{"id":18832,"date":"2016-10-06T10:53:56","date_gmt":"2016-10-06T08:53:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18832"},"modified":"2016-10-06T10:53:56","modified_gmt":"2016-10-06T08:53:56","slug":"immigrazione-e-capitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18832","title":{"rendered":"Immigrazione e capitale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MAXIMILIAN FORTE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pubblichiamo la traduzione dell\u2019importante <a href=\"https:\/\/zeroanthropology.net\/2016\/08\/03\/immigration-and-capital\/\">articolo di Maximilian Forte su Zero Anthropology<\/a>\u00a0\u2013 gi\u00e0 segnalato dal <a href=\"http:\/\/goofynomics.blogspot.it\/2016\/09\/comunicazzioni-di-servizzio.html\">prof. Alberto Bagnai su Goofynomics <\/a>\u2013 in cui l\u2019antropologo italo-canadese analizza impietosamente la svolta storica cui stiamo assistendo: la scomparsa della sinistra dal panorama del futuro. Concentrandosi sul caso degli Stati Uniti, egli fa un ritratto impietoso di una sinistra doppiamente ipocrita che rincorre i liberisti sul loro stesso piano abdicando totalmente ai suoi valori. Una sinistra che da un lato difende un\u2019immigrazione senza limiti, dimenticando che questo significa generare una guerra tra poveri le cui prime vittime sono le classi locali meno abbienti assieme agli immigrati stessi. Dall\u2019altro lato, una sinistra che tace sulle cause delle migrazioni: le invasioni e i bombardamenti dell\u2019occidente. E\u2019 ora di porre il tema dell\u2019immigrazione al centro del dibattito politico, senza ipocrisie<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories4\/lavoratori-stranieri.jpg\" alt=\"lavoratori stranieri\" width=\"302\" height=\"262\" \/>L\u2019immigrazione, a torto o a ragione, \u00e8 diventata uno dei temi pi\u00f9 dibattuti nell\u2019attuale scontro politico in Europa e Nord America. Forse esagerando, il ruolo dell\u2019imigrazione \u00e8 considerato un fattore centrale per la scelta del Brexit nel Regno Unito, e per l\u2019ascesa del movimento \u201cAmerica First\u201d di Trump negli Stati Uniti. Sembra oggi impossibile poter discutere serenamente sull\u2019immigrazione, senza che nel dibattito entrino in gioco ogni sorta di ordini del giorno, preconcetti, insinuazioni e ricriminazioni. Attori e interessi di ogni tipo rivendicano una voce nel dibattito, dall\u2019identit\u00e0\u00a0 e sicurezza nazionale al multiculturalismo, ai diritti umani, al cosmopolitismo globalista. Al contrario, ci\u00f2 che viene generalmente ignorato nei dibattiti pubblici \u00e8 una discussione della politica economica dell\u2019immigrazione ed in particolar modo una critica del ruolo dell\u2019immigrazione nel sostenere il sistema capitalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di proseguire, dobbiamo innanzitutto smontare alcune tattiche di distrazione, spesso usate nel dibattito pubblico, che purtroppo confondono troppe persone. Primo: <a href=\"http:\/\/www.counterpunch.org\/2016\/07\/22\/political-correctness-handle-with-care\/\">essere contrario all\u2019immigrazione non rende una persona razzista<\/a>. Le due cose non sono consequenzali. Essere razzista significa adottare una visione dell\u2019umanit\u00e0 ordinata in base a delle differenze biologiche, che si immagina stabiliscano una gerarchia. Preferire \u201ci propri simili\u201d (qualsiasi cosa significhi) potrebbe essere la base di un certo etnocentrismo, ma non necessariamente del razzismo in quanto tale. E\u2019 importante non scattare sempre istericamente sui termini pi\u00f9 provocatori e sconcertanti solo perch\u00e9 la vis polemica richiede una vittoria immediata. In realt\u00e0, non si vince nulla, si d\u00e0 solamente l\u2019impressione di non sapere di cosa si sta parlando. Similmente, la xenofobia non implica n\u00e9 razzismo n\u00e9 etnocentrismo, perch\u00e9 pu\u00f2 andare oltre si l\u2019uno che l\u2019altro nell\u2019essere una paura o una repulsione nei confronti di chiunque sia \u201cstraniero\u201d o \u201cdiverso\u201d. Al contrario, uno pu\u00f2 essere fermamente razzista ma allo stesso tempo a favore dell\u2019immigrazione, a condizione che l\u2019immigrazione sia consentita solamente ai membri della propria razza (politica ufficialmente seguita dall\u2019<a href=\"http:\/\/www.nationalreview.com\/author\/reihan-salam\">Australia<\/a>\u00a0fino alla seconda guerra mondiale). Altre forme di politiche razziste favoreli all\u2019immigrazione includono la schiavit\u00f9 propriamente detta, il lavoro forzato, fino al razzismo spicciolo di chi dice \u201cfacciamo venire i Messicani, sono cos\u00ec bravi come giardinieri\u201d. Bisogna aggiungere che alcuni sondaggi condotti negli Stati Uniti suggeriscono che \u201cl\u2019opposizione all\u2019immigrazione negli Stati Uniti non sia legata al razzismo, bens\u00ec alla paura che gli immigrati meno qualificati non possano mantenersi senza usufruire di vari programmi assistenziali (Medicaid, SNAP [<em>buoni pasto, ndT<\/em>], crediti d\u2019imposta,\u2026).\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nationalreview.com\/author\/reihan-salam\">Reihan Salam<\/a>\u00a0aggiunge \u201ccredo che se la politica migratoria non fosse discussa in termini razziali, l\u2019opposizione all\u2019immigrazione sarebbe in realt\u00e0\u00a0 molto pi\u00f9 forte.