{"id":18724,"date":"2016-10-05T13:04:03","date_gmt":"2016-10-05T11:04:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18724"},"modified":"2016-10-05T13:04:03","modified_gmt":"2016-10-05T11:04:03","slug":"il-piano-c-o-splendori-e-miserie-della-sinistra-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18724","title":{"rendered":"Il piano C, o \u201csplendori e miserie della sinistra europea\u201d"},"content":{"rendered":"<p>da <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (di Alberto Bagnai)<\/strong><\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2015\/11\/le-plan-c-ou-splendeurs-et-miseres-de.html\" target=\"_blank\">Nel post francese su Goofynomics il prof. Bagnai<\/a> condivide con i suoi lettori alcuni eventi del suo viaggio tra Rouen e Parigi:\u00a0\u00a0in primo luogo la chiara considerazione espressa al\u00a0convegno di giuristi tenutosi a Rouen\u00a0sull\u2019idea di stato federale europeo, e poi\u00a0l\u2019interessante discussione con\u00a0un collega sulla lunga serie di errori della \u201csinistra\u201d, serie\u00a0che va a culminare\u00a0col prossimo sinistro errore, il Piano B. \u00a0Ecco la traduzione per i diversamente europei.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><b>Al convegno: \u201cNessuno crede in un\u2019Europa federale!\u201d<\/b><\/p>\n<p>Mi trovo a Rouen, citt\u00e0 dove sono successe tante cose europee (come in qualsiasi citt\u00e0 dell\u2019 Europa, d\u2019altronde), a partire da un certo <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.abbaye-saint-benoit.ch\/saints\/jeanne\/\" target=\"_top\">p<\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.abbaye-saint-benoit.ch\/saints\/jeanne\/\" target=\"_top\">rocesso<\/a>, per arrivare a un certo <a class=\"western\" href=\"http:\/\/normandie.canalblog.com\/archives\/2015\/10\/21\/32811741.html\" target=\"_top\">con<\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/normandie.canalblog.com\/archives\/2015\/10\/21\/32811741.html\" target=\"_top\">vegno<\/a>, che \u00e8 l\u2019occasione della mia visita.<\/p>\n<p>Due avvenimenti relativamente lontani, ma che hanno in comune una forte presenza di giuristi, e un dibattito molto interessante.<\/p>\n<p>Mi avevano chiamato per descrivere il processo di regionalizzazione in Italia, cosa che ho fatto come ho potuto, con l\u2019aiuto di colleghi membri dell\u2019associazione <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.asimmetrie.org\/\" target=\"_top\">a\/simmetrie<\/a>, che attualmente presiedo (qui <a class=\"western\" href=\"https:\/\/ideas.repec.org\/s\/ais\/wpaper.html\" target=\"_top\">qualcosa di quanto stiamo facendo<\/a>). Lo scopo del convegno era sostanzialmente quello di confrontare le diverse esperienze di decentramento e di regionalizzazione, vale a dire, in un certo senso, di \u201cfederazione\u201d degli enti locali (siano essi Stati, come negli Stati Uniti, regioni, come in Italia, o cantoni, come in Svizzera). Si affrontavano questioni come la posizione degli Stati federati (o delle regioni) in rapporto allo stato federale (o allo stato centrale), la posizione degli Stati federati (o delle regioni) in rapporto alle comunit\u00e0 sub-statali (stati, provincie, unioni di comuni, citt\u00e0 metropolitane, capitali, comuni \u2026), ecc. Le asimmetrie economiche svolgono in questo un ruolo importante, sia a livello informativo, che sul piano dei rapporti di forza, o delle regole di funzionamento, e in effetti quasi tutti i relatori nelle loro presentazioni facevano riferimento al concetto di asimmetria.<\/p>\n<p>Dopo due giorni di lavori, una cosa mi sembra ovvia, e, facendo mostra di una certa ingenuit\u00e0 (estote ergo prudentes sicut serpentes et simplices sicut columbae), non rinuncio a farla notare ai miei colleghi:<\/p>\n<p>\u201cCari colleghi, abbiamo parlato di tutela delle minoranze etniche, quindi spero che vogliate accogliere con indulgenza questa domanda posta dal solo economista qui presente. Abbiamo visto i problemi della regionalizzazione, e possiamo dire che sono in gran parte comuni a tutte le esperienze che abbiamo analizzato: dalla difficolt\u00e0 di risolvere democraticamente i conflitti tra i diversi livelli di governo, alla difficolt\u00e0 di adattarsi al fatto (storico ed economico) che le frontiere cambiano, etc. Abbiamo visto, allo stesso tempo, che a questi problemi sempre uguali nel tempo e nello spazio le diverse comunit\u00e0 hanno sempre fornito soluzioni diverse, soprattutto qui e ora, in Europa. Detto questo, mi pongo una domanda. In quanto economista io assisto alla crisi della zona euro, che rappresenta il pi\u00f9 grande successo della professione economica \u2013 perch\u00e9 questa professione aveva previsto quello che sarebbe successo. Mi si dice appunto che le difficolt\u00e0 economiche in realt\u00e0 erano state previste, ma che sarebbero state risolte andando verso uno Stato federale europeo. Gli Stati Uniti d\u2019Europa ci salveranno. <b>La domanda \u00e8 dunque: quale modello di federazione interstatale sceglieranno degli stati che hanno adottato dei modelli di federazione sub-statali cos\u00ec differenziati?&#8221;<\/b><\/p>\n<p>Dovete sapere che questo convegno \u00e8 stato organizzato da giuristi non solo molto competenti, ma anche molto europeisti (come cerco di esserlo io stesso, e come dimostra la mia ostinazione a volermi esprimere in una lingua che non \u00e8 la mia lingua madre). Mi aspettavo che questa domanda avrebbe causato qualche disagio, come senz\u2019altro sarebbe accaduto se fosse stata posta in Italia, dove il mantra dei SUE (Stati Uniti d\u2019Europa) in questo momento \u00e8 sulle prime pagine (e le seconde, le terze, le quarte \u2026) di tutti i giornali. Il loro messaggio \u00e8 che siamo in crisi perch\u00e9 non abbiamo ceduto abbastanza sovranit\u00e0 all\u2019Europa (senza nemmeno chiedersi non soltanto se questa sarebbe davvero una buona cosa, ma, soprattutto, che cosa sia precisamente questa Europa \u2013 da qui la mia domanda). <b>Per i nostri giornalisti, \u201cEuropa\u201d, vale a dire i SUE, cio\u00e8 lo stato federale europeo, \u00e8 la Terra promessa, \u00e8 il Paradiso in terra, dove il pastore tedesco (meglio noto come cane lupo \u2013 il che la dice lunga!) si coricher\u00e0 accanto alla pecorella greca (o a quel che ne resta), e insieme sogneranno l\u2019Europa (che al momento \u00e8 un sogno solo per alcuni, e un incubo per tanti altri).\u00a0<\/b>Dubitare di questo, in Italia, sarebbe una bestemmia, e quindi mi aspettavo che la mia domanda, che sorgeva da un interesse reale, potesse essere interpretata come una provocazione.<\/p>\n<p>Niente di tutto questo.<\/p>\n<p>La risposta \u00e8 immediata, serena, inequivocabile (e anche un po\u2019 paternalistica. Ma d\u2019altronde ero in minoranza\u2026):<\/p>\n<p>\u201c<b>Ma andiamo, caro collega! Nessuno oggi crede che un modello federale possa essere applicato a livello europeo, non sarebbe sostenibile!\u201d<\/b><\/p>\n<p>I miei lettori sorrideranno a immaginare che qualcuno abbia potuto pensare di spiegarlo proprio a me!<\/p>\n<p>Ma io, che sono gentile, ho ringraziato, con un sorriso <a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/11\/dalla-raspeliere.html\" target=\"_top\">ben noto a<\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/11\/dalla-raspeliere.html\" target=\"_top\">i miei lettori<\/a>, e anche simulando un certo stupore (non volevo privare i miei colleghi del piacere di avermi comunicato, come se si trattasse di qualcosa di nuovo, un concetto che vado ripetendo da cinque anni tutti i giorni a tutte le ore), e me ne sono poi andato al bistrot con un amico economista che i lettori di questo blog conoscono molto bene.<\/p>\n<p>Il lettore italiano sar\u00e0 cos\u00ec gentile da tenere a mente che in un convegno di giuristi europei ed europeisti si considera come un dato di fatto acclarato che l\u2019idea di uno stato federale europeo \u00e8 <a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=grJNVDs2_70\" target=\"_top\">una <\/a><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=grJNVDs2_70\" target=\"_top\">cagata pazzesca<\/a>.