{"id":18517,"date":"2016-10-01T10:52:52","date_gmt":"2016-10-01T08:52:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18517"},"modified":"2016-10-01T10:52:52","modified_gmt":"2016-10-01T08:52:52","slug":"quer-pasticciaccio-brutto-delle-olimpiadi-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18517","title":{"rendered":"Quer pasticciaccio brutto delle Olimpiadi a Roma"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LE PAROLE E LE COSE (Daniele Balicco)<\/strong><\/p>\n<p>Ieri l\u2019Assemblea capitolina ha deciso di ritirare la candidatura della citt\u00e0 di Roma per la corsa alle Olimpiadi del 2024. La motivazione principale del rifiuto, avanzata dalla sindaca del M5s Virginia Raggi, deriva dalla mole di sovra-costi che la manifestazione, una volta terminata, trascinerebbe con s\u00e9. Poco importa che quasi la met\u00e0 dei finanziamenti, se le citt\u00e0 avesse vinto, sarebbe stata sostenuta dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO); e poco importa che l\u2019altra met\u00e0 sarebbe stata coperta attraverso un investimento diretto dello Stato. Roma \u2013 si dice \u2013 ha un debito pubblico \u201cmostruoso\u201d. La nuova amministrazione non vuole lasciare in eredit\u00e0, alle generazioni future, un debito ancora pi\u00f9 alto. \u201cSaremmo degli irresponsabili\u201d.<br \/>\nLa scelta di ritirare la candidatura di Roma dalla corsa per le Olimpiadi 2024 potrebbe sembrare un fatto di cronaca fra i tanti. Merita invece un\u2019attenzione particolare per almeno due ragioni. La prima \u00e8 politica e riguarda un preoccupante cortocircuito ideologico, di cui il M5s \u00e8 persuasore permanente. La seconda \u00e8 invece simbolica e ci parla del destino della Capitale d\u2019Italia.<br \/>\nPartiamo dalla discussione sul dossier per la candidatura della citt\u00e0 di Roma alle Olimpiadi del 2024. Il progetto \u2013 targato Malag\u00f2, Montezemolo (e Renzi) \u2013 era contestabile per mille ragioni. Nel metodo, per la scelta originaria di non coinvolgere in alcun modo il comune di Roma nell\u2019elaborazione del dossier (sembra incredibile, ma \u00e8 andata proprio cos\u00ec). Nel merito, perch\u00e9 imponeva di impegnare pi\u00f9 di 800 milioni, dei finanziamenti previsti, nell\u2019area di Tor Vergata, non prevedendo in realt\u00e0 nuove opere infrastrutturali di rilievo, in una citt\u00e0 ormai al collasso perch\u00e9 quasi del tutto priva di un moderno sistemo di trasporto pubblico intermodale.<br \/>\nPochi ricordano che la giunta Marino si oppose a questo progetto fallimentare. Giovanni Caudo, probabilmente il miglior assessore all\u2019urbanistica della Capitale da decenni, prepar\u00f2 un dossier alternativo: se fosse stato approvato, le Olimpiadi avrebbero lasciato in eredit\u00e0 alla citt\u00e0 un enorme parco fluviale a Nord, la chiusura dell\u2019anello ferroviario, la trasformazione in una linea metropolitana di quella scandalosa ferrovia interna che da piazzale Flaminio porta a Saxa Rubra e da l\u00ec a Viterbo; e, infine, la trasformazione del villaggio olimpico, realizzato non a Tor Vergata, ma a ridosso del parco fluviale, in una nuova \u201ccitt\u00e0 della giustizia\u201d. Si sarebbe cos\u00ec liberato il quartiere Prati dal suo storico sovraffollamento di tribunali, apparati giudiziari dello Stato e studi notarili. Il CONI non volle nemmeno prendere in considerazione il progetto che fu presentato nel giugno del 2015. La giunta Marino fu fatta cadere a forza, come molti ricordano, pochi mesi dopo, verosimilmente anche per la sua esplicita contrariet\u00e0 al dossier Malag\u00f2\/Montezemolo\/Renzi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Virginia Raggi aveva dunque molte ragioni per opporsi a Roma2024. Di metodo e di merito. Inoltre, stanti gli attuali rapporti di forza nella Capitale, avrebbe anche potuto imporre un dossier alternativo. Non l\u2019ha fatto. Ha scelto di ritirare la candidatura \u2013 apparentemente \u2013 per una ragione ideologica: l\u2019eccessivo debito pubblico. Problema spinoso, complicato e che richiede almeno un minimo di competenze di politica economica, per essere compreso. (sul tema si veda il bell\u2019articolo dell\u2019economista Daniele Tori che abbiamo pubblicato qui).