\u201d Bisogna altres\u00ec distinguere tra opinioni anti-immigrati e politiche anti-immigrazione, anche se tra le due ci possono essere punti di contatto. In definitiva, tutte queste cose oscurano le domande essenziali che non vengono, in genere, mai poste:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1)<strong> Razzismo, identit<\/strong><strong>\u00e0<\/strong><strong>\u00a0 ed apertura sono le questioni pi<\/strong><strong>\u00f9<\/strong><strong> importanti <\/strong><strong>in tema di <\/strong><strong>immigrazione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) <strong>Perch<\/strong><strong>\u00e9<\/strong><strong> i lavoratori dovrebbero essere a favore dell\u2019immigrazione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se rivolgiamo la nostra attenzione all\u2019attuale politica economica dell\u2019immigrazione in Europa e Nord America, e prestiamo attenzione alla relazione fra immigrazione e capitale, potremmo scoprire due strane assenze. La prima \u00e8 che coloro i quali, a sinistra, negli anni passati erano apertamente critici nei confronti dell\u2019immigrazione di massa, in particolar modo quella illegale, ora non si pronunciano su questo tema, o hanno cambiato opinione senza spiegare perch\u00e9. La seconda \u00e8 che molti intellettuali Marxisti, pur avendo tutti gli strumenti concettuali ed empirici per farlo, non collegano immigrazione e capitale nei loro lavori, evitando di fornire delle basi per una critica all\u2019immigrazione. La mia spiegazione per entrambe le assenze \u00e8 la paura di essere stigmatizzati come xenofobi o, peggio ancora, razzisti, anche se, come detto prima, tale paura \u00e8 illogica e dovrebbe essere superata.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>La sinistra in passato: critica pubblica dell\u2019immigrazione<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un passato non molto remoto, attivisti e politici di sinistra come Naomi Klein e Bernie Sanders si erano pronunciati pubblicamente contro l\u2019immigrazione per il suo ruolo nella depressione dei salari, nell\u2019aumento della disoccupazione e della miseria tra le classi meno abbienti, e nella promozione di una forma elitista di distacco cosmopolita da ogni luogo. Concentriamoci su questi due autori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naomi Klein sosteneva che le persone legate alle proprie origini fossero la piu grande minaccia per il capitalismo neoliberista, perch\u00e9 hanno \u201cradici e storie alle spalle\u201d, mentre il capitalismo globale preferisce \u201cassumere persone disposte a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=2a2W2EXYQWQ&amp;feature=youtu.be&amp;t=250\">muoversi con facilit\u00e0<\/a>\u201c. Klein riconosceva anche che questo modello economico crea eserciti di \u201clavoratori in surplus\u201d e che i lavoratori migranti sono utili <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=XGs05WkL64U&amp;feature=youtu.be&amp;t=29\">\u201ca tenere i salari molto, molto bassi.\u201d<\/a> Naomi Klein si \u00e8 pronunciata anche sulla ricostruzione di New Orelans in seguito all\u2019uragano Katrina, in cui coloro che hanno perso le loro case, soprattutto afroamericani, non sono stati quelli che hanno ottenuto i lavori per ricostruirle, lavori per cui sono stati utilizzati invece <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=XGs05WkL64U&amp;feature=youtu.be&amp;t=59\">\u201clavoratori immigrati\u201d.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.bloomberg.com\/politics\/articles\/2015-11-13\/bernie-sanders-has-an-immigration-problem-with-the-left\">Bernie Sanders<\/a>, che avrebbe in seguito denunciato le politiche a favore delle frontiere aperte come un piano degli oligarchi di destra, dei fratelli Koch [<em>famosi affaristi americani, ndT<\/em>], nel 2007\u00a0<a href=\"https:\/\/youtu.be\/38M9vfg4TPE\">dichiar<\/a>ava:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSe la povert\u00e0 aumenta e i salari diminuiscono, non capisco perch\u00e9 abbiamo bisogno di milioni di persone che entrano in questo paese come lavoratori temporanei, che lavoreranno per stipendi pi\u00f9 bassi di quelli dei lavoratori americani e porteranno ad un ulterore abbassamento dei salari, pi\u00f9 di quanto non stia gi\u00e0 accadendo ora.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E l\u201dintervistatore aggiungeva:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cE come sappiamo, le principali industrie che assumono la maggior parte degli immigrati illegali, industrie di costruzioni, di giardinaggio, dello svago, del turismo, sono tutte industrie in cui i salari stanno diminuendo\u2026 Questo punto non viene discusso al Senato da chi propone la regolarizzazione degli immigrati.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cui Sanders rispondeva:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cE\u2019 vero, non hanno una risposta coerente a riguardo.\u201d [\u2026]<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Immigrazione: al servizio dei detentori del capitale.<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] In \u201c<em>Diciassette contraddizioni<\/em>\u201d Harvey [<em>celebre antropologo inglese, ndT<\/em>] nota che, per molti Marxisti, la contraddizione tra capitale e lavoro \u00e8 la principale contraddizione del capitalismo, ma, seppur egli stesso Marxista, non pensa che questa contraddizione possa spiegare da sola tutte le crisi del capitale. La sua definizione di capitale, e il modo in cui lo distingue dal capitalismo, lasciano molto a desiderare. Avendo fissato il ruolo del lavoro nello sviluppo storico del capitalismo (fondamentale o no, il lavoro rimane centrale), Harvey personifica il capitale dicendo che \u201cil capitale si sforza di produrre un paesaggio geografico favorevole alla sua riproduzione e successiva evoluzione,\u201d anche se sono i capitalisti che lo fanno, e non il capitale in quanto tale. Avrebbe potuto aggiungere che rimaneggiare un paesaggio geografico implica considerare come gli esseri umani si inseriscono in questo paesaggio, e che spostare lavoratori in giro per il mondo significa senza dubbio rimaneggiare la geografia. Avendo stabilito la centralit\u00e0 della contraddizione capitale-lavoro, Harvey aggiunge il terzo elemento essenziale della sua analisi: \u201cche un\u2019economia basata sulla spoliazione \u00e8 il nocciolo di quello che davvero \u00e8 il capitalismo.