<\/p>\n<p><b>Al bistrot: i cinque errori passati della sinistra<\/b><\/p>\n<p>Il mio amico segue da lontano il mio impegno, e lo condivide, in quanto intellettuale di sinistra. Cos\u00ec ci scambiamo le nostre opinioni sulla situazione. \u201cQui le cose sono cambiate\u201d, mi dice \u201ce la Grecia \u00e8 stata un punto di svolta, ma non durer\u00e0 a lungo, e, in pi\u00f9, la cosa ha preso una piega che non mi piace. Si parla di un piano B, non so se tu ne sai qualcosa \u2026 \u201c<\/p>\n<p>Mi sovviene una frase di Ennio Flaiano, un grande (e grandemente misconosciuto) intellettuale italiano non di sinistra (Google vi aiuter\u00e0): \u201cIo Borges lo leggevo nel \u201950, adesso piace anche ai portieri\u201d, e gli rispondo:<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, certo che ne so qualcosa, come puoi immaginare. <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.asimmetrie.org\/past-events\/uneuropa-senza-euro-costi-e-benefici-per-famiglie-e-imprese-nelle-proposte-di-economisti-e-politici-europei\/\" target=\"_top\">Io parlavo di piano B un anno fa<\/a>, prima che la sua utilit\u00e0 diventasse evidente ai sinistrati. Sicuramente saprai che domenica prossima (il 15 novembre) a Parigi ci sar\u00e0 un grande raduno dei leader della sinistra proprio per presentare questo piano B\u201d.<\/p>\n<p>E il mio collega risponde: \u201cNo, veramente non ne sapevo niente! \u201c<\/p>\n<p>\u00abVedi come comincia bene! Io lo so perch\u00e9 uno di quei leader, Stefano Fassina, che ha appena lasciato il PD, doveva partecipare a <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.asimmetrie.org\/upcoming-events\/euro-mercati-democrazia-2015\/\" target=\"_top\">un <\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.asimmetrie.org\/upcoming-events\/euro-mercati-democrazia-2015\/\" target=\"_top\">convegn<\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.asimmetrie.org\/upcoming-events\/euro-mercati-democrazia-2015\/\" target=\"_top\">o che <\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.asimmetrie.org\/upcoming-events\/euro-mercati-democrazia-2015\/\" target=\"_top\">io <\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.asimmetrie.org\/upcoming-events\/euro-mercati-democrazia-2015\/\" target=\"_top\">organizzo in Italia<\/a>, e che tratta esattamente il punto che i nostri amici giuristi non ci hanno spiegato, per mancanza di tempo, vale a dire: se uno stato federale non \u00e8 possibile, come faremo a unire l\u2019Europa, quella stessa Europa che l\u2019euro ha cos\u00ec tanto diviso? Ma Stefano mi ha dato buca per incontrarsi con M\u00e9lenchon, Lafontaine, e Varoufakis. Con quest\u2019ultimo si rischia l\u2019armata Brancaleone, ma speriamo bene\u2026 \u201c<\/p>\n<p>E il mio collega: \u201cMa, vedi, quello che non mi soddisfa dell\u2019approccio \u201cPiano B\u201d \u00e8 che in fondo tutta questa storia non fa che avvalorare il piano A come vero obiettivo. \u00c8 una strategia molto debole politicamente perch\u00e9 il discorso, nella sua essenza, \u00e8 che bisogna minacciare la Germania con un piano B perch\u00e9 ci conceda delle condizioni che ci permettano di sopravvivere nello status quo. Quindi il vero obiettivo politico di questo approccio \u00e8 il piano A.\u201d<\/p>\n<p>E io: \u00abAscolta, io ho scritto due libri per spiegarlo agli italiani, e d\u2019altronde Stefano \u00e8 <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/stefano-fassina\/oltre-pd-sinistra-governo-agenda-alternativa_b_7660424.html\" target=\"_top\">uscito<\/a>\u00a0<a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/stefano-fassina\/oltre-pd-sinistra-governo-agenda-alternativa_b_7660424.html\" target=\"_top\">dal PD<\/a> dopo averlo letto. Ha detto di aver capito, grazie al tuo umile servitore, che <a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.fr\/2015\/07\/e-una-bella-recensione.html\" target=\"_top\">nell\u2019euro<\/a>\u00a0<a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.fr\/2015\/07\/e-una-bella-recensione.html\" target=\"_top\">nessun<\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.fr\/2015\/07\/e-una-bella-recensione.html\" target=\"_top\">a sinistra \u00e8 possibile<\/a>.<\/p>\n<p>Ma resta sempre un po\u2019 indietro.<\/p>\n<p>Nell\u2019aprile 2014, intervenendo al mio convegno sul piano B, <a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BG8BEajctIo\" target=\"_top\">non era <\/a><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BG8BEajctIo\" target=\"_top\">del tutto <\/a><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BG8BEajctIo\" target=\"_top\">convinto<\/a> della necessit\u00e0 di quest\u2019ultimo. Eppure, prima delle elezioni europee parlare di piano B poteva avere un senso: il senso era mostrare agli elettori che al di fuori dell\u2019euro non ci sarebbe necessariamente stata la catastrofe, che si sarebbe potuta gestire tecnicamente l\u2019uscita, se ci fosse stata una maggioranza politica disposta a farlo. Ma Stefano non era d\u2019accordo, parlava di iperinflazione, allora (e ho dimostrato su <a class=\"western\" href=\"https:\/\/ideas.repec.org\/a\/eee\/enepol\/v78y2015icp41-50.html\" target=\"_top\">ottime riviste scientifiche<\/a> come questa sia una sciocchezza; senza andare cos\u00ec lontano, basti ricordare che da allora la valuta italiana, che malauguratamente si trova a essere l\u2019euro, ha svalutato di quasi il 30% nei confronti del dollaro, senza che si sia verificato altro che deflazione, che \u00e8, come tu e Stefano sapete bene, il contrario dell\u2019inflazione)!<\/p>\n<p>La Grecia ha fatto la differenza, ma a mio parere non era necessario attendere il massacro di un intero popolo per cambiare idea, perch\u00e9 questo massacro era prevedibile, tanto che <a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.fr\/2015\/01\/la-vittoria-di-tsipras.html\" target=\"_top\">io l\u2019avevo previsto<\/a>, dopo aver spiegato <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2015\/01\/08\/importanza-sistemica-partiti-radicali-e-democrazia-nelleurozona\/\" target=\"_blank\">le ragioni del mio scetticismo<\/a>.<\/p>\n<p>Hai ragione, la logica della minaccia \u00e8 una logica idiota, tanto pi\u00f9 che si minaccia qualcuno perch\u00e9 ci permetta di rimanere in un sistema in cui non abbiamo alcuna possibilit\u00e0 di sopravvivenza! Questa non \u00e8 politica. Dubito d\u2019altronde che qualcuno che non ha il coraggio di dirmi che mi ha dato buca, abbia il coraggio di minacciare la Merkel in una maniera credibile. \u00c8 vero che ho un brutto carattere (questo post ne \u00e8 la prova), ma mi considero meno temibile della Merkel. In realt\u00e0, questo \u00e8 solo l\u2019ultimo (per ora) di una lunga serie di errori politici che la sinistra italiana \u201cdi sinistra\u201d ha commesso. Te ne faccio una piccola lista, perch\u00e9 questi errori non sono privi di interesse e rilevanza generale. La sintesi \u00e8 molto veloce. I miei amici della sinistra \u201cdi sinistra\u201d hanno sbagliato cinque volte: aspettando Hollande, aspettando Schulz, aspettando Renzi, aspettando Tsipras, e aspettando il disastro greco. E ogni volta li avevo avvertiti che si trattava di un errore, come ti mostrer\u00f2.<\/p>\n<p><u><b>Aspettando Hollande\u2026<\/b><\/u><\/p>\n<p>In primo luogo, i nostri amici \u201cdi sinistra\u201d si sono illusi nel 2012 che <a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/05\/quod-erat-demonstrandum-10-che.html\" target=\"_top\">l\u2019elezione del compagno<\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/05\/quod-erat-demonstrandum-10-che.html\" target=\"_top\">Hollande<\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/05\/quod-erat-demonstrandum-10-che.html\" target=\"_top\"> avrebbe cambiato la situazione<\/a> in Europa, costringendo la Merkel ad abbandonare l\u2019austerit\u00e0. Era una stupidaggine, e <a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2012\/05\/quod-erat-demonstrandum-10-che.html\" target=\"_top\">subito dopo le elezioni<\/a> ne avevo spiegato il perch\u00e9 (ma sarei stato compreso solo <a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.fr\/2014\/01\/qed-n-27-what-france-yes-france.html\" target=\"_top\">molto pi\u00f9 tardi<\/a>).