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Virginia Raggi, ma \u00e8 una posizione credo generalizzabile all\u2019intero M5s, tende a identificare debito pubblico con mala amministrazione e sprechi. Si ignora, o si finge di ignorare, che la spesa pubblica, in un periodo di recessione come quello che stiamo attraversando, pu\u00f2 anche trasformarsi in una potente leva anticiclica. Ben inteso: questo non significa che il debito pubblico sia di per s\u00e9 un bene e che la spesa non debba essere razionalizzata e qualificata. Per restare al caso italiano, troppi restano ancora gli sprechi, troppe le follie. Ma la crescita del debito pubblico, come sa qualsiasi studente al primo anno di economia e commercio, solo in minima parte deriva da mala amministrazione. Quello che pericolosamente sfugge a questa posizione ragionieristica \u00e8 la natura politica del debito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bisognerebbe ricordare al direttorio del M5s, che la crisi economica che ancora ci soffoca, \u00e8 iniziata negli USA nel 2007 come crisi del debito privato; e che nel suo rimbalzo europeo \u00e8 stata politicamente trasformata in una crisi del debito pubblico. Questo capovolgimento dovrebbe essere noto e, almeno a grandi linee, intellegibile a chiunque voglia fare politica seriamente oggi in Europa. Perch\u00e9 se si conosce il perimetro falso entro il quale siamo stati costretti, si possono identificare nemici e alleati. E qui, invece, arriva il paradosso. In Italia si forma un enorme movimento di protesta di massa, il M5s, per molti aspetti innovativo ed interessante, che per\u00f2 genera da subito al suo interno un vero e proprio mostro ideologico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rivendicando buon senso e ragionevolezza, vengono inconsapevolmente propagandate dai suoi rappresentanti pubblici posizioni sostenute dalla destra economica: su tutte, l\u2019equazione debito pubblico\/sprechi\/fallimento dello Stato. Non a caso, proprio sulla questione Olimpiadi, il politico pi\u00f9 citato dai rappresentanti del M5s \u00e8 stato Mario Monti. Si realizza cos\u00ec un incubo da cui sar\u00e0 difficile uscire. Un\u2019austerity auto-imposta; in termini clinici, un\u2019inquietante identificazione con l\u2019aggressore.<br \/>\nL\u2019Italia ha un disperato bisogno di politiche economiche anti-cicliche, vale a dire di investimenti pubblici massicci e mirati. Nell\u2019attuale gabbia dei vincoli europei, organizzare le Olimpiadi pu\u00f2 trasformarsi in un escamotage per fare un po\u2019 di spesa pubblica qualificata. Se ben governate, con le Olimpiadi avremo la rinascita di Barcellona, di Torino e di East London. Se andr\u00e0 male, invece, ci toccher\u00e0 l\u2019incubo di Atene. La differenza sta tutta qui; nella qualit\u00e0 del progetto di trasformazione urbana proposto e, soprattutto, della classe dirigente che lo realizza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con il no tutto ideologico di Virginia Raggi, Roma perde per l\u2019ennesima volta un\u2019occasione storica per riprogettare se stessa. Molto probabilmente, rester\u00e0, ancora per anni, una capitale non sovrana e sotto-finanziata (solo da tre anni Roma riceve un piccolo finanziamento speciale per svolgere le funzioni di rappresentanza di citt\u00e0 capitale; mentre Parigi riceve ogni anno dallo Stato francese 1 miliardo di euro). Certo, il problema \u2013 si dice \u2013 \u00e8 che la citt\u00e0 ha in realt\u00e0 un debito pubblico \u201cmostruoso\u201d di oltre 12 miliardi di euro. Una citt\u00e0 fallita su cui ormai non si pu\u00f2 far niente. Pochi sono per\u00f2, fra i commentatori che ripetono questo mantra, quelli che ricordano che il debito pubblico di Roma \u00e8 pi\u00f9 basso, se diviso per numero di abitanti, di quello di Torino; e perfino di una citt\u00e0 oggi particolarmente cool come Milano (entrambe rilanciate, tra l\u2019altro, grazie a Olimpiadi ed Expo, per cui entrambe si sono indebitate).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se si confronta poi il debito pubblico di Roma con quello di altre capitali europee, magari con la \u201cvirtuosa\u201d Berlino, si scopre addirittura che quello di Roma \u00e8 un debito relativamente piccolo, visto che la capitale tedesca viaggia allegramente sopra i 60 miliardi di debito. C\u2019\u00e8 qualcosa che non torna in questo accanimento generale. Qualcosa di pi\u00f9 profondo, che andrebbe decifrato. E che riguarda la nostra identit\u00e0 pubblica. Del resto, \u00e8 dai tempi della Lega di Bossi che non infuria contro questa citt\u00e0\/simbolo un sentimento cos\u00ec diffuso di insofferenza e di repulsione. Forse le Olimpiadi, se ben governate, avrebbero potuto rilanciare Roma come metropoli internazionale e, soprattutto, come capitale d\u2019Italia. Non lo sapremo mai. Quello che \u00e8 invece facile prevedere \u00e8 il prossimo futuro massacro che la citt\u00e0 patir\u00e0 direttamente sulla sua pelle. Per effetto di un consequenziale ed infantile regolamento di conti fra bande belligeranti. Par tibi Roma nihil.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=24521\">http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=24521<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Daniele Balicco) Ieri l\u2019Assemblea capitolina ha deciso di ritirare la candidatura della citt\u00e0 di Roma per la corsa alle Olimpiadi del 2024. 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