\u201d Come procede questa spoliazione dei lavoratori?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019utilit<\/strong><strong>\u00e0<\/strong><strong> dell\u2019immigrazione nel sistema capitalistico sta nell\u2019abilit<\/strong><strong>\u00e0<\/strong><strong>, da parte dei capitalisti, di usarla per rompere il potere monopolistico del lavoro.<\/strong> Sostanzialmente, i lavoratori possono avere un monopolio virtuale sul loro lavoro, specialimente se il lavoro \u00e8 specializzato e il numero dei lavoratori ridotto. Il flusso di migranti pu\u00f2 spezzare questo monopolio, creando competizione tra i diversi lavoratori. Harvey spiega questo concetto in dettaglio, ma senza mai parlare esplicitamente di immigrazione, utilizzando un esempio che si rivela molto importante per la situazione americana odierna:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSull\u2019agenda del capitale non c\u2019\u00e8 l\u2019abolizione delle specializzazioni di per s\u00e9, ma l\u2019abolizione delle specializzazioni monopolizzabili. Quando nuove competenze diventano importanti (ad esempio, il saper programmare al computer), allora il problema per il capitale non \u00e8 necessariamente abolire queste abilit\u00e0 (cosa che alla fin fine potrebbe ottenere grazie all\u2019intelligenza artificiale), ma minare il loro aspetto potenzialmente monopolizzabile finanziando una sovrabbondanza di opportunit\u00e0 per acquisire quella specializzazione. Quando, da un numero esiguo, la forza lavoro con competenze di programmazione cresce fino ad essere sovrabbondante, il potere del monopolio si rompe, facendo crollare il costo di quello specifico lavoro. Una volta che i programmatori possono essere pagati una pipa di tabacco, allora il capitale \u00e8 certamente felice di riconoscere questa come forma di lavoro specializzato di cui si serve\u2026\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi possiamo aggiornare questa spiegazione in termini di immigrazione. Harvey sottolinea che l\u2019aumento dell\u2019accesso all\u2019educazione porta ad un aumento del numero di lavoratori specializzati, ma non nota, e suona molto strano, dato che ha lavorato nell\u2019universit\u00e0 per gran parte della sua vita, che un altro metodo per aumentare quel numero \u00e8 importare studenti stranieri perch\u00e9 seguano un corso di studi, e poi trattenere quegli studenti stranieri. In altre parole, importare specialisti dall\u2019estero attraverso l\u2019immigrazione. Questo \u00e8 un punto cruciale del programma di Hillary Clinton in vista delle elezioni presidenziali del 2016, ma non se parla, proprio per quella tattica diversiva del politicamente corretto a cui accennavo precedentemente. Infatti, nel <a href=\"https:\/\/www.hillaryclinton.com\/briefing\/factsheets\/2016\/06\/27\/hillary-clintons-initiative-on-technology-innovation\/\">\u201cProgramma di Hillary Clinton su tecnologia e innovazione\u201d<\/a>, si legge:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Att<\/strong><strong>ira<\/strong><strong>re e far restare i migliori talenti da tutto il mondo<\/strong>: Il nostro sistema di immigrazione \u00e8 minato da visti, burocrazia e altre barriere che impediscono ai lavoratori specializzati e agli imprenditori di venire, restare, e creare lavoro negli Stati Uniti. Troppo spesso imponiamo a persone provenienti da altri Paesi e formate negli Stati Uniti di ritornare a casa, senza dare loro la possibilit\u00e0 di rimanere e di continuare a contribuire alla nostra economia. Nel contesto di una soluzione pi\u00f9 ampia per l\u2019immigrazione, Hillary garantirebbe il visto (green card) a tutti i laureati e i dottorati in discipline scentifiche presso istituzioni accreditate, permettendo agli studenti stranieri che hanno finito il loro percorso di studi di accedere alla \u201cgreen card\u201d. Hillary sosterr\u00e0 inoltre i visti \u201cstart-up\u201d, che permettono ai migliori imprenditori stranieri di venire negli Stati Uniti, costruire imprese nei settori tecnologici pi\u00f9 competitivi a livello globale, e creare posti di lavoro e opportunit\u00e0 per i lavoratori americani. Prima di ottenere il visto, gli imprenditori immigrati dovranno ottenere un impegno di copertura finanziaria da parte di investitori americani, e per ottenere la green card dovranno creare un certo numero di posti di lavoro e ottenere determinati risultati.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto, per gli studenti americani, gravati di debiti contratti per ottenere i loro diplomi nelle discipline scientifiche, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 difficile spuntarla quando dovranno competere con gli immigrati per un numero finito di posti di lavoro, oppure quando i loro stipendi diminuiranno, man mano che il numero di lavoratori dello stesso settore aumenter\u00e0. Quello che la Clinton sta proponendo, in effetti, non \u00e8 niente di nuovo: formalizzerebbe e renderebbe pi\u00f9 efficiente la competizione dei \u201ccolletti bianchi\u201d stranieri che gi\u00e0 esiste. (<a href=\"http:\/\/www.breitbart.com\/2016-presidential-race\/2016\/06\/28\/graduates-staple-green-cards-hillary-clinton\/\">Munro, 2016<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La chiave del potere dei capitalisti di diminuire i salari sta nella diminuizione delle opportunit\u00e0 di lavoro. Nel caso degli Stati Uniti, non \u00e8 solo il fatto che i lavoratori immigrati competono per i posti di lavoro, ma anche che si stanno appropriando di una fetta sproporzionata delle opportunit\u00e0 di lavoro disponibili. Infatti, anche se i lavoratori nati in un altro paese costituiscono solo il 15% della forza lavoro, si sono per\u00f2 accaparrati il 31% dei nuovi posti di lavoro (vedi\u00a0<a href=\"https:\/\/fabiusmaximus.com\/2015\/09\/17\/immigration-natives-jobs-89489\/\">Kummer, 2015<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019analisi di Marx, i capitalisti sono interessati a possedere un vasto \u201cesercito industriale di riserva\u201d in modo tale da contenere le ambizione dei lavoratori. E, come aggiunge Harvey, \u201cse tale surplus di lavoro non esistesse, il capitale dovrebbe crearlo.