<\/p>\n<p><u><b>Aspettando la socialdemocrazia tedesca \u2026<\/b><\/u><\/p>\n<p>In secondo luogo, si sono illusi nel 2013 che le elezioni tedesche avrebbero cambiato la situazione, e cio\u00e8, che la vittoria del compagno Schulz avrebbe condotto i tedeschi sulla via della socialdemocrazia, e quindi della solidariet\u00e0 tra proletari europei. Ma anche questa era una stupidaggine, per una ragione che avevo spiegato prima, nel mio libro del 2012 (pag. 250), e che ora \u00e8 evidente a tutti. Era un\u2019idiozia pensare che una svolta a \u201csinistra\u201d della politica tedesca, anche se si fosse verificata (cosa in realt\u00e0 difficile), avrebbe potuto cambiare qualcosa, perch\u00e9 la classe politica tedesca tutta intera, durante la crisi, aveva mentito ai suoi elettori, scaricando la responsabilit\u00e0 della crisi soltanto sui popoli del Sud, con un razzismo che non lasciava molte speranze e che era in contrasto con quanto i dati (<a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2013\/html\/sp130523_1.en.html\" target=\"_top\">e <\/a><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2013\/html\/sp130523_1.en.html\" target=\"_top\">il<\/a><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2013\/html\/sp130523_1.en.html\" target=\"_top\"> vice-presidente <\/a><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2013\/html\/sp130523_1.en.html\" target=\"_top\">della<\/a><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2013\/html\/sp130523_1.en.html\" target=\"_top\">BCE<\/a>) ci dicevano (in particolare, che la crisi era una crisi di debito privato dovuta al comportamento molto \u201cimprudente\u201d delle banche del Nord). Una volta mentito, i politici dovevano essere coerenti, perch\u00e9 se un partito, di qualsiasi colore, si fosse risolto a dire che un atteggiamento pi\u00f9 cooperativo sarebbe stato auspicabile, i membri del partito contrario avrebbero potuto distruggerlo dicendo \u201cVedete questi traditori che ci chiedono di essere gentili con questi maiali, questi PIGS, questa gente pigra che con i suoi vizi ha messo in pericolo il nostro stile di vita virtuoso!\u201d E questo \u00e8 esattamente quanto \u00e8 successo, come era ineluttabile, quando <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2015\/07\/03\/referendum-grecia-ue_n_7722976.html\" target=\"_top\">il compagno Schulz <\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2015\/07\/03\/referendum-grecia-ue_n_7722976.html\" target=\"_top\">ha <\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2015\/07\/03\/referendum-grecia-ue_n_7722976.html\" target=\"_top\">rimproverato il compagno Tsipras<\/a>, con un rancore al quale avremmo preferito non assistere, e proprio nel momento in cui il \u201ccattivo\u201d Sch\u00e4uble stava proponendo alla Grecia un\u2019uscita assistita (che non ha potuto essere realizzata a causa dell\u2019opposizione degli Stati Uniti).<\/p>\n<p><u><b>Aspettando Renzi \u2026<\/b><\/u><\/p>\n<p>In terzo luogo, si sono illusi che l\u2019Italia avrebbe potuto cambiare la situazione durante il semestre di presidenza dell\u2019Unione europea. In ogni caso \u00e8 ci\u00f2 che mi disse Fassina quando ci vedemmo in uno studio televisivo i<a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=SHIxQt_sQFA\" target=\"_top\">l<\/a><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=SHIxQt_sQFA\" target=\"_top\"> 14 novembre 2013<\/a>. Ma tutti in Italia, e Stefano meglio di tanti altri, sanno che la campagna elettorale di Renzi <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2013\/07\/01\/davide-serra-finanziere-che-sussurra-a-matteo-renzi\/639589\/\" target=\"_top\">\u00e8 stata sostenuta da Algebris<\/a>, la stessa Algebris di cui abbiamo appreso con grande sorpresa (non mia: di altri!) che, insieme a poche altre grandi banche, <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.ft.com\/cms\/s\/0\/7a9d5d9a-8155-11e5-a01c-8650859a4767.html\" target=\"_top\">influenza le decisioni della BCE<\/a>. \u00c8 difficile, non trovi?, che due burattini tirati dallo stesso filo vadano in direzioni opposte! In effetti Renzi fece un discorso di apertura del semestre <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.europaquotidiano.it\/2014\/07\/03\/renzi-al-parlamento-di-strasburgo-ritrovare-lanima-delleuropa\/\" target=\"_top\">molto coraggioso<\/a>, spingendosi sino ad<a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.europaquotidiano.it\/2014\/07\/02\/renzi-bastona-la-germania-ha-violato-le-regole\/\" target=\"_top\"> accusare la Germania di <\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.europaquotidiano.it\/2014\/07\/02\/renzi-bastona-la-germania-ha-violato-le-regole\/\" target=\"_top\">aver<\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.europaquotidiano.it\/2014\/07\/02\/renzi-bastona-la-germania-ha-violato-le-regole\/\" target=\"_top\">viola<\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.europaquotidiano.it\/2014\/07\/02\/renzi-bastona-la-germania-ha-violato-le-regole\/\" target=\"_top\">to<\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.europaquotidiano.it\/2014\/07\/02\/renzi-bastona-la-germania-ha-violato-le-regole\/\" target=\"_top\"> le regole <\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.europaquotidiano.it\/2014\/07\/02\/renzi-bastona-la-germania-ha-violato-le-regole\/\" target=\"_top\">per prima<\/a> (che \u00e8 un dato di fatto). Ma subito dopo le banche, per interposta persona della Merkel, gli hanno detto \u201ca cuccia!\u201d (anzi: \u201cSitz! Platz!\u201d) e Renzi si \u00e8 messo a cuccia, com\u2019era prevedibile (\u00e8 ben addestrato).<\/p>\n<p>La fine dell\u2019austerit\u00e0 era rinviata.<\/p>\n<p><u><b>Aspettando Tsipras \u2026<\/b><\/u><\/p>\n<p>In quarto luogo, si sono illusi che la Grecia avrebbe potuto cambiare la situazione, perch\u00e9 l\u2019audace Simon Bolivar dei Balcani, Tsipras, avrebbe fatto spostare a sinistra l\u2019asse della politica europea! Un\u2019idiozia maggiore delle precedenti, e c\u2019\u00e8 voluto tutto il mio interminato amore dell\u2019umanit\u00e0 per ascoltarli mentre ripetevano le loro sciocchezze, durante gli innumerevoli seminari e incontri pi\u00f9 o meno pubblici, senza sbattere loro in faccia quanto fossero illusi. L\u2019ingenuit\u00e0 era duplice, in questo caso. Ai nostri amici sinistrati sfuggivano due dettagli. Il primo \u00e8 che un paese non irrilevante, dotato di <i>force de frappe<\/i> (la vostra simpatica forza di dissuasione nucleare), e di un\u2019importanza politica ed economica ben superiore, come, appunto, la Francia, non era riuscito a piegare la Germania. Come si poteva sperare che la Grecia, un paese piccolo, debitore, indebolito dalla crisi pi\u00f9 degli altri, potesse riuscirci? Il secondo dettaglio \u00e8 che Tsipras si diceva contrario all\u2019austerit\u00e0, ma favorevole all\u2019euro. Con questo, si rendeva complice delle politiche omicide della BCE, cosa che tutti hanno potuto vedere pi\u00f9 tardi, e io avevo visto prima (s\u00ec, lo so, non \u00e8 elegante: ma lo ribadisco a beneficio di chi crede che l\u2019economia non sia una scienza\u2026).