{"id":18556,"date":"2016-10-02T11:09:21","date_gmt":"2016-10-02T09:09:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18556"},"modified":"2016-10-02T11:09:21","modified_gmt":"2016-10-02T09:09:21","slug":"con-la-svizzera-per-uno-stato-vero-contro-le-menzogne-liberal-e-lassedio-global","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18556","title":{"rendered":"Con la Svizzera per uno Stato vero, contro le menzogne liberal e l\u2019assedio global"},"content":{"rendered":"<p><strong>di AZIONE CULTURALE (Stelio Fergola)<\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019approvazione di Prima i nostri, il Canton Ticino, regione confinante della Svizzera italiana, ha votato per un referendum di iniziativa popolare a favore di una legge che dia la precedenza ai lavoratori residenti nel paese nell\u2019assegnazione di qualsiasi impiego.<\/p>\n<p>Inutile dire che l\u2019approccio utilizzato dagli elvetici rappresenta quell\u2019idea di Stato, ormai completamente sotto assedio, che dovrebbe interessarsi della propria comunit\u00e0 in via esclusiva e prioritaria, pena le sua stessa esistenza, otre che utilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ovviamente, c\u2019\u00e8 poco da cantare vittoria: la piccola Svizzera, pur non essendo parte dell\u2019Unione Europea, \u00e8 a tutti gli effetti imbrigliata in vari modi nel complicatissimo e ingerente sistema occidentale, quel mondo economico liberista e americanocentrico che con vari strumenti (NATO, FMI, ONU e, in misura non minore, Bruxelles) soffoca la libert\u00e0 di gran parte dei Paesi che ne fanno parte.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che da sponda elvetica si votano proposte del genere, ma senza successo: nel 2014 un\u2019atra \u201ciniziativa\u201d (cos\u00ec vengono chiamate le richieste di modifica costituzionale concesse una tantum alla popolazione) denominata Contro l\u2019immigrazione di massa era stata approvata senza esito positivo, scontrandosi con l\u2019accordo del 2002 che Berna, pur non essendo membro dell\u2019Unione, aveva sottoscritto impegnandosi sulla libera circolazione dei lavoratori.<\/p>\n<p>Il mondo liberal \u2013 anche svizzero \u2013 ha ovviamente reagito a suo modo contro Prima i nostri con quell\u2019approccio intriso di pseudoscientismo che tradizionalmente lo contraddistingue. Secondo l\u2019IRE (Istituto di Ricerca Economica dell\u2019Universit\u00e0 della Svizzera italiana) i lavoratori italiani verrebbero assunti in settori in cui i residenti non dimostrerebbero pari competenze: sanitario ed alberghiero. Coincidenza abbastanza strana, queste \u201ccompetenze inferiori rispetto agli stranieri\u201d \u201ccoincidono\u201d anche con un livello degli stipendi pi\u00f9 alto, considerando che gli italiani vengono pagati, mediamente, di meno nel loro Paese di origine (vi ricorda qualcosa?).<\/p>\n<p>Dobbiamo dedurre che, quando le cattivissime frontiere erano in piedi a pieno regime anche per la povera Svizzera, nessun elvetico potesse dimostrarsi in grado di lavorare in un albergo o in un\u2019ospedale, e che la stessa efficienza delle strutture del Paese sia stranamente peggiorata non appena la libera circolazione ha preso piede.<\/p>\n<p>n realt\u00e0, la protesta del Canton Ticino \u00e8 nata per varie ragioni, di cui due fondamentali: la prima \u00e8 che l\u2019ingresso di lavoratori stranieri abbassa (come sempre) il costo del lavoro, e la concorrenza nei settori in cui \u201cgli svizzeri sono poco competitivi\u201d ha naturalmente privilegiato i lavoratori italiani transfrontalieri, provenienti da un Paese che, guarda un po\u2019 che caso, ha un reddito pro capite molto pi\u00f9 basso della Svizzera. \u00c8 abbastanza immediato dedurre che, per un italiano, uno stipendio basso elvetico sia comunque un bel miglioramento, a tutto danno del cittadino svizzero e del proprio potere d\u2019acquisto, per non parlare dello sfruttamento che, in questi casi, finisce con il coinvolgere tanto il residente che l\u2019immigrato nel lungo periodo.