\u201d E come pu\u00f2 farlo? Harvey identifica due modi per creare un surplus di lavoro: disoccupazione causata dalla tecnologia (automazione) e accesso a nuove fonti di lavoro (ad esempio delocalizzare in Cina). E\u2019 ancora una volta peculiare che Harvey non elenchi un\u2019altra ovvia opzione: espandere l\u2019offerta di lavoro interna importando lavoratori (immigrazione). Dato che l\u2019immigrazione pu\u00f2 avere un ruolo importante per la creazione di un surplus di lavoro, perch\u00e9 non dirlo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino adesso abbiamo parlato di come l\u2019immigrazione venga usata per rompere il potere monopolistico del lavoro, espandendo l\u2019offerta interna di lavoro o attraverso la delocalizzazione. Harvey, a onor del vero, dice, di passaggio, che l\u2019immigrazione serve da aggiustamento geografico del sistema capitalista, redistribuendo il surplus di lavoro dove \u00e8 pi\u00f9 necessario. Ma l\u2019aggiustamento geografico odierno appare in due forme, una \u00e8 quella che chiamiamo delocalizzazione o outsourcing. <strong>La delocalizzazione essenzialmente fa sovvenzionare il capitale ai lavoratori;<\/strong> \u00e8\u00a8 una delle assurdit\u00e0 del \u201clibero mercato\u201d contemporaneo che qualsiasi sussidio governativo ai lavoratori sia vietato, mentre i lavoratori possono essere iper-sfruttati per salari atrocemente bassi che riflettono il basso prezzo dei loro prodotti dovuto alla competizione sul mercato globale. Questo \u00e8 un sussidio, solo che non \u00e8 volontario, e non \u00e8 statale. In ogni caso, la delocalizzazione, con cui i posti di lavoro vanno all\u2019estero, \u00e8 solo uno dei modi in cui si pu\u00f2 aumentare la competizione tra i lavoratori. Il secondo metodo lo potremmo chiamare \u201c<strong>rilocalizzazione<\/strong>\u201c, con cui non sono i lavori che vanno incontro ai lavoratori all\u2019estero, ma sono i lavoratori all\u2019estero che migrano per trovare i lavori, l\u2019immigrazione. Sfortunatamente, Harvey non fa riferimento alla rilocalizzazione come parte di una coppia di opzioni assieme alla delocalizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Storicamente, l\u2019immigrazione <\/strong><strong>\u00e8<\/strong><strong> stata usata per deprimere i salari dei lavoratori nella nazione che li riceve.<\/strong> Questo \u00e8 particolarmente vero nel caso degli Stati Uniti. Come\u00a0<a href=\"http:\/\/www.counterpunch.org\/2016\/07\/22\/political-correctness-handle-with-care\/\">Paul Street<\/a>\u00a0ha recentemente spiegato:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl fatto che la domanda e l\u2019offerta di forza lavoro sia in continuo cambiamento \u00e8 un fattore non trascurabile nei trionfi, difficolt\u00e0 e tribolazioni delle classi lavoratrici americane presenti e passate. Come spiega uno dei massimi economisti di sinistra americani, Richard Wolff, la lunga crescita dei salari reali negli Stati Uniti \u00e8 finita pi\u00f9 di 30 anni fa grazie \u2018alla combinazione di computerizzazione, delocalizzazione, entrata delle donne nel mercato del lavoro, ed una nuova ondata migratoria\u2026 questa volta soprattutto dall\u2019America Latina, specialmente dal Messico e dall\u2019America Centrale\u2026 I capitalisti da Main Street a Wall Street capirono rapidamente che i datori di lavoro potevano rallentare o fermare l\u2019aumento dei salari, perch\u00e9 l\u2019offerta ora superava la domanda nel mercato del lavoro\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non credete che l\u2019immigrazione sia usata dai datori di lavoro per ridurre gli standard di vita e di lavoro negli Stati Uniti, allora potete andare a lavorare in una qualsiasi fabbrica americana che ha un numero significativo di mansioni spiacevoli e che non richiedono qualificazioni. Vedrete il vostro capo-capitalista che mantiene i salari bassi e i lavoratori intimiditi ed oppressi assumendo, tra le varie cose, degli immigrati la cui esperienza di povert\u00e0 estrema, violenza, e altre forme di miseria nei loro paesi di origine, rende disposti a lavorare in una \u201cmanifattura moderna\u201d con obbedienza e senza proteste per 10$ all\u2019ora o meno.