<\/p>\n<p>La ragione \u00e8 molto semplice, ma vale sempre la pena ripeterla: quando si verifica una situazione di squilibrio negli scambi tra due paesi, e quindi un paese diventa debitore di un altro, ci sono solo due soluzioni. La prima \u00e8 la svalutazione del debitore\/rivalutazione del creditore, che viene chiamata \u201csvalutazione esterna\u201d, vale a dire, aggiustamento del valore della moneta nei rapporti con l\u2019estero (cio\u00e8 del suo valore sui mercati dei cambi). Questa svalutazione ha due effetti: (i) i beni del debitore diventano pi\u00f9 vantaggiosi per il resto del mondo e quindi le sue esportazioni decollano, cosa che consente al debitore di trovare risorse per pagare i suoi debiti; (ii) inoltre, una parte di questi debiti pu\u00f2 essere rimborsata in valuta \u201cdebole\u201d (la svalutazione equivale cos\u00ec ad un \u201chaircut\u201d). L\u2019altra soluzione \u00e8 la svalutazione interna, vale a dire l\u2019austerit\u00e0: attraverso tagli di spesa pubblica e aumenti delle tasse si distrugge il reddito dei cittadini, i quali in questo modo consumeranno di meno, e quindi importeranno di meno (il che riduce la necessit\u00e0 di reperire risorse finanziarie per pagare le importazioni); allo stesso tempo, l\u2019austerit\u00e0 fa aumentare drammaticamente la disoccupazione, il che esercita una pressione sui salari (al ribasso, ovviamente!), il che, in linea di principio, dovrebbe rendere i prodotti nazionali molto pi\u00f9 vantaggiosi per i consumatori esteri, il che, in linea di principio, dovrebbe far decollare le esportazioni, il che, in linea di principio, dovrebbe consentire ai paesi debitori di trovare le risorse per pagare i propri debiti. <b>In linea di principio, perch\u00e9 in realt\u00e0, dato che tutti i paesi adottano contemporaneamente le stesse politiche, tutti i consumatori di tutti i paesi hanno meno soldi in tasca, e quindi nessuno pu\u00f2 spendere per sostenere la ripresa dell\u2019economia.<\/b><\/p>\n<p>Difendendo l\u2019euro Tsipras ha escluso il primo meccanismo (la svalutazione \u201cesterna\u201d). Quindi, non essendoci alternative, era a favore del secondo, la svalutazione interna, vale a dire l\u2019austerit\u00e0, anche se diceva il contrario. E in effetti, anche se i media (finanziati dalle grandi banche) ne hanno fatto un eroe triste, una specie di Don Chisciotte, non \u00e8 stato possibile nascondere che <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.ekathimerini.com\/201954\/article\/ekathimerini\/news\/washington-guided-greece-in-bailout-talks-envoy-reveals\" target=\"_top\">durante tutto il corso dell<\/a><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.ekathimerini.com\/201954\/article\/ekathimerini\/news\/washington-guided-greece-in-bailout-talks-envoy-reveals\" target=\"_top\">a crisi era<\/a> stato tele<a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.ekathimerini.com\/201954\/article\/ekathimerini\/news\/washington-guided-greece-in-bailout-talks-envoy-reveals\" target=\"_top\">guidato dagli Stati Uniti<\/a>. Questi ultimi volevano la Grecia nella NATO, e quindi nell\u2019euro. Era infatti chiaro che l\u2019intransigenza tedesca avrebbe costretto Tsipras a rivolgersi alla Russia per le sue esigenze finanziarie immediate, laddove fosse uscito dall\u2019euro. Bisognava essere molto ma molto superficiali per aspettarsi qualcosa da questo piccolo borghese telecomandato, che avr\u00e0, a guiderdone della sua obbedienza, un posto in una delle prossime Commissioni Europee (sono pronto a scommetterci, ma tu non accetterai!).<\/p>\n<p><u><b>Aspettando la catastrofe greca \u2026<\/b><\/u><\/p>\n<p>Ma non \u00e8 tutto! C\u2019\u00e8 stato ancora un errore, il quinto, e sempre sulla Grecia. Dopo aver creduto che la Grecia avrebbe potuto cambiare la situazione, i nostri amici ormai definitivamente sinistrati si sono illusi che la sua tragica fine avrebbe potuto raggiungere lo stesso obiettivo. Pi\u00f9 esattamente, quando gi\u00e0 sapevano che l\u2019euro non poteva funzionare, e lo dicevano, e comprendevano che per i nostri fratelli greci non c\u2019era speranza, hanno atteso cinicamente l\u2019inevitabile catastrofe, sperando che potesse smuovere le coscienze. Ma ancora una volta era facile prevedere che non sarebbe successo niente. Anzi, al contrario! Gli altri popoli europei avrebbero dovuto chiedersi \u201cperch\u00e9 la Merkel si impiccia delle decisioni di un governo sovrano che non \u00e8 il suo?\u201d, ma la loro reazione ha oscillato tra due estremi: da una parte l\u2019abominevole razzismo degli imbecilli che pensavano \u201cquesti greci se lo sono meritato!\u201d (tra l\u2019altro, il mio articolo in cui spiegavo che <a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2015\/01\/cosa-sapete-della-grecia-fact-checking.html\" target=\"_top\">le cose stavano diversamente<\/a> \u00e8 stato premiato come miglior articolo del 2015 alla \u201cFesta della Rete\u201d italiana); dall\u2019altra parte, gli idioti rassegnati, che si ripetono: \u201cL\u2019euro \u00e8 una buona cosa, se anche i greci che ne vengono massacrati non vogliono rinunciarci! \u201c<\/p>\n<p>Eppure l\u2019avevo detto, nel mio libro del 2012 (a p. 262), che se non ci fossimo opposti all\u2019euro, non ci sarebbero stati limiti a quello che ci avrebbero potuto imporre.\u201d<\/p>\n<p><b>Quello che non avevo previsto, perch\u00e9 non posso prevedere tutto, era che non ci sarebbero stati limiti a ci\u00f2 che avremo accettato. <\/b>Questa mancanza di limiti rende il sistema instabile: il capitale finanziario tirer\u00e0 la corda della deflazione fino a quando non si romper\u00e0, e la rottura sar\u00e0, come sempre, una guerra mondiale (la nostra unica speranza \u00e8 la presenza delle armi nucleari, che potrebbero forse scoraggiare un rimedio cos\u00ec estremo, ma l\u2019escalation delle provocazioni tra Stati Uniti e Russia dimostra che \u00e8 da qui che dovremo passare\u2026).<\/p>\n<p><b>Al bistrot: il prossimo sinistro errore della \u201csinistra\u201d<\/b><\/p>\n<p>\u201cAnche il Piano B \u00e8 un errore \u2026\u201d<\/p>\n<p>E il mio collega: \u201cS\u00ec. Ci vorrebbe un piano C, come \u201cCe ne andiamo!\u201d. Non si entra nella logica della minaccia, e semplicemente si comincia a ragionare su come sciogliere l\u2019Unione, presentando agli elettori l\u2019uscita, e non la permanenza grazie alla minaccia, come obiettivo politico primario\u201d.<\/p>\n<p>E io: \u201cSono pienamente d\u2019accordo, tanto che <a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=MqBbTNa6Zik\" target=\"_top\">l\u2019ho detto pubblicamente<\/a>! A un giornalista che in uno studio televisivo mi domandava \u201cChe cosa farebbe se fosse ministro delle finanze?\u201d tanto per cominciare ho dato una rapidissima lezione di diritto costituzionale (\u00e8 il primo ministro, non il ministro delle Finanze, che definisce la politica del governo), e poi ho detto che in Consiglio dei Ministri avrei proposto (e proporr\u00f2, all\u2019occorrenza) una cosa molto semplice: di comunicare ai nostri partner che per quanto riguarda l\u2019Italia l\u2019esperienza dell\u2019euro \u00e8 finita, e che si conterebbe sul loro buon senso per adottare una soluzione cooperativa. Nello stesso momento, si applicherebbero le misure tecniche descritte da <a class=\"western\" href=\"http:\/\/horizons.typepad.fr\/accueil\/2011\/04\/sil-faut-vraiment-sortir-de-leuro-par-jacques-sapir.html\" target=\"_top\">Sapir<\/a>, <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.policyexchange.org.uk\/images\/WolfsonPrize\/wep%20shortlist%20essay%20-%20roger%20bootle.pdf\" target=\"_top\">Bootle<\/a>, e molti altri (si trova tutto nei miei libri e in quelli di Jacques, ovviamente). Ci sono stati pi\u00f9 di cinquanta scioglimenti di unioni monetarie nel dopoguerra e <a class=\"western\" href=\"https:\/\/ideas.repec.org\/p\/cpr\/ceprdp\/6254.html\" target=\"_top\">quelli che ne sono usciti generalmente si sono trovati meglio<\/a>. Il da farsi \u00e8 noto.<\/p>\n<p>Sono quindi convinto come te che se prima delle elezioni europee un piano B avrebbe potuto avere un senso, ora \u00e8 il piano C che dobbiamo proporre come obiettivo politico (e vedo che in Italia i partiti comunisti cominciano a esserne consapevoli, se non altro per il fatto che <a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=V7TF1OV-yCk\" target=\"_top\">non possono pi\u00f9 fare a meno di ascoltarmi<\/a>: potrai apprezzare il fatto che la mia prima domanda a questi compagni \u00e8 stata : \u201cChe cosa posso dirvi che non sappiate gi\u00e0 ?