{"id":18735,"date":"2016-10-05T13:17:00","date_gmt":"2016-10-05T11:17:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18735"},"modified":"2016-10-05T13:17:00","modified_gmt":"2016-10-05T11:17:00","slug":"dopo-leuro-il-diluvio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18735","title":{"rendered":"Dopo l&#039;euro il diluvio?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p>Che cosa spinge un economista autorevole, uno di quelli per cui molti usano la definizione di &#8220;maestro&#8221;, a scrivere un articolo su un tema importante come le conseguente di una eventuale uscita dall&#8217;euro sparando numeri a casaccio? E&#8217; quello che ha fatto Giorgio Lunghini, membro dell&#8217;Accademia dei Lincei, gi\u00e0 presidente della Societ\u00e0 italiana degli economisti, uno tra i pi\u00f9 rilevanti esponenti del pensiero economico critico in Italia, che <a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/le-conseguenze-di-unuscita-dalleuro\/\" target=\"_blank\">in un intervento sul <i>Manifesto<\/i><\/a> ha prefigurato uno scenario &#8211; per il caso che l&#8217;Italia abbandonasse la moneta unica &#8211; che definire catastrofico \u00e8 persino riduttivo.<\/p>\n<p>Immediata svalutazione della &#8220;nuova lira&#8221; minimo del 30, ma forse anche del 50-60%; inflazione subito al 15% e in aumento, che falcidierebbe i salari; fuga di capitali, default sul debito pubblico, fallimenti bancari; crollo del Pil del 40% il primo anno e del 15 all&#8217;anno per &#8220;almeno&#8221; i tre successivi. Queste, secondo Lunghini, sono alcune delle cose che accadrebbero. Una guerra atomica forse farebbe meno danni.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che nelle elaborazioni economiche, le motivazioni del proporre ipotesi del genere andrebbero forse cercate nel campo della psicologia. Data per certa l&#8217;onest\u00e0 intellettuale della persona, Lunghini si \u00e8 forse fatto travolgere dall&#8217;ansia di dar forza alla tesi che pensare a un&#8217;uscita dall&#8217;euro \u00e8 improponibile, e dunque non bisognerebbe neanche discuterne. Ma, appunto, in questo modo si esce dal campo dell&#8217;economia.<\/p>\n<p>Glielo hanno fatto notare, <a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/se-e-leuro-la-causa-dei-tanti-populismi-europei\/\" target=\"_blank\">in una replica<\/a> sempre sul <i>Manifesto<\/i>, sei economisti che, con tono molto pacato, esaminano le affermazioni di Lunghini alla luce sia della storia economica che del contesto in cui l&#8217;ipotetica uscita si collocherebbe. Si tratta di Sergio Cesaratto, Massimo D\u2019Antoni, Vladimiro Giacch\u00e9, Mario Nuti, Paolo Pini, Antonella Stirati.<\/p>\n<p>Un crollo del Pil del 40%, osservano i sei, nella nostra storia ha un solo precedente: i cinque anni della seconda guerra mondiale.\u00a0 Quanto alla svalutazione successiva all&#8217;uscita, l&#8217;ipotesi che possa arrivare al 50% (in base a un 30% di competitivit\u00e0 persa rispetto alla Germania) non tiene conto che fra i nostri 30 principali partner commerciali solo 8 sono dell&#8217;Eurozona e rispetto agli altri, che assorbono il 44% del nostro commercio, abbiamo gi\u00e0 svalutato del 20% l&#8217;anno passato: \u00e8 plausibile che lascino svalutare ancora cos\u00ec pesantemente la moneta di un concorrente?<\/p>\n<p>Anche il decollo dell&#8217;inflazione, si osserva nella replica, non \u00e8 plausibile. Non solo perch\u00e9 quel 20% di svalutazione gi\u00e0 effettuata &#8211; e verso paesi da cui importiamo materie prime &#8211; non ci ha nemmeno risollevato dall&#8217;orlo della deflazione, ma soprattutto perch\u00e9 le esperienze di quest&#8217;ultimo periodo dovrebbero aver definitivamente escluso che ci sia un rapporto meccanico fra svalutazione e inflazione: Inghilterra, Polonia e Svezia, che hanno reagito alla crisi appunto svalutando (e in misura notevole: in media del 24,7%), hanno avuto un&#8217;inflazione media del 2,5%.<\/p>\n<p>In coda c&#8217;\u00e8 una risposta di Lunghini, che fa un po&#8217; di retromarcia dicendo di aver &#8220;parlato di \u201cstime\u201d, e non di \u201cdati\u201d o di \u201cfatti\u201d: dunque \u00e8 benvenuta qualsiasi correzione, soprattutto se cos\u00ec autorevole&#8221;. Poi per\u00f2 osserva: &#8220;Nessuno ha per\u00f2 ancora dato risposta alla domanda in cui consisteva il mio articolo: quali potrebbero essere le conseguenze positive di una uscita dalla Uem e dall\u2019euro, per l\u2019economia italiana tutta e in particolare per i lavoratori?&#8221;.\u00a0 E&#8217; probabile dunque che il dibattito avr\u00e0 un seguito.<\/p>\n<p>In questo modo, per\u00f2, Lunghini presuppone che chi ha replicato alle sue cifre lo abbia fatto perch\u00e9 propugna un&#8217;uscita dall&#8217;euro, magari domani. Ma questo nell&#8217;intervento non c&#8217;\u00e8 scritto. I sei firmatari pensano certamente che fuori dall&#8217;euro staremmo meglio, ma non sono cos\u00ec ingenui da pensare che fare questo passo sarebbe un&#8217;allegra scampagnata. Sanno bene che ci siamo cacciati in una trappola, e che uscirne \u00e8 molto pi\u00f9 difficile di quanto non sia stato entrarci. Per\u00f2, visto che questa trappola ci sta distruggendo &#8211; e anche che non \u00e8 detto che a un certo punto non esploda da sola &#8211; non \u00e8 sbagliato riflettere a tutte le possibili alternative. E farlo, magari, soppesando pro e contro in modo realistico, senza lasciarsi andare n\u00e9 all&#8217;ottimismo n\u00e9 al catastrofismo, che con il pensiero razionale non hanno nulla a che fare.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2016\/10\/03\/dopo-leuro-il-diluvio\/\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/2016\/10\/03\/dopo-leuro-il-diluvio\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI Che cosa spinge un economista autorevole, uno di quelli per cui molti usano la definizione di &#8220;maestro&#8221;, a scrivere un articolo su un tema importante come le conseguente di una eventuale uscita dall&#8217;euro sparando numeri a casaccio? 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