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 nonostante, l&#8217;\u201d<a href=\"https:\/\/fabiusmaximus.com\/2016\/07\/14\/prof-george-borjas-on-immigration-globalization-98259\/\">opinione degli esperti<\/a>\u201d continua a creare il mito che l\u2019immigrazione non abbia impatti negativi sui lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro modo importante in cui l\u2019immigrazione sostiene il capitale \u00e8 legato al potere d\u2019acquisto dei salari. Come abbiamo visto, \u00e8 nell\u2019interesse del capitalista di tenere i salari pi\u00f9 bassi possibili. La contraddizione che per\u00f2 sorge, e Harvey vi presta notevole attenzione, \u00e8 che salari pi\u00f9 bassi significano meno denaro per fare acquisti. Ci\u00f2 riduce le dimensioni del mercato, e riduce i margini di profitto dei capitalisti. Quindi, se i lavoratori hanno tutti meno soldi, chi sostiene la domanda? Una opzione \u00e8 aumentare gli stipendi: male. L\u2019altra \u00e8 aumentare il credito, cosa che si sta facendo. La terza opzione \u00e8 aumentare la massa totale dei lavoratori, cosa che si sta anche facendo. I lavoratori possono anche avere meno denaro da spendere singolarmente ma, importando pi\u00f9 lavoratori, ci saranno pi\u00f9 persone che spendono (anche se poco). Quindi l\u2019immigrazione pu\u00f2 aiutare a sostenere o perfino aumentare la domanda, <em>senza aumentare<\/em> <em>i salari<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Un fenomenale aumento della forza lavoro totale,<\/strong>\u201d scrive Harvey, \u201c<strong>potrebbe aumentare la massa di capitale che viene prodotta anche se il tasso di <\/strong><strong>remunerazione<\/strong><strong> individuale diminuisce.<\/strong>\u201d Ci\u00f2 che per\u00f2 Harvey non dice \u00e8 che un modo per ottenere un aumento fenomenale della forza lavoro totale \u00e8 quello di promuovere l\u2019immigrazione di massa, o consentire tacitamente che grandi numeri di persone entrino illegalmente. Ci\u00f2 che Harvey invece dice \u00e8 che l\u2019immigrazione pu\u00f2 aiutare a sostenere lo sviluppo economico futuro, ma non \u00e8 chiaro come, perch\u00e9 poco dopo dice che, nel caso degli Stati Uniti, \u201cla creazione di posti di lavoro dopo il 2008 non si \u00e8 evoluta parallelamente all\u2019espansione della forza lavoro\u201d e che l\u2019<em>apparente<\/em> declino del tasso di disoccupazione riflette invece \u201cuna riduzione della proporzione di cittadini attivi che cerca effettivamente lavoro\u201d. Nuovamente, non considera l\u2019impatto di milioni di persone che entrano a far parte della forza lavoro arrivando dall\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] Harvey avrebbe potuto trovare un approccio pi\u00f9 fruttuoso, nel suo discorso, nel punto in cui scrive \u201cgli affari pi\u00f9 lucrativi del capitalismo contemporaneo\u201d sono \u201cil traffico di donne, lo spaccio di droga o la vendita clandestina di armi\u201d. <em>Traffico di \u201cdonne\u201d<\/em>? Perch\u00e9 non <em>traffico di lavoratori<\/em>, com\u2019\u00e8 il caso dell\u2019immigrazione clandestina, che \u00e8 sfruttata da trafficanti di esseri umani in numero di gran lunga maggiore del traffico solamente di donne? In ogni caso, le frontiere aperte o permeabili sono una pacchia per i \u201ctre affari pi\u00f9 lucrativi\u201d del capitalismo contemporaneo. Il miglior modo per massimizzare la crescita della forza lavoro totale \u00e8 precisamente attraverso vie illegali, perch\u00e9, com\u2019\u00e8 ovvio, essendo illegale implica che 1) non \u00e8 regolata dallo stato, e non \u00e8 soggetta a dibattito politico, 2) non \u00e8 limitata in volume e 3) esclude che i lavoratori possano avvalersi dei diritti garantiti dalle leggi sul lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] Harvey fornisce anche una prospettiva interessante sul fatto che siamo testimoni di un conflitto tra \u201cpolitica\u201d ed \u201ceconomia\u201d sul tema dell\u2019immigrazione. Con politica, intende lo stato, con il suo potere su di un determinato territorio, e con economia intende gli interessi del capitale. Come Harvey osserva: \u201cla lealt\u00e0 dei cittadini nei confronti dei loro Stati, costruita dagli Stati stessi, \u00e8 fondamentalmente in conflitto con la peculiare lealt\u00e0 del capitale nei confronti del fare soldi, e nient\u2019altro\u201d. In quella che ancora una volta avrebbe potuto essere, per Harvey, un\u2019occasione di riflettere sull\u2019immigrazione, egli dice: \u201caffetto e lealt\u00e0 verso luoghi e forme culturali specifici sono visti come un anacronismo\u201d, aggiungendo poi: \u201cnon \u00e8 forse questo quello che la diffusione dell\u2019etica neoliberista poponeva e, alla fine, ha ottenuto?\u201d Si potrebbero qui andare a rileggere i commenti di Naomi Klein di cui parlavamo all\u2019inizio. [\u2026]<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Immigrazione: al servizio dei detentori dei voti<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si \u00e8 d\u2019accordo con Marx, che sia nell\u2019interesse dei capitalisti di possedere un vasto esercito di riserva di lavoratori disoccupati per tenere bassi i salari e magari per spezzare le organizzazioni collettive dei lavoratori, allora non si pu\u00f2 in nessun modo pensare che la creazione di lavoratori usa-e-getta sia un fenomeno nuovo. (E non serve essere Marxisti per essere d\u2019accordo con quella che \u00e8 in effetti un\u2019osservazione della realt\u00e0.) In ogni caso, dovrebbe essere chiaro che negli Stati Uniti, in Canada e parti dell\u2019Europa, la deindustrializzazione causata dai trattati di libero scambio ha creato molti pi\u00f9 disoccupati che in passato. Il fenomeno dell\u2019aumento della disoccupazione a causa del libero scambio globalizzato \u00e8 una peculiarit\u00e0 del capitalismo neoliberale. A quelli che beneficiano di questa situazione (le elites politiche ed economiche che governano il sistema a proprio vantaggio), risulta chiaro che una crisi \u00e8 iniziata. Vedono oggi una reazione da parte di coloro che hanno espropriato. La democrazia liberale, come sistema di potere, era consentita nel momento in cui la politica era stata separata dall\u2019economia, ed il voto non sembrava poter mettere in discussione il sistema economico. Quando, invece, i lavoratori sfruttati trovano un modo per far sentire le loro proteste attraverso le elezioni, allora quella separazione inizia a rompersi. Nessuno stupore, quindi, che le elite democratiche ora proclamino ad ogni occasione che assistiamo al <a