\u201d).<\/p>\n<p><b>Al contrario, il Piano B proposto dalla pseudo-sinistra europea presenta molti problemi e prepara un\u2019altra catastrofe politica delle forze progressiste.<\/b> Non \u00e8 difficile e, una volta di pi\u00f9, potrebbe tornare molto utile elencarne i difetti, che sono essenzialmente quattro: il Piano B indebolisce se stesso per il fatto stesso di proporre come obiettivo prioritario il piano A (come hai molto giustamente detto); il Piano B \u00e8 proposto dalla sinistra in fortissimo ritardo, e questo costringe i proponenti, per scusarsi, a delirare su una \u201cuscita da sinistra\u201d che inficia lo stesso Piano B; la pretesa artificiosa di una \u201cuscita da sinistra\u201d, a sua volta, impone di mandare messaggi molto fuorvianti; infine, i sostenitori del Piano B non hanno un vero e proprio piano, non hanno le competenze, perch\u00e9 non hanno voluto averle.<\/p>\n<p>Vediamo in dettaglio.<\/p>\n<p><u><b>Il Piano B individua nel Piano A il vero obiettivo politico<\/b><\/u><\/p>\n<p>In primo luogo, come dicevi tu, nel momento stesso in cui si parla di Piano B si consacra come obiettivo primario il Piano A, cio\u00e8 la permanenza nell\u2019unione monetaria: l\u2019alfabeto ha una sua logica! Rientra cos\u00ec dalla porta (essendo uscito dalla finestra) il discorso assolutamente fuorviante (e che Fassina <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.stefanofassina.it\/lavoroeliberta\/2015\/07\/17\/non-ce-sinistra-nella-gabbia-delleuro\/\" target=\"_top\">sembrava aver anche lui abbandonato<\/a>) secondo il quale \u201cun\u2019altra Europa\u201d sarebbe possibile, con il suo nefasto corollario: quello secondo il quale \u201cquesta Europa\u201d non possiamo cambiarla che dall\u2019interno, minacciando, da una posizione di debolezza, i paesi pi\u00f9 forti (sono i danni della perniciosa ideologia del <u><a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.ilpedante.org\/post\/il-questismo-tra-seduzione-e-conservazione\/\" target=\"_top\">questismo<\/a><\/u>). Ma (mi ripeto) questa logica, l\u2019idea che possa esistere un \u2018Europa con l\u2019euro e senza l\u2019austerit\u00e0, \u00e8 sbagliata. Questo \u00e8 esattamente l\u2019errore (se \u00e8 stato un errore), che ha portato Tsipras al fallimento (se si trattava di un fallimento, e non di un successo, sotto forma di una poltrona a Bruxelles). \u00c8 chiaro che quando si parla di piano B quel che viene proposto come auspicabile all\u2019elettore \u00e8 il Piano A (\u201cun\u2019altra Europa\u201d). Per definizione, il Piano B \u00e8 una scappatoia, \u00e8 l\u2019uscita di emergenza, di cui si \u00e8 finalmente compresa la necessit\u00e0, ma che in tutta evidenza si ritiene preferibile non usare, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec bello rimanere seduti nel teatro europeo, a godersi lo spettacolo della deflazione \u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi ripeto: \u00e8 una cosa completamente idiota.<\/p>\n<p>Non solo il debole non dovrebbe cercar di minacciare il forte (la Grecia insegna), ma pi\u00f9 in generale, nell\u2019euro, che \u00e8 <i>in re ipsa <\/i>un accordo di deflazione salariale (in quanto l\u2019assenza di svalutazione esterna implica come necessit\u00e0 logica la svalutazione interna), non pu\u00f2 esserci un posto per la sinistra. Il Piano A, cio\u00e8 l\u2019euro e l\u2019Unione europea, \u00e8 il nemico da combattere, come ha affermato molto chiaramente Giorgio Cremaschi in uno dei video che ti ho mostrato, non un obiettivo da perseguire! Non si pu\u00f2 portare avanti una battaglia politica efficace se non abbiamo il coraggio di mostrare chiaramente chi \u00e8 il nemico. E sarebbe riduttivo, poi, confinarsi all\u2019aspetto economico. L\u2019euro \u00e8 un pericolo per la democrazia: gli esempi della Grecia e del Portogallo dovrebbero essere sufficienti, ma non lo sono. Come possiamo difendere, da \u201csinistra\u201d, un sistema in cui ogni governo democratico \u00e8 sotto il ricatto di un burocrate non eletto come Draghi, che pu\u00f2 portare al collasso un paese in un batter d\u2019occhio, decidendo (in violazione del suo il mandato) di chiuderne le banche? L\u2019euro \u00e8 questo, e questo si avrebbe nel Piano A. I fautori del Piano B non menzionano mai il fatto che nel piano A, che sta loro tanto a cuore, la Banca centrale sarebbe sempre indipendente dal governo, e questo per la semplice e buona ragione che un governo europeo non esiste, e che la Commissione non ha una legittimit\u00e0 democratica paragonabile a quella degli esecutivi nazionali. Possiamo illuderci che un giorno lontano avremo delle istituzioni democratiche a livello europeo. Ma ora non le abbiamo.<\/p>\n<p><b>\u00c8 dunque per ottenere il privilegio di essere alla merc\u00e9 della BCE che bisogna minacciare la Germania con un Piano B?<\/b><\/p>\n<p>\u00c8 ridicolo.<\/p>\n<p>Il nemico della democrazia \u00e8 l\u2019indipendenza della Banca centrale. Ma a \u201csinistra\u201d nessuno se ne preoccupa, anche se questo tema, che \u00e8 stato il tema centrale del mio libro del 2012, \u00e8 ora riconosciuto da economisti assolutamente ortodossi come <a class=\"western\" href=\"http:\/\/larrysummers.com\/2015\/05\/22\/comments-from-ecb-conference\/\" target=\"_top\">Summers<\/a> : \u201csi \u00e8 andati di gran lunga troppo oltre per quello che riguarda la neutralit\u00e0 monetaria, l\u2019indipendenza della banca centrale e i pericoli della discrezionalit\u00e0.\u201d Un\u2019osservazione solo in apparenza anodina.<\/p>\n<p><u><b>L&#8217;\u201duscita da sinistra\u201d inficia il Piano B come opzione politica (ed \u00e8 quindi suicida)<\/b><\/u><\/p>\n<p>In secondo luogo, la scoperta da parte della \u201csinistra\u201d della natura radicalmente antidemocratica dell\u2019euro, della quale ho appena spiegato le basi e che ho denunciato in Italia, buon ultimo, sin dal 2011, \u00e8 tardiva, e il suo tentativo di scusarsene \u00e8 suicida.<\/p>\n<p><b>Tutti i politici di \u201csinistra\u201d che parleranno di Piano B nelle prossime settimane (e prima del prossimo \u201cSitz! Platz!\u201d) hanno attivamente sostenuto nel recente passato il regime antidemocratico che ci opprime<\/b>: \u00e8 cos\u00ec per Fassina, con il quale ho pi\u00f9 volte discusso, ma anche e soprattutto per M\u00e9lenchon. Queste persone sono in ritardo, non hanno visto, o non hanno voluto vedere. Per questo, che \u00e8 un fatto oggettivo, portano su di s\u00e9 la responsabilit\u00e0 politica e morale di cos\u00ec tanta sofferenza e cos\u00ec tanti morti che forse si sarebbero potuti evitare se si fosse stati capaci a suo tempo di prendere una posizione chiara e netta. Non \u00e8 mai troppo tardi, si potrebbe dire, ed \u00e8 vero. Ma il ritardo \u00e8 evidente. Nel caso italiano c\u2019\u00e8 di peggio: non solo il ritardo, ma il tradimento \u00e8 palese, e questo perch\u00e9 \u00e8 ben noto che i Sommi Sacerdoti del partito comunista avevano gi\u00e0 chiaro negli anni \u201970 quello che un accordo sui tassi di cambio fissi avrebbe comportato per i lavoratori italiani (Fassina l\u2019ha appreso, dice, grazie al mio libro, ma io ne ero venuto a conoscenza tramite Vladimiro Giacch\u00e9, <a class=\"western\" href=\"http:\/\/editionsdelga.fr\/portfolio\/vladimiro-giacche\/\" target=\"_top\">del quale ti consiglio questo libro imprescindibile<\/a>).