita la Casa Bianca. A gli americani piace l\u2019idea dell\u2019uomo del destino ma la sostanza \u00e8 che sono un sistema e l\u2019uomo del destino ha invero un solo destino possibile: servire l\u2019interesse del sistema. In otto anni, Obama, non \u00e8 riuscito neanche a chiudere un carcere (Guantanamo), se firma una tregua coi russi in Siria il sistema manda i bombardieri a farla saltare, cosa di pi\u00f9 potr\u00e0 fare il -very powerful man- con i capelli color giallo pulcino?<\/p>\n<p>Noi in quanto cittadini del sistema italiano, rimaniamo sempre un passo indietro. Contro<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2016\/09\/952_romero_la_notte_dei_morti_viventi1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4841 alignright\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2016\/09\/952_romero_la_notte_dei_morti_viventi1.jpg?w=300&amp;h=222\" alt=\"952_romero_la_notte_dei_morti_viventi\" width=\"300\" height=\"222\" \/><\/a> l\u2019euro e contro l\u2019UE facciamo il gioco degli americani imperial-globalisti, a favore facciamo il gioco della Germania ordoliberista che ci devasta con le sue \u201criforme\u201d. Per il \u201cnostro gioco\u201d, il turno non arriva mai. I tanti che si deliziano e dilettano sul concetto di sovranit\u00e0, dovrebbero ogni tanto dare un occhiata a quanto il mondo \u00e8 complesso (nazione, regione, pianeta), a quante poche speranze di emancipazione ha un soggetto cieco e fragile che come nei film di Romero, scappa impaurito da un orda di zombie ordoliberisti, per finire nelle braccia dei Dottor Stranamore e viceversa. \u201cInteresse nazionale\u201d concetto davvero incomprensibile per un paese che al massimo \u00e8 diventato uno Stato ma non ancora una nazione.<\/p>\n<p>= \u2013 = \u2013 =<\/p>\n<p><em>NOTA. Huang Hui, esponente della Nuova Sinistra cinese, in questo articolo (<a href=\"http:\/\/www.sinistrainrete.info\/estero\/6986-wang-hui-contraddizione-crisi-sistemica-e-direzione-per-il-cambiamento.html\">qui<\/a>) ricordava che Mao Zedong cambi\u00f2 le priorit\u00e0 di analisi tra il 1926 dove privilegiava il campo interno della lotta di classe, al 1930 quando l\u2019imminenza dell\u2019invasione giapponese e il dilagare del fascismo internazionale, lo port\u00f2 a ritenere che la \u201ccontraddizione principale\u201d si andava spostando dalla lotta interna alla lotta tra le nazioni. Oggi, oltre all\u2019ambito interno ed a quello internazionale, si somma anche quello globale ed il pensiero dell\u2019emancipazione, dovrebbe far forse qualche sforzo in pi\u00f9 per rilevare meglio la complessit\u00e0 dei contesti nei quali collocare le analisi. Oltre a sviluppare \u201ccritica\u201d su cui siamo campioni mondiali, prender coraggio nel sviluppare anche qualche brandello di pi\u00f9 concreta e coraggiosa strategia complessiva. Altrimenti si tratter\u00e0 solo di preferenze di cottura, se quella lenta della padella o quella sfrigolante della brace. \u201cTertium non datur\u201d?<\/em><\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2016\/09\/26\/italia-europa-mondo\/\">https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2016\/09\/26\/italia-europa-mondo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIERLUIGI FAGAN Jakub J. Grygiel insegna alla P.H. Nitze School della Johns Hopkins University ritenuta il vertice dell\u2019insegnamento per le Relazioni Internazionali (in compagnia di F. Fukuyama e Z. Brzezinki), consulente OECD e World Bank, pubblica su American Interest e Foreign Affairs. Proprio sul numero di Settembre della rivista americana \u00a0che d\u00e0 voce a gli studiosi degli scenari internazionali e della geopolitica dal punto di vista americano, Grygiel lancia la visione (qui) di una&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":18500,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/pierluigi-fagan.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-4On","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18499"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18499"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18499\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/18500"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18499"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18499"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18499"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}