href=\"http:\/\/www.politico.com\/story\/2016\/03\/full-transcript-mitt-romneys-remarks-on-donald-trump-and-the-2016-race-220176\">\u201csuicidio della democrazia\u201d<\/a>, scrivendo perfino con tono apocalittico che<a href=\"http:\/\/www.theglobeandmail.com\/opinion\/editorials\/the-end-is-nigh-donald-trump-and-other-signs-of-the-apocalypse\/article31092981\/?click=sf_globe\">\u201cla fine \u00e8 imminente\u201d<\/a> e che la <a href=\"http:\/\/nymag.com\/daily\/intelligencer\/2016\/04\/america-tyranny-donald-trump.html\">\u201ctirannia\u201d<\/a> si avvicina. Ci\u00f2 che \u00e8 al capolinea, perch\u00e9 deve esserlo, essendo stato cos\u00ec ovviamente irrazionale e insostenibile, \u00e8 il sistema dell\u2019elitismo democratico che i governanti avevano creato e che speravano avrebbe preservato il sistema economico esistente eliminando ogni forma di politica popolare. (Bachrach, 1980). Gli elettori, invece, ora realizzano che in casi eccezionali possono effettivamente esprimere un voto sulla globalizzazione, il libero mercato ed il neoliberismo, come nel caso del voto per il Brexit nel Regno Unito e come nel caso del movimento di Trump negli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Ma chi l\u2019avrebbe mai detto che le elite fossero cos\u00ec sensibili, ed isteriche? Ora che sono pi\u00f9 ricche di sempre nella storia dell\u2019uomo qualsiasi discorso di una riduzione della loro abilit\u00e0 di avere di pi\u00f9 \u00e8 visto come un suicidio ed un\u2019apocalisse?)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrimenti, la democrazia liberale non sottopone mai a giudizio questioni che riguardino il libero mercato o l\u2019immigrazoione. Non ha mai voluto farlo, perch\u00e9 i lavoratori sono tenuti in grande disprezzo (vedi\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2016\/03\/18\/opinion\/republican-elites-reign-of-disdain.html\">Krugman, 2016<\/a>;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2016\/03\/28\/us\/politics\/donald-trump-republican-voters.html\">Confessore, 2016<\/a>). Nel caso del Brexit, vi \u00e8 stato un aperto disdegno della democrazia da parte di quelli che hanno votato Remain, che \u00e8 andato dall\u2019esortare il Parlamento ad ignorare, semplicemente, il risultato del referendum, sino a chiedere un secondo referendum con una soglia pi\u00f9 alta, necessaria a sancire una vittoria del Brexit. Entrambe le iniziative hanno fallito. Membri della sinistra metropolitana <a href=\"http:\/\/www.spiked-online.com\/newsite\/article\/the-post-brexit-ugliness-of-the-left\/18538#.V5s5SeTvHq4\">hanno voltato le spalle alle classi lavoratrici<\/a>. Il fatto che alcun sostenitori del Remain fossero motivati dalla prospettiva di nuove quantit\u00e0 di\u00a0<a href=\"https:\/\/fabiusmaximus.com\/2016\/07\/01\/a-reason-uk-elites-oppose-brexit-98004\/\">lavoro a basso prezzo<\/a>\u00a0non \u00e8 passato inosservato. Gli oligarchi sono profondamente preoccupati, e vorrebbero che noi altri li salvassimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/politicalanthro.files.wordpress.com\/2014\/09\/gilens-and-page-2014-testing-theories-3-7-14.pdf\">Un sistema oligarchico in crisi<\/a> cerca, ovviamente, rimedi. Avendo reso la maggioranza dei lavoratori superflui, la chiave sta nel trovare il modo per renderli superflui anche come elettori. Fortunatamente per gli oligarchi, la storia offre delle soluzioni. Sul sito del\u00a0<a href=\"https:\/\/fabiusmaximus.com\/2016\/07\/01\/a-reason-uk-elites-oppose-brexit-98004\/\">dipartimento degli Stati Uniti<\/a>\u00a0si trovano delle lezioni su come far sopravvivere un regime importando migranti che, per ringraziare, lo sosterranno. Uno di questi casi riguarda la Guyana sotto il governo di Forbes Burnham e del \u201cPeople\u2019s National Congress\u201d (PNC). Con una classe lavoratrice spaccata tra Afro-Guyanesi ed Indo-Guyanesi, questi ultimi sostenitori del partito d\u2019opposizione e in maggioranza, quello che Burnham fece fu importare immigrati neri dalle vicine isole pi\u00f9 piccole dei Caraibi, che\u00a0<a href=\"https:\/\/books.google.ca\/books?id=DpsNAAAAYAAJ&amp;lpg=PA22&amp;ots=NeZo1q5hLj&amp;dq=%22forbes%20burnham%22%20immigrants%20imported%20voters&amp;pg=PA22#v=onepage&amp;q=%22forbes%20burnham%22%20immigrants%20imported%20voters&amp;f=false\">avrebbero poi votato PNC<\/a>\u00a0per ringraziare Burnham del sostegno. Cose simili accaddero a\u00a0<a href=\"http:\/\/www.guyanatimesgy.com\/2015\/12\/14\/kamaluddin-mohamed-did-greater-damage-than-good\/\">Trinidad e Tobago<\/a>, sotto il governo sostenuto da Washington di Eric Williams e del \u201cpeople\u2019s National Movement (PNM). In questo caso vi furono sospetti diffusi che\u00a0<a href=\"http:\/\/www.encyclopedia.com\/topic\/Trinidad_and_Tobago.aspx\">la grossa crescita della popolazione immigrata da Grenada e St. Vincent<\/a>\u00a0portasse ad un aumento della base del PNM.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli Stati Uniti, sembra che si provi un sollievo che sconfina in sollucchero quando i Democratici <a href=\"http:\/\/www.politico.com\/magazine\/story\/2016\/08\/2016-democrats-doubt-trump-clinton-numbers-214129\">possono dichiarare il declino nel numero dei loro sostenitori tra i lavoratori bianchi,<\/a> e la crescita del numero di voti dagli Ispanici, grazie all\u2019immigrazione, sia legale che illegale, che le loro politiche hanno aiutato a promuovere. Non voglio sostenere che gli odierni governanti degli Stati Uniti abbiano preso suggerimento diretto da regimi che hanno usato l\u2019immigrazione per costruire una nuova base demografica di sostegno, n\u00e9 penso che questa sia un logica cos\u00ec esotica da dover essere importata. Al contrario, il punto \u00e8 capire come l\u2019immigrazione sia usata come uno