<\/p>\n<p>Solo per darti tre esempi: (i) durante un direttivo del Partito Comunista, che ebbe luogo il 12 dicembre 1978, <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2014\/05\/19\/eurozona-quando-giorgio-napolitano-era-contro-la-moneta-unica\/987141\/\" target=\"_top\">Luciano Barca<\/a>, un importante leader del partito, disse a proposito del sistema monetario europeo \u2013 il precursore dell\u2019euro : \u00ab\u00a0Europa o non Europa questa resta la mascheratura di una politica di deflazione e recessione antioperaia \u00bb; (ii) quello stesso giorno, nel suo discorso alla Camera dei Deputati, un altro leader comunista di fama, <a class=\"western\" href=\"http:\/\/gondrano.blogspot.fr\/2014\/01\/il-cambio-e-la-piu-endogena-delle.html\" target=\"_top\">Luigi Spaventa<\/a>, diceva che il Sistema monetario europeo rischiava di \u00ab\u00a0configurarsi come un\u2019area di bassa pressione e di deflazione, nella quale la stabilit\u00e0 del cambio viene perseguita a spese dello sviluppo dell\u2019occupazione e del reddito\u00a0\u00bb, e questo a causa del fatto che \u00ab non sembra mutato l\u2019obiettivo di fondo della politica economica tedesca: evitare il danno che potrebbe derivare alle esportazioni tedesche da ripetute rivalutazioni del solo marco, ma non accettare di promuovere uno sviluppo pi\u00f9 rapido della domanda interna\u00bb (iii) il giorno successivo, nella sua dichiarazione di voto contro l\u2019ingresso dell\u2019Italia nel Sistema Monetario Europeo, Giorgio Napolitano, che di recente \u00e8 stato per due volte presidente della Repubblica, che ha promosso l\u2019instaurazione dei governi tecnici che hanno perseguito la stabilit\u00e0 dell\u2019euro \u201ca spese dello sviluppo dell\u2019occupazione e del reddito\u201d (cito il suo amico), diceva che l\u2019idea che l\u2019Italia \u00abpotrebbe evitare sviluppi catastrofici solo con l\u2019intervento di un vincolo esterno nella forma di un rigoroso meccanismo di cambio\u00bb fa \u201cun grave torto a tutte le forze democratiche italiane\u201d.<\/p>\n<p><b>Era tutto chiaro, e sapevano tutto: che il vincolo monetario metteva in pericolo la democrazia; che questo vincolo non serviva a impedire all\u2019Italia di svalutare, ma alla Germania di rivalutare (vale a dire, di avere una moneta coerente con la forza della sua economia); che questo vincolo era uno strumento di lotta di classe, perch\u00e9 avrebbe portato a una deflazione salariale (la svalutazione interna, di cui abbiamo parlato), vale a dire, avrebbe danneggiato gli interessi dei lavoratori, dei dipendenti, della classe sociale che il partito comunista, e i suoi eredi, in quanto partiti di sinistra, avrebbero dovuto rappresentare e difendere.<\/b><\/p>\n<p>Sapevano.<\/p>\n<p>Quindi hanno tradito.<\/p>\n<p>Non sono solo arrivati tardi: sono dei traditori, e questo non pu\u00f2 pi\u00f9 essere nascosto (in ogni caso, in Italia non \u00e8 pi\u00f9 possibile nasconderlo).<\/p>\n<p>La risposta corretta e \u201cdi sinistra\u201d, a questo ritardo con contorno di tradimento, sarebbe l\u2019autocritica, sarebbe chiedere scusa, ammettere quanto meno di aver cambiato idea, e spiegare perch\u00e9. Il tradimento si pu\u00f2 perdonare: il mondo era molto diverso all\u2019epoca, e si potrebbe dire che un sistema economico messo in atto quando l\u2019inflazione era una minaccia, non ha pi\u00f9 senso ora che siamo tutti minacciati dalla deflazione (vedi Summers sopra). Ma il ritardo \u00e8 molto pi\u00f9 grave, perch\u00e9 ha aperto grandi spazi politici a destra, come avevo previsto <a class=\"western\" href=\"http:\/\/www.sbilanciamoci.info\/Documenti\/Forum\/L-uscita-dall-euro-prossima-ventura-9821\" target=\"_top\">nel mese di agosto 2011<\/a> su \u201cIl Manifesto\u201d (che \u00e8 una sorta di \u201cLib\u00e9ration\u201d). <b>\u201cle politiche di destra, nel lungo periodo, avvantaggiano solo la destra,\u201d<\/b> scrivevo. Disoccupazione e deflazione salariale, nel mio mondo, non sono politiche di sinistra. La loro conseguenza (prevedibile e prevista) \u00e8 stata dare impulso alle forze di destra: il Front National in Francia, la Lega Nord a casa nostra. Ne \u00e8 scaturito un altro ritardo, perch\u00e9 per molto tempo, dicendo quello che ora i politici di pseudo-sinistra stanno cominciando a dire, vale a dire che l\u2019euro \u00e8 pericoloso per la democrazia, ci si esponeva all\u2019emarginazione, in Italia come (soprattutto) in Francia. <b>In tal modo, la sinistra si faceva dettare la propria agenda politica dalla destra<\/b>: non era saggio dire che l\u2019acqua bagna, se lo dicevano la Le Pen o Salvini. Un atteggiamento subalterno e conformista che ha causato molti problemi e continua a provocarli. Perch\u00e9, una volta arrivati a riconoscere la necessit\u00e0 di una opzione di uscita, per scusarsi di non aver ascoltato chi come me, o Jacques in Francia, ne parlano da molti anni, i politici e alcuni economisti di sinistra non hanno trovato niente di meglio che dire che la \u201cloro\u201d uscita sarebbe migliore di quella degli altri, perch\u00e9 sarebbe una \u201cuscita a sinistra\u201d. Questa storia \u00e8 iniziata in Italia due anni fa (con risvolti francamente comici), e inizia ora in Francia, perch\u00e9 \u00e8 arrivato per M\u00e9lenchon il bisogno di rifarsi una verginit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma questa storia \u00e8 una completa idiozia.<\/p>\n<p><b>Come hanno detto molto bene Marino Badiale e Fabrizio Tringali in Italia, nel momento stesso in cui si ammette che l\u2019uscita apre delle alternative (a sinistra o a destra), si dichiara che stando nell\u2019euro non ci sono alternative: questo \u00e8 quello che Fassina ora sembra comprendere (nessuna sinistra dentro l\u2019euro, dice). Ma se ci\u00f2 \u00e8 vero, allora la logica del Piano A\/Piano B si rivela sbagliata, perch\u00e9 si afferma che il piano A \u00e8 intrinsecamente di destra, dato che nel mondo del piano A non c\u2019\u00e8 spazio per la democrazia! <\/b>Per questo, dal momento stesso in cui si comincia a farneticare di un\u2019uscita a sinistra, il Piano B viene sconfessato, come strategia politica: nel momento in cui affermiamo che spazi di democrazia sarebbero possibili solo al di fuori dell\u2019euro, \u00e8 ovviamente al piano C che bisogna pensare!<\/p>\n<p>Questo, naturalmente, se si ha a cuore la democrazia.<\/p>\n<p><u><b>L&#8217;\u201duscita a sinistra\u201d porta la sinistra a dare dei messaggi politici fuorvianti<\/b><\/u><\/p>\n<p>\u00c8 chiaro ed evidente che l\u2019uscita dall\u2019euro, come qualsiasi situazione in cui sono in gioco i rapporti di forza tra le classi sociali, pu\u00f2 essere gestita in diversi modi. Ma questo \u00e8 banale. Nel mio libro del 2012 spiego, come Jacques Sapir aveva fatto prima di me, e citando fra i tanti altri il suo lavoro, che questa uscita dovrebbe essere accompagnata da misure di protezione del reddito da lavoro dipendente, ecc. In effetti, bisognerebbe che la sinistra reimparasse a distinguere differenza fra contraddizione principale e contraddizioni secondarie. Dopo aver accettato una subalternit\u00e0 di fatto nei confronti della destra sulla contraddizione principale (subalternit\u00e0 che si sarebbe potuta evitare prendendo una posizione chiara tre o quattro anni fa), gli attuali tentativi di \u201cdifferenziazione\u201d della \u201csinistra\u201d sulle contraddizioni secondarie fanno pi\u00f9 male che bene.<\/p>\n<p>Ad esempio, il collega italiano pi\u00f9 impegnato sul fronte dell\u2019uscita a sinistra ha sostenuto, per mettere in guardia contro i pericoli di un\u2019uscita gestita male, la tesi secondo cui la fine dell\u2019euro causerebbe (tramite inflazione) una perdita di potere d\u2019acquisto dei dipendenti.<\/p>\n<p><b>Questo \u00e8 esattamente lo stesso argomento di qualsiasi banchiere centrale. La domanda che ci si dovrebbe porre \u00e8 quindi: \u201cQuesto terrorismo sull\u2019inflazione \u00e8 giustificato? E perch\u00e9 a sinistra si portano avanti, al nobile scopo di proteggere i lavoratori, gli argomenti che sono propri di quella notoria congrega di filantropi che \u00e8 la City, il mondo dell\u2019alta finanza?