{"id":18840,"date":"2016-10-06T13:39:20","date_gmt":"2016-10-06T11:39:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=18840"},"modified":"2016-10-06T13:39:20","modified_gmt":"2016-10-06T11:39:20","slug":"vai-allestero-figliolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=18840","title":{"rendered":"\u201cVai all\u2019estero, figliolo\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CONTROPIANO (Redazione)<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; una vocina insistente, fino a qualche anno fa sussurrata a mezza bocca come si fa per gli investimenti sicuri (a patto che l&#8217;informzione non sia disponibile a tutti). Ora \u00e8 il mantra recitato nei weekend intorno al tavolo di famiglia, tra anziani genitori preoccupati e figli che non vedono un futuro vivibile. Perlomeno qui, a casa loro. Come accadeva alle muove generazioni di immigrati in America dalla vecchia Europa in crisi, oltre un secolo fa; scesi dalle navi, con davanti una lotta al coltello per la sopravvivenza, si sentivano consigliare &#8220;vai all&#8217;Ovest, figliolo&#8221;.<br \/>\nAbbiamo da venti anni e pi\u00f9 governi inqualificabili che tolgono diritti e welfare, distruggono l&#8217;istruzione pubblica ad ogni livello, e ci spiegano che lo fanno per \u201cdare un futuro ai giovani\u201d. Qualche imbecille ancora crede e scrive \u2013 o lo pagano per farlo \u2013 che se i giovani se passano malissimo \u00e8 \u201ccolpa dei privilegi dei vecchi\u201d. Ossia di padri e nonni che mantegono figli o nipoti disoccupati, precari, sottopagati, ricattati.<br \/>\nIl risultato \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Siamo il paese dove la disoccupazione giovanile \u00e8 altissima (40%) e si aumenta l&#8217;et\u00e0 pensionabile, ridecendo cos\u00ec il numero dei posti di lavoro disponibili per il ricambio generazionale; e quando un governante se ne accorge l&#8217;unica idea che gli viene in testa \u00e8 di far pagare al pensionato l&#8217;anticipo dell&#8217;andata in pensione che la Fornero aveva allungato a dismisura. Siamo il paese in cui la qualit\u00e0 degli studi universitari cala in modo drastico (tranne in alcune isole felici) e quei pochi laureati di livello non riescono a trovare un&#8217;occupazione corrispondente (o per mancanza di imprese avanzate o perch\u00e9 molti dipartimenti universitari sono divetati centri di clientela e nepostismo).<br \/>\nIl risultato \u00e8 feroce, dice il rapporto della Fondazione Migrantes: Solo nel 2015 sono espatriati, emigrati p trasferiti all&#8217;estero \u2013 scegliete la dizione che pi\u00f9 vi aggrada \u2013 107.529 cittadini italiani. Non turisti, non per soggiorni temporanei, ma sul lungo termine o definitivamente. I soli iscritti all\u2019Anagrafe degli italiani residenti all\u2019estero (Aire) sono stati 6.232 in pi\u00f9, con un incremento del 6,2%.<br \/>\nLa fetta pi\u00f9 grande sono ovviamente i giovani, tra i 18 e i 34 anni: 39.410, il 36,7% del totale. Dove sono andati? Soprattutto in Germania (16.568), ovviamente. Pensate che si tratti di meridionali? Al contrario: Lombardia (20.088) e Veneto (10.374) sono le principali regioni di emigrazione. A riprova del fatto che \u00e8 il \u201csistema Italia\u201d a esser stato strutturalmente disastrato dalle privatizzazioni (basta guardare che fine ha fatto Telecom, ora in mani francesi, o l&#8217;Alitalia ceduta agli arabi di Etihad, che sta chiedendo aiuti allo Stato!) e dakke \u201criforme\u201d universitarie (a partire da quella, criminale, che ha introdotto laurea breve e meccanismo dei crediti: con la firma di Luigi Berlinguer).<br \/>\nUn disastro che si espande man mano che l&#8217;intervento pubblico nell&#8217;economia si riduce senza che nessun capitale \u201cnostrano\u201d si sia mai fatto avanti per raccogliere il testimone. Sar\u00e0 un caso, ma l&#8217;unica privatizzazione di successo, tra gli imprenditori italici, \u00e8 stata quella delle autostrade: seduti a riscuotere il pedaggio e a chiedere ogni anno un aumento varie volte superiore a quello dell&#8217;inflazione.<br \/>\nSiamo tornati insomma un paese poco industrializzato e poco attrattivo, soprattutto per la popolazione che vi \u00e8 nata. Un risultato clamoroso che smentisce anche i governi degli ultimi anni, quelli che affermavano \u2013 e affermano, vedi http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2016\/10\/03\/scalfarotto-invita-gli-investimenti-esteri-esaltando-bassi-salari-084254 \u2013 di voler creare un ambiente favorevole agli investimenti stranieri e rafforzare \u201cla posizione dell&#8217;Italia nel mondo\u201d.<\/p>\n<p>N\u00e8 uno, n\u00e9 l&#8217;altro. Al primo gennaio 2016 sono pi\u00f9 di 4,8 milioni (4.811.163), con una crescita del 3,7% rispetto l\u2019anno precedente (+174.516 unit\u00e0). E i capitali che arrivano vengono attirati dal know how residui (Ducati e Lamborghini ai tedeschi, altre imprese di punta ai cinesi, ecc) oppure dalle possibilit\u00e0 speculative tradizionali (fondi immobiliari nei centri storici delle citt\u00e0 d&#8217;arte, a partire da Roma, Firenze, Venezia).<\/p>\n<p>Tendenze convergenti nella creazione di un deserto: economico, umano, culturale.<\/p>\n<p>Fonte:<a href=\"http:\/\/contropiano.org\/altro\/2016\/10\/06\/vai-allestero-figliolo-084382\">http:\/\/contropiano.org\/altro\/2016\/10\/06\/vai-allestero-figliolo-084382<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Redazione) E&#8217; una vocina insistente, fino a qualche anno fa sussurrata a mezza bocca come si fa per gli investimenti sicuri (a patto che l&#8217;informzione non sia disponibile a tutti). Ora \u00e8 il mantra recitato nei weekend intorno al tavolo di famiglia, tra anziani genitori preoccupati e figli che non vedono un futuro vivibile. 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