strumento per far sopravvivere un regime in una nazione divisa sul piano etnico. Un elemento di inusuale saggezza \u00c3\u00a8 emerso da un partecipante di destra ad un dibatitto radiofonico negli Stati Uniti che, volendo ironizzare sulla pratica politicamente corretta di chiamare gli immigrati illegali \u201clavoratori senza permesso\u201d, li ha invece chiamati\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rushlimbaugh.com\/daily\/2015\/12\/22\/i_ve_been_properly_credited_for_coining_the_term_undocumented_democrats\">\u201cDemocratici senza documenti\u201d<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbattere i confini offre l\u2019opportunit\u00e0 di allungare la vita di un regime impopolare. Le elite dominanti capiscono che (a) i lavoratori a disposizione sono votanti a didposizione e (b) che possono sempre importare una nuova base di votanti che sar\u00e0 riconoscente per l\u2019appoggio, almeno finch\u00e9 il discorso pro-immigrazione rimane in piedi. Questo \u00e8 il momento in cui si rivolgono alle politiche identitarie, al <a href=\"https:\/\/zeroanthropology.net\/2016\/07\/30\/social-imperialism-and-new-victorian-identity-politics\/\">lobbismo neo-tribale<\/a> ed al narcisismo morale che sfrutta calcolate espressioni di sdegno. Mentre gli oligarchi ci chiedono di salvarli, in molti rimangono affascinati dalla politica dell\u2019identit\u00e0 e del moralismo, seducente e sfruttatrice. Alcuni lo fanno nell\u2019illusione di essere in qualche eterna lotta al \u201cfascismo\u201d ed entrano nella lotta appropriatamente muniti di foto, postate sui social media, di testi classici del Marxismo dell\u2019800 e inizi \u2018900 che stanno orgogliosamente leggendo. Altri si fanno sedurre perch\u00e9 ancora una volta lasciano che reazioni emotive a caldo li guidino verso obiettivi che a malapena intuiscono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 istruttivo notare che il fascismo reale prese piede in una nazione che non aveva alti livelli di immigrazione. Era, invece, una delle pi\u00f9 grandi produttrici di emigranti: l\u2019Italia, dove l\u2019idea stessa di fascismo fu inventata. In effetti, il fascismo, cos\u00ec come \u00e8 realmente esistito nella storia, includeva un piano di colonizzazione per stabilire e impiegare a casa una popolazione in forte crescita. Nulla di tutto questo fa parte dell\u2019agenda di Trump.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre l\u2019immigrazione pu\u00f2 far sopravvivere un regime dentro i confini, pu\u00f2 essere un fattore di destabilizzazione quando \u00e8 causata da un cambio di regime all\u2019estero. L\u2019immigrazione \u00e8 stata uno dei fattori determinanti che ha portato alla vittoria del Brexit (vedi\u00a0<a href=\"https:\/\/fabiusmaximus.com\/2016\/06\/28\/immigration-and-brexit-97922\/\">Kummer, 2016<\/a>). Come alcuni hanno osservato, \u201cla societ\u00e0 Britannica \u00e8 stata trasformata du un\u2019ondata migratoria senza precedenti nella sua storia\u201d: dall\u2019avvento di Tony Blair al governo, \u201csono arrivati in Gran Bretagna circa due volte gli immigrati che erano arrivati nei cinquant\u2019anni precedenti\u201d. Alcuni sostengono che, di conseguenza, la vittoria del Brexit sia una\u00a0<a href=\"http:\/\/www.counterpunch.org\/2016\/06\/24\/brexit-a-victory-for-britains-working-class\/\">vittoria delle classi lavoratrici<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8638\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/eu-poll-immigration-as-top-concern-2.jpg\" alt=\"eu-poll-immigration-as-top-concern-2\" width=\"450\" height=\"344\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8639\" src=\"http:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories4\/poll-most-important.jpg\" alt=\"poll most important\" width=\"450\" height=\"267\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso dell\u2019Europa, le conseguenze del forte afflusso, nel corso degli ultimi due anni, di rifugiati e migranti che hanno viaggiato attraverso Turchia, Grecia e Libia, non hanno portato stabilit\u00e0 alla classe politica dominante. Si vedono i governi europei, alcuni dei quali hanno attivamente sostenuto (o magari ancora sostengono) le campagne statunitensi per il cambio di regime in Iraq, Afghanistan, Libia e Siria, che fronteggiano ora il conseguente afflusso di rifugiati. Avendo indebolito, o reso praticamente inesistenti, le strutture statali dell\u2019Afghanistan, dell\u2019Iraq e della Libia, ed avendo severamente compromesso la Siria, il livello di violenza senza precedenti in queste nazioni ha generato un fortissimo afflusso di rifugiati. Per un po\u2019, \u00e8 stato possibile scaricare il barile a paesi poco o pochissimo in grado di ospitare dei rifugiati, come la Giordania e la Turchia, o perfino la Grecia, gi\u00e0 profondamente fragile. La stessa Siria ha ospitato centinaia di migliaia di Iracheni, dopo l\u2019invasione statunitense. Una volta che una porzione dei rifugiati di queste regioni ha iniziato a spostarsi verso nord, dentro l\u2019Unione Europea, le elite al governo hanno a tutti gli effetti trasferito i costi sulle classi pi\u00f9 povere, sovraccaricando uno stato sociale gi\u00e0 immiserito dall\u2019austerit\u00e0, ed esigendo un atteggiamento benevolente. Le proteste di questi strati sociali sono state bollate come \u201crazziste\u201d e \u201cxenofobe\u201d, specialmente dai cosiddetti \u201cprogressisti\u201d. Il punto qui non dovrebbe essere se quelli che meno possono permetterselo debbano accogliere a braccia aperte o no i rifugiati ed i migranti. Il punto \u00e8 innanzitutto che l\u2019occidente non avrebbe dovuto creare quelle masse di rifugiati, come ha invece fatto con le sue invasioni, occupazioni e bombardamenti.