\u201d<\/b><\/p>\n<p>La risposta \u00e8 che il terrorismo \u00e8 ingiustificato, e per questo porto tre argomenti: (i) la recente svalutazione dell\u2019euro non ha portato alcuna inflazione in Italia (n\u00e9 in Europa). Una perdita di potere d\u2019acquisto dei lavoratori c\u2019\u00e8 stata, ma l\u2019ha portata la deflazione, per ragioni che Keynes spiegava nel <a class=\"western\" href=\"http:\/\/delong.typepad.com\/keynes-1923-a-tract-on-monetary-reform.pdf\" target=\"_top\">Trattato sulla Riforma Monetaria<\/a> e che ho sintetizzato <a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2015\/10\/la-deflazzione.html\" target=\"_top\">qui<\/a> (in breve: se i prezzi scendono, \u00e8 necessario che anche i salari diminuiscano, perch\u00e9 altrimenti l\u2019imprenditore vede ridursi i suoi margini di profitto, e licenzier\u00e0 i lavoratori. Quindi il lavoratore in deflazione perde potere d\u2019acquisto perch\u00e9 o gli viene tagliato il salario, o resta a spasso: questo \u00e8 ci\u00f2 che sta accadendo dappertutto) ; (ii) nella storia dei paesi occidentali non abbiamo mai assistito a una riduzione dei salari reali paragonabile all\u2019entit\u00e0 della svalutazione nominale (lo faccio vedere <a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2015\/01\/svalutazione-e-salari-leggende.html\" target=\"_top\">qui<\/a>); (iii) il <a class=\"western\" href=\"https:\/\/ideas.repec.org\/a\/rpo\/ripoec\/y2014i3p305-328.html\" target=\"_top\">lavoro scientifico<\/a> con cui il collega pensa di dimostrare che una svalutazione influisce negativamente sulla distribuzione del reddito, e quindi l\u2019uscita dall\u2019euro sarebbe pericolosa, ha diverse carenze metodologiche, tra le altre: (a) prende in considerazione il tasso di cambio bilaterale con il dollaro, anche nei casi in cui, come in diverse crisi dei paesi europei nello SME, il tasso di cambio pi\u00f9 rilevante per gli squilibri era quello del marco (ovvero, in altri termini, il paese in crisi commerciava pi\u00f9 con la Germania che con gli Stati Uniti); (b) non si pone minimamente la questione di ci\u00f2 che accade nei paesi che hanno rivalutato. Sul primo punto, se invece del tasso di cambio bilaterale consideriamo quello effettivo (cio\u00e8 una media dei tassi di cambio coi principali partner commerciali), la distribuzione del reddito, come per magia, non dipende pi\u00f9 dal tasso di cambio (il che \u00e8 perfettamente coerente con la letteratura sulle determinanti della quota dei salari sul reddito, dove il tasso di cambio non \u00e8 quasi mai preso in considerazione). Sul secondo punto, bisogna pensare che se una svalutazione danneggia i lavoratori, allora una rivalutazione dovrebbe favorirli. Ma non \u00e8 affatto cos\u00ec. Se includiamo nel campione del nostro amico di sinistra i paesi che hanno rivalutato in corrispondenza delle svalutazioni degli altri paesi considerati, ancora una volta i risultati diventano statisticamente evanescenti, e non \u00e8 difficile comprenderne la ragione. L\u2019ho mostrato <a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.fr\/2015\/01\/la-svalutazione-deprime-la-quota-salari.html\" target=\"_top\">qui<\/a> in relazione alla crisi dello SME: vediamo bene come durante questa crisi la quota salari fosse diminuita ovunque. Non vi \u00e8 alcun collegamento meccanico tra svalutazione e quota salari (o salari reali, vale a dire il potere d\u2019acquisto distribuito ai lavoratori). I lavoratori hanno perso sia dove la valuta si indeboliva, sia dove si rafforzava, come in Germania. Un mistero? No. Logica elementare, materiale da libro del secondo anno. Pu\u00f2 sembrare paradossale, lo sembrerebbe se non lo osservassimo coi nostri occhi, ma quello che distrugge la quota salari non \u00e8 la debolezza, bens\u00ec la forza, la sopravvalutazione del cambio. \u00c8 scritto nel manuale di Acocella: la politica del cambio forte \u00e8 uno strumento di disciplina dei salari (motivo per il quale la Banca d\u2019Italia, inizialmente riluttante, ha accettato di farsi esautorare, essendo, come ogni banca centrale, coraggiosamente schierata a difesa degli interessi dei grandi capitalisti). Disciplina che significa ricatto: \u201cabbiamo perso competitivit\u00e0, caro lavoratore, quindi o ti fai tagliare il salario, o chiudiamo e resti a spasso\u201d. Quando la Germania ha rivalutato (siamo abituati a dire che l\u2019Italia ha svalutato, ma le due cose coincidono), \u00e8 toccato ai lavoratori tedeschi sentirsi cantare questa canzoncina, che i nostri sentivano da cinque anni (i cinque anni dello Sme \u201ccredibile\u201d, dell\u2019impegno preso ad agganciare il cambio della lira a quello \u201cforte\u201d della Germania).<\/p>\n<p>Questa \u00e8 storia, sono dati.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 allora, da sinistra, si fa esattamente lo stesso terrorismo che fanno le banche centrali che provengono (si presume) dalla direzione opposta? Ma ve l\u2019ho appena detto: nel disperato e (ig)nobile intento di darsi una vernice di sinistra, per dire che \u201cnoi abbiamo l\u2019uscita buona, quella a sinistra, non fidatevi di quella degli altri, \u00e8 pericolosa\u201d (anche se, come la mia o quella di Jacques, prevede l\u2019indicizzazione dei salari: ma naturalmente basta mentire per nascondere questi dettagli!). <b>Questo atteggiamento presenta un rischio politico evidente, che in Italia \u00e8 stato decisivo (in senso negativo)<\/b>:<b> facendo del terrorismo sull\u2019inflazione, i colleghi che in Italia sostengono l\u2019uscita a sinistra hanno impedito una serena riflessione da parte dei sindacati. <\/b>In questo modo hanno assunto su di s\u00e9 una (altra) responsabilit\u00e0 politica enorme, perch\u00e9 hanno confermato i sindacati nell\u2019idea molto malsana (e suicida) che il miglior amico del lavoratore sia una Banca centrale indipendente che controlla l\u2019inflazione!<\/p>\n<p>Dovrebbe pertanto essere chiaro come il desiderio di rifarsi una verginit\u00e0 \u201cdi sinistra\u201d porti molti di quelli che sono stati in silenzio fino ad ora, in gran parte per ragioni di opportunismo, ad emettere messaggi politici altamente fuorvianti. \u00c8 una cosa che andrebbe evitata, perch\u00e9 non si pu\u00f2 pensare ad una soluzione democratica della crisi che non passi per il coinvolgimento dei sindacati, e non si pu\u00f2 pensare di coinvolgere i sindacati se si danno loro false indicazioni sulla dinamica dell\u2019inflazione.<\/p>\n<p><u><b>Il Piano B abbinato con un\u2019uscita a sinistra obbliga la sinistra a rivolgersi a degli incompetenti<\/b><\/u><\/p>\n<p>\u00c8 un fatto che, mentre alcuni economisti hanno cominciato a prendere sul serio l\u2019opzione di un\u2019uscita dall\u2019euro cinque anni fa (o anche prima), studiando la non esigua letteratura scientifica sul tema, facendo e confrontando simulazioni di scenari, altri non hanno ancora cominciato a farlo, e quindi in questo campo sono (ancora) tragicamente incompetenti. <a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2015\/02\/varoufakis.html\" target=\"_top\">Qui<\/a> ho dato un esempio di questa incompetenza, e abbiamo visto a che cosa ha portato. Ora, non \u00e8 colpa degli economisti che hanno studiato questo argomento se finora la sinistra non si \u00e8 degnata di ascoltarli. Il caso della Francia \u00e8 esemplare. Jacques \u00e8 un economista di formazione marxista. Tutti i suoi lavori rispecchiano questo orientamento ideologico e metodologico. Ma ha avuto l\u2019ardire di mettere la sinistra di fronte al proprio ritardo, e quindi ora \u00e8 persona non grata. Continuare a non ascoltare ora gli economisti che tanto hanno fatto per aprire un dibattito a sinistra, e non ascoltarli per rivolgersi a degli inesperti, con il pretesto che i competenti sono stati ascoltati dalla destra (e quindi non sono utilizzabili per l\u2019uscita a sinistra) sarebbe un altro tragico errore. I comunisti italiani, come ti ho dimostrato, non sono caduti in questo tranello (o non troppo), ma ci\u00f2 potrebbe dipendere dal fatto che la storia della uscita \u201ca sinistra\u201d in Italia \u00e8 ormai un po\u2019 datata, e comincia ad annoiare tutti. Non a caso, durante l\u2019ultimo show di un \u201cuscista da sinistra\u201d in un convegno di comunisti, un giovane (dettaglio non irrilevante, l\u2019et\u00e0!) si \u00e8 girato, mi ha guardato con aria un po\u2019 nauseata, e mi ha detto: \u201cInsomma, questo qui sta dicendo che o si sta con l\u2019euro o si sta con Salvini!