<\/p>\n<p>La seconda ragione \u00e8 che inconsciamente i ticinesi si sono schierati, in modo assolutamente legittimo, anche contro una presunta (e non suffragata da nessun dato oggettivo, ma solo da un\u2019opinione espressa in massa da aziende con conflitti d\u2019interesse ben visibili sugli stipendi) impreparazione dei lavoratori elvetici. Compito di uno Stato dovrebbe essere anche quello di formare i propri cittadini, non colpevoli sempre e comunque solo per il fatto di cercare un lavoro e venire scavalcati da uno stipendio pi\u00f9 basso.<\/p>\n<p>Sui social network, le reazioni mentalmente aperte hanno raggiunto il solito grado di estremizzazione. Pur essendoci un parallelismo con il lavoratore straniero che arriva in Italia (e che con uno stipendio pi\u00f9 basso fa concorrenza sleale al cittadino italiano, danneggiato esattamente com quello svizzero nella fattispecie di cui sopra), \u00e8 anche vero che in questo caso i transfrontalieri italiani sono, per la Svizzera, immigrati assolutamente regolari con un regolare contratto di lavoro, situazione che \u00e8 assolutamente chimerica per gran parte degli immigrati stranieri che arrivano in Italia quasi sempre in modo irregolare.<\/p>\n<p>Ma si tratta di una pura constatazione atta a precisare meglio la situazione, non certo di un elemento che possa far crollare le argomentazioni degli anti-immigrazionisti: Prima i nostri non licenzierebbe tutti coloro che, ad oggi, lavorano negli alberghi elvetici, anche perch\u00e9 sarebbe un\u2019operazione tecnicamente impossibile. Semplicemente agirebbe per ostacolarne l\u2019arrivo futuro e dare precedenza ai nativi e agli autoctoni, come sarebbe giusto che fosse per qualsiasi Stato che abbia veramente a cuore la tutela dei propri membri.<\/p>\n<p>Non ci illudiamo, la Svizzera purtroppo dovr\u00e0 chinare il capo anche in questo caso. Per\u00f2 la sua battaglia pu\u00f2 essere utile in prospettiva, insieme a tante altre che, da qualche anno, stanno dando testimonianza in questa Europa disastrata.<\/p>\n<p>Noi ci permettiamo di sostenerla, pur consapevoli del suo stato attualmente minoritario. \u00c8 una protesta che ben evidenzia i limiti spaventosi dell\u2019architettura di Bruxelles, la sua mancanza di sensibilit\u00e0 non solo per valori importanti come quelli della Patria e delle culture nazionali, ma anche per questioni pratiche molto serie che, di fatto, svuotano la macchina statale di qualsiasi significato, incapace com\u2019\u00e8 di garantire tutela ai propri abitanti, il tutto per assecondare una logica della follia, della miseria economica, della distruzione reciproca e delle tensioni etniche.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.azioneculturale.eu\/2016\/09\/la-svizzera-uno-vero-le-menzogne-liberal-lassedio-global\/\">http:\/\/www.azioneculturale.eu\/2016\/09\/la-svizzera-uno-vero-le-menzogne-liberal-lassedio-global\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di AZIONE CULTURALE (Stelio Fergola) Con l\u2019approvazione di Prima i nostri, il Canton Ticino, regione confinante della Svizzera italiana, ha votato per un referendum di iniziativa popolare a favore di una legge che dia la precedenza ai lavoratori residenti nel paese nell\u2019assegnazione di qualsiasi impiego. 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