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Conclusioni: la scomparsa della sinistra?<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo raccolto una serie di casi in cui la sinistra, a grandi linee, ha abbandonato qualsiasi tentativo di articolare una prospettiva critica sull\u2019immigrazione. Lo vediamo in casi come:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>la ritirata di Naomi Klein e Bernie Sanders e, in generale, di politici ed attivisti di sinistra, che o si sono chiusi nel silenzio o hanno proprio cambiato posizione;<\/li>\n<li>la chiara riluttanza di accademici Marxisti, come David Harvey, a trarre le ovvie conclusioni dal loro stesso lavoro;<\/li>\n<li>esponenti della sinistra che rifiutano le rimostranze delle classi lavoratrici, nel momento in cui viene loro imposta un\u2019ulteriore austerit\u00e0 dovuta al fatto che sanit\u00e0, istruzione e servizi sociali devono occuparsi dei migranti;<\/li>\n<li>le elite politiche che cercano un appoggio da sinistra, fingendosi progressiste, mentre sostengono l\u2019immigrazione dal Messico e dall\u2019America Centrale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Data, per\u00f2, la stretta relazione tra immigrazione e capitalismo neoliberista, e dato l\u2019attuale collasso dell\u2019ordine neoliberale, la sinistra si sta condannando all\u2019estinzione seguendo le tracce dei politici neoliberali. \u201cNon voto per un razzista o un bigotto\u201d si pu\u00f2 facilmente tradurre con \u201csto salvando l\u2019oligarchia\u201d. Nell\u2019occidente, potremmo quindi essere di fronte ad un punto di svolta storico ancora pi\u00f9 grande di quanto avremmo potuto immaginare: un futuro plasmato dall\u2019assenza della sinistra dal futuro stesso. Volendo essere meno pessimisti, la sinistra potrebbe diventare poco pi\u00f9 che un residuo, un\u2019eredit\u00e0, che a volte riappare in forma di apparizioni superficiali, o di frasi fatte, piuttosto che una vera forza sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza una sinistra, l\u2019attuale distinzione destra-sinistra (che sta gi\u00e0 sfumando ed evaporando da entrambi i lati) perder\u00e0 ancor pi\u00f9 senso, in special modo nel momento in cui la destra inizia ad appropriarsi di tematiche e preoccupazioni che per la sinistra una volta erano cruciali. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cosa pi\u00f9 importante da fare ora, in termini politici generali, \u00e8 mettere le politiche migratorie al centro del dibattito democratico. Bisogna discuterne a fondo, e dovrebbe esserci una vasta consultazione pubblica. Biasimare semplicemente le persone per zittirle, con l\u2019aiuto di facili e a volte ipocrite accuse di \u201crazzismo\u201d, non pu\u00f2 essere un sostituto della democrazia. Il pubblico deve sapere come l\u2019immigrazione colpisce i salari, i prezzi, le opportunit\u00e0 di lavoro, i servizi sociali, le organizzazioni sindacali, dato che questo tema \u00e8 cos\u00ec profondamente legato alla politica economica, commerciale, e dello stato sociale. Sospetto che, al momento, negli Stati Uniti, secondo troppe persone \u201cdi sinistra\u201d, il governo degli Stati Uniti dovrebbe rispondere pi\u00f9 agli stranieri che ai cittadini americani, per quanto riguarda la politica migratoria. Questo \u00e8 un approccio dannoso ed irrazionale. Oltre a ci\u00f2, troppo spesso le decisioni sull\u2019immigrazione sono state prese a porte chiuse da comitati legati ad interessi privati, producendo programmi per l\u2019immigrazione contorti e loschi, e deviando il dibattito fino al punto che le posizioni politiche sono cos\u00ec polarizzate che il discorso procede solo su posizioni che non ammettono alcuna obiezione. Infine, in termini di politica estera statunitense, serve un\u2019inversione di rotta della pratica pluridecennale di promozione all\u2019estero degli Stati Uniti come un faro, un modello, il punto pi\u00f9 alto dello sviluppo e ricchezza umane, cosa che li rende la destinazione pi\u00f9 ovvia per cos\u00ec tante persone che compiono delle scelte senza farsi troppe domande e senza sapere a cosa vanno incontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: <a href=\"http:\/\/www.sinistrainrete.info\/analisi-di-classe\/8115-maximilian-forte-immigrazione-e-capitale.html\">http:\/\/www.sinistrainrete.info\/analisi-di-classe\/8115-maximilian-forte-immigrazione-e-capitale.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MAXIMILIAN FORTE Pubblichiamo la traduzione dell\u2019importante articolo di Maximilian Forte su Zero Anthropology\u00a0\u2013 gi\u00e0 segnalato dal prof. Alberto Bagnai su Goofynomics \u2013 in cui l\u2019antropologo italo-canadese analizza impietosamente la svolta storica cui stiamo assistendo: la scomparsa della sinistra dal panorama del futuro. Concentrandosi sul caso degli Stati Uniti, egli fa un ritratto impietoso di una sinistra doppiamente ipocrita che rincorre i liberisti sul loro stesso piano abdicando totalmente ai suoi valori. Una sinistra che&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":38,"featured_media":18833,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/lavoratori-stranieri.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-4TK","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18832"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/38"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=18832"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/18832\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/18833"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=18832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=18832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=18832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}