\u201d<\/p>\n<p>Quanto sarebbe pi\u00f9 facile e costruttivo dire: \u201cScusate il ritardo, mi era entrata una bruschetta in un occhio, il gomito mi faceva contatto con l\u2019alluce, ma ora lavoriamo insieme!\u201d<\/p>\n<p>E invece no.<\/p>\n<p><u><b>L\u2019uscita a sinistra con il piano B scredita la sinistra<\/b><\/u><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un altro effetto da considerare. Quando si parla di piano B, come si \u00e8 detto, si avvalora il piano A, cio\u00e8 si legittima indirettamente l\u2019idea che l\u2019ipotesi migliore sarebbe restare in Europa (ovviamente, un&#8217;\u201daltra\u201d Europa, quella pi\u00f9 pacifica ottenuta con le minacce). Ma quando si parla di uscita a sinistra, si afferma che solo la sinistra sarebbe in grado di gestire correttamente il crollo di quel sistema che essa stessa avrebbe difeso fino alla sua fine. Si pone la questione (ed \u00e8 Alfredo D\u2019Attorre che se l\u2019\u00e8 posta) di come farebbe la sinistra a dire: \u201cBene, compagni, finora vi abbiamo detto che l\u2019euro era buono, ma ora che \u00e8 crollato \u2013 il che dimostra che avevamo torto \u2013 siamo ancora noi che, per diritto divino, vi guideremo verso la soluzione!\u201d. Questo ragionamento non regge. Se si avvalora il piano A, vale a dire l\u2019Europa (direttamente o indirettamente), quando questo piano fallir\u00e0 (cio\u00e8 il progetto \u201ceuropeo\u201d fallir\u00e0) sar\u00e0 difficile che gli elettori possano riporre fiducia in coloro che l\u2019hanno difeso contro ogni evidenza. Ci sono effetti di memoria che in politica \u00e8 difficile evitare.<\/p>\n<p><u><b>Che cosa bisognerebbe fare?<\/b><\/u><\/p>\n<p>Invece di farneticare di Piano B e uscita \u201ca sinistra\u201d (di cui, nel frattempo, la destra sembra essersi appropriata) bisognerebbe agire <a class=\"western\" href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2015\/11\/parlate-chiaro-e-chiedete-scusa-la.html\" target=\"_top\">come dicevo ai compagni romani<\/a>:<\/p>\n<p>(i) parlare chiaro, e dire che l\u2019euro e l\u2019Unione europea sono un progetto imperialista, antistorico, antidemocratico (la Grecia dovrebbe bastare come esempio) e in contrasto con gli interessi dei lavoratori (e perci\u00f2 con una societ\u00e0 pi\u00f9 equa e sostenibile per tutti), e quindi sono il nemico politico, un nemico politico che non pu\u00f2 essere riformato, ma solo combattuto;<\/p>\n<p>(ii) chiedere scusa per gli errori di valutazione commessi e per il tempo perduto;<\/p>\n<p>(iii) chiedere ai \u201cpadri nobili\u201d che si sono esposti di pi\u00f9 nella difesa di questo abominevole progetto di fare un passo indietro.<\/p>\n<p>La sfida per la sinistra \u00e8 di riuscire a parlare non solo a se stessa, ma di espandere la propria base elettorale. <b>Non potr\u00e0 mai raggiungere questo obiettivo se non si libera di personaggi impresentabili che hanno rivendicato come un successo il sostegno dato a un progetto di cui ben si sapeva (e loro stessi ne erano ben consapevoli) che l\u2019obiettivo era la deflazione dei salari e la distruzione dello stato sociale.<\/b><\/p>\n<p><u><b>Lo faranno?<\/b><\/u><\/p>\n<p>No! Perch\u00e9 mai dovrebbero ascoltare questa umile Cassandra, se non l\u2019hanno fatto per cinque volte di fila?<\/p>\n<p>E quali saranno le conseguenze di questo ennesimo errore politico? Ma esattamente quelle che abbiamo visto finora. In assenza di un messaggio chiaro, il popolo di sinistra continuer\u00e0 a sognare un\u2019Europa che non esiste, perch\u00e9 non pu\u00f2 esistere (si veda, all\u2019inizio di questo lungo discorso, il parere dei colleghi giuristi).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ritarder\u00e0 la formazione di una coscienza di classe. Nel frattempo, la destra guadagner\u00e0 ancora pi\u00f9 terreno, ed \u00e8 chiaro che lo utilizzer\u00e0 a vantaggio proprio e dei suoi mandanti.<b>Farneticando di un\u2019uscita a sinistra, di cui non sa nulla, perch\u00e9 nulla ha fatto in questi anni per prepararla, la sinistra render\u00e0 concreto il pericolo di una uscita gestita dalla destra. <\/b>A poco a poco la memoria della Grecia si indebolir\u00e0, ma sorgeranno altri problemi (un esempio: il Portogallo). Seguir\u00e0 presto un\u2019altra crisi: il problema della Grecia non \u00e8 risolto affatto, e soprattutto ci sono gli Stati Uniti (quelli veri, non la loro imitazione europea), che non hanno per nulla risolto i loro problemi (con buona pace degli stolti che vedono nel loro modello statuale una panacea)! La natura dei nostri problemi (vale a dire, l\u2019impianto criminale e antidemocratico della moneta unica) sta diventando sempre pi\u00f9 difficile da nascondere. Ne consegue che coloro che hanno cercato di portare avanti, fino alla fine, l\u2019idea che un\u2019altra Europa \u00e8 possibile, saranno consegnati alla pattumiera della storia.<\/p>\n<p>Si delineano cos\u00ec scenari molto critici, dai quali non \u00e8 dato escludere anche una svolta violenta e autoritaria.<\/p>\n<p><b>Tanto ci sar\u00e0 costato il tradimento e il silenzio di questa \u201csinistra\u201d che \u00e8 rimasta in silenzio quando sapeva tutto, e che oggi parla troppo, quando piuttosto dovrebbe ascoltare !<\/b><\/p>\n<p>Ma anch\u2019io ho parlato troppo. Il mio cuore era troppo pesante, bisognava che mi sfogassi, e purtroppo \u00e8 toccato a voi. Ed ora che vi ho messo a parte di questa lunga discussione con il mio amico, esco. Sono a Parigi, il clima \u00e8 mite, sono da solo: \u00e8 gi\u00e0 un inizio di soluzione! Mi sembra corretto avvertirvi che uscendo andr\u00f2 a destra: mi aspettano all\u2019Ile St. Louis, se uscissi a sinistra dovrei fare circa 40 mila chilometri a piedi (e a nuoto) per arrivarci. Tanto per insistere su un punto: uscire \u201ca sinistra\u201d pu\u00f2 rivelarsi un terribile spreco di tempo\u2026<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2015\/11\/10\/alberto-bagnai-il-piano-c-o-splendori-e-miserie-della-sinistra-europea\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2015\/11\/10\/alberto-bagnai-il-piano-c-o-splendori-e-miserie-della-sinistra-europea\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da VOCI DALL&#8217;ESTERO (di Alberto Bagnai) Nel post francese su Goofynomics il prof. Bagnai condivide con i suoi lettori alcuni eventi del suo viaggio tra Rouen e Parigi:\u00a0\u00a0in primo luogo la chiara considerazione espressa al\u00a0convegno di giuristi tenutosi a Rouen\u00a0sull\u2019idea di stato federale europeo, e poi\u00a0l\u2019interessante discussione con\u00a0un collega sulla lunga serie di errori della \u201csinistra\u201d, serie\u00a0che va a culminare\u00a0col prossimo sinistro errore, il Piano B. \u00a0Ecco la traduzione per i diversamente europei.\u00a0 Al convegno:&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":72,"featured_media":17244,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/o-ALBERTO-BAGNAI-facebook.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-4S0","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18724"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/72"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18724"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18724\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17244"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18724"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18724"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18724"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}